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RonCalex
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last1967
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beernez3
19 Settembre 2025 | 12.38

Ragazzi, oggi desidero soffermarmi su Giorgio Scalvini, figura che a molti suscita entusiasmo e speranza, ma che a mio avviso merita un’analisi più lucida e meno condizionata dal sentimentalismo. Può sembrare paradossale, ma dico apertamente che non mi rammarico del suo infortunio: almeno per qualche settimana non assisteremo all’ennesima prova di fragilità difensiva che, purtroppo, contraddistingue la sua presenza in campo. Parliamo di un centrale che, nelle intenzioni, dovrebbe incarnare solidità e forza, ma che in realtà difetta di quelle caratteristiche essenziali – potenza fisica, durezza agonistica, rapidità nell’anticipo – che si ritrovano invece in profili come Kossounou, Hien o Kolasinac. Scalvini appare spesso molle, lento nei movimenti, privo di quella prorompenza che dovrebbe essere il marchio distintivo di un difensore di livello internazionale. Non va dimenticato, inoltre, che la sua giovane carriera è stata già segnata da una sfortunata sequenza di infortuni e problemi fisici, fattore che inevitabilmente ne limita la continuità e mina la sua affidabilità. Ecco perché, se davvero corrisponde al vero la voce secondo cui la società avrebbe rifiutato un’offerta di quaranta milioni di euro, ci troviamo di fronte non soltanto a un errore, ma a un autentico caso di miopia gestionale. A quelle cifre, il giocatore andava accompagnato in carrozza, senza esitazioni. Dispiace dirlo, perché Scalvini è un ragazzo del vivaio, educato, giovane, di certo attaccato alla maglia. Ma la differenza tra la simpatia umana e la valutazione tecnica è abissale: qui non si giudica il carattere del ragazzo, bensì la sua idoneità a incarnare un ruolo tanto delicato. E da questo punto di vista, l’etichetta di “Golden Boy” suona più come un’illusione collettiva che come una constatazione oggettiva.

beernez3
19 Settembre 2025 | 12.38

Ragazzi, oggi desidero soffermarmi su Giorgio Scalvini, figura che a molti suscita entusiasmo e speranza, ma che a mio avviso merita un’analisi più lucida e meno condizionata dal sentimentalismo. Può sembrare paradossale, ma dico apertamente che non mi rammarico del suo infortunio: almeno per qualche settimana non assisteremo all’ennesima prova di fragilità difensiva che, purtroppo, contraddistingue la sua presenza in campo. Parliamo di un centrale che, nelle intenzioni, dovrebbe incarnare solidità e forza, ma che in realtà difetta di quelle caratteristiche essenziali – potenza fisica, durezza agonistica, rapidità nell’anticipo – che si ritrovano invece in profili come Kossounou, Hien o Kolasinac. Scalvini appare spesso molle, lento nei movimenti, privo di quella prorompenza che dovrebbe essere il marchio distintivo di un difensore di livello internazionale. Non va dimenticato, inoltre, che la sua giovane carriera è stata già segnata da una sfortunata sequenza di infortuni e problemi fisici, fattore che inevitabilmente ne limita la continuità e mina la sua affidabilità. Ecco perché, se davvero corrisponde al vero la voce secondo cui la società avrebbe rifiutato un’offerta di quaranta milioni di euro, ci troviamo di fronte non soltanto a un errore, ma a un autentico caso di miopia gestionale. A quelle cifre, il giocatore andava accompagnato in carrozza, senza esitazioni. Dispiace dirlo, perché Scalvini è un ragazzo del vivaio, educato, giovane, di certo attaccato alla maglia. Ma la differenza tra la simpatia umana e la valutazione tecnica è abissale: qui non si giudica il carattere del ragazzo, bensì la sua idoneità a incarnare un ruolo tanto delicato. E da questo punto di vista, l’etichetta di “Golden Boy” suona più come un’illusione collettiva che come una constatazione oggettiva.

