Ultimi commenti

Ramsay
03 Novembre 2025 | 13.12

Un po di considerazioni, a mente fredda:

- Se i giocatori non avessero buttato al cesso diverse partite sbagliando goal facili davanti alla porta, oggi parleremmo di una Atalanta più equilibrata e meno spregiudicata ma perfettamente in linea con il rendimento atteso, con statistiche che ci vedevano ai primissimi posti per tiri e occasioni create, e quella di udine sarebbe stata la prima vera partitaccia dopo 10 gare disputate. E non sarebbe stato male come biglietto da visita, perchè a voler essere onesti di partite così in passato ne abbiamo viste. Oh, se ne abbiamo viste.

- Ho visto anche io la roma a san siro: al netto di una produzione offensiva decisamente sotto il volume di gioco proposto, il calcio di gasperini è stato messo in atto con una certa efficacia. Perchè? Perchè i giocatori corrono, non sono sistematicamente in ritardo di mezz'ora sull'avversario da pressare e tutti hanno quella volontà di fare lo sforzo in piu piuttosto che in meno. Ora, visto che sta roba non si vede da anni da queste parti, evidentemente abbiamo un problema con grossa fetta dei nostri giocatori. Vuoi per età, vuoi per scarse motivazioni a spendersi per la causa, vuoi perchè non ce la fanno più... ma allora perchè, a fronte di una differenza di rendimento simile, nessuno tra società, vecchio allenatore (che, lo ricordo, difendeva sempre a spada tratta le prestazioni dei suoi e garantiva il posto fisso ai suoi fedelissimi anche quando non lo meritavano affatto) e nuovo allenatore ha preso o prendono provvedimenti in tal senso?

- Perchè (no davvero, perchè?) una società che ha avuto la fortuna di rivoluzionare drasticamente la propria dimensione anche economica e che ha avuto l'onore e l'onere di vincere una coppa europea e di essere portata in alto come esempio di calcio moderno e virtuoso, deve accontentarsi (addirittura con apparente soddisfazione!) di una direzione sportiva a mio parere così palesemente retrogada e mediocre come quella che stiamo vivendo con tony D'amico e di conseguenza anche di avallare una serie di scelte così poco ambiziose come quell che stiamo vedendo?

moreto
03 Novembre 2025 | 20.12

Ultimo mio slot , riprendo un articolo pubblicato tempo fa in rete dopo la morte per malattia del nostro vecchio mister Frosio . Da sabato che , dopo la tremenda delusione e disillusione , che mi perseguita il ricordo e la similitudine fra quella e l’attuale situazione . Ho letto gli interventi di tutti in questi giorni ( anche perchè la “ condanna/punizione preventive e collettiva  dello STAFF mi obbliga a parlare meno e ascoltare di piú ). 

“Era un allenatore gentleman, Pierluigi Frosio che ci ha lasciato all’età di 73 dopo una lunga malattia. Ha guidato l’Atalanta, primo tecnico dell’era Percassi negli anni ’90, quando giocavano, Stromberg, Evair e Caniggia. Arrivava dal Monza ed aveva preso il posto di Mondonico. Percassi e Previtali lo avevano contattato dopo aver visto all’opera la formazione brianzola che praticava un bel calcio, moderno e a tratti spumeggiante. Sulla panchina nerazzurra l’inizio fu brillante soprattutto in Coppa Uefa eliminando Dinamo Zagabria, Fenerbahce e Colonia. Alti e bassi in campionato e non sempre lo spogliatoio lo ha seguito anche perché egli era l’esatto contrario del sergente di ferro. Il girone di ritorno del campionato 1990-91 fu fatale, soprattutto le tre sconfitte consecutive con Genoa, Torino e Bari, dove i nerazzurri rimediarono un pesante 4-0 con il quart’ultimo posto in classifica. Certamente non gli fu dato tempo di riportare la squadra in carreggiata. Gli subentrò Bruno Giorgi”

Non lo so se oggi ci sia in giro un allenatore così “bravo e giusto” come l’indimenticato signor Bruno Giorgi” ( per me di gran lunga l’allenatore più “bravo” di sempre della storia atalantina che ha in Gasperini il più “geniale e vincente” , in Mondonico il più “scaltro “ , in Rota il più “paterno” ,in Del Neri il più “lineare” in Vavassori il più “coraggioso” in Colantuono il più “ volpone” in Delio Rossi il più “sanguigno”- cito questi per determinate peculiarità senza dimenticare comunque anche tutti gli altri ) . Ma se la società deciderà di “ proteggere “ comandaIVAN , lo faccia in modo rigorosissimo mettendo ai margini della rosa coloro che hanno chiaramente dimostrato di essere “senza voglia , inadeguati , non all’altezza “. Va bene il tentativo di “recuperare/valorizzare certe scelte tecniche/investimenti ( vale per giocatori ma anche per tecnico/i e dirigenti) , ma si intervenga immediatamente impedendo anarchie , fronde, e seminatori di zizzania ! A qualsiasi livello , serve gente da ATALANTA non certo degli inf@mi che nulla hanno a che spartire con NOI ! Vogliamo vedere gente che ci da dentro e corre per 95 minuti senza MAI dimenticare che la nostra maglia è unica e va sempre sudata ma soprattutto portata con onore ! 

