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Ultimi commenti

Scozia
17 Settembre 2026 | 09.48

Un saluto a tutti. Innanzitutto voglio demoscristianamente ringraziare chi ha investito del tempo per leggere questo mio pezzo, sia chi lo ha apprezzato che quelli che lo hanno trovato poco centrato. Si scrive per passione e per stimolare confronto e discussioni nel forum, senza la pretesa di avere la verità in tasca né di competere con i professionisti della penna. Accetto serenamente la critica di chi mi ha accusato di poca coerenza per aver prima scritto in un post che dobbiamo guardare avanti e non parlare più del passato per poi proporre un articolo incentrato sulla diatriba Roma-Atalanta. E’ vero, anche se a mia parziale giustificazione posso dire che avevo nel cassetto questo articolo da tempo, ed ho poi deciso di proporlo allo Staff dopo la fuga nella capitale dell’ex capitano. Ma già che siamo in ballo, balliamo. Potrebbe essere una buona occasione per espellere le ultime tossine riguardo a Gasperino (ormai è arcinoto, mi è fortemente inviso per come e dove se ne è andato) e non voltarsi più indietro. Al caro GUSTAVSSON dico che a mia opinione non è stata la società a “mettere alla porta” il grigio, ma è lui che (secondo me scientemente) ha tirato talmente la corda da costringere la società a prendere in considerazione una sua dipartita. Perché sclerare ha sempre sclerato (minacciando di dare le dimissioni più di una volta, a cominciare da quando pretese l’acquisto di Zapata), ma nell’ultimo periodo andò totalmente fuori dalle righe, criticando pubblicamente e duramente la società, in un’occasione mediaticamente “pesante” come la conferenza pre Barcellona, addirittura riguardo agli investimenti strutturali come centro sportivo e stadio, che ben sa essere asset strategici per qualunque club che abbia un minimo di ambizione. Non dimentichiamo il comportamento subdolo di chi ha trattato con la Roma sin da gennaio per poi fare finta di discutere di un possibile rinnovo a fine stagione … andandosene infine dalla porta di servizio propinando alla città che lo ha insignito di onorificenza civica una letterina scritta da qualche ghostwriter di quinta risma. Concordo che la scelta di Juric, oltre che un errore madornale, fu sintomo di una qual certa presunzione da parte della proprietà. La quale però ha presto compreso l’errore commesso. Del resto, sfido qualunque club a non avere ripercussioni, soprattutto nei primi tempi, quando si interrompe un sodalizio tecnico, organizzativo e relazionale durato la bellezza di 9 stagioni. Indipendentemente da chi va e da chi arriva, pensare di non pagarne lo scotto è quantomeno un atto di ingenuità. Comunque qui si tifa sempre e solo Atalanta, speriamo che il sarrismo cominci ad attecchire già dalla prossima difficilissima partita per poi regalarci bel gioco e soddisfazioni sportive !

brignuca
16 Settembre 2026 | 10.23
amigosincero
16 Settembre 2026 | 15.06
moreto
16 Settembre 2026 | 21.39
roccia
16 Settembre 2026 | 21.29
Gustavsson
16 Settembre 2026 | 18.07
Bepo72
16 Settembre 2026 | 18.33
Gustavsson
16 Settembre 2026 | 18.07
Briske
16 Settembre 2026 | 15.33

Mi sembra una teoria semi-complottistica esagerata. Roma ha fatto spesa a Bergamo da anni e ci è sempre andata bene: Cristante, Mancini, Ibanez e in passato ancora di più con semi-bandiere come Bonacina, Pellizzoli e via dicendo. Magari con nomi che da noi sono stati un po' più meteore, anche noi abbiamo comprato da loro. Che la rinascita della Roma nasca dalla voglia del Gasp di cambiare aria (quando qui il DS era D'amico) è ormai assodato, ma mi sembra una cosa assolutamente normale, nei panni della proprietà della Roma, volendo diventare una squadra da Champions, puntare all-in su uno degli allenatori più forti sulla piazza. All-in è significato sacrificare persino un idolo della piazza come Claudio Ranieri ed accontentare quasi tutte le richieste del mister, come far fuori Massara e portare a Roma D'Amico (con cui non era certo pappa e ciccia qui a Bergamo e anche a Roma credo che Tony conti poco come a Bergamo), per cui nessuno credo si sia mai strappato i capelli, e il suo "secondo allenatore in campo", De Roon, quando quest'ultimo lo ha chiamato, come fanno i bambini con la mamma, quando ritengono di aver subito un torto dagli amici. Al Gasp non è parso vero sfruttare questa occasione (permessa, secondo me giustamente, dall'Atalanta al suo ex-capitano) e, sinceramente, dal punto di vista tecnico, anche in questo caso, non mi strappo i capelli, vista l'ultima stagione giocata più sui social che in campo da Martino. La vera forza della Roma è in panchina, tutto il resto, per quanto mi riguarda, lascia il tempo che trova.

