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...ma sì dai come siamo permalosi.... non ha raccontato nè detto niente di chè....   ha detto che quando era ragazzino delle giovanili...  ai giocatori della prima squadra non andava che facesse troppo il brillante e gliela facevano pagare... cosa che credo sia stata simile in tutte le squadre e che forse adesso succede meno...  ed è una cosa buona... perchè il "nonnismo" fine a sè stesso non è mai bello... e meno buona... perchè significa anche che c'è meno rispetto... meno gerarchia e che forse ai "grandi" frega anche meno....  

..e invece l'analisi sul... "nemo propheta in patria"...non è così sballata... e adesso con l'U23 lo vediamo anche di più... il prodotto della nostre giovanili è sempre considerato il ragazzetto da formare... da coccolare anche... ma se quello esterno lo vuoi pronto.. il "tuo" sì lo proteggi ma in fondo lo svaluti anche...  vediamo noi stessi..  è rimasto Ruggeri.. Carnesecchi per farsi valere ha fatto giri su giri... Zortea - Piccoli andati...  andrebbe analizzata meglio questa cosa...  (e anche nel suo caso specifico...  fu molto strano... esordio dal nulla...e poi accantonamento totale...  le spiegazioni possono essere varie e nemmeno esclusive...  può essersi montato la testa... può aver rifiutato il rinnovo... può essere stato semplicemente promesso all'Inter per una cifra all'epoca esagerata per uno che doveva ancora dimostrare tutto... e si preferì evitare che infortuni facessero saltare l'accordo... ...anzi neanch'io la ricordavo bene...ho controllato...  dopo l'esordio è stato subito venduto all'Inter che però lo ha lasciato qui in prestito biennale...   giusto o sbagliato che sia nel primo anno... noi lo abbiamo usato pochissimo (in fondo era un giocatore dell'Inter...) e quindi l'anno dopo l'Inter per proteggere il SUO investimento lo ha mandato a Parma in una realtà molto più piccola (l'Inter non noi... noi semplicemente non ci siamo opposti..non avrebbe avuto senso farlo... e abbiamo liberato prima il giocatore dal prestito...)  

cmq sì il giocatore è un po' bauscione interista (d'altronde lì gioca) ma ormai è più tagliunese lui di me....  

SubbuteoGroup
03 Aprile 2025 | 17.33
Montemisma
03 Aprile 2025 | 17.51
Il Colo
03 Aprile 2025 | 16.13

passaggio di Bastoni sull'Atalanta


Gli inizi. "Nasco calcisticamente in oratorio, sono sempre stato affiancato da mio fratello che ha quattro anni in più ma giocavo con loro perché ero avanti come livello. Ero timido, ho fatto il provino all'Atalanta e al cerchio iniziale sono scoppiato a piangere. Mi sono inventato che avevo mal di gola e sono rientrato negli spogliatoi. Facevo fatica a stare in un gruppo. In più non conoscevo nessuno a 7 anni, perché abitavo lontano. Andando avanti poi acquisisci sicurezza in te stesso e diventi più espansivo". Il "nonnismo" in spogliatoio e la differenza col passato. "Adesso in spogliatoio parlo. Non per forza perché penso ci sia un livello talmente alto che uno sa dove sbaglio. Magari posso dire qualcosa sull'atteggiamento, ma lo trovo anche abbastanza inutile, se devo dirti la verità. Nel nostro spogliatoio parla molto Lautaro, ogni tanto anche Barella. Ma non abbiamo il nonnismo che c'era una volta. Nei primi anni di carriera ho avuto anche spogliatoi così, ma sono cose fortunatamente passate. Non c'è più la dinamica di un tempo, che era anche imbarazzante. Io all'Atalanta ho avuto i vari Masiello, Stendardo, Zukanovic. Gente pesante. Ho fatto un tunnel in allenamento e sono dovuto andare via sennò smettevo. Se mi fai un tunnel sei bravo, non devo mica spaccarti una gamba. Se hai 15 anni e mi fai un tunnel, lo prendo e vado avanti ad allenarmi. Adesso c'è anche un po' più di cultura generale rispetto a prima. Adesso i ragazzini sanno già cos'è il calcio vero, è più facile andare in prima squadra o in nazionale. Prima dovevi essere più forte per arrivare in prima squadra. Sono cambiate completamente le dinamiche. Nel mio percorso all'Inter è successo che qualcuno attaccasse al muro un altro, ma è una cosa un po' antica".

