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Ciao, non ti conosco ma ti posso dire che sono più di 15 anni che sto su questo sito e di "Sfoghi" (non uso questa parola in termini negativi, sia chiaro) come il tuo letto ne ho letti continuamente . Notando sempre peraltro che si tratta delle argomentazioni che raccolgono il maggior successo, tanto che sono sempre seguite da cori di applausi. Quando si leva sull'orgoglio della tifoseria, sul fatto di riconoscere le cose positive che ci sono nella stagione in corso, immancabilmente si crea una coda di quelli che si allineano volentieri. Io naturalmente rispetto questo modo di pensare, anzi posso dire che l'orgoglio è anche il mio . Però prevalentemente lo manifesto nei confronti con gli altri, con gli inevitabili confronti con tifosi di altre squadre o di altre piazze, e ne ho un tot sempre. Invece io non credo ci sia bisogno di ripetercelo continuamente tra di noi. Tanto lo sappiamo che negli anni c'è stata una crescita importante, che siamo andati a giocarci partite impensabili da immaginare, che abbiamo fatto in genere bella figura, e che anche quest'anno "Del rendimento" non abbiamo ragioni profonde per lamentarci. Va bene, ma veramente abbiamo bisogno di ripetercelo continuamente ? E' questo che mi sta molto lontano come mentalità, cioè io tendo a non accontentarmi, non solo perchè lo abbiamo imparato quasi tutti da Gasperini ma ancora di più perchè è la logica dello sport . Citius Altius Fortius . Ho sempre avuto un grande interesse per i commenti di critica che si esprimono su questo sito, e sono quelli che leggo con più interesse. Di quelli "celebrativi" ci faccio poco, tanto l'orgoglio di essere atalantino non c'è niente che lo possa scalfire, è "a prescindere" . Ma sono i commenti di quegli utenti che - nel tempo - impari a riconoscere, che "osano" fare delle critiche ma lo capisci che lo fanno per amore, per passione - e sono ben diversi da quelli che sono "distruttivi e basta" (che anche quelli li impari a riconoscere) - la cosa che rende interessante il sito . Perchè è da lì, cioè dalla circolazione delle idee, le idee che provano ad immaginare qualcosa di meglio - un modo di giocare migliore , dei giocatori adattati in modo diverso, o dei giocatori cambiati anche, o delle tattiche diverse , o delle situazioni di gioco da affrontare in modo particolare, insomma tante cose -   che può venir fuori un beneficio per tutto l'ambiente che poi, in modo osmotico, ci arriva anche alla squadra, a Zingonia, alla società, ai tecnici ecc. E' fondamentale questa spinta che tutti ci mettono per provare a cavare fuori il meglio - sempre - dalla nostra squadra. E quindi non rassegnarsi davanti a prestazioni che portano risultati negativi . Siamo stati capaci in tante occasioni negli ultimi anni di sovvertire i pronostici, di battere avversari sul carta migliori e questo non lo dobbiamo mai dimenticare. Ieri la partita è stata abbastanza avvilente. Non perchè sia mancato l'impegno, non perchè non ci siano state cose buone (ad es. Ederson mostruoso per me ieri) ma perchè "non abbiamo fatto il solletico" al Dortmund. E' questo - che è la verità - non può farci ammainare la bandiera . Sì sono più forti ma nella nostra squadra c'erano e ci dovranno essere parecchie cose da cambiare . E farlo in fretta perchè mancano 6 giorni . E non importa che siamo decimati o che abbiamo limiti , perchè la ns. storia recente dimostra che comunque possiamo fare di più. Non è il momento dell'orgoglio e stop. E' il momento invece di "critiche positive" per avere un "cambiamento" a breve termine che ci dia l'illusione di giocarcela, di provare a giocarcela . Senza fare conti che poi succederà questo o quello. Quindi dico "benedette critiche" perchè se si ama si critica a fin di bene. E non sono certo tutti degli incompetenti quelli che criticano; io trovo che i veri incompetenti siano spesso nei "signorsì" per i quali va sempre tutto bene, Un saluto 