Raindog
03 Novembre 2025 | 22.17
Kejo
03 Novembre 2025 | 18.59
Raindog
03 Novembre 2025 | 21.03
moreto
03 Novembre 2025 | 20.12

Ultimo mio slot , riprendo un articolo pubblicato tempo fa in rete dopo la morte per malattia del nostro vecchio mister Frosio . Da sabato che , dopo la tremenda delusione e disillusione , che mi perseguita il ricordo e la similitudine fra quella e l’attuale situazione . Ho letto gli interventi di tutti in questi giorni ( anche perchè la “ condanna/punizione preventive e collettiva  dello STAFF mi obbliga a parlare meno e ascoltare di piú ). 

“Era un allenatore gentleman, Pierluigi Frosio che ci ha lasciato all’età di 73 dopo una lunga malattia. Ha guidato l’Atalanta, primo tecnico dell’era Percassi negli anni ’90, quando giocavano, Stromberg, Evair e Caniggia. Arrivava dal Monza ed aveva preso il posto di Mondonico. Percassi e Previtali lo avevano contattato dopo aver visto all’opera la formazione brianzola che praticava un bel calcio, moderno e a tratti spumeggiante. Sulla panchina nerazzurra l’inizio fu brillante soprattutto in Coppa Uefa eliminando Dinamo Zagabria, Fenerbahce e Colonia. Alti e bassi in campionato e non sempre lo spogliatoio lo ha seguito anche perché egli era l’esatto contrario del sergente di ferro. Il girone di ritorno del campionato 1990-91 fu fatale, soprattutto le tre sconfitte consecutive con Genoa, Torino e Bari, dove i nerazzurri rimediarono un pesante 4-0 con il quart’ultimo posto in classifica. Certamente non gli fu dato tempo di riportare la squadra in carreggiata. Gli subentrò Bruno Giorgi”

Non lo so se oggi ci sia in giro un allenatore così “bravo e giusto” come l’indimenticato signor Bruno Giorgi” ( per me di gran lunga l’allenatore più “bravo” di sempre della storia atalantina che ha in Gasperini il più “geniale e vincente” , in Mondonico il più “scaltro “ , in Rota il più “paterno” ,in Del Neri il più “lineare” in Vavassori il più “coraggioso” in Colantuono il più “ volpone” in Delio Rossi il più “sanguigno”- cito questi per determinate peculiarità senza dimenticare comunque anche tutti gli altri ) . Ma se la società deciderà di “ proteggere “ comandaIVAN , lo faccia in modo rigorosissimo mettendo ai margini della rosa coloro che hanno chiaramente dimostrato di essere “senza voglia , inadeguati , non all’altezza “. Va bene il tentativo di “recuperare/valorizzare certe scelte tecniche/investimenti ( vale per giocatori ma anche per tecnico/i e dirigenti) , ma si intervenga immediatamente impedendo anarchie , fronde, e seminatori di zizzania ! A qualsiasi livello , serve gente da ATALANTA non certo degli inf@mi che nulla hanno a che spartire con NOI ! Vogliamo vedere gente che ci da dentro e corre per 95 minuti senza MAI dimenticare che la nostra maglia è unica e va sempre sudata ma soprattutto portata con onore ! 

moreto
03 Novembre 2025 | 20.12

Ultimo mio slot , riprendo un articolo pubblicato tempo fa in rete dopo la morte per malattia del nostro vecchio mister Frosio . Da sabato che , dopo la tremenda delusione e disillusione , che mi perseguita il ricordo e la similitudine fra quella e l’attuale situazione . Ho letto gli interventi di tutti in questi giorni ( anche perchè la “ condanna/punizione preventive e collettiva  dello STAFF mi obbliga a parlare meno e ascoltare di piú ). 

