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beernez3
10 Settembre 2025 | 17.39

Ragazzi, volevo un attimo tornare sugli scontri di settimana scorsa tra i nostri ultrà e quelli del Como, e dire la mia opinione.


A me la cosa che fa più rabbia non è tanto lo scontro in sé – che, sia chiaro, personalmente non condivido – quanto l’atteggiamento delle istituzioni. Ogni volta che succede qualcosa, la risposta è sempre la stessa: vietare le trasferte. Una scorciatoia che colpisce tutti indistintamente e serve solo a coprire l’incapacità di chi dovrebbe gestire l’ordine pubblico.


Prefetti, questori, dirigenti di pubblica sicurezza: gente che percepisce stipendi da capogiro, pagata per prevenire e organizzare, e che invece si limita al divieto generalizzato. Possibile che nessuno di loro abbia pensato che far viaggiare atalantini e comaschi negli stessi orari e lungo le stesse tratte fosse una scelta suicida? Non dimentichiamo il contesto: l’anno scorso i comaschi avevano provocato a Bergamo con striscioni persino sui cavalcavia cittadini, non serve essere un esperto per capirlo, basta un minimo di buon senso. Ma siccome manca la professionalità, si ricorre alla repressione indiscriminata, come se il problema fossero i tifosi e non l’inefficienza di chi occupa certe poltrone.


E questa è la vera ingiustizia: chi sbaglia nel suo lavoro viene protetto e ben retribuito, mentre un intero popolo di tifosi viene punito senza distinzione. All’estero, in Germania, Danimarca, Polonia, Austria o in Svizzera, le istituzioni si assumono la responsabilità e gestiscono situazioni anche più difficili, nei paesi da me citati il concetto stesso di “bando delle trasferte” è inesistente: non si colpisce l’intera comunità di tifosi, ma si lavora per gestire i rischi con organizzazione e responsabilità, come dovrebbe fare chi governa l’ordine pubblico. Da noi, invece, si nascondono dietro divieti che non risolvono nulla.


Il nodo è tutto qui: non nella passione degli ultras, che con tutte le sue contraddizioni rimane il cuore pulsante del calcio italiano, ma nell’incapacità di uno Stato che, invece di fare il proprio dovere, preferisce scaricare la colpa sugli altri.

beernez3
10 Settembre 2025 | 17.39

Ragazzi, volevo un attimo tornare sugli scontri di settimana scorsa tra i nostri ultrà e quelli del Como, e dire la mia opinione.


A me la cosa che fa più rabbia non è tanto lo scontro in sé – che, sia chiaro, personalmente non condivido – quanto l’atteggiamento delle istituzioni. Ogni volta che succede qualcosa, la risposta è sempre la stessa: vietare le trasferte. Una scorciatoia che colpisce tutti indistintamente e serve solo a coprire l’incapacità di chi dovrebbe gestire l’ordine pubblico.


Prefetti, questori, dirigenti di pubblica sicurezza: gente che percepisce stipendi da capogiro, pagata per prevenire e organizzare, e che invece si limita al divieto generalizzato. Possibile che nessuno di loro abbia pensato che far viaggiare atalantini e comaschi negli stessi orari e lungo le stesse tratte fosse una scelta suicida? Non dimentichiamo il contesto: l’anno scorso i comaschi avevano provocato a Bergamo con striscioni persino sui cavalcavia cittadini, non serve essere un esperto per capirlo, basta un minimo di buon senso. Ma siccome manca la professionalità, si ricorre alla repressione indiscriminata, come se il problema fossero i tifosi e non l’inefficienza di chi occupa certe poltrone.


E questa è la vera ingiustizia: chi sbaglia nel suo lavoro viene protetto e ben retribuito, mentre un intero popolo di tifosi viene punito senza distinzione. All’estero, in Germania, Danimarca, Polonia, Austria o in Svizzera, le istituzioni si assumono la responsabilità e gestiscono situazioni anche più difficili, nei paesi da me citati il concetto stesso di “bando delle trasferte” è inesistente: non si colpisce l’intera comunità di tifosi, ma si lavora per gestire i rischi con organizzazione e responsabilità, come dovrebbe fare chi governa l’ordine pubblico. Da noi, invece, si nascondono dietro divieti che non risolvono nulla.


Il nodo è tutto qui: non nella passione degli ultras, che con tutte le sue contraddizioni rimane il cuore pulsante del calcio italiano, ma nell’incapacità di uno Stato che, invece di fare il proprio dovere, preferisce scaricare la colpa sugli altri.

Il cacciatore
10 Settembre 2025 | 14.59
francesco1907
10 Settembre 2025 | 13.17
brignuca
10 Settembre 2025 | 16.04
Francisco d Anconia
10 Settembre 2025 | 12.20
SuperSaudati
10 Settembre 2025 | 13.08
PANDACELADA98
10 Settembre 2025 | 12.45
poggiaus
10 Settembre 2025 | 13.40
francesco1907
10 Settembre 2025 | 13.17
Fabi84
10 Settembre 2025 | 13.31
SuperSaudati
10 Settembre 2025 | 13.08
Claudiopaul70
10 Settembre 2025 | 10.50
farabundo
10 Settembre 2025 | 10.54
Luca86
10 Settembre 2025 | 10.52
max68
10 Settembre 2025 | 08.05
BRENNO71
10 Settembre 2025 | 07.32
Made in ReDea
10 Settembre 2025 | 08.27
credoinunadea
10 Settembre 2025 | 07.46
Davor
10 Settembre 2025 | 08.13