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Il mio chat gpt work 5.6 Sol dice così.

"Certezza: alta (84%) — Fondamento: ricerca su forum pubblici, dati stagionali, fonti ufficiali e giornalistiche — Ultima verifica: 6 agosto 2026.


Il giocatore è Thomas Thiesson Kristensen — con la K — difensore centrale danese dell’Udinese, 24 anni e 198 cm.

La conclusione sintetica della mia ricerca è questa:

> Kristensen è un buon difensore da Serie A medio-alta, con una qualità particolarmente spiccata nel gioco aereo, ma non è ancora un centrale completo né un sostituto automatico di Djimsiti.

Per l’Atalanta lo considererei un acquisto sensato intorno ai 12–15 milioni, più discutibile a 18 e poco conveniente oltre 20.

Valutazione del giocatore: 7/10. Compatibilità attuale con l’Atalanta di Sarri: 6,5–7/10.


Stato della trattativa

L’interesse dell’Atalanta appare concreto:

Sky Sport lo indica come primo obiettivo difensivo dopo la richiesta di cessione di Berat Djimsiti.

Gianluca Di Marzio conferma che occorre ancora trovare l’accordo con l’Udinese; Todibo sarebbe un’alternativa molto più costosa come ingaggio.

Il Messaggero Veneto parla di offerta atalantina da 10 milioni e richiesta friulana da 18, aggiungendo che il giocatore sarebbe favorevole al trasferimento.

In precedenza Tuttomercatoweb indicava una valutazione di circa 15 milioni.


La mia graduazione di attendibilità è:

Elemento Certezza

Interesse effettivo dell’Atalanta 92%

Kristensen come obiettivo prioritario 85%

Disponibilità del giocatore 70%

Offerta già formalizzata da 10 milioni 55%

Richiesta definitiva di 18 milioni 55%



Le cifre, quindi, vanno considerate negoziali e non ancora definitive.

Cosa dicono i tifosi dell’Udinese

La fonte più utile è stata Zebre Furlane, forum dei tifosi dell’Udinese: ho esaminato la discussione dedicata al giocatore, composta da oltre 60 interventi, oltre ai thread sulla stagione e sul mercato. È un campione piccolo e non statisticamente rappresentativo, ma molto più informativo dei commenti occasionali di chi lo vede due volte all’anno.


Il giudizio ricorrente può essere riassunto così.

Punti sui quali c’è quasi consenso

È molto forte nel gioco aereo.

Difende bene l’area e il duello fisico con l’attaccante.

Rende meglio da centrale di riferimento che da braccetto chiamato a uscire aggressivamente.

È diventato più affidabile nel corso della stagione 2025-26.

Sui calci piazzati offensivi rappresenta una minaccia concreta.

Ha ancora margini perché ha soltanto 24 anni.

Nella discussione dedicata ricorrono giudizi come “fisicamente debordante”, “di testa le prende tutte” e soprattutto “da centrale è davvero forte”. I giudizi più positivi arrivano a prospettarlo come uno dei futuri migliori centrali della Serie A: discussione dei tifosi dell’Udinese.

I dubbi ricorrenti

Soffre maggiormente le azioni verticali e l’uno contro uno con molto campo alle spalle.

Può perdere pulizia quando deve scegliere rapidamente se uscire, scappare o coprire.

Da braccetto, soprattutto sul centrosinistra, è apparso più esposto.

Tecnicamente è decoroso, ma non viene considerato un costruttore di alto livello.

Le prestazioni meno riuscite sono state anche molto negative, non semplicemente anonime.

Un aspetto importante: i tifosi non lo descrivono concordemente come “lento”. Alcuni, anzi, ne elogiano la velocità sul lungo. Il problema segnalato sembra piuttosto essere la difesa dello spazio, il cambio di direzione e la lettura dell’azione verticale, non necessariamente la corsa pura. Non ho trovato dati ufficiali affidabili sulla velocità massima, quindi eviterei l’etichetta semplicistica di difensore lento.

Il giudizio non è unanime


Accanto agli estimatori rimane una corrente più prudente: un frequentatore abituale del forum lo definisce sostanzialmente un “buon difensore, nulla di speciale”, con l’altezza come qualità più evidente. Nell’estate 2025 alcuni tifosi ritenevano perfino improbabile che qualcuno offrisse 15 milioni.

Questo è significativo: la reputazione di Kristensen è cresciuta soprattutto grazie alla stagione 2025-26, non deriva da tre anni di rendimento costantemente elevato. Oggi, comunque, i tifosi lo considerano insieme a Solet uno dei riferimenti della difesa, tanto da temere una ricostruzione quasi completa del reparto se partissero entrambi: discussione sulla stagione dell’Udinese.