EMANUELE-B
18 Febbraio 2026 | 20.37
billyguari
18 Febbraio 2026 | 20.36
louis1911
18 Febbraio 2026 | 20.13
prytz
18 Febbraio 2026 | 20.11

Ciao, non ti conosco ma ti posso dire che sono più di 15 anni che sto su questo sito e di "Sfoghi" (non uso questa parola in termini negativi, sia chiaro) come il tuo letto ne ho letti continuamente . Notando sempre peraltro che si tratta delle argomentazioni che raccolgono il maggior successo, tanto che sono sempre seguite da cori di applausi. Quando si leva sull'orgoglio della tifoseria, sul fatto di riconoscere le cose positive che ci sono nella stagione in corso, immancabilmente si crea una coda di quelli che si allineano volentieri. Io naturalmente rispetto questo modo di pensare, anzi posso dire che l'orgoglio è anche il mio . Però prevalentemente lo manifesto nei confronti con gli altri, con gli inevitabili confronti con tifosi di altre squadre o di altre piazze, e ne ho un tot sempre. Invece io non credo ci sia bisogno di ripetercelo continuamente tra di noi. Tanto lo sappiamo che negli anni c'è stata una crescita importante, che siamo andati a giocarci partite impensabili da immaginare, che abbiamo fatto in genere bella figura, e che anche quest'anno "Del rendimento" non abbiamo ragioni profonde per lamentarci. Va bene, ma veramente abbiamo bisogno di ripetercelo continuamente ? E' questo che mi sta molto lontano come mentalità, cioè io tendo a non accontentarmi, non solo perchè lo abbiamo imparato quasi tutti da Gasperini ma ancora di più perchè è la logica dello sport . Citius Altius Fortius . Ho sempre avuto un grande interesse per i commenti di critica che si esprimono su questo sito, e sono quelli che leggo con più interesse. Di quelli "celebrativi" ci faccio poco, tanto l'orgoglio di essere atalantino non c'è niente che lo possa scalfire, è "a prescindere" . Ma sono i commenti di quegli utenti che - nel tempo - impari a riconoscere, che "osano" fare delle critiche ma lo capisci che lo fanno per amore, per passione - e sono ben diversi da quelli che sono "distruttivi e basta" (che anche quelli li impari a riconoscere) - la cosa che rende interessante il sito . Perchè è da lì, cioè dalla circolazione delle idee, le idee che provano ad immaginare qualcosa di meglio - un modo di giocare migliore , dei giocatori adattati in modo diverso, o dei giocatori cambiati anche, o delle tattiche diverse , o delle situazioni di gioco da affrontare in modo particolare, insomma tante cose -   che può venir fuori un beneficio per tutto l'ambiente che poi, in modo osmotico, ci arriva anche alla squadra, a Zingonia, alla società, ai tecnici ecc. E' fondamentale questa spinta che tutti ci mettono per provare a cavare fuori il meglio - sempre - dalla nostra squadra. E quindi non rassegnarsi davanti a prestazioni che portano risultati negativi . Siamo stati capaci in tante occasioni negli ultimi anni di sovvertire i pronostici, di battere avversari sul carta migliori e questo non lo dobbiamo mai dimenticare. Ieri la partita è stata abbastanza avvilente. Non perchè sia mancato l'impegno, non perchè non ci siano state cose buone (ad es. Ederson mostruoso per me ieri) ma perchè "non abbiamo fatto il solletico" al Dortmund. E' questo - che è la verità - non può farci ammainare la bandiera . Sì sono più forti ma nella nostra squadra c'erano e ci dovranno essere parecchie cose da cambiare . E farlo in fretta perchè mancano 6 giorni . E non importa che siamo decimati o che abbiamo limiti , perchè la ns. storia recente dimostra che comunque possiamo fare di più. Non è il momento dell'orgoglio e stop. E' il momento invece di "critiche positive" per avere un "cambiamento" a breve termine che ci dia l'illusione di giocarcela, di provare a giocarcela . Senza fare conti che poi succederà questo o quello. Quindi dico "benedette critiche" perchè se si ama si critica a fin di bene. E non sono certo tutti degli incompetenti quelli che criticano; io trovo che i veri incompetenti siano spesso nei "signorsì" per i quali va sempre tutto bene, Un saluto 

