Ultimi commenti

sono atalantino dal 1984
13 Agosto 2026 | 12.23
Barbie
12 Agosto 2026 | 21.56
ronny52
13 Agosto 2026 | 11.15
LaChilenaDiPinilla51
13 Agosto 2026 | 12.11
Caniggia_1907
13 Agosto 2026 | 12.05
moreto
13 Agosto 2026 | 11.11

per me il ragionamento è molto semplice e privo di polemiche. Se pigli ( non ce l'ho con lui ) uno come DINO e lo paghi anche molto ,ti ritrovi con uno normale che fatica non solo a fare il titolare ma anche a incidere quando entra. Se al suo posto e nella sua stessa posizione gerarchica numerica della rosa inserisci VAVASSORI o CASSA, hai un giocatore che " che deve saper sfruttare l'occasione quando si crea e propone". L'interessato o si fa o si disfa ma almeno ti è costato poco-niente-nulla e gli dai all'inizio un ingaggio modesto e poco penalizzante. Ma così facendo hai un 50% di possibilità di lanciare o scoprire minimo un giocatore utile funzionale ,massimo un buon elemento che può solo migliorare. Nel concreto il suo apporto stagionale difficilmente potrà essere peggiore a quello offerto da DINO nell'arco della scorsa stagione. Ma ( e qui sta il vero vantaggio ) dai uno stimolo forte ,molto forte a chi orbita nella rosa UNDER23-PRIMAVERA che si ritrova ad avere motivazioni a mille perchè capisce della possibilità del potenziale approdo in prima squadra. Non si dimentichi che quando ognuno di noi giocava negli esordienti,giovanissimi,allievi aveva la determinazione e fame per arrivare in prima squadra anche se questa giocava solo in terza categoria. Infine un dettaglio non da poco . Se in giro ci fosse un giovane talentuoso e scoprisse che l'ATALANTA lo cerca da inserire nelle rose UNDER23/settore giovanile ,non avrebbe la minima esitazione ad accettare proprio perché vedrebbe che la politica societaria è veramente orientata al lancio dei giovani bravi e forti in prima squadra. esattamente ciò che accade nei contesti giovanili di praticamente tutte le squadre delle altre nazioni europee,dove uno non viene considerato troppo giovane neanche a 18 anni se ha talento che tanto poi struttura e fisico le costruisci con lavori atletici specifici. I nomi sono parecchi. Ti basti anche solo pensare a quell'annata sportiva storta dove con l'inserimento in prima squadra di Capelli ,Lazzari, Motta ecc . Poi i nomi fatti qua di Kulusewsky,Diallo ecc parlano da soli. ma fidati che se anche solo riesci a inserire da due a tre BERNASCONI all'anno ,puoi utilizzare le risorse economiche tipo quelle spese lo scorso anno per DINO(17) e ZALEWSKY( 17) per comperare veramente uno forte per ciò che ti chiedono ( ricordi Cherki lo scorso gennaio che con una cifra molto ben precisa lo avremmo potuto pigliare anche noi ? ). 

brignuca
13 Agosto 2026 | 09.25
moreto
13 Agosto 2026 | 11.11

per me il ragionamento è molto semplice e privo di polemiche. Se pigli ( non ce l'ho con lui ) uno come DINO e lo paghi anche molto ,ti ritrovi con uno normale che fatica non solo a fare il titolare ma anche a incidere quando entra. Se al suo posto e nella sua stessa posizione gerarchica numerica della rosa inserisci VAVASSORI o CASSA, hai un giocatore che " che deve saper sfruttare l'occasione quando si crea e propone". L'interessato o si fa o si disfa ma almeno ti è costato poco-niente-nulla e gli dai all'inizio un ingaggio modesto e poco penalizzante. Ma così facendo hai un 50% di possibilità di lanciare o scoprire minimo un giocatore utile funzionale ,massimo un buon elemento che può solo migliorare. Nel concreto il suo apporto stagionale difficilmente potrà essere peggiore a quello offerto da DINO nell'arco della scorsa stagione. Ma ( e qui sta il vero vantaggio ) dai uno stimolo forte ,molto forte a chi orbita nella rosa UNDER23-PRIMAVERA che si ritrova ad avere motivazioni a mille perchè capisce della possibilità del potenziale approdo in prima squadra. Non si dimentichi che quando ognuno di noi giocava negli esordienti,giovanissimi,allievi aveva la determinazione e fame per arrivare in prima squadra anche se questa giocava solo in terza categoria. Infine un dettaglio non da poco . Se in giro ci fosse un giovane talentuoso e scoprisse che l'ATALANTA lo cerca da inserire nelle rose UNDER23/settore giovanile ,non avrebbe la minima esitazione ad accettare proprio perché vedrebbe che la politica societaria è veramente orientata al lancio dei giovani bravi e forti in prima squadra. esattamente ciò che accade nei contesti giovanili di praticamente tutte le squadre delle altre nazioni europee,dove uno non viene considerato troppo giovane neanche a 18 anni se ha talento che tanto poi struttura e fisico le costruisci con lavori atletici specifici. I nomi sono parecchi. Ti basti anche solo pensare a quell'annata sportiva storta dove con l'inserimento in prima squadra di Capelli ,Lazzari, Motta ecc . Poi i nomi fatti qua di Kulusewsky,Diallo ecc parlano da soli. ma fidati che se anche solo riesci a inserire da due a tre BERNASCONI all'anno ,puoi utilizzare le risorse economiche tipo quelle spese lo scorso anno per DINO(17) e ZALEWSKY( 17) per comperare veramente uno forte per ciò che ti chiedono ( ricordi Cherki lo scorso gennaio che con una cifra molto ben precisa lo avremmo potuto pigliare anche noi ? ). 

