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Francisco d Anconia
07 Novembre 2026 | 10.44

Ieri sera, a BG TV, Belingheri faceva una riflessione interessante: questi giocatori stanno andando al piccolo trotto non soltanto con Sarri, ma anche nei mesi precedenti, con Juric, nell'ultima parte della gestione Palladino e persino negli ultimi mesi di Gasperini. Allora la domanda è inevitabile: siamo sicuri che basti cambiare allenatore? O rischiamo che, anche prendendo Guardiola, lo spettacolo non cambi poi molto?

La domanda di Belingheri mi porta a fare una considerazione sulle scelte della società. Credo che la proprietà avesse già intravisto il problema e che Sarri sia stato anche un tentativo di scuotere l'ambiente dopo tanti anni di Gasperini. Un nuovo modello di gioco poteva rappresentare l'occasione per dare nuovi stimoli a un gruppo che mostrava evidenti segni di logoramento e provare a restituirgli quasi una seconda vita.

Il problema è che, almeno finora, neppure questa strada ha prodotto le risposte attese. Cambiare ancora significherebbe rimettere tutto in discussione e ricominciare da capo. E soprattutto resta da capire se un ulteriore cambio in panchina possa davvero incidere su problemi che sembrano avere radici più profonde.

Forse, quindi, l'obiettivo è soprattutto guadagnare tempo: vedere cosa succede con il recupero degli infortunati, arrivare a gennaio per i primi correttivi e poi all'estate per gli interventi più profondi.

Ormai questa rosa l'abbiamo vista in tutte le salse e continuare a pensare che il problema sia soltanto in panchina è difficile da sostenere.

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gozalex
07 Novembre 2026 | 18.35
Francisco d Anconia
07 Novembre 2026 | 10.44

Ieri sera, a BG TV, Belingheri faceva una riflessione interessante: questi giocatori stanno andando al piccolo trotto non soltanto con Sarri, ma anche nei mesi precedenti, con Juric, nell'ultima parte della gestione Palladino e persino negli ultimi mesi di Gasperini. Allora la domanda è inevitabile: siamo sicuri che basti cambiare allenatore? O rischiamo che, anche prendendo Guardiola, lo spettacolo non cambi poi molto?

La domanda di Belingheri mi porta a fare una considerazione sulle scelte della società. Credo che la proprietà avesse già intravisto il problema e che Sarri sia stato anche un tentativo di scuotere l'ambiente dopo tanti anni di Gasperini. Un nuovo modello di gioco poteva rappresentare l'occasione per dare nuovi stimoli a un gruppo che mostrava evidenti segni di logoramento e provare a restituirgli quasi una seconda vita.

Il problema è che, almeno finora, neppure questa strada ha prodotto le risposte attese. Cambiare ancora significherebbe rimettere tutto in discussione e ricominciare da capo. E soprattutto resta da capire se un ulteriore cambio in panchina possa davvero incidere su problemi che sembrano avere radici più profonde.

Forse, quindi, l'obiettivo è soprattutto guadagnare tempo: vedere cosa succede con il recupero degli infortunati, arrivare a gennaio per i primi correttivi e poi all'estate per gli interventi più profondi.

Ormai questa rosa l'abbiamo vista in tutte le salse e continuare a pensare che il problema sia soltanto in panchina è difficile da sostenere.

CESCO_DE_ALMEN
07 Novembre 2026 | 14.48
credo
07 Novembre 2026 | 13.54
Francisco d Anconia
07 Novembre 2026 | 10.44

Ieri sera, a BG TV, Belingheri faceva una riflessione interessante: questi giocatori stanno andando al piccolo trotto non soltanto con Sarri, ma anche nei mesi precedenti, con Juric, nell'ultima parte della gestione Palladino e persino negli ultimi mesi di Gasperini. Allora la domanda è inevitabile: siamo sicuri che basti cambiare allenatore? O rischiamo che, anche prendendo Guardiola, lo spettacolo non cambi poi molto?

La domanda di Belingheri mi porta a fare una considerazione sulle scelte della società. Credo che la proprietà avesse già intravisto il problema e che Sarri sia stato anche un tentativo di scuotere l'ambiente dopo tanti anni di Gasperini. Un nuovo modello di gioco poteva rappresentare l'occasione per dare nuovi stimoli a un gruppo che mostrava evidenti segni di logoramento e provare a restituirgli quasi una seconda vita.

Il problema è che, almeno finora, neppure questa strada ha prodotto le risposte attese. Cambiare ancora significherebbe rimettere tutto in discussione e ricominciare da capo. E soprattutto resta da capire se un ulteriore cambio in panchina possa davvero incidere su problemi che sembrano avere radici più profonde.