“Era un allenatore gentleman, Pierluigi Frosio che ci ha lasciato all’età di 73 dopo una lunga malattia. Ha guidato l’Atalanta, primo tecnico dell’era Percassi negli anni ’90, quando giocavano, Stromberg, Evair e Caniggia. Arrivava dal Monza ed aveva preso il posto di Mondonico. Percassi e Previtali lo avevano contattato dopo aver visto all’opera la formazione brianzola che praticava un bel calcio, moderno e a tratti spumeggiante. Sulla panchina nerazzurra l’inizio fu brillante soprattutto in Coppa Uefa eliminando Dinamo Zagabria, Fenerbahce e Colonia. Alti e bassi in campionato e non sempre lo spogliatoio lo ha seguito anche perché egli era l’esatto contrario del sergente di ferro. Il girone di ritorno del campionato 1990-91 fu fatale, soprattutto le tre sconfitte consecutive con Genoa, Torino e Bari, dove i nerazzurri rimediarono un pesante 4-0 con il quart’ultimo posto in classifica. Certamente non gli fu dato tempo di riportare la squadra in carreggiata. Gli subentrò Bruno Giorgi”

Non lo so se oggi ci sia in giro un allenatore così “bravo e giusto” come l’indimenticato signor Bruno Giorgi” ( per me di gran lunga l’allenatore più “bravo” di sempre della storia atalantina che ha in Gasperini il più “geniale e vincente” , in Mondonico il più “scaltro “ , in Rota il più “paterno” ,in Del Neri il più “lineare” in Vavassori il più “coraggioso” in Colantuono il più “ volpone” in Delio Rossi il più “sanguigno”- cito questi per determinate peculiarità senza dimenticare comunque anche tutti gli altri ) . Ma se la società deciderà di “ proteggere “ comandaIVAN , lo faccia in modo rigorosissimo mettendo ai margini della rosa coloro che hanno chiaramente dimostrato di essere “senza voglia , inadeguati , non all’altezza “. Va bene il tentativo di “recuperare/valorizzare certe scelte tecniche/investimenti ( vale per giocatori ma anche per tecnico/i e dirigenti) , ma si intervenga immediatamente impedendo anarchie , fronde, e seminatori di zizzania ! A qualsiasi livello , serve gente da ATALANTA non certo degli inf@mi che nulla hanno a che spartire con NOI ! Vogliamo vedere gente che ci da dentro e corre per 95 minuti senza MAI dimenticare che la nostra maglia è unica e va sempre sudata ma soprattutto portata con onore ! 

Bonci64
03 Novembre 2025 | 20.10

diario atalantino NO SIGNOR JURIC, NON E' LA PRIMA VOLTA: LA SUA ATALANTA E' BRUTTA SEMPRE di Cristiano Gatti. ⚽ Non mi unirò al branco che dopo aver detto basta con la nostalgia del Gasp, Juric è bravo, questa Atalanta non perde mai, praticamente ci manca solo il gol (hai detto niente: come andare al tuo matrimonio e ti manca solo la sposa), questo branco che improvvisamente è in preda alle convulsioni. Più che altro, mi fermo al commento incredibile di Juric: "E' la prima prestazione negativa". E' su questo che dovremmo riflettere. Io non so se questo allenatore sia sincero (allora, occhiali) o se invece stia solo recitando una parte per salvare la pelle. Resta però inteso che non può pretendere di considerarci tutti impediti. Spiace tantissimo dirlo, spiace più a noi che usciamo da nove anni di caviale e possiamo notare la differenza col pane e cipolle, ma chiunque abbia occhi non può subire in silenzio questa narrazione. La verità è molto semplice: l'Atalanta di Juric è brutta dall'inizio. Buona la difesa, grande il portiere, ma il resto è mediocre. Zero ritmo, zero velocità, zero furore. E quella tremenda fatica a vedere la porta avversaria. Però non bisognava aspettare la sconfitta di Udine per aprire gli occhi. Perdere una partita su dieci ci sta, nel suo complesso è un bilancio bellissimo. Ma è oltre i risultati che bisogna saper guardare. Cosa che non tutti nel mondo Atalanta vogliono fare. E dire che abbiamo visto il meglio per nove anni. Ma se alla fine non noti la differenza tra Giotto e un imbianchino di Brusaporto, ti meriti a vita l'imbianchino di Brusaporto.

