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prytz
19 Marzo 2025 | 14.50

Apprezzo molto questo tuo commento, mi piace ed in buona parte mi riconosco

Solo che .. io sono allergico alla agiografia .. e purtroppo questo social pullulano di agiografie sul Gasp ..

Non credo neanche gli si faccia un buon servizio, levando e giudicando lesivo ogni "diritto di critica" sia sul suo lavoro sia suoi vari comportamenti, ma questa è una mia opinione ..

Lo pensavo prima ed in parte lo penso ancora, perchè immaginavo che se le critiche arrivano a destinazione il soggetto possa valutarle, perfino accettarle, perfino migliorare i suoi comportamenti e le sue performances.

Però mi sbagliavo, nel caso in questione non è così. Intanto lui non ama essere criticato, ed in secondo luogo l'ambiente dei tifosi, al 98%, non accetta che gli si possa portare neanche un embrione di critica.

Così uno che tifa Atalanta deve (per esempio, ma chissà quante ne possiamo dire) rassegnarsi a vedere prendere goal su palla inattiva, a perdere sempre contro Spiaze Inzaghi , a pareggiare in casa meritando di vincere, ecc. , e  soprattutto alla VERITA' ASSOLUTA non dimostrata e non dimostrabile , ma appunto tale è perchè VERITA' DI FEDE, cioè che NESSUN ALTRO ALLENATORE al mondo potrà in futuro mai fare meglio di Gasperini qua all'Atalanta . E questo gridato da 20 e passa mila persone non può che convincere la società e chi deve prendere decisioni che non ci può essere un "futuro" per l'Atalanta dopo Gasperini, se non che sia triste ed avvilente.

Io scrivo contestando questa mentalità presente in modo maggioritario nella tifoseria, cioè il toglierci il diritto ad immaginare un futuro diverso e - si sa mai - chi può dirlo - perfino migliore .

Ma se poi Gasperini rimane sono contento, ormai è un usato sicuro 

SuperSaudati
19 Marzo 2025 | 15.34
moreto
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prytz
19 Marzo 2025 | 12.46
Nemesis68
19 Marzo 2025 | 16.06
Scozia
19 Marzo 2025 | 14.00
SUPER-DEA62
19 Marzo 2025 | 15.45
Scozia
19 Marzo 2025 | 14.00
unodibergamo
19 Marzo 2025 | 13.24

Non tifo Gasperini, tifo Atalanta e non credo ci sia dubbio alcuno sul fatto che Gasperini sia il miglior allenatore che l'Atalanta abbia avuto in tutta la sua storia.


Per i numeri incontrovertibili, per il cambio di mentalità che ha fatto compiere a tutti noi, compresi noi tifosi. Per la qualità del calcio proposto. Per i risultati economici che ha portato alla società. Per quel rapporto umano che, seppur nelle sue spigolosità caratteriali (chi di noi non ne ha?), che è riuscito ad instaurare con una tifoseria ed una città, come nessun altro mai è stato capace di instaurare a tal punto.


Forse solo il Mondo sull'aspetto del rapporto umano gli si avvicina. Ma quello era un calcio dove i rapporti umani contavano molto di più ed era paradossalmente più "facile" instaurarli.


Gasperini si è fatto amare dalla tifoseria in un momento storico nel quale il calcio è lontano anni luce dagli aspetti romantici ed umani. Troppo spesso ci si dimentica di alcune cose che invece segnano in modo indelebile la figura di una persona, sconosciuta prima e poi cara a tutti noi.


Io non dimentico le sue lacrime e la sua commozione in occasione della presenza sua, della società e della squadra nel consiglio comunale di Bergamo, quando parlò con il cuore in mano dicendo , se non ricordo male queste parole:

"Oggi...abbiamo capito cosa c'è dietro questa squadra, la storia della città. E' straordinario constatare l'attaccamento, la fede, ciò che rappresenta l'Atalanta per il suo territorio. Dietro di noi c'è una grande forza, un legame e un senso di appartenenza che mi faccio carico di trasmettere a giocatori che vengono da altri Paesi e altre culture.....ci siamo resi conto della felicità enorme dietro di noi, la cosa che ci ha dato più piacere è aver regalato una soddisfazione incredibile alla gente...il più grande successo è stato rendere felice la gente, che ti abbraccia dopo aver vissuto settimane intere per l'Atalanta, sacrificando anche il proprio lavoro per seguirci a Roma e a Dublino. Qualcosa di meraviglioso".