Forse, quindi, l'obiettivo è soprattutto guadagnare tempo: vedere cosa succede con il recupero degli infortunati, arrivare a gennaio per i primi correttivi e poi all'estate per gli interventi più profondi.

Ormai questa rosa l'abbiamo vista in tutte le salse e continuare a pensare che il problema sia soltanto in panchina è difficile da sostenere.

Scania76
07 Novembre 2026 | 13.39

Umanamente mi dispiace per Sarri, che in questa situazione, ha una minima percentuale di colpe!!! La colpa maggiore, la divido tra PROPRIETÀ.... E CALCIATORI.... Proprietà che da troppe sessioni di mercato sbaglia Acquisti e non cessioni.... tenendo in rosa gente palesemente a fine ciclo con L'Atalanta... piuttosto che giocatori con problemi fisici cronici per vari motivi es... Kossunou e kolasinac.... oppure giocatori inutili come Sulemana e Samardzic.... sbagliare, può succedere, ma quando puntualmente si ripetono errori di valutazione........ non può essere solo colpa degli allenatori o direttori sportivi..... per quando riguarda chi scende in campo..... hanno anche, giovedì sera, dimostrato QUANTO SONO MEDIOCRI!!!!! sia tecnicamente, sia caratterialmente.... sbagliano a calciare i calci d'angolo, sbagliano i traversoni in corsa, sbagliano passaggi elementari.... non mettono nulla, tranne la confusione..... la proprietà doveva, dopo aver scelto di cambiare totalmente la direzione degli ultimi 10 anni.... doveva cambiare soprattutto gran parte della Rosa.... ma invece, ha sperato...... SBAGLIANDO NUOVAMENTE.... diversi di questi GRANDI PROFESSIONISTI... sono quelli che L'anno scorso.... HANNO GIOCATO CONTRO IL LORO ALLENATORE.... FOTTENDOSENE DEL RISPETTO DELLA MAGLIA E DI COLORO CHE LA PORTANO PER TUTTA LA VITA.... NOI TIFOSI!!!!!!!!!!! in 2 anni, sono riusciti a rovinare tutto..... ore tremo al pensiero, di chi sarà il 4° allenatore in quasi e anni...... sperando poi, che a Gennaio iniziano a RIPULIRE LO SPOGLIATOIO.... MAGARI ANCHE QUALCUNO IN DIRIGENZA...... questo è il mio pensiero. Scusate

Francisco d Anconia
07 Novembre 2026 | 10.44

Ieri sera, a BG TV, Belingheri faceva una riflessione interessante: questi giocatori stanno andando al piccolo trotto non soltanto con Sarri, ma anche nei mesi precedenti, con Juric, nell'ultima parte della gestione Palladino e persino negli ultimi mesi di Gasperini. Allora la domanda è inevitabile: siamo sicuri che basti cambiare allenatore? O rischiamo che, anche prendendo Guardiola, lo spettacolo non cambi poi molto?

La domanda di Belingheri mi porta a fare una considerazione sulle scelte della società. Credo che la proprietà avesse già intravisto il problema e che Sarri sia stato anche un tentativo di scuotere l'ambiente dopo tanti anni di Gasperini. Un nuovo modello di gioco poteva rappresentare l'occasione per dare nuovi stimoli a un gruppo che mostrava evidenti segni di logoramento e provare a restituirgli quasi una seconda vita.

Il problema è che, almeno finora, neppure questa strada ha prodotto le risposte attese. Cambiare ancora significherebbe rimettere tutto in discussione e ricominciare da capo. E soprattutto resta da capire se un ulteriore cambio in panchina possa davvero incidere su problemi che sembrano avere radici più profonde.

Forse, quindi, l'obiettivo è soprattutto guadagnare tempo: vedere cosa succede con il recupero degli infortunati, arrivare a gennaio per i primi correttivi e poi all'estate per gli interventi più profondi.

Ormai questa rosa l'abbiamo vista in tutte le salse e continuare a pensare che il problema sia soltanto in panchina è difficile da sostenere.

