Ultimi commenti

Rudenko
29 Luglio 2026 | 18.53
moreto
29 Luglio 2026 | 19.48
ciccio72
29 Luglio 2026 | 19.12
magallanes1
29 Luglio 2026 | 19.25
patatinaliscia
29 Luglio 2026 | 19.07
melu87
29 Luglio 2026 | 18.27
Celtic Frost
29 Luglio 2026 | 19.05
Scozia
29 Luglio 2026 | 18.07
rOHpota
29 Luglio 2026 | 18.38
Stetrescur
29 Luglio 2026 | 18.44
Pinato757
29 Luglio 2026 | 18.18

Sul mercato ci può stare di avere pazienza. Manca un mese ed è plausibile che si stia cercando di vendere prima dei saldi di fine stagione. Altrettanto il mister e il DS sono nuovi e può benissimo essere che si stia valutando con calma la rosa. Non sono preoccupato (per il momento).

La comunicazione invece è un tema diverso e sul quale é giusto fare riflessioni. L’assenza di qualsiasi tipo di iterazione verso l’esterno è imbarazzante. Non è possibile che si faccia di tutto per rendersi antipatici come sta facendo la società negli ultimi anni. Non un’intervista, una comparsata in qualche tv o sul giornale dei giocatori o dell’allenatore, un mezzo evento dove partecipano membri dell’Atalanta e dove si possa creare un po’ di entusiasmo, qualsiasi cosa c@zzo! Sembra quasi che qualcuno in società non voglia che si crei quella sana euforia… Quasi che ci sia del fastidio se si parla di Atalanta, se ci sono delle aspettative, se c’è attaccamento. Va tutto sempre bene e non c’è bisogno di dire niente, mai! Anche se si sbaglia… Solo un desolante silenzio.

Onestamente io non ci credo che nessuno si renda conto che la comunicazione non sta funzionando o che non ci siano i mezzi e i modi per investire su questo aspetto. Non può che essere una scelta e francamente non ne capisco il motivo. Non per forza parlare significa dichiarare le proprie strategie ai quattro venti o spiattellare obiettivi e ambizioni ma ci si deve aprire un po’! Basterebbe poco per avvicinarsi alla gente. Per esempio, conservo gelosamente le maglie nerazzurre per le mie figlie. So che moltissimi l’hanno apprezzata come me. Quell’iniziativa così semplice e lungimirante di Percassi Sr. dimostra come con veramente poco si possa parlare di Atalanta, aiutare a creare un pochino di ambiente… Non serve chissà cosa. Comunicazione é anche questo, un messaggio prestampato con la firma del presidente. Ultimamente manchiamo persino su queste iniziative!

Beh certo, a meno che non si voglia credere a certi giornalisti imbonitori per cui anche gli errori più evidenti sono scelte ponderate frutto di fini strategie… In quel caso il silenzio è una strategia lungimirante!

Pinato757
29 Luglio 2026 | 18.18

Sul mercato ci può stare di avere pazienza. Manca un mese ed è plausibile che si stia cercando di vendere prima dei saldi di fine stagione. Altrettanto il mister e il DS sono nuovi e può benissimo essere che si stia valutando con calma la rosa. Non sono preoccupato (per il momento).

La comunicazione invece è un tema diverso e sul quale é giusto fare riflessioni. L’assenza di qualsiasi tipo di iterazione verso l’esterno è imbarazzante. Non è possibile che si faccia di tutto per rendersi antipatici come sta facendo la società negli ultimi anni. Non un’intervista, una comparsata in qualche tv o sul giornale dei giocatori o dell’allenatore, un mezzo evento dove partecipano membri dell’Atalanta e dove si possa creare un po’ di entusiasmo, qualsiasi cosa c@zzo! Sembra quasi che qualcuno in società non voglia che si crei quella sana euforia… Quasi che ci sia del fastidio se si parla di Atalanta, se ci sono delle aspettative, se c’è attaccamento. Va tutto sempre bene e non c’è bisogno di dire niente, mai! Anche se si sbaglia… Solo un desolante silenzio.

Onestamente io non ci credo che nessuno si renda conto che la comunicazione non sta funzionando o che non ci siano i mezzi e i modi per investire su questo aspetto. Non può che essere una scelta e francamente non ne capisco il motivo. Non per forza parlare significa dichiarare le proprie strategie ai quattro venti o spiattellare obiettivi e ambizioni ma ci si deve aprire un po’! Basterebbe poco per avvicinarsi alla gente. Per esempio, conservo gelosamente le maglie nerazzurre per le mie figlie. So che moltissimi l’hanno apprezzata come me. Quell’iniziativa così semplice e lungimirante di Percassi Sr. dimostra come con veramente poco si possa parlare di Atalanta, aiutare a creare un pochino di ambiente… Non serve chissà cosa. Comunicazione é anche questo, un messaggio prestampato con la firma del presidente. Ultimamente manchiamo persino su queste iniziative!

Beh certo, a meno che non si voglia credere a certi giornalisti imbonitori per cui anche gli errori più evidenti sono scelte ponderate frutto di fini strategie… In quel caso il silenzio è una strategia lungimirante!

Scozia
29 Luglio 2026 | 18.07
HASTASIEMPRE
29 Luglio 2026 | 17.17
SubbuteoGroup
29 Luglio 2026 | 17.48
moreto
29 Luglio 2026 | 17.24
manolothai
28 Luglio 2026 | 17.43
Francisco d Anconia
29 Luglio 2026 | 17.21

È difficile rispondere in poche righe. Un tema così complesso richiederebbe un ragionamento molto più ampio. Probabilmente non cambierà l’idea di nessuno, ma provo comunque a dire la mia, solo per ristabilire un po’ di equilibrio.

La guerra è iniziata con l’invasione russa di uno Stato sovrano. Punto. Tutto il resto — responsabilità della NATO, errori occidentali, scelte sbagliate — sono discussioni legittime, ma non cancellano quel fatto. E quel fatto crea un precedente pericoloso: se i confini possono essere cambiati con le armi, non è un problema solo ucraino, è un problema di tutti.

Dopo la Seconda guerra mondiale l’Europa scelse una regola semplice: i confini non si modificano con la forza, anche quando non erano ritenuti giusti da tutti. L’Italia lo sa bene: ha perso Istria e Dalmazia, ha rischiato Trieste, e ha accettato quel dolore in nome della pace. L’esigenza di evitare una nuova guerra era così forte che anche il dominio sovietico sull’Est Europa venne di fatto tollerato e, più recentemente, l’annessione della Crimea non provocò una risposta militare diretta.

Dire che la Crimea è russa perché molti abitanti si sentivano russi non può essere un criterio sufficiente: altrimenti domani l’Austria potrebbe rivendicare Bolzano e Merano, l’Italia il Canton Ticino, e si aprirebbe un vaso di Pandora senza fine. Il punto di NATO e UE è impedire che passi il principio secondo cui chi ha più forza militare può ridisegnare le mappe.

Sul gas: sì, oggi costa di più. Ma la domanda  è un’altra: quanto costa restare indifferenti quando viene violato un principio fondamentale? Perché il punto non è solo difendere l’Ucraina: è difendere una regola che per decenni ha impedito all’Europa di tornare alla legge del più forte.

Nel caso di Pirlo: se si ritiene inaccettabile intrattenere un rapporto commerciale con aziende russe in questo contesto, per ragioni etiche o politiche legate alla guerra, questo principio dovrebbe essere applicato con coerenza anche a lui, indipendentemente da come la si pensi.