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Francisco d Anconia
08 Marzo 2026 | 15.20

Leggendo i giornali stamattina vedo che sono quasi tutti d’accordo: per 60 minuti l’Atalanta è stata brutta. Il che probabilmente certifica che capisco poco di calcio, perché a me invece non è dispiaciuta nemmeno fino al 2-0 dell’Udinese: due gol che mi sono sembrati arrivati quasi per caso dentro una partita in cui il predominio - magari anche sterile - era comunque nostro.

Quando dico questo considero anche che mancavano alcuni titolari e altri in campo, che pure potrebbero esserlo, non stanno attraversando il loro momento migliore.

L’alternativa sarebbe giocare sempre con gli stessi evitando il turnover. Ma così rischi di spremere i migliori e arrivare a fine stagione sulle ginocchia, come è successo all’Inter l’anno scorso. La strategia del mister invece mi sembra chiara: dosare le energie visto che siamo ancora in tutte le competizioni.

E poi faccio fatica a credere che un allenatore voglia autosabotarsi. Se non fa giocare qualcuno dell’Under o uno come Bakker, probabilmente è perché oggi si fida di più di chi manda in campo. Spesso chi sta in panchina ci piace proprio perché non lo vediamo: pensiamo che peggio di chi gioca non possa fare… ma nel calcio, come nella vita, al fondo non c’è mai davvero limite.

Dopo il 2-0 si è vista un’altra Atalanta: più libera, perché a quel punto la prudenza sparisce e non hai più nulla da perdere. È soprattutto una questione mentale: quando sei con le spalle al muro l’urgenza e l’adrenalina fanno scattare altri meccanismi. Succede anche nella vita di tutti i giorni: un po’ come quando studi la notte prima dell’esame e in poche ore fai quello che non avevi fatto in giorni.

Francisco d Anconia
08 Marzo 2026 | 15.20

Leggendo i giornali stamattina vedo che sono quasi tutti d’accordo: per 60 minuti l’Atalanta è stata brutta. Il che probabilmente certifica che capisco poco di calcio, perché a me invece non è dispiaciuta nemmeno fino al 2-0 dell’Udinese: due gol che mi sono sembrati arrivati quasi per caso dentro una partita in cui il predominio - magari anche sterile - era comunque nostro.

Quando dico questo considero anche che mancavano alcuni titolari e altri in campo, che pure potrebbero esserlo, non stanno attraversando il loro momento migliore.

L’alternativa sarebbe giocare sempre con gli stessi evitando il turnover. Ma così rischi di spremere i migliori e arrivare a fine stagione sulle ginocchia, come è successo all’Inter l’anno scorso. La strategia del mister invece mi sembra chiara: dosare le energie visto che siamo ancora in tutte le competizioni.

E poi faccio fatica a credere che un allenatore voglia autosabotarsi. Se non fa giocare qualcuno dell’Under o uno come Bakker, probabilmente è perché oggi si fida di più di chi manda in campo. Spesso chi sta in panchina ci piace proprio perché non lo vediamo: pensiamo che peggio di chi gioca non possa fare… ma nel calcio, come nella vita, al fondo non c’è mai davvero limite.

Dopo il 2-0 si è vista un’altra Atalanta: più libera, perché a quel punto la prudenza sparisce e non hai più nulla da perdere. È soprattutto una questione mentale: quando sei con le spalle al muro l’urgenza e l’adrenalina fanno scattare altri meccanismi. Succede anche nella vita di tutti i giorni: un po’ come quando studi la notte prima dell’esame e in poche ore fai quello che non avevi fatto in giorni.

Fracan
08 Marzo 2026 | 16.22
Claudiopaul70
08 Marzo 2026 | 15.33
Claudiopaul70
08 Marzo 2026 | 15.33
Francisco d Anconia
08 Marzo 2026 | 15.20

Leggendo i giornali stamattina vedo che sono quasi tutti d’accordo: per 60 minuti l’Atalanta è stata brutta. Il che probabilmente certifica che capisco poco di calcio, perché a me invece non è dispiaciuta nemmeno fino al 2-0 dell’Udinese: due gol che mi sono sembrati arrivati quasi per caso dentro una partita in cui il predominio - magari anche sterile - era comunque nostro.

Quando dico questo considero anche che mancavano alcuni titolari e altri in campo, che pure potrebbero esserlo, non stanno attraversando il loro momento migliore.

L’alternativa sarebbe giocare sempre con gli stessi evitando il turnover. Ma così rischi di spremere i migliori e arrivare a fine stagione sulle ginocchia, come è successo all’Inter l’anno scorso. La strategia del mister invece mi sembra chiara: dosare le energie visto che siamo ancora in tutte le competizioni.

E poi faccio fatica a credere che un allenatore voglia autosabotarsi. Se non fa giocare qualcuno dell’Under o uno come Bakker, probabilmente è perché oggi si fida di più di chi manda in campo. Spesso chi sta in panchina ci piace proprio perché non lo vediamo: pensiamo che peggio di chi gioca non possa fare… ma nel calcio, come nella vita, al fondo non c’è mai davvero limite.

Dopo il 2-0 si è vista un’altra Atalanta: più libera, perché a quel punto la prudenza sparisce e non hai più nulla da perdere. È soprattutto una questione mentale: quando sei con le spalle al muro l’urgenza e l’adrenalina fanno scattare altri meccanismi. Succede anche nella vita di tutti i giorni: un po’ come quando studi la notte prima dell’esame e in poche ore fai quello che non avevi fatto in giorni.