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Ultimi commenti

Lorenz67
09 Ottobre 2026 | 18.35
complessivamente l'intervista mi e' piaciuta, ha dimostrato di essere un allenatore "pensante" evitando di cadere nello scontato. Sul fatto che il tempo dell'attesa sia finito penso abbia battuto la sella per far capire all'asino (squadra) che vuole piu' coraggio, grinta e garra, anche a costo di fare qualche errore in piu'. E il Venezia ve lo raccomando sara' una prova piu' che valida, e non ci traggano in inganno gli zero punti in classifica... XG e statistiche dimostrano che ne meritavano almeno 4-5 (con la lazio gia' il pareggio sarebbe stato ingiusto...). Ergo se andiamo in campo a trotterellare rischiamo una bella figuraccia. Visto che quasi tutti con le nazionali hanno giocato bene, che lo facciano anche lunedi'. Quanto a De Roon, mi sa tanto che e' l'unico argomento a cui ha risposto un po' da paraQ.... hai voglia paragonarlo alla situazione del Kola che il campo l'ha visto in piu' occasioni o dar colpa al giocatore che non e' venuto a parlare con lui... dai dopo due mesi che sei qui non hai avuto 30 secondi per chiamare in parte il capitano "storico" e dirgli: guarda Martino, non preoccuparti se non ti metto in campo perche' sto provando altri, ma la tua occasione arrivera'.... come se un giocatore (o un lavoratore) non capisse al volo quando viene messo "da parte" da chi comanda... gia' se ti fa giocare tutte partitelle d'allenamento con gli sparring partner hai gia' capito tutto.. se poi magari quando spiega posizioni e tattiche a te non ti fila di striscio... hai voglia a dire a posteriori "non mi ha chiesto nulla".. dom doca' ;) 
ABC.1907
09 Ottobre 2026 | 17.53
Kelevra
09 Ottobre 2026 | 18.05
pierangeloo
09 Ottobre 2026 | 17.02
SubbuteoGroup
09 Ottobre 2026 | 17.51
petagna
09 Ottobre 2026 | 14.24
petagna
09 Ottobre 2026 | 14.24
maurom72
09 Ottobre 2026 | 14.54
EMANUELE-B
09 Ottobre 2026 | 12.55
Davor
09 Ottobre 2026 | 11.19
giovannix
08 Ottobre 2026 | 17.35

Ancora 4 giorni e finalmente si torna in campo....e con tutto il cuore  ho una gran voglia di lustrarmi gli occhi nel vedere la mia fantastica DEA volare di nuovo... Anche se il Venezia non è temibile spero ci sia da parte nostra quella rabbia agonistica che sembra essersi persa... 

Per alleggerire l'attesa quando penso a Venezia, città che ho sempre amato, mi vengono in mente parole di una delle canzoni più tristi e crude che scrisse Francesco Guccini...a voi il testo...e se vi va cercatela e buon ascolto...

Venezia che muore Venezia appoggiata sul mare

La dolce ossessione degli ultimi suoi giorni tristi Venezia la vende ai turisti Che cercano in mezzo alla gente L'Europa o l'Oriente

Che guardano alzarsi alla sera Il fumo o la rabbia di Porto Marghera

Stefania era bella Stefania non stava mai male

Ma è morta di parto gridando In un letto sudato d'un grande ospedale Aveva vent'anni, un marito e l'anello nel dito

Mi han detto confusi i parenti Che quasi il respiro inciampava nei denti Venezia è un albergo San Marco è senz'altro anche il nome di una pizzeria

La gondola costa La gondola è solo un bel giro di giostra

Stefania d'estate Giocava con me nelle vuote domeniche d'ozio Mia madre parlava a sua madre Vendeva Venezia in negozio

Venezia è anche un sogno Di quelli che puoi comperare

Però non ti puoi ritrovare Con l'acqua alla gola e un dolore a livello del mare Il Doge ha cambiato di casa E per mille finestre C'è solo il vagito di un bimbo che è nato C'è solo la sirena di Mestre Stefania affondando Stefania ha lasciato qualcosa

Novella 2000 e una rosa sul suo comodino

Stefania ha lasciato un bambino Non so se ai parenti gli ha fatto davvero del male Vederla morire ammazzata Morire da sola in un grande ospedale Venezia è un imbroglio Che riempie la testa soltanto di fatalità

Del resto del mondo non sai più una sega Venezia è la gente che se ne frega Stefania è un bambino Comprare o smerciare Venezia sarà il suo destino Può darsi che un giorno saremo contenti Di esserne solo lontani parenti

farabundo
09 Ottobre 2026 | 08.33
giovannix
08 Ottobre 2026 | 17.35

Ancora 4 giorni e finalmente si torna in campo....e con tutto il cuore  ho una gran voglia di lustrarmi gli occhi nel vedere la mia fantastica DEA volare di nuovo... Anche se il Venezia non è temibile spero ci sia da parte nostra quella rabbia agonistica che sembra essersi persa... 

