Ultimi commenti

Caniggia_1907
13 Agosto 2026 | 12.05
moreto
13 Agosto 2026 | 11.11

per me il ragionamento è molto semplice e privo di polemiche. Se pigli ( non ce l'ho con lui ) uno come DINO e lo paghi anche molto ,ti ritrovi con uno normale che fatica non solo a fare il titolare ma anche a incidere quando entra. Se al suo posto e nella sua stessa posizione gerarchica numerica della rosa inserisci VAVASSORI o CASSA, hai un giocatore che " che deve saper sfruttare l'occasione quando si crea e propone". L'interessato o si fa o si disfa ma almeno ti è costato poco-niente-nulla e gli dai all'inizio un ingaggio modesto e poco penalizzante. Ma così facendo hai un 50% di possibilità di lanciare o scoprire minimo un giocatore utile funzionale ,massimo un buon elemento che può solo migliorare. Nel concreto il suo apporto stagionale difficilmente potrà essere peggiore a quello offerto da DINO nell'arco della scorsa stagione. Ma ( e qui sta il vero vantaggio ) dai uno stimolo forte ,molto forte a chi orbita nella rosa UNDER23-PRIMAVERA che si ritrova ad avere motivazioni a mille perchè capisce della possibilità del potenziale approdo in prima squadra. Non si dimentichi che quando ognuno di noi giocava negli esordienti,giovanissimi,allievi aveva la determinazione e fame per arrivare in prima squadra anche se questa giocava solo in terza categoria. Infine un dettaglio non da poco . Se in giro ci fosse un giovane talentuoso e scoprisse che l'ATALANTA lo cerca da inserire nelle rose UNDER23/settore giovanile ,non avrebbe la minima esitazione ad accettare proprio perché vedrebbe che la politica societaria è veramente orientata al lancio dei giovani bravi e forti in prima squadra. esattamente ciò che accade nei contesti giovanili di praticamente tutte le squadre delle altre nazioni europee,dove uno non viene considerato troppo giovane neanche a 18 anni se ha talento che tanto poi struttura e fisico le costruisci con lavori atletici specifici. I nomi sono parecchi. Ti basti anche solo pensare a quell'annata sportiva storta dove con l'inserimento in prima squadra di Capelli ,Lazzari, Motta ecc . Poi i nomi fatti qua di Kulusewsky,Diallo ecc parlano da soli. ma fidati che se anche solo riesci a inserire da due a tre BERNASCONI all'anno ,puoi utilizzare le risorse economiche tipo quelle spese lo scorso anno per DINO(17) e ZALEWSKY( 17) per comperare veramente uno forte per ciò che ti chiedono ( ricordi Cherki lo scorso gennaio che con una cifra molto ben precisa lo avremmo potuto pigliare anche noi ? ). 

brignuca
13 Agosto 2026 | 09.25
moreto
13 Agosto 2026 | 11.11

per me il ragionamento è molto semplice e privo di polemiche. Se pigli ( non ce l'ho con lui ) uno come DINO e lo paghi anche molto ,ti ritrovi con uno normale che fatica non solo a fare il titolare ma anche a incidere quando entra. Se al suo posto e nella sua stessa posizione gerarchica numerica della rosa inserisci VAVASSORI o CASSA, hai un giocatore che " che deve saper sfruttare l'occasione quando si crea e propone". L'interessato o si fa o si disfa ma almeno ti è costato poco-niente-nulla e gli dai all'inizio un ingaggio modesto e poco penalizzante. Ma così facendo hai un 50% di possibilità di lanciare o scoprire minimo un giocatore utile funzionale ,massimo un buon elemento che può solo migliorare. Nel concreto il suo apporto stagionale difficilmente potrà essere peggiore a quello offerto da DINO nell'arco della scorsa stagione. Ma ( e qui sta il vero vantaggio ) dai uno stimolo forte ,molto forte a chi orbita nella rosa UNDER23-PRIMAVERA che si ritrova ad avere motivazioni a mille perchè capisce della possibilità del potenziale approdo in prima squadra. Non si dimentichi che quando ognuno di noi giocava negli esordienti,giovanissimi,allievi aveva la determinazione e fame per arrivare in prima squadra anche se questa giocava solo in terza categoria. Infine un dettaglio non da poco . Se in giro ci fosse un giovane talentuoso e scoprisse che l'ATALANTA lo cerca da inserire nelle rose UNDER23/settore giovanile ,non avrebbe la minima esitazione ad accettare proprio perché vedrebbe che la politica societaria è veramente orientata al lancio dei giovani bravi e forti in prima squadra. esattamente ciò che accade nei contesti giovanili di praticamente tutte le squadre delle altre nazioni europee,dove uno non viene considerato troppo giovane neanche a 18 anni se ha talento che tanto poi struttura e fisico le costruisci con lavori atletici specifici. I nomi sono parecchi. Ti basti anche solo pensare a quell'annata sportiva storta dove con l'inserimento in prima squadra di Capelli ,Lazzari, Motta ecc . Poi i nomi fatti qua di Kulusewsky,Diallo ecc parlano da soli. ma fidati che se anche solo riesci a inserire da due a tre BERNASCONI all'anno ,puoi utilizzare le risorse economiche tipo quelle spese lo scorso anno per DINO(17) e ZALEWSKY( 17) per comperare veramente uno forte per ciò che ti chiedono ( ricordi Cherki lo scorso gennaio che con una cifra molto ben precisa lo avremmo potuto pigliare anche noi ? ). 