Le altre tifoserie e i forum generalisti


Il quadro esterno è meno ricco:

Su MilanWorld il tono è moderatamente positivo: viene ricordato come forte di testa e complessivamente valido per la Serie A, ma anche per gli errori commessi in precedenti partite contro il Milan. Non viene percepito come un colpo di prima fascia.

Su VecchiaSignora il nome compare tra le ipotesi di mercato juventine, ma quasi senza valutazioni tecniche approfondite.

Reddit e i forum generalisti contengono soprattutto cronache automatiche delle partite, battute o reazioni occasionali: non ne ricaverei un giudizio serio.

Atalantini.com ha una discussione attuale con numerosi commenti, ma il testo dei commenti non è pubblicamente indicizzato o verificabile senza accesso al sito. Non l’ho quindi utilizzata per attribuire un’opinione alla tifoseria atalantina.


In altri termini, il materiale qualitativamente migliore proviene da chi segue l’Udinese ogni settimana; nei forum delle grandi squadre Kristensen è ancora conosciuto soprattutto attraverso singole partite o indiscrezioni di mercato.

Cosa dicono i numeri


Nella Serie A 2025-26 Kristensen ha disputato 28 partite, tutte da titolare, per 2.475 minuti, segnando tre reti. Questi sono i dati più significativi di FotMob:


Dato 2025-26 Valore Interpretazione

Duelli aerei vinti 81 

Percentuale duelli aerei 63,3% Molto buona

Gol 3 Notevole per un centrale

Passaggi riusciti 85,6% Affidabile nelle giocate normali

Lanci lunghi riusciti 53% Discreto, non eccezionale

Respinte 198 Grande presenza nella propria area

Intercetti 25 

Contrasti vinti 26 

Ammonizioni/espulsioni 4/0 Disciplina buona

Valutazione media FotMob 6,98 


Il Messaggero Veneto lo colloca fra i migliori difensori del campionato per palloni aerei vinti e sottolinea i suoi tre gol di testa.

I dati confermano quindi quasi perfettamente l’opinione dei tifosi: impatto aereo e difesa dell’area sono le sue armi principali.


C’è però una precauzione metodologica. Kristensen ha accumulato tante respinte anche perché giocava in una squadra spesso chiamata a difendere nella propria metà campo. Viceversa, il numero piuttosto basso di tocchi e di azioni creative può essere in parte condizionato dal sistema dell’Udinese. Le statistiche non dimostrano da sole che non possa giocare più alto o costruire maggiormente; indicano semplicemente che finora non è stato quello il suo compito principale.


La compatibilità con l’Atalanta


Con Sarri, l’Atalanta sta lavorando prevalentemente sulla difesa a quattro: lo conferma anche la formazione utilizzata nell’amichevole ufficiale contro il Feyenoord, con Zappacosta, Djimsiti, Scalvini e Ahanor (formazione ufficiale).


Questo produce un quadro misto.

Perché potrebbe funzionare

Il ruolo di centrale in una linea a quattro è quello nel quale i tifosi friulani lo considerano più convincente.

Darebbe all’Atalanta centimetri, marcatura e difesa dei cross.

Sarebbe molto utile sui calci piazzati in entrambe le aree.

Conosce già la Serie A e non avrebbe bisogno di un lungo adattamento ambientale.

È più giovane di Djimsiti e conserva valore di rivendita.

Accanto a un centrale bravo a costruire e coprire la profondità potrebbe essere valorizzato.

Dove vedo il rischio

La difesa di Sarri normalmente richiede letture coordinate, gestione della profondità, sincronizzazione del fuorigioco e una circolazione pulita fin dalla prima linea. Sono proprio le situazioni con molto spazio e decisioni rapide quelle sulle quali i tifosi dell’Udinese sollevano le maggiori riserve.

La scelta del compagno sarebbe quindi decisiva:


Impiego Mia valutazione


Centrale destro accanto a Scalvini 7,5/10

Accanto a Kossounou 7/10

Coppia Kristensen-Hien 6/10

Centrale sinistro 5,5–6/10

Terzo/quarto centrale di rotazione 8/10

Titolare immediato e guida del reparto 6/10


La coppia con Hien mi convince meno perché presenterebbe una certa sovrapposizione: molta fisicità e marcatura, ma minore naturalezza nella costruzione e nella difesa dello spazio rispetto a una coppia più complementare.

Prezzo giusto


Kristensen è sotto contratto con l’Udinese sino al 30 giugno 2028 (comunicato del club), mentre le stime di mercato disponibili lo collocano orientativamente fra 12 e 14 milioni. L’Udinese ha quindi una discreta forza negoziale, ma non tale da rendere automaticamente conveniente qualsiasi cifra.