Per alleggerire l'attesa quando penso a Venezia, città che ho sempre amato, mi vengono in mente parole di una delle canzoni più tristi e crude che scrisse Francesco Guccini...a voi il testo...e se vi va cercatela e buon ascolto...

Venezia che muore Venezia appoggiata sul mare

La dolce ossessione degli ultimi suoi giorni tristi Venezia la vende ai turisti Che cercano in mezzo alla gente L'Europa o l'Oriente

Che guardano alzarsi alla sera Il fumo o la rabbia di Porto Marghera

Stefania era bella Stefania non stava mai male

Ma è morta di parto gridando In un letto sudato d'un grande ospedale Aveva vent'anni, un marito e l'anello nel dito

Mi han detto confusi i parenti Che quasi il respiro inciampava nei denti Venezia è un albergo San Marco è senz'altro anche il nome di una pizzeria

La gondola costa La gondola è solo un bel giro di giostra

Stefania d'estate Giocava con me nelle vuote domeniche d'ozio Mia madre parlava a sua madre Vendeva Venezia in negozio

Venezia è anche un sogno Di quelli che puoi comperare

Però non ti puoi ritrovare Con l'acqua alla gola e un dolore a livello del mare Il Doge ha cambiato di casa E per mille finestre C'è solo il vagito di un bimbo che è nato C'è solo la sirena di Mestre Stefania affondando Stefania ha lasciato qualcosa

Novella 2000 e una rosa sul suo comodino

Stefania ha lasciato un bambino Non so se ai parenti gli ha fatto davvero del male Vederla morire ammazzata Morire da sola in un grande ospedale Venezia è un imbroglio Che riempie la testa soltanto di fatalità

Del resto del mondo non sai più una sega Venezia è la gente che se ne frega Stefania è un bambino Comprare o smerciare Venezia sarà il suo destino Può darsi che un giorno saremo contenti Di esserne solo lontani parenti

Luca86
08 Ottobre 2026 | 22.08
castebg
08 Ottobre 2026 | 12.05

Ciao Groppo, tema che mi interessa parecchio e ti dò la mia visione. Sinceramente io non condivido questa ricerca di un ritorno alla "centralità dell'arbitro" a tutti i costi, vista e venduta come un ritorno al "vero calcio".

La storia recente del "vero calcio" in materia arbitrale (faccio riferimento al calcio-pre-VAR) parla di "sudditanza psicologica" (termine che non ho inventato io ma era parecchio in uso e direi universalmente riconosciuto come indicante un problema reale), favori alle grandi e calciopoli (con sentenze di colpevolezza definitive, mica sospetti). Voi tornereste indietro?

Tenendo questo ben a mente, preferisco una partita che si ferma per 2 minuti per valutare bene un fuorigioco (ora c'è certezza al 100% tra l'altro, tranne in situazioni in cui l'uomo deve valutare l'attivo/passivo e infatti su questi casi si innescano le polemiche, non sui fuorigioco di 1 mm che oggi ledono me, domani mi avvantaggiano) ma anche un fallo, piuttosto che un ritorno al passato senza nessun controllo o un controllo che avviene, come in questo campionato, solo in casi conclamati (tra l'altro senza specificare cosa si intenda per "conclamati" e per chi).

Il VAR a chiamata sarebbe una soluzione ma faccio notare che:

- Molti dicono che il VAR è uno strumento inutile e allora la chiamata cosa risolve?

- Molti dicono ( e in parte mi associo) che il problema sono le persone dietro lo strumento e non lo strumento in sé ma a questo punto la chiamata cosa serve?

La soluzione per me è molto più complessa e radicale della semplice chiamata. Occorrerebbe rivedere BENE il regolamento VAR, rifare del tutto il sistema di valutazione di arbitri, assistenti e varisti (valutazione "di squadra" e non singola che porterebbe a una maggior collaborazione), inserire un sistema di trasparenza TOTALE (dialoghi arbitrali tutti disponibili in diretta a casa e allo stadio, come nel rugby), professionalizzazione della figura arbitrale e sistema punitivo PUBBLICO oggettivo e inderogabile per chi sbaglia (invece ci sono arbitri che vengono investiti da montagne di critiche dai media quando danneggiano le big e vengono quindi puniti mentre altri a cui le critiche vengono fatte in maniera leggera e ricevono zero punizioni per errori anche enormi e decisivi).