staff
13 Agosto 2026 | 00.05
louis1911
13 Agosto 2026 | 10.16
deambulante
13 Agosto 2026 | 10.29
Francisco d Anconia
13 Agosto 2026 | 09.06

Se mia figlia di sei anni  mi facesse questa domanda, le risponderei più o meno così.

Immagina che nella tua classe ci sia un bambino russo che, a un certo punto, decida di prendere con la forza il banco del suo compagno ucraino: prima lo minaccia, poi lo aggredisce e alla fine occupa il suo banco. Gli altri bambini e il preside non vedono di buon occhio quello che ha fatto e decidono di isolarlo: niente feste, niente giochi insieme, niente attività.

Ma c'è una cosa strana: il bambino russo ha un fratellino che non ha fatto assolutamente nulla. Eppure anche lui non viene più invitato alle feste, non può partecipare ai giochi e viene tenuto fuori dalle attività della scuola. "Ma lui che c'entra?", potrebbe chiedere qualcuno. La risposta è che gli adulti hanno deciso di isolare non soltanto chi ha fatto quella cosa, ma anche ciò che gli sta intorno, per aumentare la pressione perché smetta e torni sui suoi passi.

Poi immagina un'altra situazione. Nella scuola ci sono da molto tempo due gruppi di bambini che litigano su come devono essere divisi i banchi e le classi. Il bambino palestinese pensa che il bambino israeliano non dovrebbe nemmeno essere in quella scuola. Nel corso degli anni ci sono continuamente scaramucce, litigi e aggressioni, merendine rubate, finché un giorno il bambino palestinese fa qualcosa di terribile: attacca il bambino israeliano e uccide il suo gattino.

Il bambino israeliano reagisce duramente e da quel momento scoppia una guerra molto più grande.

E allora, perché il bambino russo viene escluso e quello israeliano no? Perché le due storie non cominciano allo stesso modo: nel primo caso è il bambino russo che invade il banco dell'altro; nel secondo è il bambino palestinese che, dopo una lunga storia di litigi, fa  qualcosa di terribile e il bambino israeliano reagisce.

Francisco d Anconia
13 Agosto 2026 | 09.06

Se mia figlia di sei anni  mi facesse questa domanda, le risponderei più o meno così.

Immagina che nella tua classe ci sia un bambino russo che, a un certo punto, decida di prendere con la forza il banco del suo compagno ucraino: prima lo minaccia, poi lo aggredisce e alla fine occupa il suo banco. Gli altri bambini e il preside non vedono di buon occhio quello che ha fatto e decidono di isolarlo: niente feste, niente giochi insieme, niente attività.

Ma c'è una cosa strana: il bambino russo ha un fratellino che non ha fatto assolutamente nulla. Eppure anche lui non viene più invitato alle feste, non può partecipare ai giochi e viene tenuto fuori dalle attività della scuola. "Ma lui che c'entra?", potrebbe chiedere qualcuno. La risposta è che gli adulti hanno deciso di isolare non soltanto chi ha fatto quella cosa, ma anche ciò che gli sta intorno, per aumentare la pressione perché smetta e torni sui suoi passi.

Poi immagina un'altra situazione. Nella scuola ci sono da molto tempo due gruppi di bambini che litigano su come devono essere divisi i banchi e le classi. Il bambino palestinese pensa che il bambino israeliano non dovrebbe nemmeno essere in quella scuola. Nel corso degli anni ci sono continuamente scaramucce, litigi e aggressioni, merendine rubate, finché un giorno il bambino palestinese fa qualcosa di terribile: attacca il bambino israeliano e uccide il suo gattino.

Il bambino israeliano reagisce duramente e da quel momento scoppia una guerra molto più grande.

