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Rieccomi! Grazie sempre per la risposta ponderata, Titti70pl.

Vero che gli automatismi sono necessari in qualsiasi modulo, oggi molto più di ieri. Quando parlo però di automi Vs autonomi, non mi riferisco al fatto che i giocatori abbiano o meno interiorizzato degli schemi, quello lo darei per acquisito. Ci sarà magari, anzi c'è sicuramente, da lavorarci ancora, ma è appunto una necessità del gioco.

Intendo invece la differenza tra fedeli, e in alcuni casi (vedi Ilicič, Mouriel e Lookman) geniali, esecutori di questi schemi da una parte, e capaci interpreti di un modulo dall'altra.

Può sembrare una distinzione quasi filosofica, ma penso sia sostanziale. Da una parte giochi una geometria con pochi spazi di libertà, riservati magari a chi ha le risorse o il talento per vedere giocate ai più impensabili. Dall'altra giochi invece in continuo rapporto con tutta la squadra, attraverso gli schemi, ma non condannato alla loro pedissequa sequela.

Il caso Ilicič su questo è paradigmatico, ricordo addirittura un caso in cui Gasperini lo inserì mi pare nel secondo tempo, e lo ritolse dopo pochi minuti perché non faceva al millimetro quello che lui voleva facesse.

Ripeto, il problema non è lo schema, quello è una necessità, ma è anche uno strumento, il problema è la testa e l'intelligenza di gioco, che a me pare oggi non sia sviluppata. Il punto in effetti non banale da cogliere si trova in mezzo ai concetti: automa, automatico e autonomo. Gli automatismi sono tutto per gli automi, e se mancano sei finito; sono uno strumento per gli autonomi, che se ne avvalgono a seconda delle circostanze.

Spero di essermi spiegato decorosamente, più ne scrivo e più capisco che quella che era un'intuizione (e che, ribadisco, potrebbe essere anche una gran cantonata) richiederebbe un mezzo trattato per essere articolata degnamente.

Jump75
04 Novembre 2026 | 12.01

Cari tutti,

anzitutto complimenti per lo stile della discussione: pacato, razionale e accorato. Grazie allo Staff per averne creato la condizione. Per la visceralità, che pure ha le sue ragioni e la sua simpatia, ci sono gli altri spazi del sito. Dunque win win.

Detto questo e alla luce delle tante riflessioni lette sotto, mi si è affacciata un'idea che non avevo considerato e che condivido con voi.

Si parlava di una sorta di fragilità mentale dei ragazzi che Sarri non avrebbe considerato.

Non ci avevo ancora pensato. Premetto che non è un ragionamento da vedova: me ne sono fatto una ragione, soprattutto perché i matrimoni li si deve volere in due.

Vedendo Gasperini e i suoi capitolini, ma soprattutto ricordandolo qui, viene in effetti da dire che con lui in campo e in panchina non serve grande "grinta personale" perché la dà/dava tutta lui alla squadra. Quello stile di allenatore non chiede giocatori grintosi, di personalità, ma obbedienti, obbedienti alla morte (come l'arma), molto sul pezzo, il suo. Quando venisse a mancare questo tipo di "guida", il Vate appunto, giocatori tecnicamente forti restano senza verve, senza un'intelligenza di gioco propria.

A me pare che stia accadendo un po' ancora questo. Quando si dice che occorre avviare un nuovo ciclo, un ciclo diverso, penso si dica proprio questo, che ci si deve congedare da quel modello, ma soprattutto che si devono trovare ragioni più interne, più proprie.

Sarri non è Gasp, evidentemente, chiede giocatori più autonomi, non gli automi agguerriti della scorsa era, e l'autonomia non la costruisci in poco tempo.

Paradossalmente 9 anni di ciclo fortunato, se da un lato sono stati una benedizione in termini di risultati e di gioco, poi dall'altro diventano una maledizione in termini di recupero di autonomia.

Da quel che ho capito e visto il gioco di Sarri proprio non prevede l'automa ma l'autonomo, e su quel piano credo tutti si veda che siamo messi davvero male. Ottimi spunti tecnici individuali, ma che non portano frutto.

Ecco, questo mi pare un punto di spiegazione per una situazione altrimenti incomprensibile, con le statistiche che ci direbbero vincenti e la realtà che dice Atalanta 0 Parma 3 (urta anche solo scriverlo).

Purtroppo una rivoluzione del genere non avviene nel giro di un ritiro o di poche settimane ...

Let's hope! e condivido la sensazione di Lorenz sul senso di stringersi di più alla squadra ora che quando le cose andavano bene, è lì che misuri non l'atalantinità (per la quale non c'è metrica) ma l'appartenenza.

Flash
05 Novembre 2026 | 11.49