Gustavsson
16 Settembre 2026 | 18.07
crazyhorse200
16 Settembre 2026 | 18.12
Gustavsson
16 Settembre 2026 | 18.07
marcodea61bg
16 Settembre 2026 | 17.53

Mi sembra un'analisi un pò esagerata. Questi sono lavoratori come tutti gli altri con la differenza che a loro danno una barcata di soldi e come tutti i lavoratori cercano posti di lavoro più appaganti possibile. Qualcuno si illudeva che Gasperini retasse ad allenare l'Atalanta fino a 75 anni o oltre? E' a fine carriera, è ambizioso, ha costruito mattoncino dopo mattoncino l'Atalanta e al nono anno è arrivato finalmente a lottare per l'obiettivo di una vita: lo scudetto, ma al momento di fare l'ultimo step gli hanno comperato Maldini e Posch e 20 giorni dopo, a febbraio,  ha detto che non avrebbe più rinnovato e si è messo sul mercato. Poteva andare alla Juve, al Napoli, alla Fiorentina, la Roma gli ha presentato un progetto (e magari giocatori che già conosceva, Mancini, Cristante, Dybala) che gli è piaciuto e li è andato. Poi negli ultimi 10 anni non ho visto un allenatore che non si porti dietro tutto il suo staff per cui non ci vedo niente di male. Anzi se devo fare polemica dico che chi è rimasto all'Atalanta (il grande CR77) è stato messo in disparte. Su D'Amico e De Roon neanche commento perché ormai erano arrivati altri protagonisti al loro posto e sarebbero stati solo (come Juric e Palladino) stipendi da pagare per cui la società è stata contenta di lasciarli partire. Poi si sa come è Gasperini, vuole vicino a sé uomini fidati e devoti ma mi sembra che nessuno si sia scandalizzato quando abbiamo dato il ben servito a Sartori o al Papu. Per finire secondo me le prossime due sono ottime operazioni di mercato, ma se ci dobbiamo riferire alle considerazioni di Scozia potremmo definire poaching aziendale anche aver soffiato Kessie alla Juve dopo 2 mesi che i suoi agenti parlavano con i gobbi oppure aver preso Rowe a 2 giorni dalla fine del mercato non perché il Bologna volesse venderlo (per loro era insostituibile) ma perché lui ha chiesto di essere ceduto. Questo è il mondo del calcio, diciamo spesso che ci fa schifo, c'è poca onestà, che girano troppi soldi, che non ci sono più bandiere e allora dovremmo essere superiori a queste cose e non commentare chi si fa fare certificati medici oppure le società che si accordano con i giocatori avversari prima che con la società come ci è successo negli ultimi due anni. Oggi a me, domani a te anche perché è normale che i "modelli di business" consolidati e vincenti come è stata l'Atalanta vengano copiati non solo in Italia, ma in tutto il mondo come hanno fatto tantissime squadre copiando il sistema di gioco dell'Atalanta. In questo caso la Roma è stata brava o fortunata a prendere quello che secondo me è il principale fautore del business: l'allenatore.

ragnorosso
16 Settembre 2026 | 16.46
farabundo
16 Settembre 2026 | 16.01
MacchiaNeroBlu
16 Settembre 2026 | 15.50
unodibergamo
16 Settembre 2026 | 09.50
Briske
16 Settembre 2026 | 15.33

Mi sembra una teoria semi-complottistica esagerata. Roma ha fatto spesa a Bergamo da anni e ci è sempre andata bene: Cristante, Mancini, Ibanez e in passato ancora di più con semi-bandiere come Bonacina, Pellizzoli e via dicendo. Magari con nomi che da noi sono stati un po' più meteore, anche noi abbiamo comprato da loro. Che la rinascita della Roma nasca dalla voglia del Gasp di cambiare aria (quando qui il DS era D'amico) è ormai assodato, ma mi sembra una cosa assolutamente normale, nei panni della proprietà della Roma, volendo diventare una squadra da Champions, puntare all-in su uno degli allenatori più forti sulla piazza. All-in è significato sacrificare persino un idolo della piazza come Claudio Ranieri ed accontentare quasi tutte le richieste del mister, come far fuori Massara e portare a Roma D'Amico (con cui non era certo pappa e ciccia qui a Bergamo e anche a Roma credo che Tony conti poco come a Bergamo), per cui nessuno credo si sia mai strappato i capelli, e il suo "secondo allenatore in campo", De Roon, quando quest'ultimo lo ha chiamato, come fanno i bambini con la mamma, quando ritengono di aver subito un torto dagli amici. Al Gasp non è parso vero sfruttare questa occasione (permessa, secondo me giustamente, dall'Atalanta al suo ex-capitano) e, sinceramente, dal punto di vista tecnico, anche in questo caso, non mi strappo i capelli, vista l'ultima stagione giocata più sui social che in campo da Martino. La vera forza della Roma è in panchina, tutto il resto, per quanto mi riguarda, lascia il tempo che trova.

brignuca
16 Settembre 2026 | 10.23
Ribo80
16 Settembre 2026 | 13.54
amigosincero
16 Settembre 2026 | 15.06
SudatoDinverno
16 Settembre 2026 | 08.09
Magnocavallo vive a Lovere
16 Settembre 2026 | 14.15