TREINEROBLU
18 Febbraio 2026 | 17.52
Rebel1907
18 Febbraio 2026 | 15.45

Ciao Francisco, grazie per la risposta. Il tuo messaggio lascia indubbiamente tanti spunti molto interessanti. Penso che qui entriamo in un discorso molto profondo e complesso, che intrecciandosi con un po' di sociologia e antropologia, potrebbe tranquillamente tenermi appassionato per ore :ride_molto: . Provo a mettere un po' di ordine ai miei pensieri, anche perché mi rendo conto che forse non mi sono spiegato molto bene sul punto che tu hai intelligentemente toccato.

Prima di tutto, una premessa: sono assolutamente un accanito oppositore del pensiero unico, e non è certo mia intenzione censurare le opinioni degli altri e la naturale pluralità di visioni che, com'è giusto che sia, si può trovare su un forum di tifosi. Ognuno ha la sua idea e giustamente la esprime, argomentandola come meglio crede.

Per quel che mi riguarda, si può anche essere i più critici e pessimisti del mondo, ma bisogna sempre mantenere un certo giudizio e (soprattutto) rispetto in quel che si dice. Allo stesso modo si può essere umorali e poco equilibrati, poco lucidi nell’analisi magari, specialmente a caldo quando siamo tutti ancora immersi nella trance agonistica da partita. E io certamente non sostengo affatto che in questo ci distinguiamo dalle altre tifoserie: non siamo sicuramente sempre pesati e obiettivi nelle analisi, ci mancherebbe. Fin qui, direi che siamo d’accordo.

Tuttavia, sono fermamente convinto di una cosa. Ciò che davvero ci distingue dagli altri è quel qualcosa, difficile da definire o identificare, che fa sì che la squadra e i giocatori diventino un po’ parte di noi stessi. Mi spiego meglio: per quanto sia vero che non siamo di certo gli unici tifosi attaccati e appassionati, è altrettanto vero, a mio modo di vedere, che (in Italia) siano ben poche le tifoserie che hanno un rapporto così unico e viscerale con la propria squadra. Per noi l’Atalanta non è solo la squadra del cuore: è parte della nostra identità. È un qualcosa che identifica immediatamente una città e un’intera provincia, ma soprattutto un intero popolo. È un simbolo diretto di Bergamo, al pari di Città Alta, Donizetti, casoncelli, e così via. La realtà bergamasca è indubbiamente unica e particolare: quante province italiane conosci con un milione di abitanti e in cui tutti, pur nell’appartenenza per il proprio paese, si rispecchino e identifichino così profondamente nel capoluogo? Penso che qui dentro chiunque, da quelli della bassa a quelli delle valli, a quelli di qualsiasi altra zona, si sentano di Bergamo esattamente alla stessa maniera di uno nato e cresciuto in Piazza Vecchia. E l’Atalanta, in questo, gioca un ruolo di cruciale importanza. È un filo conduttore che unisce tutti, e che porta a una semplicissima equazione: Bergamo è Atalanta, l’Atalanta è Bergamo, e noi siamo bergamaschi e atalantini. Ma tutto questo per dire cosa?

Il fatto che tutti, chi più chi meno, sentiamo la squadra come parte di noi, ha fatto sì che per tutta la nostra storia ciò che contasse davvero fosse solo ed esclusivamente che l’Atalanta rispecchiasse l’attitudine del nostro popolo: impegno, sudore, orgoglio. Non straordinaria bravura o raffinatezza, ma sacrificio e senso di appartenenza. Il risultato non è mai stato in cima alla lista delle priorità, proprio perché noi non abbiamo mai tifato l’Atalanta per le vittorie. La tifiamo, e l’abbiamo scelta, perché è parte integrante della nostra cultura, del nostro essere. E dunque, finché ci rispecchia, finché rappresenta i nostri valori, tutto il resto passa completamente in secondo piano. Hai mai visto gente festeggiare e acclamare una squadra appena retrocessa, a Genova o a Lecce? Solo perché la squadra aveva dato tutto e di più non si poteva fare?