beernez3
19 Settembre 2025 | 12.38

Ragazzi, oggi desidero soffermarmi su Giorgio Scalvini, figura che a molti suscita entusiasmo e speranza, ma che a mio avviso merita un’analisi più lucida e meno condizionata dal sentimentalismo. Può sembrare paradossale, ma dico apertamente che non mi rammarico del suo infortunio: almeno per qualche settimana non assisteremo all’ennesima prova di fragilità difensiva che, purtroppo, contraddistingue la sua presenza in campo. Parliamo di un centrale che, nelle intenzioni, dovrebbe incarnare solidità e forza, ma che in realtà difetta di quelle caratteristiche essenziali – potenza fisica, durezza agonistica, rapidità nell’anticipo – che si ritrovano invece in profili come Kossounou, Hien o Kolasinac. Scalvini appare spesso molle, lento nei movimenti, privo di quella prorompenza che dovrebbe essere il marchio distintivo di un difensore di livello internazionale. Non va dimenticato, inoltre, che la sua giovane carriera è stata già segnata da una sfortunata sequenza di infortuni e problemi fisici, fattore che inevitabilmente ne limita la continuità e mina la sua affidabilità. Ecco perché, se davvero corrisponde al vero la voce secondo cui la società avrebbe rifiutato un’offerta di quaranta milioni di euro, ci troviamo di fronte non soltanto a un errore, ma a un autentico caso di miopia gestionale. A quelle cifre, il giocatore andava accompagnato in carrozza, senza esitazioni. Dispiace dirlo, perché Scalvini è un ragazzo del vivaio, educato, giovane, di certo attaccato alla maglia. Ma la differenza tra la simpatia umana e la valutazione tecnica è abissale: qui non si giudica il carattere del ragazzo, bensì la sua idoneità a incarnare un ruolo tanto delicato. E da questo punto di vista, l’etichetta di “Golden Boy” suona più come un’illusione collettiva che come una constatazione oggettiva.

Magnocavallo vive a Lovere
19 Settembre 2025 | 14.09
crazyhorse200
19 Settembre 2025 | 14.07
Magnocavallo vive a Lovere
19 Settembre 2025 | 14.06
MutdeNes
19 Settembre 2025 | 14.00
beernez3
19 Settembre 2025 | 12.38

Ragazzi, oggi desidero soffermarmi su Giorgio Scalvini, figura che a molti suscita entusiasmo e speranza, ma che a mio avviso merita un’analisi più lucida e meno condizionata dal sentimentalismo. Può sembrare paradossale, ma dico apertamente che non mi rammarico del suo infortunio: almeno per qualche settimana non assisteremo all’ennesima prova di fragilità difensiva che, purtroppo, contraddistingue la sua presenza in campo. Parliamo di un centrale che, nelle intenzioni, dovrebbe incarnare solidità e forza, ma che in realtà difetta di quelle caratteristiche essenziali – potenza fisica, durezza agonistica, rapidità nell’anticipo – che si ritrovano invece in profili come Kossounou, Hien o Kolasinac. Scalvini appare spesso molle, lento nei movimenti, privo di quella prorompenza che dovrebbe essere il marchio distintivo di un difensore di livello internazionale. Non va dimenticato, inoltre, che la sua giovane carriera è stata già segnata da una sfortunata sequenza di infortuni e problemi fisici, fattore che inevitabilmente ne limita la continuità e mina la sua affidabilità. Ecco perché, se davvero corrisponde al vero la voce secondo cui la società avrebbe rifiutato un’offerta di quaranta milioni di euro, ci troviamo di fronte non soltanto a un errore, ma a un autentico caso di miopia gestionale. A quelle cifre, il giocatore andava accompagnato in carrozza, senza esitazioni. Dispiace dirlo, perché Scalvini è un ragazzo del vivaio, educato, giovane, di certo attaccato alla maglia. Ma la differenza tra la simpatia umana e la valutazione tecnica è abissale: qui non si giudica il carattere del ragazzo, bensì la sua idoneità a incarnare un ruolo tanto delicato. E da questo punto di vista, l’etichetta di “Golden Boy” suona più come un’illusione collettiva che come una constatazione oggettiva.