Scania76
07 Novembre 2026 | 13.39

Umanamente mi dispiace per Sarri, che in questa situazione, ha una minima percentuale di colpe!!! La colpa maggiore, la divido tra PROPRIETÀ.... E CALCIATORI.... Proprietà che da troppe sessioni di mercato sbaglia Acquisti e non cessioni.... tenendo in rosa gente palesemente a fine ciclo con L'Atalanta... piuttosto che giocatori con problemi fisici cronici per vari motivi es... Kossunou e kolasinac.... oppure giocatori inutili come Sulemana e Samardzic.... sbagliare, può succedere, ma quando puntualmente si ripetono errori di valutazione........ non può essere solo colpa degli allenatori o direttori sportivi..... per quando riguarda chi scende in campo..... hanno anche, giovedì sera, dimostrato QUANTO SONO MEDIOCRI!!!!! sia tecnicamente, sia caratterialmente.... sbagliano a calciare i calci d'angolo, sbagliano i traversoni in corsa, sbagliano passaggi elementari.... non mettono nulla, tranne la confusione..... la proprietà doveva, dopo aver scelto di cambiare totalmente la direzione degli ultimi 10 anni.... doveva cambiare soprattutto gran parte della Rosa.... ma invece, ha sperato...... SBAGLIANDO NUOVAMENTE.... diversi di questi GRANDI PROFESSIONISTI... sono quelli che L'anno scorso.... HANNO GIOCATO CONTRO IL LORO ALLENATORE.... FOTTENDOSENE DEL RISPETTO DELLA MAGLIA E DI COLORO CHE LA PORTANO PER TUTTA LA VITA.... NOI TIFOSI!!!!!!!!!!! in 2 anni, sono riusciti a rovinare tutto..... ore tremo al pensiero, di chi sarà il 4° allenatore in quasi e anni...... sperando poi, che a Gennaio iniziano a RIPULIRE LO SPOGLIATOIO.... MAGARI ANCHE QUALCUNO IN DIRIGENZA...... questo è il mio pensiero. Scusate

Francisco d Anconia
07 Novembre 2026 | 10.44

Ieri sera, a BG TV, Belingheri faceva una riflessione interessante: questi giocatori stanno andando al piccolo trotto non soltanto con Sarri, ma anche nei mesi precedenti, con Juric, nell'ultima parte della gestione Palladino e persino negli ultimi mesi di Gasperini. Allora la domanda è inevitabile: siamo sicuri che basti cambiare allenatore? O rischiamo che, anche prendendo Guardiola, lo spettacolo non cambi poi molto?

La domanda di Belingheri mi porta a fare una considerazione sulle scelte della società. Credo che la proprietà avesse già intravisto il problema e che Sarri sia stato anche un tentativo di scuotere l'ambiente dopo tanti anni di Gasperini. Un nuovo modello di gioco poteva rappresentare l'occasione per dare nuovi stimoli a un gruppo che mostrava evidenti segni di logoramento e provare a restituirgli quasi una seconda vita.

Il problema è che, almeno finora, neppure questa strada ha prodotto le risposte attese. Cambiare ancora significherebbe rimettere tutto in discussione e ricominciare da capo. E soprattutto resta da capire se un ulteriore cambio in panchina possa davvero incidere su problemi che sembrano avere radici più profonde.

Forse, quindi, l'obiettivo è soprattutto guadagnare tempo: vedere cosa succede con il recupero degli infortunati, arrivare a gennaio per i primi correttivi e poi all'estate per gli interventi più profondi.

Ormai questa rosa l'abbiamo vista in tutte le salse e continuare a pensare che il problema sia soltanto in panchina è difficile da sostenere.

Titti70pl
07 Novembre 2026 | 00.29

Ciao Jump75, è sempre un piacere proseguire questo confronto. Visto che hai ripreso la mia metafora dell'orchestra, ci tengo a precisare un passaggio fondamentale, perché secondo me la stai guardando solo da una prospettiva. Gli intenditori di musica non si limitano ad apprezzare le singole note, ma guardano soprattutto la maestria con cui viene diretta l'orchestra. Più un'orchestra è prestigiosa e piena di talenti, più serve un direttore straordinario per gestire le "primedonne", capire le tonalità e armonizzare i suoni in modo da trovare il bilanciamento perfetto. Un'orchestra non riproduce semplicemente note a tempo: ha bisogno del suo Maestro, altrimenti anche i migliori solisti finiscono per stonare. Quando definisci i giocatori del ciclo precedente come dei "minions" o dei gusci vuoti, qui semplifichi troppo e neghi una cosa fondamentale: che l'Atalanta di questi ultimi 9 anni non avesse un'anima. E questo non lo si può proprio sentire né dire, perché quell'anima la vedevano in tutta Italia e in Europa (con quel "Noter an mola mia" stampato nel DNA) e, uniti da quel formidabile spirito di squadra, abbiamo conquistato un trionfo storico come l'Europa League. Sia chiaro, io non sto demonizzando Sarri né tantomeno santificando Gasperini, ma guardo i fatti. Se dopo tutti questi mesi la squadra sembra ancora un'armata Brancaleone, il problema non è la presunta mancanza di autonomia ereditata dal passato, ma il fatto che la direzione attuale non sta portando frutti. Oggi di "sarrismo" in questa squadra non c'è assolutamente nulla. Analizzando la situazione con lucidità, la vera problematica non è il gioco in sé, non è il carattere, non è la tipologia di modulo e nemmeno la qualità dei singoli. Anzi, ti dico di più: pur considerando tutti gli infortuni che abbiamo avuto, con questa rosa saremmo dovuti e potuti essere molto più in alto in classifica. A questo punto, mi piacerebbe chiederti: qual è secondo te, nel concreto, un'analisi realistica di questa situazione? Sono curiosa di leggerla, così poi ti espongo la mia visione in modo ancora approfondito.