Il Colo
03 Aprile 2025 | 16.37

2 parte

"Chi mi ha fatto esordire è stato Gasperini, poi sono andato nel dimenticatoio. Ho giocato molto bene, avevamo vinto 1-0 contro una Sampdoria forte, ma poi sono stato lasciato là... Io avevo 17 anni e non potevo permettermi di dire 'ah'. Finché sei nella squadra in cui hai fatto tutto il vivaio ti vedono sempre come il ragazzino. Fare tutto il settore giovanile nell'Atalanta mi ha fatto crescere tanto, con Mino Favini che penso sia il Pippo Baudo dei responsabili del settore giovanile. Ma andar via quando devi fare il salto è quel che ti salva. Credo che per me sia stata la salvezza. Io ho fatto dall'Atalanta al Parma, il salto era all'indietro. Non avevo delle aspettative da mantenere, dovevo dimostrare il mio valore. Fortunatamente D'Aversa mi ha dato fiducia, ho fatto bene. Poi il vero Baudo è stato Conte perché io ho fatto le guerre per andare via considerando che avevo davanti Godin, Skriniar, De Vrij. Lui mi ha chiesto di restare e una volta che ho giocato non sono più uscito".L'interpretazione del ruolo. . "A farlo così tanto penso di essere stato uno dei primi, grazie anche agli allenatori che ho avuto. Se vado io devono fermarsi altri, però. Quindi devi avere dei compagni che lo sanno. Lo faceva già Toloi all'Atalanta, ma con così tanto interscambio nei ruoli penso di essere uno dei primi. Le mie caratteristiche aiutano, a me piace avere la palla e quindi vado avanti. Poi devi avere la fortuna che allenatore e giocatori lo capiscano. In nazionale per esempio non lo posso fare, perché giochiamo in maniera diversa".

Il Colo
03 Aprile 2025 | 16.13

passaggio di Bastoni sull'Atalanta


Gli inizi. "Nasco calcisticamente in oratorio, sono sempre stato affiancato da mio fratello che ha quattro anni in più ma giocavo con loro perché ero avanti come livello. Ero timido, ho fatto il provino all'Atalanta e al cerchio iniziale sono scoppiato a piangere. Mi sono inventato che avevo mal di gola e sono rientrato negli spogliatoi. Facevo fatica a stare in un gruppo. In più non conoscevo nessuno a 7 anni, perché abitavo lontano. Andando avanti poi acquisisci sicurezza in te stesso e diventi più espansivo". Il "nonnismo" in spogliatoio e la differenza col passato. "Adesso in spogliatoio parlo. Non per forza perché penso ci sia un livello talmente alto che uno sa dove sbaglio. Magari posso dire qualcosa sull'atteggiamento, ma lo trovo anche abbastanza inutile, se devo dirti la verità. Nel nostro spogliatoio parla molto Lautaro, ogni tanto anche Barella. Ma non abbiamo il nonnismo che c'era una volta. Nei primi anni di carriera ho avuto anche spogliatoi così, ma sono cose fortunatamente passate. Non c'è più la dinamica di un tempo, che era anche imbarazzante. Io all'Atalanta ho avuto i vari Masiello, Stendardo, Zukanovic. Gente pesante. Ho fatto un tunnel in allenamento e sono dovuto andare via sennò smettevo. Se mi fai un tunnel sei bravo, non devo mica spaccarti una gamba. Se hai 15 anni e mi fai un tunnel, lo prendo e vado avanti ad allenarmi. Adesso c'è anche un po' più di cultura generale rispetto a prima. Adesso i ragazzini sanno già cos'è il calcio vero, è più facile andare in prima squadra o in nazionale. Prima dovevi essere più forte per arrivare in prima squadra. Sono cambiate completamente le dinamiche. Nel mio percorso all'Inter è successo che qualcuno attaccasse al muro un altro, ma è una cosa un po' antica".

melu87
03 Aprile 2025 | 15.51
Il Colo
03 Aprile 2025 | 16.13

passaggio di Bastoni sull'Atalanta


Gli inizi. "Nasco calcisticamente in oratorio, sono sempre stato affiancato da mio fratello che ha quattro anni in più ma giocavo con loro perché ero avanti come livello. Ero timido, ho fatto il provino all'Atalanta e al cerchio iniziale sono scoppiato a piangere. Mi sono inventato che avevo mal di gola e sono rientrato negli spogliatoi. Facevo fatica a stare in un gruppo. In più non conoscevo nessuno a 7 anni, perché abitavo lontano. Andando avanti poi acquisisci sicurezza in te stesso e diventi più espansivo". Il "nonnismo" in spogliatoio e la differenza col passato. "Adesso in spogliatoio parlo. Non per forza perché penso ci sia un livello talmente alto che uno sa dove sbaglio. Magari posso dire qualcosa sull'atteggiamento, ma lo trovo anche abbastanza inutile, se devo dirti la verità. Nel nostro spogliatoio parla molto Lautaro, ogni tanto anche Barella. Ma non abbiamo il nonnismo che c'era una volta. Nei primi anni di carriera ho avuto anche spogliatoi così, ma sono cose fortunatamente passate. Non c'è più la dinamica di un tempo, che era anche imbarazzante. Io all'Atalanta ho avuto i vari Masiello, Stendardo, Zukanovic. Gente pesante. Ho fatto un tunnel in allenamento e sono dovuto andare via sennò smettevo. Se mi fai un tunnel sei bravo, non devo mica spaccarti una gamba. Se hai 15 anni e mi fai un tunnel, lo prendo e vado avanti ad allenarmi. Adesso c'è anche un po' più di cultura generale rispetto a prima. Adesso i ragazzini sanno già cos'è il calcio vero, è più facile andare in prima squadra o in nazionale. Prima dovevi essere più forte per arrivare in prima squadra. Sono cambiate completamente le dinamiche. Nel mio percorso all'Inter è successo che qualcuno attaccasse al muro un altro, ma è una cosa un po' antica".

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