Quella della "chiamata" mi pare la classica trovata da fumo negli occhi/contentino... nella pallavolo ha senso perchè palla in/out, tocco sì/no, invasione sì/no sono cose rilevabili oggettivamente ma nel calcio un fuorigioco attivo, un fallo ecc. sono soggettivi e se l'arbitro e il VAR li hanno già visti e valutati è difficile che tornino sui propri passi se non pochissime volte.


castebg
08 Ottobre 2026 | 12.05

Ciao Groppo, tema che mi interessa parecchio e ti dò la mia visione. Sinceramente io non condivido questa ricerca di un ritorno alla "centralità dell'arbitro" a tutti i costi, vista e venduta come un ritorno al "vero calcio".

La storia recente del "vero calcio" in materia arbitrale (faccio riferimento al calcio-pre-VAR) parla di "sudditanza psicologica" (termine che non ho inventato io ma era parecchio in uso e direi universalmente riconosciuto come indicante un problema reale), favori alle grandi e calciopoli (con sentenze di colpevolezza definitive, mica sospetti). Voi tornereste indietro?

Tenendo questo ben a mente, preferisco una partita che si ferma per 2 minuti per valutare bene un fuorigioco (ora c'è certezza al 100% tra l'altro, tranne in situazioni in cui l'uomo deve valutare l'attivo/passivo e infatti su questi casi si innescano le polemiche, non sui fuorigioco di 1 mm che oggi ledono me, domani mi avvantaggiano) ma anche un fallo, piuttosto che un ritorno al passato senza nessun controllo o un controllo che avviene, come in questo campionato, solo in casi conclamati (tra l'altro senza specificare cosa si intenda per "conclamati" e per chi).

Il VAR a chiamata sarebbe una soluzione ma faccio notare che:

- Molti dicono che il VAR è uno strumento inutile e allora la chiamata cosa risolve?

- Molti dicono ( e in parte mi associo) che il problema sono le persone dietro lo strumento e non lo strumento in sé ma a questo punto la chiamata cosa serve?

La soluzione per me è molto più complessa e radicale della semplice chiamata. Occorrerebbe rivedere BENE il regolamento VAR, rifare del tutto il sistema di valutazione di arbitri, assistenti e varisti (valutazione "di squadra" e non singola che porterebbe a una maggior collaborazione), inserire un sistema di trasparenza TOTALE (dialoghi arbitrali tutti disponibili in diretta a casa e allo stadio, come nel rugby), professionalizzazione della figura arbitrale e sistema punitivo PUBBLICO oggettivo e inderogabile per chi sbaglia (invece ci sono arbitri che vengono investiti da montagne di critiche dai media quando danneggiano le big e vengono quindi puniti mentre altri a cui le critiche vengono fatte in maniera leggera e ricevono zero punizioni per errori anche enormi e decisivi).

Quella della "chiamata" mi pare la classica trovata da fumo negli occhi/contentino... nella pallavolo ha senso perchè palla in/out, tocco sì/no, invasione sì/no sono cose rilevabili oggettivamente ma nel calcio un fuorigioco attivo, un fallo ecc. sono soggettivi e se l'arbitro e il VAR li hanno già visti e valutati è difficile che tornino sui propri passi se non pochissime volte.


farabundo
08 Ottobre 2026 | 19.15
giovannix
08 Ottobre 2026 | 17.35

Ancora 4 giorni e finalmente si torna in campo....e con tutto il cuore  ho una gran voglia di lustrarmi gli occhi nel vedere la mia fantastica DEA volare di nuovo... Anche se il Venezia non è temibile spero ci sia da parte nostra quella rabbia agonistica che sembra essersi persa... 

Per alleggerire l'attesa quando penso a Venezia, città che ho sempre amato, mi vengono in mente parole di una delle canzoni più tristi e crude che scrisse Francesco Guccini...a voi il testo...e se vi va cercatela e buon ascolto...