staff
13 Agosto 2026 | 00.05
louis1911
13 Agosto 2026 | 10.16
deambulante
13 Agosto 2026 | 10.29
Francisco d Anconia
13 Agosto 2026 | 09.06

Se mia figlia di sei anni  mi facesse questa domanda, le risponderei più o meno così.

Immagina che nella tua classe ci sia un bambino russo che, a un certo punto, decida di prendere con la forza il banco del suo compagno ucraino: prima lo minaccia, poi lo aggredisce e alla fine occupa il suo banco. Gli altri bambini e il preside non vedono di buon occhio quello che ha fatto e decidono di isolarlo: niente feste, niente giochi insieme, niente attività.

Ma c'è una cosa strana: il bambino russo ha un fratellino che non ha fatto assolutamente nulla. Eppure anche lui non viene più invitato alle feste, non può partecipare ai giochi e viene tenuto fuori dalle attività della scuola. "Ma lui che c'entra?", potrebbe chiedere qualcuno. La risposta è che gli adulti hanno deciso di isolare non soltanto chi ha fatto quella cosa, ma anche ciò che gli sta intorno, per aumentare la pressione perché smetta e torni sui suoi passi.

Poi immagina un'altra situazione. Nella scuola ci sono da molto tempo due gruppi di bambini che litigano su come devono essere divisi i banchi e le classi. Il bambino palestinese pensa che il bambino israeliano non dovrebbe nemmeno essere in quella scuola. Nel corso degli anni ci sono continuamente scaramucce, litigi e aggressioni, merendine rubate, finché un giorno il bambino palestinese fa qualcosa di terribile: attacca il bambino israeliano e uccide il suo gattino.

Il bambino israeliano reagisce duramente e da quel momento scoppia una guerra molto più grande.

E allora, perché il bambino russo viene escluso e quello israeliano no? Perché le due storie non cominciano allo stesso modo: nel primo caso è il bambino russo che invade il banco dell'altro; nel secondo è il bambino palestinese che, dopo una lunga storia di litigi, fa  qualcosa di terribile e il bambino israeliano reagisce.

Francisco d Anconia
13 Agosto 2026 | 09.06

Se mia figlia di sei anni  mi facesse questa domanda, le risponderei più o meno così.

Immagina che nella tua classe ci sia un bambino russo che, a un certo punto, decida di prendere con la forza il banco del suo compagno ucraino: prima lo minaccia, poi lo aggredisce e alla fine occupa il suo banco. Gli altri bambini e il preside non vedono di buon occhio quello che ha fatto e decidono di isolarlo: niente feste, niente giochi insieme, niente attività.

Ma c'è una cosa strana: il bambino russo ha un fratellino che non ha fatto assolutamente nulla. Eppure anche lui non viene più invitato alle feste, non può partecipare ai giochi e viene tenuto fuori dalle attività della scuola. "Ma lui che c'entra?", potrebbe chiedere qualcuno. La risposta è che gli adulti hanno deciso di isolare non soltanto chi ha fatto quella cosa, ma anche ciò che gli sta intorno, per aumentare la pressione perché smetta e torni sui suoi passi.

Poi immagina un'altra situazione. Nella scuola ci sono da molto tempo due gruppi di bambini che litigano su come devono essere divisi i banchi e le classi. Il bambino palestinese pensa che il bambino israeliano non dovrebbe nemmeno essere in quella scuola. Nel corso degli anni ci sono continuamente scaramucce, litigi e aggressioni, merendine rubate, finché un giorno il bambino palestinese fa qualcosa di terribile: attacca il bambino israeliano e uccide il suo gattino.