E allora, perché il bambino russo viene escluso e quello israeliano no? Perché le due storie non cominciano allo stesso modo: nel primo caso è il bambino russo che invade il banco dell'altro; nel secondo è il bambino palestinese che, dopo una lunga storia di litigi, fa  qualcosa di terribile e il bambino israeliano reagisce.

Francisco d Anconia
13 Agosto 2026 | 09.06

Se mia figlia di sei anni  mi facesse questa domanda, le risponderei più o meno così.

Immagina che nella tua classe ci sia un bambino russo che, a un certo punto, decida di prendere con la forza il banco del suo compagno ucraino: prima lo minaccia, poi lo aggredisce e alla fine occupa il suo banco. Gli altri bambini e il preside non vedono di buon occhio quello che ha fatto e decidono di isolarlo: niente feste, niente giochi insieme, niente attività.

Ma c'è una cosa strana: il bambino russo ha un fratellino che non ha fatto assolutamente nulla. Eppure anche lui non viene più invitato alle feste, non può partecipare ai giochi e viene tenuto fuori dalle attività della scuola. "Ma lui che c'entra?", potrebbe chiedere qualcuno. La risposta è che gli adulti hanno deciso di isolare non soltanto chi ha fatto quella cosa, ma anche ciò che gli sta intorno, per aumentare la pressione perché smetta e torni sui suoi passi.

Poi immagina un'altra situazione. Nella scuola ci sono da molto tempo due gruppi di bambini che litigano su come devono essere divisi i banchi e le classi. Il bambino palestinese pensa che il bambino israeliano non dovrebbe nemmeno essere in quella scuola. Nel corso degli anni ci sono continuamente scaramucce, litigi e aggressioni, merendine rubate, finché un giorno il bambino palestinese fa qualcosa di terribile: attacca il bambino israeliano e uccide il suo gattino.

Il bambino israeliano reagisce duramente e da quel momento scoppia una guerra molto più grande.

E allora, perché il bambino russo viene escluso e quello israeliano no? Perché le due storie non cominciano allo stesso modo: nel primo caso è il bambino russo che invade il banco dell'altro; nel secondo è il bambino palestinese che, dopo una lunga storia di litigi, fa  qualcosa di terribile e il bambino israeliano reagisce.

moreto
13 Agosto 2026 | 08.43
Lilibet
13 Agosto 2026 | 05.46
Francisco d Anconia
13 Agosto 2026 | 09.06

Se mia figlia di sei anni  mi facesse questa domanda, le risponderei più o meno così.

Immagina che nella tua classe ci sia un bambino russo che, a un certo punto, decida di prendere con la forza il banco del suo compagno ucraino: prima lo minaccia, poi lo aggredisce e alla fine occupa il suo banco. Gli altri bambini e il preside non vedono di buon occhio quello che ha fatto e decidono di isolarlo: niente feste, niente giochi insieme, niente attività.

Ma c'è una cosa strana: il bambino russo ha un fratellino che non ha fatto assolutamente nulla. Eppure anche lui non viene più invitato alle feste, non può partecipare ai giochi e viene tenuto fuori dalle attività della scuola. "Ma lui che c'entra?", potrebbe chiedere qualcuno. La risposta è che gli adulti hanno deciso di isolare non soltanto chi ha fatto quella cosa, ma anche ciò che gli sta intorno, per aumentare la pressione perché smetta e torni sui suoi passi.

Poi immagina un'altra situazione. Nella scuola ci sono da molto tempo due gruppi di bambini che litigano su come devono essere divisi i banchi e le classi. Il bambino palestinese pensa che il bambino israeliano non dovrebbe nemmeno essere in quella scuola. Nel corso degli anni ci sono continuamente scaramucce, litigi e aggressioni, merendine rubate, finché un giorno il bambino palestinese fa qualcosa di terribile: attacca il bambino israeliano e uccide il suo gattino.

Il bambino israeliano reagisce duramente e da quel momento scoppia una guerra molto più grande.

E allora, perché il bambino russo viene escluso e quello israeliano no? Perché le due storie non cominciano allo stesso modo: nel primo caso è il bambino russo che invade il banco dell'altro; nel secondo è il bambino palestinese che, dopo una lunga storia di litigi, fa  qualcosa di terribile e il bambino israeliano reagisce.