Briske
03 Novembre 2025 | 14.12
Lorenz67
03 Novembre 2025 | 19.00

quando i segnali sono quelli di uno spogliatoio non dico unito perche' e' impossibile, ma che almeno sul campo dimostri di remare tutto insieme verso un'unica direzione, e' molto piu' semplice cacciare chi lo guida che i 4-5-7-10 che non meritano di vestire questa maglia o per svogliatezza o per incapacita'. Inoltre a me pare che a Jurici sia stato "velatamente o meno" imposto di recuperare giocatori gia' stra-tagliati dal nostro ex in quanto non all'altezza (Sama in primis che non si smentisce mai fallendo tutte le occasioni avute da titolare) vuoi per motivi economici (recuperarne almeno in parte il valore) o di orgoglio (di dimostrare che aveva ragione la dirigenza), il che non fa che peggiorare la situazione ed il nervosismo in chi, pronto a dare tutto, si ritrova relegato in panca salvo poi essere chiamato solo nei momenti di difficolta' a rimediare mediocri apparizioni per colpa altrui... non sono bastate le decine di "tagli" che poi anche via da bergamo han fatto schifo (Confermando l'abilita' di picking del Grigio?)... azz approfittane no.. sbolognali tutti e riparti con gente con la fame... fame questa sconosciuta anche in tanti dei giovani e neo arrivati che abbiamo in squadra... ma penso sia un problema comune a tante squadre. Gente di 20 anni che se ha appena appena sfangato qualche buona prestazione si trova contrattoni di 4-5 anni per un totale di milioni di euro... se non di piu'. Occhio che e' una situazione gia' vissuta in passato ed ha sempre avuto finali sportivi nefasti. Ecco perche', un po' per scaramanzia, io comincio a guardare i risultati delle ultime tre e direi che la scorsa giornata ci ha detto abbastanza bene... 

Kejo
03 Novembre 2025 | 18.59
paolo_trei
03 Novembre 2025 | 14.19

Dopo aver letto tutti i commenti ed essermi preso 2 giorni dalla vergognosa prestazione di Udine - sarei stato poco lucido nel commentare a caldo - volevo condividere con voi alcune considerazioni sul nostro momento. Anzitutto credo che la caccia al colpevole non porti da nessuna parte. Se vogliamo il bene dell’Atalanta non è rilevante capire di chi è la colpa se le cose non vanno, ma perché le cose non vanno e cosa si potrebbe fare per farle funzionare nuovamente. Mi sembra evidente che il “modello Atalanta” in questo momento sia in crisi. Il modello è nato grazie alla passione e alle capacità manageriali di Antonio Percassi, alla competenza silenziosa di Giovanni Sartori, alle idee chiare e alle intuizioni di Giampiero Gasperini, ad un ambiente in cui la cultura del lavoro è un valore basilare e a una tifoseria coinvolta e appassionata. Molti di questi pilastri sono oggi in discussione. A livello societario l’avvento della nuova proprietà e la crescita di importanza di Luca Percassi sembrano aver limitato il ruolo di Antonio Percassi. Il ruolo di Luca Percassi è importante, è una garanzia per il futuro sapere che la Dea è nelle mani delle nuove generazioni. Ma ci deve essere chiarezza nei ruoli: l’amministratore delegato deve amministrare la società. Non è il suo ruolo quello di occuparsi di mercato. Il mercato dovrebbe essere l’ambito del direttore sportivo. E qui si apre una nota dolente: gli ultimi mercati, decisamente costosi, hanno indebolito la squadra anziché rinforzarla. Quanti soldi sono stati spesi per i vari Krstovic, Maldini, K. Sulemana, Samarzic a fronte di risultati ad oggi mediocri? Sono tutti giovani (non giovanissimi) di prospettiva, ma zavorrano la resa attuale della squadra. Sartori ha acquistato molti giocatori discutibili, ma pagandoli poco e spendendo altrettanto poco per gente che ha fatto la fortuna della Dea (De Roon, Freuler, Hetoboer, Djimsiti e Gosens, solo per ricordarne alcuni). La Dea ha raggiunto i suoi livelli massimi investendo su gente già affermata, anche se non nel suo momento più alto, come Ilicic e Zapata. La scelta di sostituire Gasperini con Juric è difficilmente commendabile. Quale è il motivo che spiega la sostituzione dell’allenatore più vincente di sempre visto a Bergamo con un allenatore reduce da annate “grigie” (Torino e parzialmente Genova e Verona), seguite da esperienze fallimentari? Ero molto perplesso quando è stato annunciato il nuovo allenatore, lo sono ancora di più oggi. E veniamo all’allenatore. Tutti oggi ne chiedono l’esonero, io non mi voglio accodare. Deciderà la società. Le carenze di Juric sono evidenti: la squadra gioca un calcio scolastico 30 metri indietro rispetto al passato. Ma manca soprattutto di intensità e di voglia. L’intensità vista a tratti con Bruges e Lazio e che sta velocemente scomparendo (Slavia, Udinese e, in parte, Cremonese, ci hanno surclassato su pressing e ritmo). La gestione dello spogliatoio è molto discutibile, le reazioni alle parole di Carnesecchi sbagliate e inopportune. Per restare deve dare una svolta e ripresentare la squadra coraggiosa e asfissiante che abbiamo conosciuto negli ultimi anni. Sarà in grado di vincere le sue paure? Infine 2 parole sull’ambiente. Complici i successi degli ultimi anni, diversi tra di noi pensano che il modello Atalanta sia una cosa scontata e che alla prima difficoltà si debba sparare addosso al presunto colpevole. E’ un atteggiamento nocivo, che porta solo discussioni e risentimenti. Le critiche costruttive sono giustissime, quelle distruttive (es: scrivere continuamente Juric out), o, peggio, le offese personali al mister, servono solo ad avvelenare l’ambiente. Ho apprezzato la mossa dello staff di ridurre il numero dei commenti, per evitare di avvelenare un clima già teso. Avanti senza paura, siamo l’Atalanta!