Un caro saluto anche a te e sempre forza Atalanta!

Jump75
07 Novembre 2026 | 11.33

Ben ritrovata Titti70pl e grazie sempre per i feedback ben pensati, oltre che ben scritti.

Da appassionato di classica concordo certamente con quello che dici e che tradurrei con la prevalenza dell'intero sulla singola nota: un errore d'esecuzione si può perdonare (se sono due o più un po' meno) all'interno di un'interpretazione appassionata e riuscita. Infatti quello che cerco di dire è proprio che a noi manca ancora l'anima.

Nel ciclo gasperiano quella non mancava, ma era appunto quella di Gasperini, che ora sta riplasmando pressoché tale e quale sulle sponde del Tevere. Forse ho usato immagini un po' troppo forti, ma il punto è appunto né demonizzare né santificare.

L'addebito che muovo a Gasperini, che ritengo nondimeno il più geniale allenatore in circolazione e che avrei tanto sperato restasse, è quello di aver costruito troppo una squadra a sua immagine e somiglianza, senza far crescere i giocatori dal punto di vista calcistico. L'effetto di quella gestione è quella per cui "Après moi, le déluge".

La mia idea oggi è appunto che ancora molti dei nostri giocatori siano troppo abituati a sentirsi dire al millimetro cosa dover fare e, in assenza di una gestione così stretta, si trovino incapaci di capire cosa fare per sviluppare il gioco. Le verticalizzazioni sono spesso sbagliate, per un fraseggio che azzeccano due li sbagliano, nelle ripartenze, dopo due o tre passaggi a fatica azzeccati, poi sparano la palla oltre la metà campo senza capire a chi ... insomma, in generale li vedo sempre spaesati, senza consapevolezza del gioco che potrebbero/dovrebbero disegnare.

Mi pare che manchi proprio la libertà interiore di seguire un'idea che non sia la gestione immediata della palla. Cose invece che ritrovi guardando le altre nostre antagoniste.

Detto questo però, rimango fiducioso che la nostra cultura del lavoro, del rialzarsi dopo le cadute, del non mollare mai, ripagherà comunque, anche se probabilmente quest'anno sarà di sofferenza. D'altra parte Labor in latino voleva proprio dire "fatica", a volte lo dimentichiamo.

Alla prossima e buon fine settimana! 

Francisco d Anconia
07 Novembre 2026 | 10.44

Ieri sera, a BG TV, Belingheri faceva una riflessione interessante: questi giocatori stanno andando al piccolo trotto non soltanto con Sarri, ma anche nei mesi precedenti, con Juric, nell'ultima parte della gestione Palladino e persino negli ultimi mesi di Gasperini. Allora la domanda è inevitabile: siamo sicuri che basti cambiare allenatore? O rischiamo che, anche prendendo Guardiola, lo spettacolo non cambi poi molto?

La domanda di Belingheri mi porta a fare una considerazione sulle scelte della società. Credo che la proprietà avesse già intravisto il problema e che Sarri sia stato anche un tentativo di scuotere l'ambiente dopo tanti anni di Gasperini. Un nuovo modello di gioco poteva rappresentare l'occasione per dare nuovi stimoli a un gruppo che mostrava evidenti segni di logoramento e provare a restituirgli quasi una seconda vita.

Il problema è che, almeno finora, neppure questa strada ha prodotto le risposte attese. Cambiare ancora significherebbe rimettere tutto in discussione e ricominciare da capo. E soprattutto resta da capire se un ulteriore cambio in panchina possa davvero incidere su problemi che sembrano avere radici più profonde.

Forse, quindi, l'obiettivo è soprattutto guadagnare tempo: vedere cosa succede con il recupero degli infortunati, arrivare a gennaio per i primi correttivi e poi all'estate per gli interventi più profondi.

Ormai questa rosa l'abbiamo vista in tutte le salse e continuare a pensare che il problema sia soltanto in panchina è difficile da sostenere.

