Ultimi commenti

E-E-Evair
16 Febbraio 2026 | 12.19
vecchia1907
16 Febbraio 2026 | 12.23
Francisco d Anconia
16 Febbraio 2026 | 09.07

Al netto della narrativa sportiva - dell’enfasi leggermente pubblicitaria sui centri e sulle strutture che hanno seguito Federica Brignone - credo sia importante sottolineare un elemento spesso sottovalutato: l’età. Spesso facciamo confronti impari con atleti di questo livello. A parità di frattura, l’età non ci fa partire dalla stessa condizione fisica, dalla stessa base muscolare né dalla stessa capacità di recupero.

Detto questo, c’è un aspetto che secondo me va posto al centro della storia: la determinazione.

Nel tuo commento questa componente viene citata insieme a strutture, competenze e percorsi privilegiati, ma a mio avviso è stata la scintilla: la chiave che ha reso possibile tutto il resto.

Le strutture aiutano. I professionisti sono fondamentali. L’età incide. Ma la volontà di alzarsi ogni mattina, anche quando tutto suggerisce di restare sul divano, quella non si compra e non si prescrive.

Per esperienza indiretta so cosa significhi svegliarsi con un arto che fa male nel post-operatorio e, nonostante tutto, mettersi nel corridoio di casa a fare esercizi. Giorno dopo giorno. Senza riflettori. È proprio questa forza interiore che rende la storia di Brignone stimolante per tutti. Le strutture d’eccellenza non sono patrimonio comune. L’età non è uguale per ciascuno. Ma la determinazione - quella sì - è una leva che appartiene a ognuno di noi. Così, al di là dello sport, la vicenda diventa esempio e ispirazione: un promemoria del potere che la mente e la motivazione possono avere nella vita di tutti i giorni.

moreto
16 Febbraio 2026 | 07.49

Una informazione corretta e doverosa per noi tutti in merito alla risonanza di stampa e media utilizzata per enfatizzare che “ a distanza di soli 10 mesi da un grave e complesso infortunio ( fratture e rotture legamenti ) la Brignone ha stravinto dominando “. Vorrei ricordare ( ed é importantissimo ) che per gli “ atleti agonisti “ vi sono condizioni e realtà diverse da noi comuni mortali . In assoluto , vengono operati in tempi velocissimi e immediati . La cosa non fa perdere muscolatura e forza e non determina rigidità e compensi nell’attesa dell’intervento . Poi si deve considerare che i loro tessuti hanno fisiologicamente maggiori capacità di cicatrizzazione e recupero . Inoltre hanno una capacità di lavoro e recupero muscolare indotta e favorita dalla abitudine al lavoro e allenamento muscolare . Infine sono da subito indirizzati e stimolati alla rieducazione-recupero funzionale senza rischi di perdere tempo in dannose liste d’attesa. Non ultimo il fatto di poter usufruire di materiali tecniche strumenti e professionisti dedicati . Se poi ci mettiamo anche la loro grande determinazione e serietà di atleti e il tempo che concretamente e unicamente possono dedicate al recupero , tutto é più comprensibile . Tutto questo per dovere di corretta e deontologica informazione onde evitate di illuderci che “ i tempi di recupero per noi comuni pazienti , a fronte di qualcosa di più o meno simile , siano relativamente veloci “ Credo che queste cose siano importanti , vadano sempre ricordate e che ce le diciamo . Perché come sempre , i media sono fuorvianti e pure , dal lato terapeutico , dannosi .  Aggiungo , nel caso della Brignone , che adesso addirittura stiano publicizzando e sponsorizzando il fatto che “ ha fatto i primi 100 giorni di cura fra il J Medical e il J albergo “. Come se nel resto d’Italia non ci siano altrettante capaci ( e migliori ) eccellenze in grado di curare chiunque . 