ROMAGNANEROBLU
03 Novembre 2025 | 15.42
Paramo
03 Novembre 2025 | 15.00
paolo_trei
03 Novembre 2025 | 14.19

Dopo aver letto tutti i commenti ed essermi preso 2 giorni dalla vergognosa prestazione di Udine - sarei stato poco lucido nel commentare a caldo - volevo condividere con voi alcune considerazioni sul nostro momento. Anzitutto credo che la caccia al colpevole non porti da nessuna parte. Se vogliamo il bene dell’Atalanta non è rilevante capire di chi è la colpa se le cose non vanno, ma perché le cose non vanno e cosa si potrebbe fare per farle funzionare nuovamente. Mi sembra evidente che il “modello Atalanta” in questo momento sia in crisi. Il modello è nato grazie alla passione e alle capacità manageriali di Antonio Percassi, alla competenza silenziosa di Giovanni Sartori, alle idee chiare e alle intuizioni di Giampiero Gasperini, ad un ambiente in cui la cultura del lavoro è un valore basilare e a una tifoseria coinvolta e appassionata. Molti di questi pilastri sono oggi in discussione. A livello societario l’avvento della nuova proprietà e la crescita di importanza di Luca Percassi sembrano aver limitato il ruolo di Antonio Percassi. Il ruolo di Luca Percassi è importante, è una garanzia per il futuro sapere che la Dea è nelle mani delle nuove generazioni. Ma ci deve essere chiarezza nei ruoli: l’amministratore delegato deve amministrare la società. Non è il suo ruolo quello di occuparsi di mercato. Il mercato dovrebbe essere l’ambito del direttore sportivo. E qui si apre una nota dolente: gli ultimi mercati, decisamente costosi, hanno indebolito la squadra anziché rinforzarla. Quanti soldi sono stati spesi per i vari Krstovic, Maldini, K. Sulemana, Samarzic a fronte di risultati ad oggi mediocri? Sono tutti giovani (non giovanissimi) di prospettiva, ma zavorrano la resa attuale della squadra. Sartori ha acquistato molti giocatori discutibili, ma pagandoli poco e spendendo altrettanto poco per gente che ha fatto la fortuna della Dea (De Roon, Freuler, Hetoboer, Djimsiti e Gosens, solo per ricordarne alcuni). La Dea ha raggiunto i suoi livelli massimi investendo su gente già affermata, anche se non nel suo momento più alto, come Ilicic e Zapata. La scelta di sostituire Gasperini con Juric è difficilmente commendabile. Quale è il motivo che spiega la sostituzione dell’allenatore più vincente di sempre visto a Bergamo con un allenatore reduce da annate “grigie” (Torino e parzialmente Genova e Verona), seguite da esperienze fallimentari? Ero molto perplesso quando è stato annunciato il nuovo allenatore, lo sono ancora di più oggi. E veniamo all’allenatore. Tutti oggi ne chiedono l’esonero, io non mi voglio accodare. Deciderà la società. Le carenze di Juric sono evidenti: la squadra gioca un calcio scolastico 30 metri indietro rispetto al passato. Ma manca soprattutto di intensità e di voglia. L’intensità vista a tratti con Bruges e Lazio e che sta velocemente scomparendo (Slavia, Udinese e, in parte, Cremonese, ci hanno surclassato su pressing e ritmo). La gestione dello spogliatoio è molto discutibile, le reazioni alle parole di Carnesecchi sbagliate e inopportune. Per restare deve dare una svolta e ripresentare la squadra coraggiosa e asfissiante che abbiamo conosciuto negli ultimi anni. Sarà in grado di vincere le sue paure? Infine 2 parole sull’ambiente. Complici i successi degli ultimi anni, diversi tra di noi pensano che il modello Atalanta sia una cosa scontata e che alla prima difficoltà si debba sparare addosso al presunto colpevole. E’ un atteggiamento nocivo, che porta solo discussioni e risentimenti. Le critiche costruttive sono giustissime, quelle distruttive (es: scrivere continuamente Juric out), o, peggio, le offese personali al mister, servono solo ad avvelenare l’ambiente. Ho apprezzato la mossa dello staff di ridurre il numero dei commenti, per evitare di avvelenare un clima già teso. Avanti senza paura, siamo l’Atalanta!