Spero con tutto me stesso che Gasperini rimanga ancora per tanti anni sulla nostra panchina.


Mi rammarico per chi non riesca a capire quanto Gasperini sia stato, sia e sarà importante per noi. Persone che forse sono accecato da quel perverso senso che gli esseri umani spesso hanno di non godere di quanto di bello gli accade volendo andare verso la ricerca della felicità che in realtà è proprio li sotto al nostro naso.


Lunga vita al Gasp!

prytz
19 Marzo 2025 | 14.50

Apprezzo molto questo tuo commento, mi piace ed in buona parte mi riconosco

Solo che .. io sono allergico alla agiografia .. e purtroppo questo social pullulano di agiografie sul Gasp ..

Non credo neanche gli si faccia un buon servizio, levando e giudicando lesivo ogni "diritto di critica" sia sul suo lavoro sia suoi vari comportamenti, ma questa è una mia opinione ..

Lo pensavo prima ed in parte lo penso ancora, perchè immaginavo che se le critiche arrivano a destinazione il soggetto possa valutarle, perfino accettarle, perfino migliorare i suoi comportamenti e le sue performances.

Però mi sbagliavo, nel caso in questione non è così. Intanto lui non ama essere criticato, ed in secondo luogo l'ambiente dei tifosi, al 98%, non accetta che gli si possa portare neanche un embrione di critica.

Così uno che tifa Atalanta deve (per esempio, ma chissà quante ne possiamo dire) rassegnarsi a vedere prendere goal su palla inattiva, a perdere sempre contro Spiaze Inzaghi , a pareggiare in casa meritando di vincere, ecc. , e  soprattutto alla VERITA' ASSOLUTA non dimostrata e non dimostrabile , ma appunto tale è perchè VERITA' DI FEDE, cioè che NESSUN ALTRO ALLENATORE al mondo potrà in futuro mai fare meglio di Gasperini qua all'Atalanta . E questo gridato da 20 e passa mila persone non può che convincere la società e chi deve prendere decisioni che non ci può essere un "futuro" per l'Atalanta dopo Gasperini, se non che sia triste ed avvilente.

Io scrivo contestando questa mentalità presente in modo maggioritario nella tifoseria, cioè il toglierci il diritto ad immaginare un futuro diverso e - si sa mai - chi può dirlo - perfino migliore .

Ma se poi Gasperini rimane sono contento, ormai è un usato sicuro 

Tony1907
19 Marzo 2025 | 12.54
EMANUELE-B
19 Marzo 2025 | 14.43
paolo_trei
19 Marzo 2025 | 14.17
Scozia
19 Marzo 2025 | 14.00
moreto
19 Marzo 2025 | 14.23
Scozia
19 Marzo 2025 | 14.00
Scozia
19 Marzo 2025 | 14.00
crazyhorse200
19 Marzo 2025 | 14.02
amigosincero
19 Marzo 2025 | 14.00
unodibergamo
19 Marzo 2025 | 13.24

Non tifo Gasperini, tifo Atalanta e non credo ci sia dubbio alcuno sul fatto che Gasperini sia il miglior allenatore che l'Atalanta abbia avuto in tutta la sua storia.


Per i numeri incontrovertibili, per il cambio di mentalità che ha fatto compiere a tutti noi, compresi noi tifosi. Per la qualità del calcio proposto. Per i risultati economici che ha portato alla società. Per quel rapporto umano che, seppur nelle sue spigolosità caratteriali (chi di noi non ne ha?), che è riuscito ad instaurare con una tifoseria ed una città, come nessun altro mai è stato capace di instaurare a tal punto.


Forse solo il Mondo sull'aspetto del rapporto umano gli si avvicina. Ma quello era un calcio dove i rapporti umani contavano molto di più ed era paradossalmente più "facile" instaurarli.


Gasperini si è fatto amare dalla tifoseria in un momento storico nel quale il calcio è lontano anni luce dagli aspetti romantici ed umani. Troppo spesso ci si dimentica di alcune cose che invece segnano in modo indelebile la figura di una persona, sconosciuta prima e poi cara a tutti noi.