Scusate il tempo che vi rubo per queste considerazioni e informazioni che ritengo importanti e chiarificatrici di una realtà che va descritta e narrata in modo trasparente per corretta informazione sulla salute di noi tutti 

grazie 

Claudiopaul70
16 Febbraio 2026 | 10.39
moreto
16 Febbraio 2026 | 07.49

Una informazione corretta e doverosa per noi tutti in merito alla risonanza di stampa e media utilizzata per enfatizzare che “ a distanza di soli 10 mesi da un grave e complesso infortunio ( fratture e rotture legamenti ) la Brignone ha stravinto dominando “. Vorrei ricordare ( ed é importantissimo ) che per gli “ atleti agonisti “ vi sono condizioni e realtà diverse da noi comuni mortali . In assoluto , vengono operati in tempi velocissimi e immediati . La cosa non fa perdere muscolatura e forza e non determina rigidità e compensi nell’attesa dell’intervento . Poi si deve considerare che i loro tessuti hanno fisiologicamente maggiori capacità di cicatrizzazione e recupero . Inoltre hanno una capacità di lavoro e recupero muscolare indotta e favorita dalla abitudine al lavoro e allenamento muscolare . Infine sono da subito indirizzati e stimolati alla rieducazione-recupero funzionale senza rischi di perdere tempo in dannose liste d’attesa. Non ultimo il fatto di poter usufruire di materiali tecniche strumenti e professionisti dedicati . Se poi ci mettiamo anche la loro grande determinazione e serietà di atleti e il tempo che concretamente e unicamente possono dedicate al recupero , tutto é più comprensibile . Tutto questo per dovere di corretta e deontologica informazione onde evitate di illuderci che “ i tempi di recupero per noi comuni pazienti , a fronte di qualcosa di più o meno simile , siano relativamente veloci “ Credo che queste cose siano importanti , vadano sempre ricordate e che ce le diciamo . Perché come sempre , i media sono fuorvianti e pure , dal lato terapeutico , dannosi .  Aggiungo , nel caso della Brignone , che adesso addirittura stiano publicizzando e sponsorizzando il fatto che “ ha fatto i primi 100 giorni di cura fra il J Medical e il J albergo “. Come se nel resto d’Italia non ci siano altrettante capaci ( e migliori ) eccellenze in grado di curare chiunque . 

Scusate il tempo che vi rubo per queste considerazioni e informazioni che ritengo importanti e chiarificatrici di una realtà che va descritta e narrata in modo trasparente per corretta informazione sulla salute di noi tutti 

grazie 

moreto
16 Febbraio 2026 | 07.49

Una informazione corretta e doverosa per noi tutti in merito alla risonanza di stampa e media utilizzata per enfatizzare che “ a distanza di soli 10 mesi da un grave e complesso infortunio ( fratture e rotture legamenti ) la Brignone ha stravinto dominando “. Vorrei ricordare ( ed é importantissimo ) che per gli “ atleti agonisti “ vi sono condizioni e realtà diverse da noi comuni mortali . In assoluto , vengono operati in tempi velocissimi e immediati . La cosa non fa perdere muscolatura e forza e non determina rigidità e compensi nell’attesa dell’intervento . Poi si deve considerare che i loro tessuti hanno fisiologicamente maggiori capacità di cicatrizzazione e recupero . Inoltre hanno una capacità di lavoro e recupero muscolare indotta e favorita dalla abitudine al lavoro e allenamento muscolare . Infine sono da subito indirizzati e stimolati alla rieducazione-recupero funzionale senza rischi di perdere tempo in dannose liste d’attesa. Non ultimo il fatto di poter usufruire di materiali tecniche strumenti e professionisti dedicati . Se poi ci mettiamo anche la loro grande determinazione e serietà di atleti e il tempo che concretamente e unicamente possono dedicate al recupero , tutto é più comprensibile . Tutto questo per dovere di corretta e deontologica informazione onde evitate di illuderci che “ i tempi di recupero per noi comuni pazienti , a fronte di qualcosa di più o meno simile , siano relativamente veloci “ Credo che queste cose siano importanti , vadano sempre ricordate e che ce le diciamo . Perché come sempre , i media sono fuorvianti e pure , dal lato terapeutico , dannosi .  Aggiungo , nel caso della Brignone , che adesso addirittura stiano publicizzando e sponsorizzando il fatto che “ ha fatto i primi 100 giorni di cura fra il J Medical e il J albergo “. Come se nel resto d’Italia non ci siano altrettante capaci ( e migliori ) eccellenze in grado di curare chiunque . 

