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Gustavsson
11 Giugno 2026 | 23.45

È vero che Gustavsson proveniva da famiglia operaia e che da giovane aveva fatto tanti mestieri, compreso il poliziotto (militare di ferma), come là era in uso fare dai giovani, che uscivano di casa a diciotto anni e dovevano arrangiarsi.

Ma Bengt aveva studiato ed era ingegnere, titolo corrispondente a qualcosa di più del nostro diplomato presso la mitica Esperia.

Quando venne a Bergamo era medio dirigente di una ditta che fabbricava sistemi elettrici per navi, cliente della Magrini, ditta svedese per la quale continuò a operare anche al ritorno in patria, dove fu anche allenatore della squadra della sua città. 

Per questo, contrariamente ai vari fuoriclasse scandinavi là individuati dagli uomini del senatore Turani e girati alle grandi squadre italiane per far acquistare gratis all'Atalanta ottimi giocatori di seconda fascia (es: Berthil Nordhal, Karl Hansen, Soerensen, Rassmussen etc., ma anche Jeppspn, pensate voi!), Gustavsson, già riconosciuto fuoriclasse assoluto in Svezia, rimase qui.

Fu esemplare per tutti e in tutti i sensi (io, ragazzino, gli ero molto affezionato e lo ammiravo moltissimo), e fu lui ad introdurre una mentalità internazionale all'Atalanta, anche mediante il consiglio, accettato dall'ing. Tentorio, di assumere come allenatore il grande e avveniristico Adamek (austriaco, 1958), per quei tempi molto, ma molto più avanti del celebrato "mago" Helenio Herrera e che mise le basi per un fantastico quadriennio successivo (Valcareggi, Tabanelli, Coppa Italia).

Senza contare il ruolo avuto dal grande Bengt nella venuta a Bergamo di un certo Stromberg.

Fu Bengt Gustavsson, secondo me, dunque, il primo vero "capitano" straniero della nostra Atalanta, prima di Glenn e Marten, e per tutta la vita rimase legatissimo a Bergamo e all'Atalanta, fungendo anche da più che nostro osservatore per quelle aree. Vero, onesto, preparatissimo e appassionato consigliere.

Gustavsson
11 Giugno 2026 | 23.45

È vero che Gustavsson proveniva da famiglia operaia e che da giovane aveva fatto tanti mestieri, compreso il poliziotto (militare di ferma), come là era in uso fare dai giovani, che uscivano di casa a diciotto anni e dovevano arrangiarsi.

Ma Bengt aveva studiato ed era ingegnere, titolo corrispondente a qualcosa di più del nostro diplomato presso la mitica Esperia.

Quando venne a Bergamo era medio dirigente di una ditta che fabbricava sistemi elettrici per navi, cliente della Magrini, ditta svedese per la quale continuò a operare anche al ritorno in patria, dove fu anche allenatore della squadra della sua città. 

Per questo, contrariamente ai vari fuoriclasse scandinavi là individuati dagli uomini del senatore Turani e girati alle grandi squadre italiane per far acquistare gratis all'Atalanta ottimi giocatori di seconda fascia (es: Berthil Nordhal, Karl Hansen, Soerensen, Rassmussen etc., ma anche Jeppspn, pensate voi!), Gustavsson, già riconosciuto fuoriclasse assoluto in Svezia, rimase qui.

Fu esemplare per tutti e in tutti i sensi (io, ragazzino, gli ero molto affezionato e lo ammiravo moltissimo), e fu lui ad introdurre una mentalità internazionale all'Atalanta, anche mediante il consiglio, accettato dall'ing. Tentorio, di assumere come allenatore il grande e avveniristico Adamek (austriaco, 1958), per quei tempi molto, ma molto più avanti del celebrato "mago" Helenio Herrera e che mise le basi per un fantastico quadriennio successivo (Valcareggi, Tabanelli, Coppa Italia).

Senza contare il ruolo avuto dal grande Bengt nella venuta a Bergamo di un certo Stromberg.

Fu Bengt Gustavsson, secondo me, dunque, il primo vero "capitano" straniero della nostra Atalanta, prima di Glenn e Marten, e per tutta la vita rimase legatissimo a Bergamo e all'Atalanta, fungendo anche da più che nostro osservatore per quelle aree. Vero, onesto, preparatissimo e appassionato consigliere.

SOTAONOTER
12 Giugno 2026 | 00.06
Gustavsson
11 Giugno 2026 | 23.45

È vero che Gustavsson proveniva da famiglia operaia e che da giovane aveva fatto tanti mestieri, compreso il poliziotto (militare di ferma), come là era in uso fare dai giovani, che uscivano di casa a diciotto anni e dovevano arrangiarsi.