Alpeggio
07 Novembre 2026 | 11.22

Normalmente domani avrei voluto giocare per vincere. Adesso non lo so: magari vinciamo lo stesso, ma il Monza sta chiaramente fiutando l'odore del sangue... non vedo cosa possa cambiare, da quattro mesi assistiamo sempre allo stesso copione. E pensare che fino a un anno fa andavamo a giocare in città come Monza, Lecce e Parma per divertirci e segnare una barca di gol... oggi invece speriamo semplicemente di non perdere... La "decrescita infelice" sarriana è già iniziata. Mi torna in mente un post di qualche giorno fa, nel quale si parlava di una fabbrica di forchette che decide di mettersi a produrre cucchiai. Secondo me però l'esempio non è del tutto corretto... l'Atalanta di oggi è piuttosto una fabbrica di forchette dorate che ha deciso consapevolmente di rinunciare al designer che realizzava tutte quelle splendide forchette d'oro, capaci di vendersi praticamente da sole... dopo aver provato ad assumere un designer specializzato in forchette di plastica, ha tentato di rivolgersi al figlio del designer originale, ottenendo anche buoni risultati, poi però, al momento di definire il contratto, ha deciso di ribaltare completamente tutto e di avviare una coltivazione di banane... la conseguenza? Tutti i macchinari destinati alla produzione di forchette restano inutilizzati, gli introiti crollano a zero e l'azienda rimane in attesa che i banani crescano e comincino a produrre frutti. Il risultato è un fallimento sportivo prevedibile, ampiamente preventivabile e, soprattutto, privo di qualsiasi logica.

Francisco d Anconia
07 Novembre 2026 | 10.44

Ieri sera, a BG TV, Belingheri faceva una riflessione interessante: questi giocatori stanno andando al piccolo trotto non soltanto con Sarri, ma anche nei mesi precedenti, con Juric, nell'ultima parte della gestione Palladino e persino negli ultimi mesi di Gasperini. Allora la domanda è inevitabile: siamo sicuri che basti cambiare allenatore? O rischiamo che, anche prendendo Guardiola, lo spettacolo non cambi poi molto?

La domanda di Belingheri mi porta a fare una considerazione sulle scelte della società. Credo che la proprietà avesse già intravisto il problema e che Sarri sia stato anche un tentativo di scuotere l'ambiente dopo tanti anni di Gasperini. Un nuovo modello di gioco poteva rappresentare l'occasione per dare nuovi stimoli a un gruppo che mostrava evidenti segni di logoramento e provare a restituirgli quasi una seconda vita.

Il problema è che, almeno finora, neppure questa strada ha prodotto le risposte attese. Cambiare ancora significherebbe rimettere tutto in discussione e ricominciare da capo. E soprattutto resta da capire se un ulteriore cambio in panchina possa davvero incidere su problemi che sembrano avere radici più profonde.

Forse, quindi, l'obiettivo è soprattutto guadagnare tempo: vedere cosa succede con il recupero degli infortunati, arrivare a gennaio per i primi correttivi e poi all'estate per gli interventi più profondi.

Ormai questa rosa l'abbiamo vista in tutte le salse e continuare a pensare che il problema sia soltanto in panchina è difficile da sostenere.

Gabry76
07 Novembre 2026 | 11.05

Situazione paradossale e nessuno si prende le

colpe.. società .. allenatore..giocatori..

questa squadra è da 13 posto o da primi 7/8?

c’è una società che vuole svoltare dopo 10

anni e prende giuntoli e giuntoli vuole Sarri…tutti sanno come gioca Sarri ma

x tutta l estate giuntoli ci dice che questa squadra è forte e va bene cosi( noi siamo tifosi e sapevamo benissimo che questa squadra non era adatta al 433… giuntoli che è un professionista no??) e prende prima gaetano ( ex trequartista) x fare il play… poi kristoensen che ha sempre giocato a 3 dietro.. e ultima settimana kessie e Rowe…ma non prende il difensore mancino veloce e abituato a giocare a 4.. non prende un vero play leader ( alla Jorginho)… non prende il centrocampista forte fisicamente ( alla loftus check o dele bashiru) ne un mastino alla Allan…

la squadra va male .. giva da schifo tutte le partite tranne 15/20 minuti ogni tanto..del

gioco di Sarri zero.. lentezza assoluta … noia totale…

oggi giuntoli e luca Percassi che non hanno preso i giocatori che servivano ma hanno comunque spesso oltre 80 milioni ki difendono Sarri????se volevano difendere Sarri gli prendevano i giocatori che gli servivano!!! No a parole ma coi fatti!

domani se non vinciamo e alla prossima abbiamo l Inter che non battiamo da secoli ci rendiamo dove ci troveremo?

purtroppo nonostante  Sarri rispetto a juric e ( era) un bravo allenatore non si può far altro che cambiare allenatore( magari non pioli…) ma non ci sono alternative se vogliamo risalire in classifica…

Francisco d Anconia
07 Novembre 2026 | 10.44

Ieri sera, a BG TV, Belingheri faceva una riflessione interessante: questi giocatori stanno andando al piccolo trotto non soltanto con Sarri, ma anche nei mesi precedenti, con Juric, nell'ultima parte della gestione Palladino e persino negli ultimi mesi di Gasperini. Allora la domanda è inevitabile: siamo sicuri che basti cambiare allenatore? O rischiamo che, anche prendendo Guardiola, lo spettacolo non cambi poi molto?