Scusate il tempo che vi rubo per queste considerazioni e informazioni che ritengo importanti e chiarificatrici di una realtà che va descritta e narrata in modo trasparente per corretta informazione sulla salute di noi tutti 

grazie 

farabundo
16 Febbraio 2026 | 10.04
Papu10
16 Febbraio 2026 | 09.46
e-dea
16 Febbraio 2026 | 08.57
Montemisma
16 Febbraio 2026 | 09.44
moreto
16 Febbraio 2026 | 07.49

Una informazione corretta e doverosa per noi tutti in merito alla risonanza di stampa e media utilizzata per enfatizzare che “ a distanza di soli 10 mesi da un grave e complesso infortunio ( fratture e rotture legamenti ) la Brignone ha stravinto dominando “. Vorrei ricordare ( ed é importantissimo ) che per gli “ atleti agonisti “ vi sono condizioni e realtà diverse da noi comuni mortali . In assoluto , vengono operati in tempi velocissimi e immediati . La cosa non fa perdere muscolatura e forza e non determina rigidità e compensi nell’attesa dell’intervento . Poi si deve considerare che i loro tessuti hanno fisiologicamente maggiori capacità di cicatrizzazione e recupero . Inoltre hanno una capacità di lavoro e recupero muscolare indotta e favorita dalla abitudine al lavoro e allenamento muscolare . Infine sono da subito indirizzati e stimolati alla rieducazione-recupero funzionale senza rischi di perdere tempo in dannose liste d’attesa. Non ultimo il fatto di poter usufruire di materiali tecniche strumenti e professionisti dedicati . Se poi ci mettiamo anche la loro grande determinazione e serietà di atleti e il tempo che concretamente e unicamente possono dedicate al recupero , tutto é più comprensibile . Tutto questo per dovere di corretta e deontologica informazione onde evitate di illuderci che “ i tempi di recupero per noi comuni pazienti , a fronte di qualcosa di più o meno simile , siano relativamente veloci “ Credo che queste cose siano importanti , vadano sempre ricordate e che ce le diciamo . Perché come sempre , i media sono fuorvianti e pure , dal lato terapeutico , dannosi .  Aggiungo , nel caso della Brignone , che adesso addirittura stiano publicizzando e sponsorizzando il fatto che “ ha fatto i primi 100 giorni di cura fra il J Medical e il J albergo “. Come se nel resto d’Italia non ci siano altrettante capaci ( e migliori ) eccellenze in grado di curare chiunque . 

Scusate il tempo che vi rubo per queste considerazioni e informazioni che ritengo importanti e chiarificatrici di una realtà che va descritta e narrata in modo trasparente per corretta informazione sulla salute di noi tutti 

grazie 

Francisco d Anconia
16 Febbraio 2026 | 09.07

Al netto della narrativa sportiva - dell’enfasi leggermente pubblicitaria sui centri e sulle strutture che hanno seguito Federica Brignone - credo sia importante sottolineare un elemento spesso sottovalutato: l’età. Spesso facciamo confronti impari con atleti di questo livello. A parità di frattura, l’età non ci fa partire dalla stessa condizione fisica, dalla stessa base muscolare né dalla stessa capacità di recupero.

Detto questo, c’è un aspetto che secondo me va posto al centro della storia: la determinazione.

Nel tuo commento questa componente viene citata insieme a strutture, competenze e percorsi privilegiati, ma a mio avviso è stata la scintilla: la chiave che ha reso possibile tutto il resto.

Le strutture aiutano. I professionisti sono fondamentali. L’età incide. Ma la volontà di alzarsi ogni mattina, anche quando tutto suggerisce di restare sul divano, quella non si compra e non si prescrive.