Gabry76
03 Novembre 2025 | 14.54
Andrea BG
03 Novembre 2025 | 14.11
mlucky
03 Novembre 2025 | 14.59
Mapi-BA
03 Novembre 2025 | 14.09
paolo_trei
03 Novembre 2025 | 14.19

Dopo aver letto tutti i commenti ed essermi preso 2 giorni dalla vergognosa prestazione di Udine - sarei stato poco lucido nel commentare a caldo - volevo condividere con voi alcune considerazioni sul nostro momento. Anzitutto credo che la caccia al colpevole non porti da nessuna parte. Se vogliamo il bene dell’Atalanta non è rilevante capire di chi è la colpa se le cose non vanno, ma perché le cose non vanno e cosa si potrebbe fare per farle funzionare nuovamente. Mi sembra evidente che il “modello Atalanta” in questo momento sia in crisi. Il modello è nato grazie alla passione e alle capacità manageriali di Antonio Percassi, alla competenza silenziosa di Giovanni Sartori, alle idee chiare e alle intuizioni di Giampiero Gasperini, ad un ambiente in cui la cultura del lavoro è un valore basilare e a una tifoseria coinvolta e appassionata. Molti di questi pilastri sono oggi in discussione. A livello societario l’avvento della nuova proprietà e la crescita di importanza di Luca Percassi sembrano aver limitato il ruolo di Antonio Percassi. Il ruolo di Luca Percassi è importante, è una garanzia per il futuro sapere che la Dea è nelle mani delle nuove generazioni. Ma ci deve essere chiarezza nei ruoli: l’amministratore delegato deve amministrare la società. Non è il suo ruolo quello di occuparsi di mercato. Il mercato dovrebbe essere l’ambito del direttore sportivo. E qui si apre una nota dolente: gli ultimi mercati, decisamente costosi, hanno indebolito la squadra anziché rinforzarla. Quanti soldi sono stati spesi per i vari Krstovic, Maldini, K. Sulemana, Samarzic a fronte di risultati ad oggi mediocri? Sono tutti giovani (non giovanissimi) di prospettiva, ma zavorrano la resa attuale della squadra. Sartori ha acquistato molti giocatori discutibili, ma pagandoli poco e spendendo altrettanto poco per gente che ha fatto la fortuna della Dea (De Roon, Freuler, Hetoboer, Djimsiti e Gosens, solo per ricordarne alcuni). La Dea ha raggiunto i suoi livelli massimi investendo su gente già affermata, anche se non nel suo momento più alto, come Ilicic e Zapata. La scelta di sostituire Gasperini con Juric è difficilmente commendabile. Quale è il motivo che spiega la sostituzione dell’allenatore più vincente di sempre visto a Bergamo con un allenatore reduce da annate “grigie” (Torino e parzialmente Genova e Verona), seguite da esperienze fallimentari? Ero molto perplesso quando è stato annunciato il nuovo allenatore, lo sono ancora di più oggi. E veniamo all’allenatore. Tutti oggi ne chiedono l’esonero, io non mi voglio accodare. Deciderà la società. Le carenze di Juric sono evidenti: la squadra gioca un calcio scolastico 30 metri indietro rispetto al passato. Ma manca soprattutto di intensità e di voglia. L’intensità vista a tratti con Bruges e Lazio e che sta velocemente scomparendo (Slavia, Udinese e, in parte, Cremonese, ci hanno surclassato su pressing e ritmo). La gestione dello spogliatoio è molto discutibile, le reazioni alle parole di Carnesecchi sbagliate e inopportune. Per restare deve dare una svolta e ripresentare la squadra coraggiosa e asfissiante che abbiamo conosciuto negli ultimi anni. Sarà in grado di vincere le sue paure? Infine 2 parole sull’ambiente. Complici i successi degli ultimi anni, diversi tra di noi pensano che il modello Atalanta sia una cosa scontata e che alla prima difficoltà si debba sparare addosso al presunto colpevole. E’ un atteggiamento nocivo, che porta solo discussioni e risentimenti. Le critiche costruttive sono giustissime, quelle distruttive (es: scrivere continuamente Juric out), o, peggio, le offese personali al mister, servono solo ad avvelenare l’ambiente. Ho apprezzato la mossa dello staff di ridurre il numero dei commenti, per evitare di avvelenare un clima già teso. Avanti senza paura, siamo l’Atalanta!