Ma Bengt aveva studiato ed era ingegnere, titolo corrispondente a qualcosa di più del nostro diplomato presso la mitica Esperia.

Quando venne a Bergamo era medio dirigente di una ditta che fabbricava sistemi elettrici per navi, cliente della Magrini, ditta svedese per la quale continuò a operare anche al ritorno in patria, dove fu anche allenatore della squadra della sua città. 

Per questo, contrariamente ai vari fuoriclasse scandinavi là individuati dagli uomini del senatore Turani e girati alle grandi squadre italiane per far acquistare gratis all'Atalanta ottimi giocatori di seconda fascia (es: Berthil Nordhal, Karl Hansen, Soerensen, Rassmussen etc., ma anche Jeppspn, pensate voi!), Gustavsson, già riconosciuto fuoriclasse assoluto in Svezia, rimase qui.

Fu esemplare per tutti e in tutti i sensi (io, ragazzino, gli ero molto affezionato e lo ammiravo moltissimo), e fu lui ad introdurre una mentalità internazionale all'Atalanta, anche mediante il consiglio, accettato dall'ing. Tentorio, di assumere come allenatore il grande e avveniristico Adamek (austriaco, 1958), per quei tempi molto, ma molto più avanti del celebrato "mago" Helenio Herrera e che mise le basi per un fantastico quadriennio successivo (Valcareggi, Tabanelli, Coppa Italia).

Senza contare il ruolo avuto dal grande Bengt nella venuta a Bergamo di un certo Stromberg.

Fu Bengt Gustavsson, secondo me, dunque, il primo vero "capitano" straniero della nostra Atalanta, prima di Glenn e Marten, e per tutta la vita rimase legatissimo a Bergamo e all'Atalanta, fungendo anche da più che nostro osservatore per quelle aree. Vero, onesto, preparatissimo e appassionato consigliere.

paccarani1907
11 Giugno 2026 | 19.49
72DP72
11 Giugno 2026 | 21.16
FORZA e ONORE
11 Giugno 2026 | 15.11
louis1911
11 Giugno 2026 | 20.46
SuperMarioPas
11 Giugno 2026 | 18.52
SuperMarioPas
11 Giugno 2026 | 18.53
garibaldi
11 Giugno 2026 | 15.18
castebg
11 Giugno 2026 | 18.16

Concordo con tanti: per noi la Clausola obbligatoria penso possa essere soprattutto uno svantaggio.

Le pretese di stipendio cambieranno e potrebbe essere che molti, sapendo che siamo una società "economicamente pretenziosa" ma comunque non una big assoluta (una clausola da da un fantastiliardo se la proponessero Real e Barcellona sarebbe più "accettabile"), abbiano remore a firmare con noi.

Palestra firmerebbe un rinnovo con clausola da 50 mln? Non credo.

L'avrebbe firmato Lookman? Non credo.

Certo, salvo abbia già garanzie che ci sia chi quella clausola voglia pagarla per come sarà scritta e che tutto questo venga compensato da un bel po' di soldini in più.

SI aprirebbe la strada a un'Atalanta costretta a plusvalenze inferiori pur di attirare giocatori (e non sarebbe solo un problema dell'Atalanta). Vedo in questa cosa le premesse per un aumento della sperequazione di potere nel calcio: le medio piccole incasseranno di meno pur di attirare giocatori e faranno ancora più fatica a crescere mentre le grandi acquisteranno a meno e potranno cementare il loro status.

Spero di sbagliarmi ovviamente.

Risposta a chi parla di giocatori bloccati con clausola troppo alta: la clausola non è un dictat, è un modo per cui l'acquirente può, con il gradimento e la volontà del giocatore, bypassare la trattativa con chi detiene il cartellino. Nessuno però impedisce che la società che detiene i diritti alle prestazioni sportive possa comunque sedersi (se lo desidera) al tavolo per trattare anche a cifre inferiori. 

Diciamo che è uno stop alle cifre superiori.

castebg
11 Giugno 2026 | 14.21

Segnalo che occorre prestare attenzione al fatto che la FIFA, in accordo con i rappresentanti dei "sindacati dei calciatori" (FIFPRO), ha introdotto nuove normative che dal 2027 (e su tutti i nuovi contratti) diventeranno obbligatorie.