Venezia che muore Venezia appoggiata sul mare

La dolce ossessione degli ultimi suoi giorni tristi Venezia la vende ai turisti Che cercano in mezzo alla gente L'Europa o l'Oriente

Che guardano alzarsi alla sera Il fumo o la rabbia di Porto Marghera

Stefania era bella Stefania non stava mai male

Ma è morta di parto gridando In un letto sudato d'un grande ospedale Aveva vent'anni, un marito e l'anello nel dito

Mi han detto confusi i parenti Che quasi il respiro inciampava nei denti Venezia è un albergo San Marco è senz'altro anche il nome di una pizzeria

La gondola costa La gondola è solo un bel giro di giostra

Stefania d'estate Giocava con me nelle vuote domeniche d'ozio Mia madre parlava a sua madre Vendeva Venezia in negozio

Venezia è anche un sogno Di quelli che puoi comperare

Però non ti puoi ritrovare Con l'acqua alla gola e un dolore a livello del mare Il Doge ha cambiato di casa E per mille finestre C'è solo il vagito di un bimbo che è nato C'è solo la sirena di Mestre Stefania affondando Stefania ha lasciato qualcosa

Novella 2000 e una rosa sul suo comodino

Stefania ha lasciato un bambino Non so se ai parenti gli ha fatto davvero del male Vederla morire ammazzata Morire da sola in un grande ospedale Venezia è un imbroglio Che riempie la testa soltanto di fatalità

Del resto del mondo non sai più una sega Venezia è la gente che se ne frega Stefania è un bambino Comprare o smerciare Venezia sarà il suo destino Può darsi che un giorno saremo contenti Di esserne solo lontani parenti

giovannix
08 Ottobre 2026 | 17.35

Ancora 4 giorni e finalmente si torna in campo....e con tutto il cuore  ho una gran voglia di lustrarmi gli occhi nel vedere la mia fantastica DEA volare di nuovo... Anche se il Venezia non è temibile spero ci sia da parte nostra quella rabbia agonistica che sembra essersi persa... 

Per alleggerire l'attesa quando penso a Venezia, città che ho sempre amato, mi vengono in mente parole di una delle canzoni più tristi e crude che scrisse Francesco Guccini...a voi il testo...e se vi va cercatela e buon ascolto...

Venezia che muore Venezia appoggiata sul mare

La dolce ossessione degli ultimi suoi giorni tristi Venezia la vende ai turisti Che cercano in mezzo alla gente L'Europa o l'Oriente

Che guardano alzarsi alla sera Il fumo o la rabbia di Porto Marghera

Stefania era bella Stefania non stava mai male

Ma è morta di parto gridando In un letto sudato d'un grande ospedale Aveva vent'anni, un marito e l'anello nel dito

Mi han detto confusi i parenti Che quasi il respiro inciampava nei denti Venezia è un albergo San Marco è senz'altro anche il nome di una pizzeria

La gondola costa La gondola è solo un bel giro di giostra

Stefania d'estate Giocava con me nelle vuote domeniche d'ozio Mia madre parlava a sua madre Vendeva Venezia in negozio

Venezia è anche un sogno Di quelli che puoi comperare

Però non ti puoi ritrovare Con l'acqua alla gola e un dolore a livello del mare Il Doge ha cambiato di casa E per mille finestre C'è solo il vagito di un bimbo che è nato C'è solo la sirena di Mestre Stefania affondando Stefania ha lasciato qualcosa

Novella 2000 e una rosa sul suo comodino

Stefania ha lasciato un bambino Non so se ai parenti gli ha fatto davvero del male Vederla morire ammazzata Morire da sola in un grande ospedale Venezia è un imbroglio Che riempie la testa soltanto di fatalità

Del resto del mondo non sai più una sega Venezia è la gente che se ne frega Stefania è un bambino Comprare o smerciare Venezia sarà il suo destino Può darsi che un giorno saremo contenti Di esserne solo lontani parenti

romy67
08 Ottobre 2026 | 15.23
Jerry Garcia
08 Ottobre 2026 | 16.31
Alex7
08 Ottobre 2026 | 10.20
EMANUELE-B
08 Ottobre 2026 | 12.59
castebg
08 Ottobre 2026 | 12.05

Ciao Groppo, tema che mi interessa parecchio e ti dò la mia visione. Sinceramente io non condivido questa ricerca di un ritorno alla "centralità dell'arbitro" a tutti i costi, vista e venduta come un ritorno al "vero calcio".

La storia recente del "vero calcio" in materia arbitrale (faccio riferimento al calcio-pre-VAR) parla di "sudditanza psicologica" (termine che non ho inventato io ma era parecchio in uso e direi universalmente riconosciuto come indicante un problema reale), favori alle grandi e calciopoli (con sentenze di colpevolezza definitive, mica sospetti). Voi tornereste indietro?

Tenendo questo ben a mente, preferisco una partita che si ferma per 2 minuti per valutare bene un fuorigioco (ora c'è certezza al 100% tra l'altro, tranne in situazioni in cui l'uomo deve valutare l'attivo/passivo e infatti su questi casi si innescano le polemiche, non sui fuorigioco di 1 mm che oggi ledono me, domani mi avvantaggiano) ma anche un fallo, piuttosto che un ritorno al passato senza nessun controllo o un controllo che avviene, come in questo campionato, solo in casi conclamati (tra l'altro senza specificare cosa si intenda per "conclamati" e per chi).

