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Peccato, l’avessimo ripresa sarebbe stata un’iniezione di fiducia per la squadra nel fare ciò che il calcio di Sarri richiede. E sarebbe servita enormemente anche a tanti “tifosi” che sempre più spesso ho la sensazione sperino che ogni domenica si perda per poter avvalorare la loro tesi disfattista. Abbiamo giocato male? Si, per un’ora sicuramente. Abbiamo giocato bene? Sì, dal 3-0 in avanti. Abbiamo attenuanti legate alle assenze? Sì, banalmente mancano tutti i centrali difensivi, mancava un equilibratore come Elmas, mancava Raspadori che stava finalmente incidendo nella manovra, mancava Kessie forse l’unico giocatore della rosa con personalità oltre a Carnesecchi e Kolasinac. Nei primi 60 minuti è mancata intensità ed è mancata convinzione di potersela giocare. Dal 3-0 in poi, un’altra squadra in campo. Mi prendo questi 30 minuti come elemento positivo di una partita che fino al 3-0 si poteva per noi riassumere in una parola: imbarazzanti. Ecco, imbarazzanti, come tanti “ tifosi” che continuano a lagnarsi a fasi alterne senza comprendere che in questo momento chi vuole bene all’Atalanta cerca di tenere botta e di stare vicino il più possibile all’Atalanta ( non dico ai giocatori perché alcuni di loro sarebbero da mandare a fare i turni 6-2…2-10…e notte per quanto sono irritanti come atteggiamento). È facile? No, è estremamente difficile, è molto più facile fare parlare la pancia e vomitare critiche, giudizi, sentenze. Ma essere tifosi dell’Atalanta lè mìa facile, o tà glèt dèt, o làga pèrt.

ps. ad Amsterdam con convinzione, màl che là aghè ‘ndàro a roie ò a föma sensa püra chi ma areste