I punti più importanti per noi:

- Clausola rescissoria da inserire OBBLIGATORIAMENTE in TUTTI i contratti -> possibile grosso punto di domanda nelle trattative contrattuali Club-giocatore perchè ovviamente il calciatore vorrà clausola il più bassa possibile per andare via facilmente quando arriva un Club "gradito" (vedi, lo scorso anno Lookman con l'Inter) mentre la società vorrà inserirla il più alta possibile per poter poi trattare da posizione di vantaggio (se, con esempio di quest'anno, Palestra avesse clausola a 50 mln o li porti al tavolo e bypassi la trattativa oppure ti siedi sapendo l'Atalanta può spernacchiarti quando vuole e senza "se e ma"/pressioni mediatiche sul "giusto valore" e sulla "volontà del calciatore")

- Indennizzo per violazione dei contratti -> interessante perchè se entro 45 giorni dalla violazione di un contratto (leggasi non presentarsi ad allenamenti, non rispondere a convocazioni ecc.) il giocatore firma per altro Club questo nuovo Club è ritenuto di default aver indotto rottura contrattuale e sta a lui dover provare il contrario. Tra l'altro sono previsti indennizzi economici ben definiti (al giocatore se è la società dalla parte del torto ma anche viceversa)

- No possibilità di mettere fuori rosa un calciatore, di "retrocederlo" (ad es. in primavera), di farlo allenare da solo, di ritirargli il passaporto -> La società non può fare pressioni ledendo la professionalità del giocatore.

Per me sono temi che meritano un approfondimento perchè possono davvero influenzare (come e quanto lo si vedrà) molto del calcio del futuro.


moreto
11 Giugno 2026 | 16.34
EVAIR70
11 Giugno 2026 | 13.34
castebg
11 Giugno 2026 | 14.21

Segnalo che occorre prestare attenzione al fatto che la FIFA, in accordo con i rappresentanti dei "sindacati dei calciatori" (FIFPRO), ha introdotto nuove normative che dal 2027 (e su tutti i nuovi contratti) diventeranno obbligatorie.

I punti più importanti per noi:

- Clausola rescissoria da inserire OBBLIGATORIAMENTE in TUTTI i contratti -> possibile grosso punto di domanda nelle trattative contrattuali Club-giocatore perchè ovviamente il calciatore vorrà clausola il più bassa possibile per andare via facilmente quando arriva un Club "gradito" (vedi, lo scorso anno Lookman con l'Inter) mentre la società vorrà inserirla il più alta possibile per poter poi trattare da posizione di vantaggio (se, con esempio di quest'anno, Palestra avesse clausola a 50 mln o li porti al tavolo e bypassi la trattativa oppure ti siedi sapendo l'Atalanta può spernacchiarti quando vuole e senza "se e ma"/pressioni mediatiche sul "giusto valore" e sulla "volontà del calciatore")

- Indennizzo per violazione dei contratti -> interessante perchè se entro 45 giorni dalla violazione di un contratto (leggasi non presentarsi ad allenamenti, non rispondere a convocazioni ecc.) il giocatore firma per altro Club questo nuovo Club è ritenuto di default aver indotto rottura contrattuale e sta a lui dover provare il contrario. Tra l'altro sono previsti indennizzi economici ben definiti (al giocatore se è la società dalla parte del torto ma anche viceversa)

- No possibilità di mettere fuori rosa un calciatore, di "retrocederlo" (ad es. in primavera), di farlo allenare da solo, di ritirargli il passaporto -> La società non può fare pressioni ledendo la professionalità del giocatore.

Per me sono temi che meritano un approfondimento perchè possono davvero influenzare (come e quanto lo si vedrà) molto del calcio del futuro.


castebg
11 Giugno 2026 | 14.21

Segnalo che occorre prestare attenzione al fatto che la FIFA, in accordo con i rappresentanti dei "sindacati dei calciatori" (FIFPRO), ha introdotto nuove normative che dal 2027 (e su tutti i nuovi contratti) diventeranno obbligatorie.

I punti più importanti per noi:

- Clausola rescissoria da inserire OBBLIGATORIAMENTE in TUTTI i contratti -> possibile grosso punto di domanda nelle trattative contrattuali Club-giocatore perchè ovviamente il calciatore vorrà clausola il più bassa possibile per andare via facilmente quando arriva un Club "gradito" (vedi, lo scorso anno Lookman con l'Inter) mentre la società vorrà inserirla il più alta possibile per poter poi trattare da posizione di vantaggio (se, con esempio di quest'anno, Palestra avesse clausola a 50 mln o li porti al tavolo e bypassi la trattativa oppure ti siedi sapendo l'Atalanta può spernacchiarti quando vuole e senza "se e ma"/pressioni mediatiche sul "giusto valore" e sulla "volontà del calciatore")

- Indennizzo per violazione dei contratti -> interessante perchè se entro 45 giorni dalla violazione di un contratto (leggasi non presentarsi ad allenamenti, non rispondere a convocazioni ecc.) il giocatore firma per altro Club questo nuovo Club è ritenuto di default aver indotto rottura contrattuale e sta a lui dover provare il contrario. Tra l'altro sono previsti indennizzi economici ben definiti (al giocatore se è la società dalla parte del torto ma anche viceversa)

- No possibilità di mettere fuori rosa un calciatore, di "retrocederlo" (ad es. in primavera), di farlo allenare da solo, di ritirargli il passaporto -> La società non può fare pressioni ledendo la professionalità del giocatore.