La domanda di Belingheri mi porta a fare una considerazione sulle scelte della società. Credo che la proprietà avesse già intravisto il problema e che Sarri sia stato anche un tentativo di scuotere l'ambiente dopo tanti anni di Gasperini. Un nuovo modello di gioco poteva rappresentare l'occasione per dare nuovi stimoli a un gruppo che mostrava evidenti segni di logoramento e provare a restituirgli quasi una seconda vita.

Il problema è che, almeno finora, neppure questa strada ha prodotto le risposte attese. Cambiare ancora significherebbe rimettere tutto in discussione e ricominciare da capo. E soprattutto resta da capire se un ulteriore cambio in panchina possa davvero incidere su problemi che sembrano avere radici più profonde.

Forse, quindi, l'obiettivo è soprattutto guadagnare tempo: vedere cosa succede con il recupero degli infortunati, arrivare a gennaio per i primi correttivi e poi all'estate per gli interventi più profondi.

Ormai questa rosa l'abbiamo vista in tutte le salse e continuare a pensare che il problema sia soltanto in panchina è difficile da sostenere.

Titti70pl
07 Novembre 2026 | 00.46

Condivido l'analisi sulla delicatezza del momento, ma non trovo affatto giusta la critica mossa alla società e alla proprietà. Solo l'anno scorso la piazza e l'ambiente criticavano la dirigenza perché la società "non era in grado di comunicare", sostenendo che Luca Percassi dovesse fare solo il suo lavoro senza accentrare ruoli o esporsi in interviste che non sono nelle sue corde, vista la sua indole notoriamente introversa. Ora che Luca sta facendo esattamente il suo lavoro, prendendo le distanze dai riflettori, e la proprietà ha scelto di affidarsi a professionisti dal curriculum pesante come Giuntoli e Sarri, facendosi carico di investimenti e ingaggi milionari mai visti prima, li si accusa di essersi chiusi in una "torre d'avorio". A me sembra semplicemente che abbiano provato a fare quello che l'ambiente chiedeva, ovvero strutturarsi e alzare l'asticella. L'unico vero errore, a parer mio, non sta nella scelta di fondo, ma in un puntiglio d'orgoglio nella gestione del capitolo Palladino. Se Juric rappresentava la continuità (l'ombra del Gasp) e il binomio Giuntoli-Sarri la via dell'esperienza, Palladino era il profilo perfetto per l'ambizione, la valorizzazione dei giovani e il legame con il nostro settore giovanile. L'errore grosso è stato non confermarlo per una pura questione di principio: quando la società gli ha proposto un contratto più lungo lui ha temporeggiato, e quando poi Palladino ha dato la sua disponibilità a chiudere, la società gli ha risposto con un "no" di ripicca. È stato quel cortocircuito d'orgoglio a far saltare una scelta che poteva darci continuità, non certo la mancanza di competenza o di buona volontà della proprietà

Ex-Cridoni27
07 Novembre 2026 | 01.44 (modificato)

Articolo molto intelligente, ragionato e non di pancia. Condivido due frasi in grado di spiegare tantissimo:

"Penso che la coppia Sarri - Giuntoli sia un innesto venuto male rispetto alla rosa e al nostro ambiente" ......  "mi pare sia mancata nella proprietà la competenza sufficiente per valutare bene il tutto".