Io non dimentico le sue lacrime e la sua commozione in occasione della presenza sua, della società e della squadra nel consiglio comunale di Bergamo, quando parlò con il cuore in mano dicendo , se non ricordo male queste parole:

"Oggi...abbiamo capito cosa c'è dietro questa squadra, la storia della città. E' straordinario constatare l'attaccamento, la fede, ciò che rappresenta l'Atalanta per il suo territorio. Dietro di noi c'è una grande forza, un legame e un senso di appartenenza che mi faccio carico di trasmettere a giocatori che vengono da altri Paesi e altre culture.....ci siamo resi conto della felicità enorme dietro di noi, la cosa che ci ha dato più piacere è aver regalato una soddisfazione incredibile alla gente...il più grande successo è stato rendere felice la gente, che ti abbraccia dopo aver vissuto settimane intere per l'Atalanta, sacrificando anche il proprio lavoro per seguirci a Roma e a Dublino. Qualcosa di meraviglioso".


Spero con tutto me stesso che Gasperini rimanga ancora per tanti anni sulla nostra panchina.


Mi rammarico per chi non riesca a capire quanto Gasperini sia stato, sia e sarà importante per noi. Persone che forse sono accecato da quel perverso senso che gli esseri umani spesso hanno di non godere di quanto di bello gli accade volendo andare verso la ricerca della felicità che in realtà è proprio li sotto al nostro naso.


Lunga vita al Gasp!

Pasodoble
19 Marzo 2025 | 11.32
cavron
19 Marzo 2025 | 12.53
Nemesis68
19 Marzo 2025 | 11.07
Andrea BG
19 Marzo 2025 | 11.39

Se solo li avessero curati sin dai primi sintomi, anzichè "tachipirina e vigile attesa".

Riporto una testimonianza, del settembre 2020, di un medico di base di Nembro..

"Il medico di base Riccardo Munda, 39 anni da Mazzarino (Caltanissetta), è uno di quelli che la guerra al Covid l’ha fatta in prima linea. Munda assiste circa 1400 pazienti in due ambulatori a Selvino e a Nembro in provincia di Bergamo, dove il numero di morti rispetto al 2019 è aumentato del 1000%. Eppure, tra i suoi pazienti nessuno è morto, né ha avuto bisogno di ricovero. Il segreto non sta in qualche ritrovato miracoloso della scienza. Anzi, Munda non ha nemmeno i titoli per esercitare come medico di base. «Sono solo un sostituto provvisorio», racconta lui stesso. «Se domani venisse un medito titolare io perderei il posto da un giorno all’altro. Non sono specializzato perché dopo la laurea avevo bisogno di lavorare e nessuno mi avrebbe mantenuto per frequentare i corsi di formazione. Ma dalla laurea in poi ho sempre lavorato».

Giornalista: "Lei non ha perso nemmeno un paziente per il Covid"

Medico: "Tra quelli che ho curato, nessuno. Uno dei miei assistiti in realtà è morto, ma non si era rivolto a me. Si sentì male durante un weekend, lo portarono in ospedale ed è morto lì, “parcheggiato” in un reparto Covid per settimane, come la maggior parte dei malati gravi."

Giornalista: "Come si spiega questo risultato?"

Medico: "Sono andato a casa dei pazienti tutti i giorni, mentre praticamente tutte le persone morte sono rimaste per settimane a casa senza assistenza. Riferivano i sintomi al medico di famiglia, alla guardia medica, al 118, ma c’era sempre qualcuno più urgente da seguire. Se i medici di base avessero visitato i pazienti e attivato per tempo l’assistenza domiciliare integrata, con l’ossigenoterapia e un infermiere per la reidratazione, le persone si sarebbero salvate. Così ho fatto io, che non sono certo un luminare. La responsabilità è tutta della medicina territoriale. I miei colleghi ospedalieri non sono arrivati neanche a visitare i pazienti, perché non ci sono abbastanza medici per un numero così grande di malati. Gran parte di queste persone sono morte senza vedere un medico."

Andrea BG
19 Marzo 2025 | 11.39

Se solo li avessero curati sin dai primi sintomi, anzichè "tachipirina e vigile attesa".

Riporto una testimonianza, del settembre 2020, di un medico di base di Nembro..

