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moreto
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non è il nostro caso, perchè per nostra fortuna la proprietà e gestione PERCASSI, non ha ne fatto ne accumulato debiti ,anzi.Sebbene ora, si inruisce come ,seppur gradualmente ,stiano passando da capaci imprenditori, all'incasso. Bravi imprenditori perchè capaci di fare scelte dapprima sportive e poi infrastrutturali, da super monopoli. E' realtà che da quando PERCASSI ha acquisito la "nostra" ATALANTA, ha dapprima investito (anche tantino) e successivamente ricavato-investito ulteriormente e poi intuito-investito-realizzato per poi adesso,giustamente,anche  ricavare e incassare. Ma è chiaro che per tutte le altre realtà calcistiche italiane gli americani di turno ,stiano soprattutto "speculando" forti del fatto che i loro analisti economici già da minimo una decina di anni ,hanno intuito come e quanto si possa "ricavare" in uno spazio temporale di un decennio ,"cavalcando" il processo di globalizzazione e trasformazione del "prodotto/businnes calcio nel vecchio continente" in particolare in Italia che non è mai stata capace di evolversi ma solo di indebitarsi in modo indegno e impunito/assecondato. Forse unica nazione europea dove ancora le infrastrutture calcistiche sono vetuste,inadeguate se non addirittura decadenti, in attesa speranzosa del solito aiutino di stato ( vedi mondiali 90 ) per poterle costruire o ricostruire.  Di certo unica nazione dove ,in tema di calcio, si fa finta di nulla difronte a situazioni debitorie che in un nano secondo spazzerebbero via qualsiasi altra realtà imprenditoriale lavorativa ( eccezzion fatta per la FiatAgnelli). A me questa deriva americana che, come osserva fratello CALEP,nulla ha a che fare con il calcio come lo intendiamo noi, non piace per nulla. Ribadisco anche io che loro intendono il soccer come uno dei tanti prodotti show-businnes-sport di massa che tanto "rendono" negli States. E a me il loro "calcio show" non mi interessa e non mi piace ! Da un lato il modello di calcio è più giusto volerlo, dal lato terreno di gioco, molto passionale-viscerale "argentino/sudamericano" e dal lato gestionale economico molto professionale "tedesco-bundesliga" !

Wolfo
17 Aprile 2025 | 17.36
Kejo
17 Aprile 2025 | 17.12
Barbie
17 Aprile 2025 | 14.37
farabundo
17 Aprile 2025 | 14.57
billyguari
17 Aprile 2025 | 14.15
beppuccio
17 Aprile 2025 | 14.20
beppuccio
17 Aprile 2025 | 10.36
billyguari
17 Aprile 2025 | 14.15
SubbuteoGroup
17 Aprile 2025 | 13.48
SuperSaudati
17 Aprile 2025 | 11.22

..per me è un concorso di fattori...: si giocano molte più partite... (e anche quando non si giocano quelle...gli allenamenti del Gasp sono forse anche più impegnativi..) i tempi di recupero a volte sono forzati (nel caso di Scamacca è palese..) alcuni giocatori hanno un'età "avanzata" che li espone di più (Kola al di là del crociato..-Toloi....De Roon caso a parte...) ...alcuni sono fragili di loro..  altri sono semplicemente sfigati... non c'è una regola...e forse non siamo poi neanche così paperini noi...  succede anche a tante altre squadre... lo stesso Bayern mi pare fosse decimato contro l'Inter...  (dico mi pare..perchè non ho proprio seguito...) 

Secondo me...una società seria e programmatrice come siamo (o vogliamo/dobbiamo essere) deve mettere in conto che in una stagione infortuni ci sono...e organizzare quindi un organico che sia profondo con "rincalzi" che abbiano buon valore e caratteristiche tecniche il più simile possibile ai titolari...  (inoltre - nel nostro caso - è assurdo non prevedere già anche che l'U23 possa sopperire nei casi di emergenza... la Juve lo ha sempre fatto...e lo ha fatto perfino il Milan che è al primo anno e ha una seconda squadra che lotta x salvarsi dalla serie D... i nostri che sono da play-off non ne riusciamo a schierare mezzo... potrebbe anche essere (ipotesi mia9 che non siano stati pensati come possibili ricambi per la prima squadra... ma solo come giovani da valorizzare al meglio e vendere poi x monetizzare...

unodibergamo
17 Aprile 2025 | 09.53

Regala emozioni in diversi passaggi, queste le mie sensazioni principali.



Si evince come la società sia gestita in modo ottimale, con principi e valori forse unici nel panorama calcistico e per i quali troppo spesso facciamo un po' tutti fatica a valorizzare a dovere, accecati dai risultati sportivi del momento. La figura di Luca Percassi è una di quelle che empaticamente incide maggiormente nel film ed è paradossale per come siamo abituati a giudicare Luca Percassi comunicatore. Sicuramente ha fatto un salto qualitativo notevole a livello manageriale e credo sia giusto riconoscerglielo.



Si coglie in modo netto l'attaccamento di giocatori poco osannati dal pubblico perché meno appariscenti di altri. Tolio, Dijmsiti, Pasalic oltre a De Roon ma per lui vale un discorso a parte. Si capisce quanto siano fondamentali all'interno del gruppo e quanto siano uomini da Atalanta e poco da "calcio moderno". Ossatura morale del gruppo squadra al quale va dato il giusto merito, pensandoci sempre prima di catalogarli come comprimari o peggio ancora come "scaduti" e rimpiazzabili.