Io credo di essere uno dei pochi che ancora ricorda molto bene la casualità dell'arrivo di Gasperini a Bergamo: se non avessimo ricevuto il NO di Maran (prima scelta dei Percassi all'epoca), forse non avremmo vissuto i 10 anni più straordinari dell'Atalanta. Questo per dire che la dirigenza ha sempre dimostrato di saper mantenere i piedi per terra, i bilanci in ordine, tutelare quindi l'universo Atalanta ma, a parer mio, non è mai stata particolarmente brillante nelle scelte di programmazione. Juric e Palladino rappresentano la paura del cambiamento e un mediocre tentativo di emulare il passato; la tardiva rivoluzione auspicata con Sarri avviene invece senza essere accompagnata da scelte di mercato radicali per adeguare la rosa ad un calcio totalmente diverso (con l'aggravante che i pochi acquisti arrivano pure tardivamente). Gli anni più straordinari non sono complicatissimi da interpretare: un grandissimo tecnico ha valorizzato al 200% il lavoro di un bravissimo DS come Sartori e alcuni gioielli della Primavera dell'epoca. La sua permanenza Bergamo, grazie ai risultati in continua ascesa,  ha poi salvato anche gran parte del lavoro di un DS invece mediocre come D'Amico. Tutto ciò che è venuto dopo, purtroppo, denota quanto siano bravi imprenditori (vedi stadio) ma quanto i Percassi siano sopravvalutati (e forse anche un po' presuntuosi) sotto il profilo della programmazione sportiva. L'accoppiata Giuntoli - Sarri sicuramente è un errore in buona fede, ma nasconde l'incapacità di analizzare (anche con i giusti consulenti) quanto sia cambiato il calcio rispetto ai tempi d'oro della zona pura "sarriana". Perfetto, quindi, anche l'epilogo dell'articolo che auspica l'innesto in società di persone con la giusta esperienza per evitare che si ripetano scelte sbagliate dalle quali poi è molto complesso uscire e ripartire. 

SuperSaudati
06 Novembre 2026 | 19.38

..una domanda...forse inutile.. (..peraltro credo di giocarmi il mio terzo commento del giorno...)  io capisco la frustazione...ieri ero allo stadio anch'io e mi veniva da criticare tutto o quasi...  però il senso di coprire con bordate di fischi giocatori già in evidente difficoltà come Samardzic o peggio ancora Scamacca... (che va bene tutto, ma ieri era in campo al rientro da un infortunio, solo perchè serviva uno che facesse rifiatare almeno un tempo al povero Krstovic... e non abbiamo in rosa altri centravanti puri...)  ....a noi ci fa sfogare perchè non corrono e (secondo noi) non si sbattono... ma credo che non abbia un effetto positivo su di loro.. poi uno può dire meglio così non giocano più con noi... ma non lo vedo sto vantaggio.... subissare di fischi nostri giocatori già in crisi.. (...con Rowe e Bernasconi erano un po' più leggeri e Sulemana è uscito all'intervallo... ) ...fa sfogare noi... ma peggiora la loro situazione e di certo non rende più tranquilli nemmeno gli altri giocatori in campo....  Diciamo sempre che una squadra va sostenuta nelle difficoltà...ma così NON lo stiamo facendo.... giusto criticare quello che non va.... ma auto-danneggiarci in un momento che la squadra è in evidente stato di confusione mentale lo trovo davvero tafazziano ... cavoli a me ieri è venuto spontaneo aspettare un secondo a uscire per provare quantomeno ad applaudire i ragazzi che sono venuti sotto la sud... cioè io penso che loro vogliano vincere quanto noi...mica lo fanno apposta di fare così schifo.....  poi..oh... io rispetto le reazioni di tutti...perchè ognuno vive la delusione di risultati e gioco come preferisce....

Titti70pl
07 Novembre 2026 | 00.46

Condivido l'analisi sulla delicatezza del momento, ma non trovo affatto giusta la critica mossa alla società e alla proprietà. Solo l'anno scorso la piazza e l'ambiente criticavano la dirigenza perché la società "non era in grado di comunicare", sostenendo che Luca Percassi dovesse fare solo il suo lavoro senza accentrare ruoli o esporsi in interviste che non sono nelle sue corde, vista la sua indole notoriamente introversa. Ora che Luca sta facendo esattamente il suo lavoro, prendendo le distanze dai riflettori, e la proprietà ha scelto di affidarsi a professionisti dal curriculum pesante come Giuntoli e Sarri, facendosi carico di investimenti e ingaggi milionari mai visti prima, li si accusa di essersi chiusi in una "torre d'avorio". A me sembra semplicemente che abbiano provato a fare quello che l'ambiente chiedeva, ovvero strutturarsi e alzare l'asticella. L'unico vero errore, a parer mio, non sta nella scelta di fondo, ma in un puntiglio d'orgoglio nella gestione del capitolo Palladino. Se Juric rappresentava la continuità (l'ombra del Gasp) e il binomio Giuntoli-Sarri la via dell'esperienza, Palladino era il profilo perfetto per l'ambizione, la valorizzazione dei giovani e il legame con il nostro settore giovanile. L'errore grosso è stato non confermarlo per una pura questione di principio: quando la società gli ha proposto un contratto più lungo lui ha temporeggiato, e quando poi Palladino ha dato la sua disponibilità a chiudere, la società gli ha risposto con un "no" di ripicca. È stato quel cortocircuito d'orgoglio a far saltare una scelta che poteva darci continuità, non certo la mancanza di competenza o di buona volontà della proprietà

Jump75
06 Novembre 2026 | 18.01

Ciao Titti70pl,

anche a me piace il confronto, quindi volentieri continuo lo scambio (Un po' complicato ritrovare il thread , ma ci si attrezza!).

