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Il problema sono innanzitutto le multinazionali dei procuratori e le loro reti, ormai potentissime e ovviamente legate ai palcoscenici più remunerativi, coi quali fanno blocco e affari.

Chi in qualche modo rompe il circuito, o tenta di farlo perseguendo interessi propri, è "nemico" da combattere: in tale ottica i calciatori sono meri strumenti, pedine impersonali tacitate col denaro, tanto denaro.

Questo è, nei fatti.

In un simile quadro, a mio avviso, è inutile chiedersi quali scuse troveranno gli ammutinati: in quanto strettamente vincolati a un circuito, hanno eseguito quanto loro ordinato dai "padroni". Poi, possono raccontare quel che vogliono, che rimarrà non creduto.

Altro discorso è chiedersi quanto siano contenti loro, gli ammutinati, d'aver volontariamente aderito a situazioni del genere, economicamente vantaggiosissime ma imprigionanti ed eccessivamente svilenti (Teun ha ora cominciato a capire il problema, e qualche riflessione la sta facendo, con quali esiti non si sa).

Altro discorso ancora è chiedersi cosa e quanto abbia a che fare una complessiva situazione del genere col concetto di *****, con la passione per la squadra di calcio della propria terra: mi sembra questa la grande questione meritoriamente sollevata, forse oltre le loro stesse intenzioni, dai signori Percassi, con forza e determinazione, e che sta interessando lo stesso assetto del mondo del calcio (inutile cercare di attutirne l'impatto), facendo rizzare le orecchie molto in alto...

Infatti, un conto è gestire un mondo dove, pur in un quadro affaristico, la passione è componente essenziale e può far travalicare, e la correttezza diventa assai spesso un optional (vedi Palio di Siena); altro conto gestire un mondo di mero business dove il reato può diventare una delle regole: nel secondo caso non si è lontanissimi dal concetto di organizzazione criminale...

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A mio avviso il problema non è tanto il cash che il PSG potrebbe offrire per soddisfare eventualmente Atalanta, ma trovare un sostituto altrettanto impattante sulle partite. Le dichiarazioni di Luca Percassi denotano che la società non abbia pensato in questo mercato ad un eventuale sostituto di Lookman. Non che non ci sia sul mercato qualcuno di equivalente ed anche più forte ma il problema sarebbe riuscire ad andare a prenderlo in 10 giorni soddisfacendo le esigenze tecnico/tattiche della squadra, la società di provenienza ed il giocatore ed il suo entourage. Pur nutrendo grande riconoscenza verso Lookman per quello che ci ha regalato in questi anni, con l’apice di Dublino, ammetto che farei un’enorme fatica a rivederlo con la nostra maglia. Non lo fischierei, ma sarei in difficoltà nel sostenerlo. C’è solo un’opzione che ai miei occhi lo renderebbe di nuovo “arruolabile” con la nostra maglia: venire a conoscenza che le cose non stiamo come sono state raccontate dai media fino a ieri sera pre-partita. Nel post partita Sky (Di Marzio) ha sostenuto che Lookman si è chiamato fuori quando il Gasp gli ha chiesto se stante le voci di un interessamento del PSG, lui si sentisse a posto per poter giocare. Ecco…se “l’ammutinamento” fosse legato ad una momentanea non-serenità allora potrei “perdonarlo”….sempre a patto che la momentanea non-serenità a valle di 2/3 giorni di riflessioni sia passata e da oggi/domani si rimetta a disposizione della squadra e del mister, magari anche cospargendosi il capo di cenere e facendo pubblica ammenda. Se andasse cosi, il boccone sarebbe meno amaro da digerire. Se non andasse così allora la vedo grigia…sia per un re-integro che per una cessione.