Stromberg protagonista (forse un pochino in eccesso ma è un piccolissimo dettaglio) per il quale valgono due menzioni. La prima, la commozione e le lacrime che dalla curva non tutti avevano colto, chiara dimostrazione di quanto abbia voluto e voglia sinceramente bene all'Atalanta ed alla sua gente. La seconda, quella sua sensazione di essere considerato principalmente non tanto per quello che ha fatto con e per l'Atalanta ma perché è ritenuto una sorta di amico di tutti gli atalantini e bergamaschi. Credo che sia proprio così, è diventato una sorta di istituzione e sono assolutamente certo che venga fermato in giro per la città anche da persone che sono solo simpatizzanti dell'Atalanta, che non hanno magari mai visto Stromberg giocare e magari nemmeno l'Atalanta allo stadio. Credo sia una grandissima dimostrazione di sincero affetto e stima nei suoi confronti da parte del popolo bergamasco.



De Roon, se mai qualcuno avesse avuto bisogno di un'ulteriore conferma che per i prossimi decenni avremo un nuovo Stromberg a Bergamo, questo film è l'ennesima dimostrazione che abbiamo trovato un nuovo ambasciatore. Da blindare in società senza ombra di dubbio. Da salutare, quando purtroppo arriverà il momento nel quale abbandonerà il calcio giocato, in un modo unico al quale si dovrà pensare molto molto bene. Per certi versi, il riferimento dovrebbe essere quanto fatto dalla Roma per Totti, pur con tutti i distinguo del caso. Un unico rammarico, nel film manca lo striscione a lui dedicato per l'infortunio e la perdita della finale di Dublino.



Gasperini, come tutti gli esseri umani ha pregi e difetti, ma quello che ha fatto lui a Bergamo mai nessuno forse in nessuna altra società di calcio che io ricordi. Non tanto per i risultati e/o i successi sportivi, quanto per gli aspetti legati all'ambizione, alla voglia di battersi, di primeggiare, di portare avanti le proprie idee, di essere orgogliosi di quello che si fa quando si da tutto quello che si ha. Prima o poi anche lui un giorno ci saluterà, spero sia il più lontano possibile quel giorno.



Dedica finale: a tutti quelli che un giorno ci hanno detto "dai che ti porto all'Atalanta" e a tutti quelli a cui lo diremo....citazione che vale quanto "di padre in figlio"....chapeau




beppuccio
17 Aprile 2025 | 10.36
unodibergamo
17 Aprile 2025 | 09.53

Regala emozioni in diversi passaggi, queste le mie sensazioni principali.



Si evince come la società sia gestita in modo ottimale, con principi e valori forse unici nel panorama calcistico e per i quali troppo spesso facciamo un po' tutti fatica a valorizzare a dovere, accecati dai risultati sportivi del momento. La figura di Luca Percassi è una di quelle che empaticamente incide maggiormente nel film ed è paradossale per come siamo abituati a giudicare Luca Percassi comunicatore. Sicuramente ha fatto un salto qualitativo notevole a livello manageriale e credo sia giusto riconoscerglielo.



Si coglie in modo netto l'attaccamento di giocatori poco osannati dal pubblico perché meno appariscenti di altri. Tolio, Dijmsiti, Pasalic oltre a De Roon ma per lui vale un discorso a parte. Si capisce quanto siano fondamentali all'interno del gruppo e quanto siano uomini da Atalanta e poco da "calcio moderno". Ossatura morale del gruppo squadra al quale va dato il giusto merito, pensandoci sempre prima di catalogarli come comprimari o peggio ancora come "scaduti" e rimpiazzabili.



Stromberg protagonista (forse un pochino in eccesso ma è un piccolissimo dettaglio) per il quale valgono due menzioni. La prima, la commozione e le lacrime che dalla curva non tutti avevano colto, chiara dimostrazione di quanto abbia voluto e voglia sinceramente bene all'Atalanta ed alla sua gente. La seconda, quella sua sensazione di essere considerato principalmente non tanto per quello che ha fatto con e per l'Atalanta ma perché è ritenuto una sorta di amico di tutti gli atalantini e bergamaschi. Credo che sia proprio così, è diventato una sorta di istituzione e sono assolutamente certo che venga fermato in giro per la città anche da persone che sono solo simpatizzanti dell'Atalanta, che non hanno magari mai visto Stromberg giocare e magari nemmeno l'Atalanta allo stadio. Credo sia una grandissima dimostrazione di sincero affetto e stima nei suoi confronti da parte del popolo bergamasco.



De Roon, se mai qualcuno avesse avuto bisogno di un'ulteriore conferma che per i prossimi decenni avremo un nuovo Stromberg a Bergamo, questo film è l'ennesima dimostrazione che abbiamo trovato un nuovo ambasciatore. Da blindare in società senza ombra di dubbio. Da salutare, quando purtroppo arriverà il momento nel quale abbandonerà il calcio giocato, in un modo unico al quale si dovrà pensare molto molto bene. Per certi versi, il riferimento dovrebbe essere quanto fatto dalla Roma per Totti, pur con tutti i distinguo del caso. Un unico rammarico, nel film manca lo striscione a lui dedicato per l'infortunio e la perdita della finale di Dublino.



Gasperini, come tutti gli esseri umani ha pregi e difetti, ma quello che ha fatto lui a Bergamo mai nessuno forse in nessuna altra società di calcio che io ricordi. Non tanto per i risultati e/o i successi sportivi, quanto per gli aspetti legati all'ambizione, alla voglia di battersi, di primeggiare, di portare avanti le proprie idee, di essere orgogliosi di quello che si fa quando si da tutto quello che si ha. Prima o poi anche lui un giorno ci saluterà, spero sia il più lontano possibile quel giorno.



Dedica finale: a tutti quelli che un giorno ci hanno detto "dai che ti porto all'Atalanta" e a tutti quelli a cui lo diremo....citazione che vale quanto "di padre in figlio"....chapeau