E qui arriviamo finalmente al nocciolo del mio discorso. Tutto quanto ho appena detto ha fatto sì che qui, pur nella diversità di vedute, non venisse mai a mancare una cosa: il rispetto per i giocatori, il trattarli un po’ come se fossero dei figli, il fatto che, finché l’impegno è garantito, non ci sogneremmo mai, anche quando ci fanno arrabbiare, di denigrarli o insultarli. E questo invece, purtroppo, accade sempre più spesso. Non appena le cose non vanno alla perfezione, si comincia a scrivere cattiverie e a parlare della squadra, del mister, o della società, con lo stesso disprezzo e distacco che userebbe un interista o uno juventino. È come se i successi avessero cambiato l’essenza del nostro tifo: non si tifa più Atalanta per i motivi sopra elencati, ma semplicemente perché si vince. E dunque, non appena si comincia a perdere o ad andare meno bene, diventa automatico e naturale abbandonare la nave e salire sul banco degli inquisitori. E attenzione, questo non vale solo per i nuovi tifosi, ma anche per gli atalantini più puri e di vecchia data. Lentamente, invisibilmente, l’abitudine al successo ha sì, come hai giustamente detto, fatto crescere aspettative, pretese, insofferenze. Ma ha anche, probabilmente, fatto dimenticare a tanti di noi il perché siamo tifosi di questa squadra. Ci ha fatto convincere del fatto che se non vinciamo, non siamo.

Io sono assolutamente aperto a letture diverse dalla mia, se ne può discutere tranquillamente. Ciò che però contesto fortemente, o meglio ciò che più mi dispiace, sono le modalità e i toni con cui queste stesse letture vengono riportate. Rimango semplicemente stupito nel notare come ormai tutti siano espertissimi di qualsiasi cosa, tattica, tecnica, gestione societaria… e come invece sia sempre meno presente, quasi assente ormai, l’orgoglio e il tifo cieco che, magari anche un po’ ingenuamente, ci portano a dire: non mi interessa la sconfitta, la squadra adesso non ha certo bisogno delle mie critiche e dei miei insulti, ma solo del mio sostegno!!! Insomma, tutto qui: sento solo la mancanza di questo vecchio spirito, che ormai sta lentamente e inesorabilmente scomparendo...

castebg
18 Febbraio 2026 | 14.20

Dico la mia su ieri e non solo. A me dispiace non tanto per il risultato (perdere col Borussia ci sta) ma per il gioco espresso in due particolari "fondamentali":

- Idee offensive = sono sotto gli occhi di tutti le assenze ma io non ho proprio visto gioco, non un'idea di come attaccare. Le uniche cose buone sono nate da qualche sortita affidata all'estro di Zalewski. Cross fatti poco e male, gioco palla a terra men che meno, sugli esterni spesso giocatori isolatissimi e le punte (Scamacca come Krsto) spesso abbandonate a loro stesse e cercate con lanci lunghi da difendere con difficoltà... come si voleva attaccare la difesa del BVB esattamente?

- Pressing= come e dove volevamo pressare? In avanti? Mah, loro passavano senza particolari difficoltà. Solo gli attaccanti quando arrivavano vicino alla nostra area? Mah, loro spesso ricevevano tranquillamente e si giravano ad attaccare la linea... ogni tanto qualche nostro giocatore aggrediva ma in maniera isolata e così non solo le possibilità di riuscita si abbassano ma il rischio in caso di errore è esponenziale; mi viene da pensare che si è voluto NON pressare ma, nel caso, era ovviamente una scelta suicida. In certe gare ho l'impressione di una Dea che ancora non sa cosa fare nè in attacco nè in difesa.