Per me sono temi che meritano un approfondimento perchè possono davvero influenzare (come e quanto lo si vedrà) molto del calcio del futuro.


castebg
11 Giugno 2026 | 14.21

Segnalo che occorre prestare attenzione al fatto che la FIFA, in accordo con i rappresentanti dei "sindacati dei calciatori" (FIFPRO), ha introdotto nuove normative che dal 2027 (e su tutti i nuovi contratti) diventeranno obbligatorie.

I punti più importanti per noi:

- Clausola rescissoria da inserire OBBLIGATORIAMENTE in TUTTI i contratti -> possibile grosso punto di domanda nelle trattative contrattuali Club-giocatore perchè ovviamente il calciatore vorrà clausola il più bassa possibile per andare via facilmente quando arriva un Club "gradito" (vedi, lo scorso anno Lookman con l'Inter) mentre la società vorrà inserirla il più alta possibile per poter poi trattare da posizione di vantaggio (se, con esempio di quest'anno, Palestra avesse clausola a 50 mln o li porti al tavolo e bypassi la trattativa oppure ti siedi sapendo l'Atalanta può spernacchiarti quando vuole e senza "se e ma"/pressioni mediatiche sul "giusto valore" e sulla "volontà del calciatore")

- Indennizzo per violazione dei contratti -> interessante perchè se entro 45 giorni dalla violazione di un contratto (leggasi non presentarsi ad allenamenti, non rispondere a convocazioni ecc.) il giocatore firma per altro Club questo nuovo Club è ritenuto di default aver indotto rottura contrattuale e sta a lui dover provare il contrario. Tra l'altro sono previsti indennizzi economici ben definiti (al giocatore se è la società dalla parte del torto ma anche viceversa)

- No possibilità di mettere fuori rosa un calciatore, di "retrocederlo" (ad es. in primavera), di farlo allenare da solo, di ritirargli il passaporto -> La società non può fare pressioni ledendo la professionalità del giocatore.

Per me sono temi che meritano un approfondimento perchè possono davvero influenzare (come e quanto lo si vedrà) molto del calcio del futuro.


louis1911
11 Giugno 2026 | 14.56
FORZA e ONORE
11 Giugno 2026 | 15.11
louis1911
11 Giugno 2026 | 14.56
Astarte
11 Giugno 2026 | 14.38
castebg
11 Giugno 2026 | 14.21

Segnalo che occorre prestare attenzione al fatto che la FIFA, in accordo con i rappresentanti dei "sindacati dei calciatori" (FIFPRO), ha introdotto nuove normative che dal 2027 (e su tutti i nuovi contratti) diventeranno obbligatorie.

I punti più importanti per noi:

- Clausola rescissoria da inserire OBBLIGATORIAMENTE in TUTTI i contratti -> possibile grosso punto di domanda nelle trattative contrattuali Club-giocatore perchè ovviamente il calciatore vorrà clausola il più bassa possibile per andare via facilmente quando arriva un Club "gradito" (vedi, lo scorso anno Lookman con l'Inter) mentre la società vorrà inserirla il più alta possibile per poter poi trattare da posizione di vantaggio (se, con esempio di quest'anno, Palestra avesse clausola a 50 mln o li porti al tavolo e bypassi la trattativa oppure ti siedi sapendo l'Atalanta può spernacchiarti quando vuole e senza "se e ma"/pressioni mediatiche sul "giusto valore" e sulla "volontà del calciatore")

- Indennizzo per violazione dei contratti -> interessante perchè se entro 45 giorni dalla violazione di un contratto (leggasi non presentarsi ad allenamenti, non rispondere a convocazioni ecc.) il giocatore firma per altro Club questo nuovo Club è ritenuto di default aver indotto rottura contrattuale e sta a lui dover provare il contrario. Tra l'altro sono previsti indennizzi economici ben definiti (al giocatore se è la società dalla parte del torto ma anche viceversa)

- No possibilità di mettere fuori rosa un calciatore, di "retrocederlo" (ad es. in primavera), di farlo allenare da solo, di ritirargli il passaporto -> La società non può fare pressioni ledendo la professionalità del giocatore.

Per me sono temi che meritano un approfondimento perchè possono davvero influenzare (come e quanto lo si vedrà) molto del calcio del futuro.


Dea lover
11 Giugno 2026 | 13.30