ronny52
19 Settembre 2025 | 13.45
beernez3
19 Settembre 2025 | 12.38

Ragazzi, oggi desidero soffermarmi su Giorgio Scalvini, figura che a molti suscita entusiasmo e speranza, ma che a mio avviso merita un’analisi più lucida e meno condizionata dal sentimentalismo. Può sembrare paradossale, ma dico apertamente che non mi rammarico del suo infortunio: almeno per qualche settimana non assisteremo all’ennesima prova di fragilità difensiva che, purtroppo, contraddistingue la sua presenza in campo. Parliamo di un centrale che, nelle intenzioni, dovrebbe incarnare solidità e forza, ma che in realtà difetta di quelle caratteristiche essenziali – potenza fisica, durezza agonistica, rapidità nell’anticipo – che si ritrovano invece in profili come Kossounou, Hien o Kolasinac. Scalvini appare spesso molle, lento nei movimenti, privo di quella prorompenza che dovrebbe essere il marchio distintivo di un difensore di livello internazionale. Non va dimenticato, inoltre, che la sua giovane carriera è stata già segnata da una sfortunata sequenza di infortuni e problemi fisici, fattore che inevitabilmente ne limita la continuità e mina la sua affidabilità. Ecco perché, se davvero corrisponde al vero la voce secondo cui la società avrebbe rifiutato un’offerta di quaranta milioni di euro, ci troviamo di fronte non soltanto a un errore, ma a un autentico caso di miopia gestionale. A quelle cifre, il giocatore andava accompagnato in carrozza, senza esitazioni. Dispiace dirlo, perché Scalvini è un ragazzo del vivaio, educato, giovane, di certo attaccato alla maglia. Ma la differenza tra la simpatia umana e la valutazione tecnica è abissale: qui non si giudica il carattere del ragazzo, bensì la sua idoneità a incarnare un ruolo tanto delicato. E da questo punto di vista, l’etichetta di “Golden Boy” suona più come un’illusione collettiva che come una constatazione oggettiva.

sim29
19 Settembre 2025 | 13.46
beernez3
19 Settembre 2025 | 12.38

Ragazzi, oggi desidero soffermarmi su Giorgio Scalvini, figura che a molti suscita entusiasmo e speranza, ma che a mio avviso merita un’analisi più lucida e meno condizionata dal sentimentalismo. Può sembrare paradossale, ma dico apertamente che non mi rammarico del suo infortunio: almeno per qualche settimana non assisteremo all’ennesima prova di fragilità difensiva che, purtroppo, contraddistingue la sua presenza in campo. Parliamo di un centrale che, nelle intenzioni, dovrebbe incarnare solidità e forza, ma che in realtà difetta di quelle caratteristiche essenziali – potenza fisica, durezza agonistica, rapidità nell’anticipo – che si ritrovano invece in profili come Kossounou, Hien o Kolasinac. Scalvini appare spesso molle, lento nei movimenti, privo di quella prorompenza che dovrebbe essere il marchio distintivo di un difensore di livello internazionale. Non va dimenticato, inoltre, che la sua giovane carriera è stata già segnata da una sfortunata sequenza di infortuni e problemi fisici, fattore che inevitabilmente ne limita la continuità e mina la sua affidabilità. Ecco perché, se davvero corrisponde al vero la voce secondo cui la società avrebbe rifiutato un’offerta di quaranta milioni di euro, ci troviamo di fronte non soltanto a un errore, ma a un autentico caso di miopia gestionale. A quelle cifre, il giocatore andava accompagnato in carrozza, senza esitazioni. Dispiace dirlo, perché Scalvini è un ragazzo del vivaio, educato, giovane, di certo attaccato alla maglia. Ma la differenza tra la simpatia umana e la valutazione tecnica è abissale: qui non si giudica il carattere del ragazzo, bensì la sua idoneità a incarnare un ruolo tanto delicato. E da questo punto di vista, l’etichetta di “Golden Boy” suona più come un’illusione collettiva che come una constatazione oggettiva.