Specialmente a valle della partita di ieri (una mezza disfatta, ad essere onesti) penso si possa dire che manchi il senso del collettivo, dell'essere squadra. Buone individualità, che comunque rendono meno quando appunto sono sole, senza un gioco condiviso, ma poco o nessun gioco organico.

Questo è un po' il tema dell'autonomo Vs automa. Mi piace l'immagine musicale dell'orchestra che adotti, provo ad esplorarla lato mio.

In un'orchestra classica l'interpretazione è certamente possibile, ma su uno spartito ben chiaro, con un ritmo dato dal Maestro, all'interno di uno stile condiviso. Per far questo non ti serve l'automa super sincronizzato, ma l'artista che sappia in ogni momento quello sta facendo lui, cosa fanno i suoi compagni, cosa chiede la partitura e come la sta leggendo il direttore. Tutte operazioni queste di grande intelligenza ambientale.

Ecco, a me pare che tutto questo oggi ci manchi. Con Gasp sembrava che questo non mancasse perché ... il Verbo (gioco un po' con le maiuscole) dell'allenatore era prevalente nella testa di tutti. Per certi versi era un bene: avevamo una falange oplitica inespugnabile; ma per altra via è stata un disastro, perché a mio personalissimo (e dunque opinabilissimo) avviso la fiducia estrema nelle sue idee al millimetro ha infantilizzato i giocatori. In qualche modo, e lo vedo anche nella Roma di oggi, i suoi sono suoi minions. Efficaci, senz'altro, ma gusci vuoti qualora lui se ne andasse.

È quasi una sensazione estetica. Il collettivo gasperiniano è una pattuglia omogenea, quasi un sol uomo; quello sarriano, beh oggi è più vicino all'armata Brancaleone, ahimè, ma in teoria presenterebbe un'articolazione interna più ampia, per la quale appunto deve forgiare buoni interpreti, non obbedienti esecutori.

Certo di non averti convinto (cosa che peraltro non è il mio scopo) aspetto le tue osservazioni! Un caro saluto.

Titti70pl
07 Novembre 2026 | 00.29

Ciao Jump75, è sempre un piacere proseguire questo confronto. Visto che hai ripreso la mia metafora dell'orchestra, ci tengo a precisare un passaggio fondamentale, perché secondo me la stai guardando solo da una prospettiva. Gli intenditori di musica non si limitano ad apprezzare le singole note, ma guardano soprattutto la maestria con cui viene diretta l'orchestra. Più un'orchestra è prestigiosa e piena di talenti, più serve un direttore straordinario per gestire le "primedonne", capire le tonalità e armonizzare i suoni in modo da trovare il bilanciamento perfetto. Un'orchestra non riproduce semplicemente note a tempo: ha bisogno del suo Maestro, altrimenti anche i migliori solisti finiscono per stonare. Quando definisci i giocatori del ciclo precedente come dei "minions" o dei gusci vuoti, qui semplifichi troppo e neghi una cosa fondamentale: che l'Atalanta di questi ultimi 9 anni non avesse un'anima. E questo non lo si può proprio sentire né dire, perché quell'anima la vedevano in tutta Italia e in Europa (con quel "Noter an mola mia" stampato nel DNA) e, uniti da quel formidabile spirito di squadra, abbiamo conquistato un trionfo storico come l'Europa League. Sia chiaro, io non sto demonizzando Sarri né tantomeno santificando Gasperini, ma guardo i fatti. Se dopo tutti questi mesi la squadra sembra ancora un'armata Brancaleone, il problema non è la presunta mancanza di autonomia ereditata dal passato, ma il fatto che la direzione attuale non sta portando frutti. Oggi di "sarrismo" in questa squadra non c'è assolutamente nulla. Analizzando la situazione con lucidità, la vera problematica non è il gioco in sé, non è il carattere, non è la tipologia di modulo e nemmeno la qualità dei singoli. Anzi, ti dico di più: pur considerando tutti gli infortuni che abbiamo avuto, con questa rosa saremmo dovuti e potuti essere molto più in alto in classifica. A questo punto, mi piacerebbe chiederti: qual è secondo te, nel concreto, un'analisi realistica di questa situazione? Sono curiosa di leggerla, così poi ti espongo la mia visione in modo ancora approfondito.

Un caro saluto anche a te e sempre forza Atalanta!