Per esperienza indiretta so cosa significhi svegliarsi con un arto che fa male nel post-operatorio e, nonostante tutto, mettersi nel corridoio di casa a fare esercizi. Giorno dopo giorno. Senza riflettori. È proprio questa forza interiore che rende la storia di Brignone stimolante per tutti. Le strutture d’eccellenza non sono patrimonio comune. L’età non è uguale per ciascuno. Ma la determinazione - quella sì - è una leva che appartiene a ognuno di noi. Così, al di là dello sport, la vicenda diventa esempio e ispirazione: un promemoria del potere che la mente e la motivazione possono avere nella vita di tutti i giorni.

moreto
16 Febbraio 2026 | 07.49

Una informazione corretta e doverosa per noi tutti in merito alla risonanza di stampa e media utilizzata per enfatizzare che “ a distanza di soli 10 mesi da un grave e complesso infortunio ( fratture e rotture legamenti ) la Brignone ha stravinto dominando “. Vorrei ricordare ( ed é importantissimo ) che per gli “ atleti agonisti “ vi sono condizioni e realtà diverse da noi comuni mortali . In assoluto , vengono operati in tempi velocissimi e immediati . La cosa non fa perdere muscolatura e forza e non determina rigidità e compensi nell’attesa dell’intervento . Poi si deve considerare che i loro tessuti hanno fisiologicamente maggiori capacità di cicatrizzazione e recupero . Inoltre hanno una capacità di lavoro e recupero muscolare indotta e favorita dalla abitudine al lavoro e allenamento muscolare . Infine sono da subito indirizzati e stimolati alla rieducazione-recupero funzionale senza rischi di perdere tempo in dannose liste d’attesa. Non ultimo il fatto di poter usufruire di materiali tecniche strumenti e professionisti dedicati . Se poi ci mettiamo anche la loro grande determinazione e serietà di atleti e il tempo che concretamente e unicamente possono dedicate al recupero , tutto é più comprensibile . Tutto questo per dovere di corretta e deontologica informazione onde evitate di illuderci che “ i tempi di recupero per noi comuni pazienti , a fronte di qualcosa di più o meno simile , siano relativamente veloci “ Credo che queste cose siano importanti , vadano sempre ricordate e che ce le diciamo . Perché come sempre , i media sono fuorvianti e pure , dal lato terapeutico , dannosi .  Aggiungo , nel caso della Brignone , che adesso addirittura stiano publicizzando e sponsorizzando il fatto che “ ha fatto i primi 100 giorni di cura fra il J Medical e il J albergo “. Come se nel resto d’Italia non ci siano altrettante capaci ( e migliori ) eccellenze in grado di curare chiunque . 

Scusate il tempo che vi rubo per queste considerazioni e informazioni che ritengo importanti e chiarificatrici di una realtà che va descritta e narrata in modo trasparente per corretta informazione sulla salute di noi tutti 

grazie 

Francisco d Anconia
16 Febbraio 2026 | 09.07

Al netto della narrativa sportiva - dell’enfasi leggermente pubblicitaria sui centri e sulle strutture che hanno seguito Federica Brignone - credo sia importante sottolineare un elemento spesso sottovalutato: l’età. Spesso facciamo confronti impari con atleti di questo livello. A parità di frattura, l’età non ci fa partire dalla stessa condizione fisica, dalla stessa base muscolare né dalla stessa capacità di recupero.

Detto questo, c’è un aspetto che secondo me va posto al centro della storia: la determinazione.

Nel tuo commento questa componente viene citata insieme a strutture, competenze e percorsi privilegiati, ma a mio avviso è stata la scintilla: la chiave che ha reso possibile tutto il resto.

Le strutture aiutano. I professionisti sono fondamentali. L’età incide. Ma la volontà di alzarsi ogni mattina, anche quando tutto suggerisce di restare sul divano, quella non si compra e non si prescrive.

Per esperienza indiretta so cosa significhi svegliarsi con un arto che fa male nel post-operatorio e, nonostante tutto, mettersi nel corridoio di casa a fare esercizi. Giorno dopo giorno. Senza riflettori. È proprio questa forza interiore che rende la storia di Brignone stimolante per tutti. Le strutture d’eccellenza non sono patrimonio comune. L’età non è uguale per ciascuno. Ma la determinazione - quella sì - è una leva che appartiene a ognuno di noi. Così, al di là dello sport, la vicenda diventa esempio e ispirazione: un promemoria del potere che la mente e la motivazione possono avere nella vita di tutti i giorni.