MiticoCorbani
19 Settembre 2025 | 13.19
beernez3
19 Settembre 2025 | 12.38

Ragazzi, oggi desidero soffermarmi su Giorgio Scalvini, figura che a molti suscita entusiasmo e speranza, ma che a mio avviso merita un’analisi più lucida e meno condizionata dal sentimentalismo. Può sembrare paradossale, ma dico apertamente che non mi rammarico del suo infortunio: almeno per qualche settimana non assisteremo all’ennesima prova di fragilità difensiva che, purtroppo, contraddistingue la sua presenza in campo. Parliamo di un centrale che, nelle intenzioni, dovrebbe incarnare solidità e forza, ma che in realtà difetta di quelle caratteristiche essenziali – potenza fisica, durezza agonistica, rapidità nell’anticipo – che si ritrovano invece in profili come Kossounou, Hien o Kolasinac. Scalvini appare spesso molle, lento nei movimenti, privo di quella prorompenza che dovrebbe essere il marchio distintivo di un difensore di livello internazionale. Non va dimenticato, inoltre, che la sua giovane carriera è stata già segnata da una sfortunata sequenza di infortuni e problemi fisici, fattore che inevitabilmente ne limita la continuità e mina la sua affidabilità. Ecco perché, se davvero corrisponde al vero la voce secondo cui la società avrebbe rifiutato un’offerta di quaranta milioni di euro, ci troviamo di fronte non soltanto a un errore, ma a un autentico caso di miopia gestionale. A quelle cifre, il giocatore andava accompagnato in carrozza, senza esitazioni. Dispiace dirlo, perché Scalvini è un ragazzo del vivaio, educato, giovane, di certo attaccato alla maglia. Ma la differenza tra la simpatia umana e la valutazione tecnica è abissale: qui non si giudica il carattere del ragazzo, bensì la sua idoneità a incarnare un ruolo tanto delicato. E da questo punto di vista, l’etichetta di “Golden Boy” suona più come un’illusione collettiva che come una constatazione oggettiva.

beernez3
19 Settembre 2025 | 12.38

Ragazzi, oggi desidero soffermarmi su Giorgio Scalvini, figura che a molti suscita entusiasmo e speranza, ma che a mio avviso merita un’analisi più lucida e meno condizionata dal sentimentalismo. Può sembrare paradossale, ma dico apertamente che non mi rammarico del suo infortunio: almeno per qualche settimana non assisteremo all’ennesima prova di fragilità difensiva che, purtroppo, contraddistingue la sua presenza in campo. Parliamo di un centrale che, nelle intenzioni, dovrebbe incarnare solidità e forza, ma che in realtà difetta di quelle caratteristiche essenziali – potenza fisica, durezza agonistica, rapidità nell’anticipo – che si ritrovano invece in profili come Kossounou, Hien o Kolasinac. Scalvini appare spesso molle, lento nei movimenti, privo di quella prorompenza che dovrebbe essere il marchio distintivo di un difensore di livello internazionale. Non va dimenticato, inoltre, che la sua giovane carriera è stata già segnata da una sfortunata sequenza di infortuni e problemi fisici, fattore che inevitabilmente ne limita la continuità e mina la sua affidabilità. Ecco perché, se davvero corrisponde al vero la voce secondo cui la società avrebbe rifiutato un’offerta di quaranta milioni di euro, ci troviamo di fronte non soltanto a un errore, ma a un autentico caso di miopia gestionale. A quelle cifre, il giocatore andava accompagnato in carrozza, senza esitazioni. Dispiace dirlo, perché Scalvini è un ragazzo del vivaio, educato, giovane, di certo attaccato alla maglia. Ma la differenza tra la simpatia umana e la valutazione tecnica è abissale: qui non si giudica il carattere del ragazzo, bensì la sua idoneità a incarnare un ruolo tanto delicato. E da questo punto di vista, l’etichetta di “Golden Boy” suona più come un’illusione collettiva che come una constatazione oggettiva.