romy67
03 Novembre 2025 | 11.17
Ramsay
03 Novembre 2025 | 13.12

Un po di considerazioni, a mente fredda:

- Se i giocatori non avessero buttato al cesso diverse partite sbagliando goal facili davanti alla porta, oggi parleremmo di una Atalanta più equilibrata e meno spregiudicata ma perfettamente in linea con il rendimento atteso, con statistiche che ci vedevano ai primissimi posti per tiri e occasioni create, e quella di udine sarebbe stata la prima vera partitaccia dopo 10 gare disputate. E non sarebbe stato male come biglietto da visita, perchè a voler essere onesti di partite così in passato ne abbiamo viste. Oh, se ne abbiamo viste.

- Ho visto anche io la roma a san siro: al netto di una produzione offensiva decisamente sotto il volume di gioco proposto, il calcio di gasperini è stato messo in atto con una certa efficacia. Perchè? Perchè i giocatori corrono, non sono sistematicamente in ritardo di mezz'ora sull'avversario da pressare e tutti hanno quella volontà di fare lo sforzo in piu piuttosto che in meno. Ora, visto che sta roba non si vede da anni da queste parti, evidentemente abbiamo un problema con grossa fetta dei nostri giocatori. Vuoi per età, vuoi per scarse motivazioni a spendersi per la causa, vuoi perchè non ce la fanno più... ma allora perchè, a fronte di una differenza di rendimento simile, nessuno tra società, vecchio allenatore (che, lo ricordo, difendeva sempre a spada tratta le prestazioni dei suoi e garantiva il posto fisso ai suoi fedelissimi anche quando non lo meritavano affatto) e nuovo allenatore ha preso o prendono provvedimenti in tal senso?

- Perchè (no davvero, perchè?) una società che ha avuto la fortuna di rivoluzionare drasticamente la propria dimensione anche economica e che ha avuto l'onore e l'onere di vincere una coppa europea e di essere portata in alto come esempio di calcio moderno e virtuoso, deve accontentarsi (addirittura con apparente soddisfazione!) di una direzione sportiva a mio parere così palesemente retrogada e mediocre come quella che stiamo vivendo con tony D'amico e di conseguenza anche di avallare una serie di scelte così poco ambiziose come quell che stiamo vedendo?

bna75
03 Novembre 2025 | 09.47

Non sono mai stato un estimatore di Juric.

Essendo uno che guarda le statistiche, xchè alla fine è uno sport, ci si allena per raggiungere degli obiettivi e i risultati determinano una stagione o l'intera carriera.

Prima di Udine la squadra, almeno per un tempo aveva sempre dimostrato di poter vincere le partite grazie anche ad un super Carnesecchi che ci ha tenuto a galla in più di una occasione. La gara con l'Udinese, dopo la chiacchierata post Cremona e la prestazione con il Milan doveva dimostrare che Juric era la scelta giusta, l'allenatore con cui proseguire la strada percorsa negli ultimi 9 anni.

Purtroppo, come già scritto, i numeri sono impietosi se confrontati con il suo predecessore:

Squadre di Juric gol fatti/subiti

Mantova 40/36

Crotone 64/39

Genoa 47/73 

Verona 48/53 - 50/53

Torino 47/43 - 50/41 - 38/39.

Ancora più sorprendente il rapporto vittorie/pareggi/sconfitte dal 2024/2025 ad oggi:

Roma 4/3/5

Southampton 2/1/13

Atalanta 3/8/2

Solamente 9 vittorie in tutte le competizioni negli ultimi 14 mesi.

Precedentemente, dopo l'11esimo posto in B con il Mantova l'unico acuto con la promozione del Crotone senza vincere il campionato di serie B. Dal 2016 al 2018 tre esoneri col Genoa, due anni discreti a Verona e tre insignificanti a Torino. In questi 5 anni due noni posti e tre decimi. Non mi capacito per quale Santo in paradiso la Roma gli affidò la panchina ed i Tafazziani da Southampton con perseveranza. 

Dopo questa disamina sulla storia statistica di Juric la domanda nasce spontanea:

DUE MILIONI A STAGIONE PER AVER DIMOSTRATO COSA?