"Il medico di base Riccardo Munda, 39 anni da Mazzarino (Caltanissetta), è uno di quelli che la guerra al Covid l’ha fatta in prima linea. Munda assiste circa 1400 pazienti in due ambulatori a Selvino e a Nembro in provincia di Bergamo, dove il numero di morti rispetto al 2019 è aumentato del 1000%. Eppure, tra i suoi pazienti nessuno è morto, né ha avuto bisogno di ricovero. Il segreto non sta in qualche ritrovato miracoloso della scienza. Anzi, Munda non ha nemmeno i titoli per esercitare come medico di base. «Sono solo un sostituto provvisorio», racconta lui stesso. «Se domani venisse un medito titolare io perderei il posto da un giorno all’altro. Non sono specializzato perché dopo la laurea avevo bisogno di lavorare e nessuno mi avrebbe mantenuto per frequentare i corsi di formazione. Ma dalla laurea in poi ho sempre lavorato».

Giornalista: "Lei non ha perso nemmeno un paziente per il Covid"

Medico: "Tra quelli che ho curato, nessuno. Uno dei miei assistiti in realtà è morto, ma non si era rivolto a me. Si sentì male durante un weekend, lo portarono in ospedale ed è morto lì, “parcheggiato” in un reparto Covid per settimane, come la maggior parte dei malati gravi."

Giornalista: "Come si spiega questo risultato?"

Medico: "Sono andato a casa dei pazienti tutti i giorni, mentre praticamente tutte le persone morte sono rimaste per settimane a casa senza assistenza. Riferivano i sintomi al medico di famiglia, alla guardia medica, al 118, ma c’era sempre qualcuno più urgente da seguire. Se i medici di base avessero visitato i pazienti e attivato per tempo l’assistenza domiciliare integrata, con l’ossigenoterapia e un infermiere per la reidratazione, le persone si sarebbero salvate. Così ho fatto io, che non sono certo un luminare. La responsabilità è tutta della medicina territoriale. I miei colleghi ospedalieri non sono arrivati neanche a visitare i pazienti, perché non ci sono abbastanza medici per un numero così grande di malati. Gran parte di queste persone sono morte senza vedere un medico."

albisarnico
19 Marzo 2025 | 11.29

Mamma 73 anni , ipertesa con pastiglia e basta. Papà esami a gennaio, non ce n'era uno fuori posto. Nessun farmaco. 190 cm per 110 kg di uomo , peraltro i nonni paterni longevi di famiglia (entrambi mancati a 92 anni.

La domenica ricoverano la mamma , due gg. prima (il venerdì) papà comincia ad avere febbre e tosse, nessuno dei 2 con difficoltà respiratorie. La domenica carico mamma sull'ambulanza per Iseo , mi dicono di farmi fare prescrizione per ossigeno per papà e il lunedì trovo una bombolina per pura fortuna. La sera del lunedì , sta x terminare , saturazione a 82 , chiamo il 118 e dicono che richiameranno. In 3 ore provo a risollecitare per 2 volte, mi dicono che hanno i centralini intasati. Il martedì mattina saturazione a 78 , richiamo e finalmente mandano ambulanza, sempre per Iseo. Scende con le sue gambe , sale su ambulanza  salutando la vicina alla finestra. Ha il cellulare , quindi ci sentiamo. Non riesco a parlare coi medici fino al giovedì pomeriggio alle 15 circa , mi dicono che mamma è critica e hanno dovuto sedarla perchè agitata e non voleva tenere il C.Pap...papà invece "sta abbanstanza bene , ci ha firmato assenso per cura sperimentale, domattina faremo esami e se vanno bene partiamo subito con la cura. La mattina del venerdì alle 3 arriva la telefonata , riconosco il numero e penso al peggio che , infatti, arriva. Mamma è mancata. Avviso mio fratello. Alle 6 , mi chiama mio fratello , disperato, dicendomi che l'hanno chiamato e anche papà se n'è andato. Una roba surreale. In meno di 3 ore di distanza, li abbiamo persi tutti e due, e fino ad una settimana prima stavano bene. Non ho mai voluto controbattere a chi sollevava sospetti sui camion militari , non ne ho mai avuto la voglia. A distanza di tempo , devo dire che si pensava che si cambiasse tutti in meglio , e devo constatare che non è stato così , e mi ci metto io per primo. Questo articolo mi ha fatto pensare agli "scontri" qui dentro , non solo quelli che mi riguardano , ma anche in generale tra gli altri. E sono arrivato alla conclusione che...non ne vale la pena. Mi sento di chiedere scusa a qualcuno. Non faccio nomi , non ce n'è bisogno.

albisarnico
19 Marzo 2025 | 11.16