beernez3
19 Settembre 2025 | 12.38

Ragazzi, oggi desidero soffermarmi su Giorgio Scalvini, figura che a molti suscita entusiasmo e speranza, ma che a mio avviso merita un’analisi più lucida e meno condizionata dal sentimentalismo. Può sembrare paradossale, ma dico apertamente che non mi rammarico del suo infortunio: almeno per qualche settimana non assisteremo all’ennesima prova di fragilità difensiva che, purtroppo, contraddistingue la sua presenza in campo. Parliamo di un centrale che, nelle intenzioni, dovrebbe incarnare solidità e forza, ma che in realtà difetta di quelle caratteristiche essenziali – potenza fisica, durezza agonistica, rapidità nell’anticipo – che si ritrovano invece in profili come Kossounou, Hien o Kolasinac. Scalvini appare spesso molle, lento nei movimenti, privo di quella prorompenza che dovrebbe essere il marchio distintivo di un difensore di livello internazionale. Non va dimenticato, inoltre, che la sua giovane carriera è stata già segnata da una sfortunata sequenza di infortuni e problemi fisici, fattore che inevitabilmente ne limita la continuità e mina la sua affidabilità. Ecco perché, se davvero corrisponde al vero la voce secondo cui la società avrebbe rifiutato un’offerta di quaranta milioni di euro, ci troviamo di fronte non soltanto a un errore, ma a un autentico caso di miopia gestionale. A quelle cifre, il giocatore andava accompagnato in carrozza, senza esitazioni. Dispiace dirlo, perché Scalvini è un ragazzo del vivaio, educato, giovane, di certo attaccato alla maglia. Ma la differenza tra la simpatia umana e la valutazione tecnica è abissale: qui non si giudica il carattere del ragazzo, bensì la sua idoneità a incarnare un ruolo tanto delicato. E da questo punto di vista, l’etichetta di “Golden Boy” suona più come un’illusione collettiva che come una constatazione oggettiva.

beernez3
19 Settembre 2025 | 12.38

Ragazzi, oggi desidero soffermarmi su Giorgio Scalvini, figura che a molti suscita entusiasmo e speranza, ma che a mio avviso merita un’analisi più lucida e meno condizionata dal sentimentalismo. Può sembrare paradossale, ma dico apertamente che non mi rammarico del suo infortunio: almeno per qualche settimana non assisteremo all’ennesima prova di fragilità difensiva che, purtroppo, contraddistingue la sua presenza in campo. Parliamo di un centrale che, nelle intenzioni, dovrebbe incarnare solidità e forza, ma che in realtà difetta di quelle caratteristiche essenziali – potenza fisica, durezza agonistica, rapidità nell’anticipo – che si ritrovano invece in profili come Kossounou, Hien o Kolasinac. Scalvini appare spesso molle, lento nei movimenti, privo di quella prorompenza che dovrebbe essere il marchio distintivo di un difensore di livello internazionale. Non va dimenticato, inoltre, che la sua giovane carriera è stata già segnata da una sfortunata sequenza di infortuni e problemi fisici, fattore che inevitabilmente ne limita la continuità e mina la sua affidabilità. Ecco perché, se davvero corrisponde al vero la voce secondo cui la società avrebbe rifiutato un’offerta di quaranta milioni di euro, ci troviamo di fronte non soltanto a un errore, ma a un autentico caso di miopia gestionale. A quelle cifre, il giocatore andava accompagnato in carrozza, senza esitazioni. Dispiace dirlo, perché Scalvini è un ragazzo del vivaio, educato, giovane, di certo attaccato alla maglia. Ma la differenza tra la simpatia umana e la valutazione tecnica è abissale: qui non si giudica il carattere del ragazzo, bensì la sua idoneità a incarnare un ruolo tanto delicato. E da questo punto di vista, l’etichetta di “Golden Boy” suona più come un’illusione collettiva che come una constatazione oggettiva.