Brasa
03 Novembre 2025 | 09.52
Francisco d Anconia
03 Novembre 2025 | 09.52

Quando non si dispone di dati non resta che fare un po’ di teoria. Possiamo cercare di capire cosa stia facendo la Società in questo momento, sapendo che magari siamo completamente fuori strada e non stiamo considerando altri scenari. Detto questo, partiamo da una cosa semplice: la Società non ha bisogno che la gente le metta pressione. I soldi che si perdono sono i loro, e quando si tratta del proprio denaro tutti diventano molto più attenti di chi commenta da dietro una tastiera. Per questo credo che l’immobilismo che vediamo sia solo apparente: in Società stanno sicuramente lavorando, e tanto.

C’è chi invoca subito l’esonero di Juric. È un’opzione, certo. Ma cambiare solo per cambiare non serve a nulla. Prima di arrivare a lui la Società aveva fatto un lungo casting, scartando parecchi nomi: segno che c’erano differenze di vedute. E allora, perché oggi quelle differenze dovrebbero essere sparite come per magia? Inoltre, la squadra è stata costruita per giocare in un certo modo: se cambi allenatore, devi sceglierne uno che valorizzi la rosa che hai, non che la stravolga. Basti pensare alla Fiorentina, che molti dicono in difficoltà proprio perché costruita per un tipo di gioco (quello di Palladino) e poi affidata a un tecnico diverso come Pioli.

Proviamo però a considerare anche un’altra ipotesi: magari i giocatori stanno con Juric, lo stimano, lo seguono, o meglio, lo vogliono seguire, ma non hanno ancora assimilato  i suoi schemi. Così, per paura di sbagliare, per mancanza di sicurezza, si rifugiano nei soliti passaggi indietro fino al portiere. E il nervosismo visto in campo potrebbe essere solo il sintomo di incomprensioni tattiche più che caratteriali dovute alla mancanza di automatismi. In questo caso, tenere Juric potrebbe avere senso: il progetto esiste, ma serve ancora del tempo perché dia frutti.

C’è però sempre l’altra faccia della medaglia. A volte ci si innamora talmente tanto delle proprie idee da non voler vedere la realtà, anche quando ti bussa forte alla porta. Se la Società fosse convinta di aver fatto tutto bene e pensasse che eventuali malumori interni passeranno da soli, allora sì, si rischia grosso. Perché una cosa è avere fiducia nel proprio progetto, un’altra è chiudere gli occhi davanti ai fatti. E allora la domanda è: dove siamo, oggi? Dentro un progetto che ha solo bisogno di tempo per maturare, o in quella fase in cui la Società ha capito che qualcosa non gira e sta cercando la mossa giusta senza farsi prendere dalla fretta?

bna75
03 Novembre 2025 | 09.47

Non sono mai stato un estimatore di Juric.

Essendo uno che guarda le statistiche, xchè alla fine è uno sport, ci si allena per raggiungere degli obiettivi e i risultati determinano una stagione o l'intera carriera.

Prima di Udine la squadra, almeno per un tempo aveva sempre dimostrato di poter vincere le partite grazie anche ad un super Carnesecchi che ci ha tenuto a galla in più di una occasione. La gara con l'Udinese, dopo la chiacchierata post Cremona e la prestazione con il Milan doveva dimostrare che Juric era la scelta giusta, l'allenatore con cui proseguire la strada percorsa negli ultimi 9 anni.

Purtroppo, come già scritto, i numeri sono impietosi se confrontati con il suo predecessore:

Squadre di Juric gol fatti/subiti

Mantova 40/36

Crotone 64/39

Genoa 47/73 

Verona 48/53 - 50/53

Torino 47/43 - 50/41 - 38/39.

Ancora più sorprendente il rapporto vittorie/pareggi/sconfitte dal 2024/2025 ad oggi:

Roma 4/3/5

Southampton 2/1/13

Atalanta 3/8/2

Solamente 9 vittorie in tutte le competizioni negli ultimi 14 mesi.

Precedentemente, dopo l'11esimo posto in B con il Mantova l'unico acuto con la promozione del Crotone senza vincere il campionato di serie B. Dal 2016 al 2018 tre esoneri col Genoa, due anni discreti a Verona e tre insignificanti a Torino. In questi 5 anni due noni posti e tre decimi. Non mi capacito per quale Santo in paradiso la Roma gli affidò la panchina ed i Tafazziani da Southampton con perseveranza. 

Dopo questa disamina sulla storia statistica di Juric la domanda nasce spontanea:

DUE MILIONI A STAGIONE PER AVER DIMOSTRATO COSA?



fab68
03 Novembre 2025 | 09.13