Luca86
13 Agosto 2026 | 07.50
CN_67
13 Agosto 2026 | 07.31
Barbie
12 Agosto 2026 | 21.56
dagliStates
12 Agosto 2026 | 17.31

Ultimo post della serie "sti cazzi", quello in cui racconto del mio ritorno ad Atlanta con la gamba rotta in convalescenza. Così interrompo il flusso di post sul calciomercato, sul quale non metto bocca perché sarebbe come se il caro concittadino Telmo Pievani mi volesse spiegare le equazioni alle derivate parziali. Ognuno deve fare il suo mestiere, il calciomercato non è decisamente il mio. Sveglia alle 3.45 am da Roseto degli Abruzzi, paese di mia moglie. Alle 5 siamo in macchina tutti e quattro, guida lei verso Fiumicino una grossa macchina in affitto per farci stare i bagagli. Disarmante disinvoltura, guida benissimo a Fiumicino. Io di solito, per come guidano a Roseto, le dico che dovrebbero incarcerare tutti i titolari di scuole guida nel paese, ma su di lei faccio un'eccezione. ATTENZIONE: se dovete fare un viaggio in aereo con un gesso o tutore, accertatevi di avere il MEDIF, un modulo scritto dal vostro medico che vi autorizza a viaggiare. Altrimenti rischiate di non partire. Stava succedendo a me,  mia figlia ortopedica che mi ha operato mi ha fatto il modulo in tempo reale. A quel punto, sul modulo inviatomi in PDF, c'era la firma del medico, ma non la mia. La zelante attendente ITA di Fiumicino non mi voleva fare partire per questo, ma senza dirmelo che era per quello. Quando l'ho capito, ho spiegato che potevo firmare con una app dal cellulare e si è convinta. A quel punto, però, rischiavamo di perdere l'aereo, cosa non successa perché l'aereo era in ritardo. Questo, fra una puntura di eparina e un caffè, ha generato lo stress di poter perdere la coincidenza a Washington per Atlanta. In realtà, servizio impeccabile a Washington Dulles, dove un ragazzo mi ha messo su una sedia a rotelle all'uscita dell' aereo e ci ha accompagnato attraverso la dogana, il recupero bagagli, il reimbarco, i controlli di sicurezza, fino al nuovo gate. Fantastico. Non ho fatto alcuno sforzo. Ovviamente a quel punto l'aereo per Atlanta era in ritardo causa forti temporali. Ma in 25 ore di viaggio, siamo arrivati infine a casa, il piede rotto assomigliava più allo zampone di capodanno che a una parte di essere umano (Rocco Siffredi escluso), ma siamo arrivati. Ancora tre settimane e poi potrò eliminare il tutore. Buon Ferragosto a tutti e forza Atalanta. 

PS. mentre mi portavano fuori dall'aeroporto ad Atlanta, ho visto appese nel terminal C due foto di Miranchuck in azioni di gioco per lo United. Qualcuno diceva di riprenderlo all'Atalanta, ma mi pare si sia ambientato benissimo qui. 

pierangeloo
12 Agosto 2026 | 23.03
ZOGN1907
12 Agosto 2026 | 20.54

Sempre peggio!! Ogni anno è sempre peggio, a ogni sessione di mercato è un crescendo senza freni, senza regole, senza nessun rispetto per la dirigenza e la società....la maggior parte degli utenti del sito sono tutti espertoni e navigati d.s, d.g, allenatori di serie A, scopritori di talenti della serie io comprerei questo io quello, consulenti di mercato con i soldi della società....tutti nascosti dietro un Cell o un computer....e poi magari teli ritrovi ( come mi è successo a San Siro in Champions ) in curva che chiedono a inizio partita quale è l'Atalanta! No caro kiko07 non chiederti niente, lasciali fare e se vuoi un consiglio fai come faccio io, limitati a leggere le notizie principali senza commentare a meno che come in questo caso una risposta sia più che meritata. P.s. io sono nel sito da quando è nato ma purtroppo il livello di rispetto e educazione verso la dirigenza nei commenti e nelle critiche negli ultimi anni è diventata una cosa oscena, non mi riconosco in certi commenti e in certe affermazioni, il ricambio generazionale dei tifosi è cambiato rispetto alla mia/nostra generazione ma secondo me in peggio. Siamo passati dall'essere umili e saperci accontentare all'essere pretenziosi e mai soddisfatti, come se adesso sia obbligatorio vincere lo scudetto e sia un fallimento la Conference perché non si è entrati in Champions... Peccato, essersi imborghesiti non porterà lontano, spero soltanto che resti al timone il più a lungo possibile l'attuale dirigenza perché poi il Preziosi o l'arabo di turno sono dietro l'angolo poi si saranno caxxi amari! SOLO ATALANTA SOLO BERGAMO 

CHARLES
12 Agosto 2026 | 19.14
dagliStates
12 Agosto 2026 | 23.21
pierangeloo
12 Agosto 2026 | 23.03
Brasa
12 Agosto 2026 | 21.18