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Nel discorso di Simonelli si parla di indebitamento, ma non mi è chiaro se questo rappresenti un rischio reale oppure sia semplicemente la fotografia di una situazione finanziaria sostenibile. Del resto, io non presterei mai dei soldi a qualcuno senza avere adeguate garanzie che me li restituisca. Mi aspetterei quindi che dietro quei debiti ci siano garanzie adeguatamente valutate da chi ha concesso il credito.

Simonelli insiste poi sull’aumento dei ricavi più che sul contenimento dei costi e credo che un motivo ci sia: se riducessimo stipendi, commissioni e costi dei giocatori, come qualcuno propone, rischieremmo di rendere il nostro campionato ancora meno competitivo, perché anche giocatori mediamente forti potrebbero trovare condizioni migliori all’estero.

Aumentare i ricavi, per esempio attraverso stadi più attrattivi e utilizzabili anche durante la settimana o nuove forme di sponsorizzazione, può quindi essere una strada. Più ricavi significano infatti maggiori risorse da investire, anche per rendere le nostre squadre più competitive, senza dover necessariamente comprimere i costi.

Tra le proposte, mi convince meno, invece, il richiamo al Decreto Crescita: mi sembra un po’ la ricerca della botte piena e della moglie ubriaca, visto che incentivare fiscalmente l’arrivo di giocatori stranieri non mi pare si concili molto facilmente con l’obiettivo di avere più italiani in campo.

Alla fine, però, torno al punto di partenza: se chi presta i soldi ha verificato le garanzie, perché il debito dovrebbe essere un problema?