Il VAR a chiamata sarebbe una soluzione ma faccio notare che:

- Molti dicono che il VAR è uno strumento inutile e allora la chiamata cosa risolve?

- Molti dicono ( e in parte mi associo) che il problema sono le persone dietro lo strumento e non lo strumento in sé ma a questo punto la chiamata cosa serve?

La soluzione per me è molto più complessa e radicale della semplice chiamata. Occorrerebbe rivedere BENE il regolamento VAR, rifare del tutto il sistema di valutazione di arbitri, assistenti e varisti (valutazione "di squadra" e non singola che porterebbe a una maggior collaborazione), inserire un sistema di trasparenza TOTALE (dialoghi arbitrali tutti disponibili in diretta a casa e allo stadio, come nel rugby), professionalizzazione della figura arbitrale e sistema punitivo PUBBLICO oggettivo e inderogabile per chi sbaglia (invece ci sono arbitri che vengono investiti da montagne di critiche dai media quando danneggiano le big e vengono quindi puniti mentre altri a cui le critiche vengono fatte in maniera leggera e ricevono zero punizioni per errori anche enormi e decisivi).

Quella della "chiamata" mi pare la classica trovata da fumo negli occhi/contentino... nella pallavolo ha senso perchè palla in/out, tocco sì/no, invasione sì/no sono cose rilevabili oggettivamente ma nel calcio un fuorigioco attivo, un fallo ecc. sono soggettivi e se l'arbitro e il VAR li hanno già visti e valutati è difficile che tornino sui propri passi se non pochissime volte.


Groppo
08 Ottobre 2026 | 10.28
castebg
08 Ottobre 2026 | 12.05

Ciao Groppo, tema che mi interessa parecchio e ti dò la mia visione. Sinceramente io non condivido questa ricerca di un ritorno alla "centralità dell'arbitro" a tutti i costi, vista e venduta come un ritorno al "vero calcio".

La storia recente del "vero calcio" in materia arbitrale (faccio riferimento al calcio-pre-VAR) parla di "sudditanza psicologica" (termine che non ho inventato io ma era parecchio in uso e direi universalmente riconosciuto come indicante un problema reale), favori alle grandi e calciopoli (con sentenze di colpevolezza definitive, mica sospetti). Voi tornereste indietro?

Tenendo questo ben a mente, preferisco una partita che si ferma per 2 minuti per valutare bene un fuorigioco (ora c'è certezza al 100% tra l'altro, tranne in situazioni in cui l'uomo deve valutare l'attivo/passivo e infatti su questi casi si innescano le polemiche, non sui fuorigioco di 1 mm che oggi ledono me, domani mi avvantaggiano) ma anche un fallo, piuttosto che un ritorno al passato senza nessun controllo o un controllo che avviene, come in questo campionato, solo in casi conclamati (tra l'altro senza specificare cosa si intenda per "conclamati" e per chi).

Il VAR a chiamata sarebbe una soluzione ma faccio notare che:

- Molti dicono che il VAR è uno strumento inutile e allora la chiamata cosa risolve?

- Molti dicono ( e in parte mi associo) che il problema sono le persone dietro lo strumento e non lo strumento in sé ma a questo punto la chiamata cosa serve?

La soluzione per me è molto più complessa e radicale della semplice chiamata. Occorrerebbe rivedere BENE il regolamento VAR, rifare del tutto il sistema di valutazione di arbitri, assistenti e varisti (valutazione "di squadra" e non singola che porterebbe a una maggior collaborazione), inserire un sistema di trasparenza TOTALE (dialoghi arbitrali tutti disponibili in diretta a casa e allo stadio, come nel rugby), professionalizzazione della figura arbitrale e sistema punitivo PUBBLICO oggettivo e inderogabile per chi sbaglia (invece ci sono arbitri che vengono investiti da montagne di critiche dai media quando danneggiano le big e vengono quindi puniti mentre altri a cui le critiche vengono fatte in maniera leggera e ricevono zero punizioni per errori anche enormi e decisivi).

Quella della "chiamata" mi pare la classica trovata da fumo negli occhi/contentino... nella pallavolo ha senso perchè palla in/out, tocco sì/no, invasione sì/no sono cose rilevabili oggettivamente ma nel calcio un fuorigioco attivo, un fallo ecc. sono soggettivi e se l'arbitro e il VAR li hanno già visti e valutati è difficile che tornino sui propri passi se non pochissime volte.