Unica considerazione su un singolo: basta Pasalic nel ruolo in cui lo si è visto ieri. Il ragazzo ha doti importanti ma non ha inventiva a livello di assist, non ha rapidità palla al piede, non ha dribbling... farlo giocare lì è inutile, non è un giocatore che può inventare alla CDK.

castebg
18 Febbraio 2026 | 14.20

Dico la mia su ieri e non solo. A me dispiace non tanto per il risultato (perdere col Borussia ci sta) ma per il gioco espresso in due particolari "fondamentali":

- Idee offensive = sono sotto gli occhi di tutti le assenze ma io non ho proprio visto gioco, non un'idea di come attaccare. Le uniche cose buone sono nate da qualche sortita affidata all'estro di Zalewski. Cross fatti poco e male, gioco palla a terra men che meno, sugli esterni spesso giocatori isolatissimi e le punte (Scamacca come Krsto) spesso abbandonate a loro stesse e cercate con lanci lunghi da difendere con difficoltà... come si voleva attaccare la difesa del BVB esattamente?

- Pressing= come e dove volevamo pressare? In avanti? Mah, loro passavano senza particolari difficoltà. Solo gli attaccanti quando arrivavano vicino alla nostra area? Mah, loro spesso ricevevano tranquillamente e si giravano ad attaccare la linea... ogni tanto qualche nostro giocatore aggrediva ma in maniera isolata e così non solo le possibilità di riuscita si abbassano ma il rischio in caso di errore è esponenziale; mi viene da pensare che si è voluto NON pressare ma, nel caso, era ovviamente una scelta suicida. In certe gare ho l'impressione di una Dea che ancora non sa cosa fare nè in attacco nè in difesa.

Unica considerazione su un singolo: basta Pasalic nel ruolo in cui lo si è visto ieri. Il ragazzo ha doti importanti ma non ha inventiva a livello di assist, non ha rapidità palla al piede, non ha dribbling... farlo giocare lì è inutile, non è un giocatore che può inventare alla CDK.

Magnocavallo vive a Lovere
18 Febbraio 2026 | 14.41
castebg
18 Febbraio 2026 | 14.20

Dico la mia su ieri e non solo. A me dispiace non tanto per il risultato (perdere col Borussia ci sta) ma per il gioco espresso in due particolari "fondamentali":

- Idee offensive = sono sotto gli occhi di tutti le assenze ma io non ho proprio visto gioco, non un'idea di come attaccare. Le uniche cose buone sono nate da qualche sortita affidata all'estro di Zalewski. Cross fatti poco e male, gioco palla a terra men che meno, sugli esterni spesso giocatori isolatissimi e le punte (Scamacca come Krsto) spesso abbandonate a loro stesse e cercate con lanci lunghi da difendere con difficoltà... come si voleva attaccare la difesa del BVB esattamente?

- Pressing= come e dove volevamo pressare? In avanti? Mah, loro passavano senza particolari difficoltà. Solo gli attaccanti quando arrivavano vicino alla nostra area? Mah, loro spesso ricevevano tranquillamente e si giravano ad attaccare la linea... ogni tanto qualche nostro giocatore aggrediva ma in maniera isolata e così non solo le possibilità di riuscita si abbassano ma il rischio in caso di errore è esponenziale; mi viene da pensare che si è voluto NON pressare ma, nel caso, era ovviamente una scelta suicida. In certe gare ho l'impressione di una Dea che ancora non sa cosa fare nè in attacco nè in difesa.

Unica considerazione su un singolo: basta Pasalic nel ruolo in cui lo si è visto ieri. Il ragazzo ha doti importanti ma non ha inventiva a livello di assist, non ha rapidità palla al piede, non ha dribbling... farlo giocare lì è inutile, non è un giocatore che può inventare alla CDK.

Baja66
18 Febbraio 2026 | 14.13