Il bambino israeliano reagisce duramente e da quel momento scoppia una guerra molto più grande.

E allora, perché il bambino russo viene escluso e quello israeliano no? Perché le due storie non cominciano allo stesso modo: nel primo caso è il bambino russo che invade il banco dell'altro; nel secondo è il bambino palestinese che, dopo una lunga storia di litigi, fa  qualcosa di terribile e il bambino israeliano reagisce.

Francisco d Anconia
13 Agosto 2026 | 09.06

Se mia figlia di sei anni  mi facesse questa domanda, le risponderei più o meno così.

Immagina che nella tua classe ci sia un bambino russo che, a un certo punto, decida di prendere con la forza il banco del suo compagno ucraino: prima lo minaccia, poi lo aggredisce e alla fine occupa il suo banco. Gli altri bambini e il preside non vedono di buon occhio quello che ha fatto e decidono di isolarlo: niente feste, niente giochi insieme, niente attività.

Ma c'è una cosa strana: il bambino russo ha un fratellino che non ha fatto assolutamente nulla. Eppure anche lui non viene più invitato alle feste, non può partecipare ai giochi e viene tenuto fuori dalle attività della scuola. "Ma lui che c'entra?", potrebbe chiedere qualcuno. La risposta è che gli adulti hanno deciso di isolare non soltanto chi ha fatto quella cosa, ma anche ciò che gli sta intorno, per aumentare la pressione perché smetta e torni sui suoi passi.

Poi immagina un'altra situazione. Nella scuola ci sono da molto tempo due gruppi di bambini che litigano su come devono essere divisi i banchi e le classi. Il bambino palestinese pensa che il bambino israeliano non dovrebbe nemmeno essere in quella scuola. Nel corso degli anni ci sono continuamente scaramucce, litigi e aggressioni, merendine rubate, finché un giorno il bambino palestinese fa qualcosa di terribile: attacca il bambino israeliano e uccide il suo gattino.

Il bambino israeliano reagisce duramente e da quel momento scoppia una guerra molto più grande.

E allora, perché il bambino russo viene escluso e quello israeliano no? Perché le due storie non cominciano allo stesso modo: nel primo caso è il bambino russo che invade il banco dell'altro; nel secondo è il bambino palestinese che, dopo una lunga storia di litigi, fa  qualcosa di terribile e il bambino israeliano reagisce.

moreto
13 Agosto 2026 | 08.43
Lilibet
13 Agosto 2026 | 05.46
Francisco d Anconia
13 Agosto 2026 | 09.06

Se mia figlia di sei anni  mi facesse questa domanda, le risponderei più o meno così.

Immagina che nella tua classe ci sia un bambino russo che, a un certo punto, decida di prendere con la forza il banco del suo compagno ucraino: prima lo minaccia, poi lo aggredisce e alla fine occupa il suo banco. Gli altri bambini e il preside non vedono di buon occhio quello che ha fatto e decidono di isolarlo: niente feste, niente giochi insieme, niente attività.

Ma c'è una cosa strana: il bambino russo ha un fratellino che non ha fatto assolutamente nulla. Eppure anche lui non viene più invitato alle feste, non può partecipare ai giochi e viene tenuto fuori dalle attività della scuola. "Ma lui che c'entra?", potrebbe chiedere qualcuno. La risposta è che gli adulti hanno deciso di isolare non soltanto chi ha fatto quella cosa, ma anche ciò che gli sta intorno, per aumentare la pressione perché smetta e torni sui suoi passi.

Poi immagina un'altra situazione. Nella scuola ci sono da molto tempo due gruppi di bambini che litigano su come devono essere divisi i banchi e le classi. Il bambino palestinese pensa che il bambino israeliano non dovrebbe nemmeno essere in quella scuola. Nel corso degli anni ci sono continuamente scaramucce, litigi e aggressioni, merendine rubate, finché un giorno il bambino palestinese fa qualcosa di terribile: attacca il bambino israeliano e uccide il suo gattino.

Il bambino israeliano reagisce duramente e da quel momento scoppia una guerra molto più grande.

E allora, perché il bambino russo viene escluso e quello israeliano no? Perché le due storie non cominciano allo stesso modo: nel primo caso è il bambino russo che invade il banco dell'altro; nel secondo è il bambino palestinese che, dopo una lunga storia di litigi, fa  qualcosa di terribile e il bambino israeliano reagisce.

Luca86
13 Agosto 2026 | 07.50
CN_67
13 Agosto 2026 | 07.31
Barbie
12 Agosto 2026 | 21.56