moreto
16 Febbraio 2026 | 07.49

Una informazione corretta e doverosa per noi tutti in merito alla risonanza di stampa e media utilizzata per enfatizzare che “ a distanza di soli 10 mesi da un grave e complesso infortunio ( fratture e rotture legamenti ) la Brignone ha stravinto dominando “. Vorrei ricordare ( ed é importantissimo ) che per gli “ atleti agonisti “ vi sono condizioni e realtà diverse da noi comuni mortali . In assoluto , vengono operati in tempi velocissimi e immediati . La cosa non fa perdere muscolatura e forza e non determina rigidità e compensi nell’attesa dell’intervento . Poi si deve considerare che i loro tessuti hanno fisiologicamente maggiori capacità di cicatrizzazione e recupero . Inoltre hanno una capacità di lavoro e recupero muscolare indotta e favorita dalla abitudine al lavoro e allenamento muscolare . Infine sono da subito indirizzati e stimolati alla rieducazione-recupero funzionale senza rischi di perdere tempo in dannose liste d’attesa. Non ultimo il fatto di poter usufruire di materiali tecniche strumenti e professionisti dedicati . Se poi ci mettiamo anche la loro grande determinazione e serietà di atleti e il tempo che concretamente e unicamente possono dedicate al recupero , tutto é più comprensibile . Tutto questo per dovere di corretta e deontologica informazione onde evitate di illuderci che “ i tempi di recupero per noi comuni pazienti , a fronte di qualcosa di più o meno simile , siano relativamente veloci “ Credo che queste cose siano importanti , vadano sempre ricordate e che ce le diciamo . Perché come sempre , i media sono fuorvianti e pure , dal lato terapeutico , dannosi .  Aggiungo , nel caso della Brignone , che adesso addirittura stiano publicizzando e sponsorizzando il fatto che “ ha fatto i primi 100 giorni di cura fra il J Medical e il J albergo “. Come se nel resto d’Italia non ci siano altrettante capaci ( e migliori ) eccellenze in grado di curare chiunque . 

Scusate il tempo che vi rubo per queste considerazioni e informazioni che ritengo importanti e chiarificatrici di una realtà che va descritta e narrata in modo trasparente per corretta informazione sulla salute di noi tutti 

grazie 

moreto
16 Febbraio 2026 | 07.49

Una informazione corretta e doverosa per noi tutti in merito alla risonanza di stampa e media utilizzata per enfatizzare che “ a distanza di soli 10 mesi da un grave e complesso infortunio ( fratture e rotture legamenti ) la Brignone ha stravinto dominando “. Vorrei ricordare ( ed é importantissimo ) che per gli “ atleti agonisti “ vi sono condizioni e realtà diverse da noi comuni mortali . In assoluto , vengono operati in tempi velocissimi e immediati . La cosa non fa perdere muscolatura e forza e non determina rigidità e compensi nell’attesa dell’intervento . Poi si deve considerare che i loro tessuti hanno fisiologicamente maggiori capacità di cicatrizzazione e recupero . Inoltre hanno una capacità di lavoro e recupero muscolare indotta e favorita dalla abitudine al lavoro e allenamento muscolare . Infine sono da subito indirizzati e stimolati alla rieducazione-recupero funzionale senza rischi di perdere tempo in dannose liste d’attesa. Non ultimo il fatto di poter usufruire di materiali tecniche strumenti e professionisti dedicati . Se poi ci mettiamo anche la loro grande determinazione e serietà di atleti e il tempo che concretamente e unicamente possono dedicate al recupero , tutto é più comprensibile . Tutto questo per dovere di corretta e deontologica informazione onde evitate di illuderci che “ i tempi di recupero per noi comuni pazienti , a fronte di qualcosa di più o meno simile , siano relativamente veloci “ Credo che queste cose siano importanti , vadano sempre ricordate e che ce le diciamo . Perché come sempre , i media sono fuorvianti e pure , dal lato terapeutico , dannosi .  Aggiungo , nel caso della Brignone , che adesso addirittura stiano publicizzando e sponsorizzando il fatto che “ ha fatto i primi 100 giorni di cura fra il J Medical e il J albergo “. Come se nel resto d’Italia non ci siano altrettante capaci ( e migliori ) eccellenze in grado di curare chiunque . 

Scusate il tempo che vi rubo per queste considerazioni e informazioni che ritengo importanti e chiarificatrici di una realtà che va descritta e narrata in modo trasparente per corretta informazione sulla salute di noi tutti 

grazie 

Oiggaiv
15 Febbraio 2026 | 23.59
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