elburroloco
19 Settembre 2025 | 12.41
beernez3
19 Settembre 2025 | 12.38

Ragazzi, oggi desidero soffermarmi su Giorgio Scalvini, figura che a molti suscita entusiasmo e speranza, ma che a mio avviso merita un’analisi più lucida e meno condizionata dal sentimentalismo. Può sembrare paradossale, ma dico apertamente che non mi rammarico del suo infortunio: almeno per qualche settimana non assisteremo all’ennesima prova di fragilità difensiva che, purtroppo, contraddistingue la sua presenza in campo. Parliamo di un centrale che, nelle intenzioni, dovrebbe incarnare solidità e forza, ma che in realtà difetta di quelle caratteristiche essenziali – potenza fisica, durezza agonistica, rapidità nell’anticipo – che si ritrovano invece in profili come Kossounou, Hien o Kolasinac. Scalvini appare spesso molle, lento nei movimenti, privo di quella prorompenza che dovrebbe essere il marchio distintivo di un difensore di livello internazionale. Non va dimenticato, inoltre, che la sua giovane carriera è stata già segnata da una sfortunata sequenza di infortuni e problemi fisici, fattore che inevitabilmente ne limita la continuità e mina la sua affidabilità. Ecco perché, se davvero corrisponde al vero la voce secondo cui la società avrebbe rifiutato un’offerta di quaranta milioni di euro, ci troviamo di fronte non soltanto a un errore, ma a un autentico caso di miopia gestionale. A quelle cifre, il giocatore andava accompagnato in carrozza, senza esitazioni. Dispiace dirlo, perché Scalvini è un ragazzo del vivaio, educato, giovane, di certo attaccato alla maglia. Ma la differenza tra la simpatia umana e la valutazione tecnica è abissale: qui non si giudica il carattere del ragazzo, bensì la sua idoneità a incarnare un ruolo tanto delicato. E da questo punto di vista, l’etichetta di “Golden Boy” suona più come un’illusione collettiva che come una constatazione oggettiva.

Lorenz67
19 Settembre 2025 | 12.00

assolutamente non d'accordo con queste conclusioni... ci si dimentica che i tifosi (tutti noi io incluso) parliamo di tecnica, tattica, formazioni basandoci sulle sensazioni di 90 o meno minuti della partita precedente.... allenatori e staff invece basano le loro decisioni con una veduta e polso molto piu' "ampio" del nostro visto che li vedono decine di ore ogni settimana e per ogni scelta ci sono tante variabili che hanno portato alla decisione.. perche' a leggere certi "tifosi" sembra che l'abbia messa giu' "ad caxxum" la formazione... dai un minimo di logica ziobon. Spunti positivi eccome se ce ne sono: giocando senza 3-4 nostri top player nel primo tempo per quasi mezz'ora (dal 15o al 40o circa) abbiamo tenuto testa ai campioni d'Europa che ne rifilarono 5 agli ingiocabili e 4 ai galacticos (entrambi con formazioni al completo!) e per me vedere i nostri tutti nella meta' campo avversaria a pressare e rendergli quasi impossibile passare la meta' campo e' stata "tanta roba" e mi fa ben sperare perche'  1) ne incontreremo pochissime di squadre forti come il PSG.. probabilmente nessuna e quindi fare mezz'ora alla pari e' tanta roba (e vuol dire che tutti in quel periodo han fatto la loro, anche chi ha giocato una partita insufficiente) 2) Quando saremo al completo potremo sicuramente dire la nostra con quasi tutti.  A me sembra che tanti hanno perso ogni barlume di logica anche "spicciola/matematica".... ma scusate la nostra rosa attuale (aldila' di valere una frazione di quella del PSG la cui sola panchina supera di gran lungo il valore totale nostro) senza Look, Ederson, Scamh e Kola cosa vale in serie A? Per me e' una rosa da mezza classifica, come toro, udinese e simili, nulla di piu'. Anche perche' se facciamo un ragionamento "non equilibrato" pensando che la rosa senzi questi 4 top puo' valere un 5-6o posto (e giocare alla pari con il PSG magari come sperava qualcuno...), allora significherebbe che rientrando i top mancanti potremmo puntare al triplete :) 

Lorenz67
19 Settembre 2025 | 12.00

assolutamente non d'accordo con queste conclusioni... ci si dimentica che i tifosi (tutti noi io incluso) parliamo di tecnica, tattica, formazioni basandoci sulle sensazioni di 90 o meno minuti della partita precedente.... allenatori e staff invece basano le loro decisioni con una veduta e polso molto piu' "ampio" del nostro visto che li vedono decine di ore ogni settimana e per ogni scelta ci sono tante variabili che hanno portato alla decisione.. perche' a leggere certi "tifosi" sembra che l'abbia messa giu' "ad caxxum" la formazione... dai un minimo di logica ziobon. Spunti positivi eccome se ce ne sono: giocando senza 3-4 nostri top player nel primo tempo per quasi mezz'ora (dal 15o al 40o circa) abbiamo tenuto testa ai campioni d'Europa che ne rifilarono 5 agli ingiocabili e 4 ai galacticos (entrambi con formazioni al completo!) e per me vedere i nostri tutti nella meta' campo avversaria a pressare e rendergli quasi impossibile passare la meta' campo e' stata "tanta roba" e mi fa ben sperare perche'  1) ne incontreremo pochissime di squadre forti come il PSG.. probabilmente nessuna e quindi fare mezz'ora alla pari e' tanta roba (e vuol dire che tutti in quel periodo han fatto la loro, anche chi ha giocato una partita insufficiente) 2) Quando saremo al completo potremo sicuramente dire la nostra con quasi tutti.  A me sembra che tanti hanno perso ogni barlume di logica anche "spicciola/matematica".... ma scusate la nostra rosa attuale (aldila' di valere una frazione di quella del PSG la cui sola panchina supera di gran lungo il valore totale nostro) senza Look, Ederson, Scamh e Kola cosa vale in serie A? Per me e' una rosa da mezza classifica, come toro, udinese e simili, nulla di piu'. Anche perche' se facciamo un ragionamento "non equilibrato" pensando che la rosa senzi questi 4 top puo' valere un 5-6o posto (e giocare alla pari con il PSG magari come sperava qualcuno...), allora significherebbe che rientrando i top mancanti potremmo puntare al triplete :) 

Lorenz67
19 Settembre 2025 | 12.00

assolutamente non d'accordo con queste conclusioni... ci si dimentica che i tifosi (tutti noi io incluso) parliamo di tecnica, tattica, formazioni basandoci sulle sensazioni di 90 o meno minuti della partita precedente.... allenatori e staff invece basano le loro decisioni con una veduta e polso molto piu' "ampio" del nostro visto che li vedono decine di ore ogni settimana e per ogni scelta ci sono tante variabili che hanno portato alla decisione.. perche' a leggere certi "tifosi" sembra che l'abbia messa giu' "ad caxxum" la formazione... dai un minimo di logica ziobon. Spunti positivi eccome se ce ne sono: giocando senza 3-4 nostri top player nel primo tempo per quasi mezz'ora (dal 15o al 40o circa) abbiamo tenuto testa ai campioni d'Europa che ne rifilarono 5 agli ingiocabili e 4 ai galacticos (entrambi con formazioni al completo!) e per me vedere i nostri tutti nella meta' campo avversaria a pressare e rendergli quasi impossibile passare la meta' campo e' stata "tanta roba" e mi fa ben sperare perche'  1) ne incontreremo pochissime di squadre forti come il PSG.. probabilmente nessuna e quindi fare mezz'ora alla pari e' tanta roba (e vuol dire che tutti in quel periodo han fatto la loro, anche chi ha giocato una partita insufficiente) 2) Quando saremo al completo potremo sicuramente dire la nostra con quasi tutti.  A me sembra che tanti hanno perso ogni barlume di logica anche "spicciola/matematica".... ma scusate la nostra rosa attuale (aldila' di valere una frazione di quella del PSG la cui sola panchina supera di gran lungo il valore totale nostro) senza Look, Ederson, Scamh e Kola cosa vale in serie A? Per me e' una rosa da mezza classifica, come toro, udinese e simili, nulla di piu'. Anche perche' se facciamo un ragionamento "non equilibrato" pensando che la rosa senzi questi 4 top puo' valere un 5-6o posto (e giocare alla pari con il PSG magari come sperava qualcuno...), allora significherebbe che rientrando i top mancanti potremmo puntare al triplete :) 

marcobuda
19 Settembre 2025 | 11.46
farabundo
19 Settembre 2025 | 11.26
ROMAGNANEROBLU
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Magica Dea
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Dutch_Dea
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SudatoDinverno
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Magnocavallo vive a Lovere
19 Settembre 2025 | 10.45
steen1976
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manolothai
19 Settembre 2025 | 09.15