Costo complessivo Giudizio


10–12 milioni Ottimo affare

13–15 milioni Acquisto corretto

16–18 milioni Prezzo pieno, accettabile solo con formula e bonus favorevoli

Oltre 18 milioni Rapporto rischio/rendimento modesto

20–25 milioni Eccessivo allo stato attuale


A 18 milioni l’Atalanta pagherebbe già una parte importante della crescita futura. A 12–15 comprerebbe invece un difensore pronto per la Serie A, con una specialità marcata e margini ancora sfruttabili.


Il mio verdetto finale


Kristensen non mi sembra né un fenomeno nascosto né un semplice “lungagnone”. È un centrale serio, molto forte in elevazione, difficile da spostare, pericoloso sui piazzati e in evidente progresso. Ha però bisogno di un contesto che ne protegga le debolezze: non va lasciato continuamente in campo aperto né incaricato di essere il principale costruttore.

Lo comprerei se:

viene considerato il sostituto numerico di Djimsiti e parte in competizione per il posto;

la cifra rimane entro 14–15 milioni, eventualmente con bonus;

viene impiegato prevalentemente sul centrodestra;

è affiancato da Scalvini o da un difensore rapido, tecnico e forte nella lettura della profondità.



Sarei invece prudente se l’operazione prevedesse 18–20 milioni e l’aspettativa di farne immediatamente il leader della difesa alta di Sarri.


Valutazione complessiva: 7/10.

Potenziale raggiungibile: 7,5/10.

Acquisto consigliato a 12–15 milioni; non prioritario a 18–20.


Il limite principale della ricerca è che i forum rappresentano gruppi ristretti di tifosi e le chat private — Telegram, WhatsApp, Discord e gruppi chiusi — non sono verificabili. Inoltre, senza un’analisi video completa di più partite, la valutazione della compatibilità con la linea difensiva di Sarri resta una proiezione ragionata, non una certezza.

Cioyce
06 Agosto 2026 | 13.23

Mi fa piacere che abbiano risposto in molti, dispiace dover, alla fine, rispondere solo a quelli in disaccordo.

In merito a ciò che dici:

- in riferimento al como, mi puoi dire quali sono i giocatori, presi con le caratteristiche che ho spiegato, che sono finiti come esuberi? Sinceramente guardando la rosa non ne trovo, e quelli meno utilizzati hanno comunque tanto mercato.

-sono d’accordo, il mio pensiero è quello di prenderne 3 o 4 tutti gli anni. Anche perché quali sono i giocatori che prendiamo pronti per la champions? Maldini e posh? Musah? Godfrey? Kamaldeen? Gaetano? Io credo che veramente raramente abbiamo preso giocatori pronti per la champions, ma che spesso ci siamo arrivati grazie alle scommesse come hojlund o koop. Io penso che potremmo prendere giovani interessanti piuttosto che quelli citati.

- non sono d’accordo sul fatto che oggi costano così tanto di più. Gli esempi che ho riportato del como, sono tutti acquisti dell’anno scorso. Baturina per esempio, non credo che fosse meno conosciuto del koop dell’az.

- sull’ultimo punto boh, non credo ci sia molto da dire. Il fatto che sia stata gestita bene anni fa, non la esclude dalle critiche di come sta operando negli ultimi anni.

anche il dire “non hanno le basi tecniche”, non capisco quelli che pensano che i ds siano dei superuomini che noi povera gente comune non possiamo comprendere. Si parla di calcio, non di astrofisica, magari non possiamo sapere nel dettaglio i rapporti con gli agenti, procuratori, sponsor, etc. ma valutare una campagna acquisti credo si possa fare senza essere all’interno del settore.

12-26-75
06 Agosto 2026 | 13.15
robert1907
06 Agosto 2026 | 13.18
Cioyce
06 Agosto 2026 | 11.13
Francisco d Anconia
06 Agosto 2026 | 13.08

La mia estremizzazione degli 11 giovani serviva proprio come reductio ad absurdum: non perché pensi davvero che una squadra vada costruita così, ma per portare un ragionamento alle sue conseguenze logiche e verificarne la solidità. Se esiste davvero un "bug" del sistema, come lo hai chiamato tu, allora in teoria basterebbe sfruttarlo al massimo per ottenere vantaggi enormi.

Detto questo, sul principio di fondo credo siamo d'accordo: investire sui giovani di talento è una strategia fondamentale. Però se bastassero statistiche e qualche ora sul divano davanti ai dati, probabilmente avremmo tutti il patentino da DS. Il valore sta proprio nel lavoro che non si vede: osservazione, competenza, valutazione del rischio e capacità di capire quale ragazzo può davvero fare il salto. Ed è proprio questo il valore di un lavoro alla Sartori, che tu stesso hai citato come esempio.

L'Atalanta, del resto, ha sempre puntato molto sui giovani: Scalvini, Caldara, Conti, Bastoni, Kessié, Gagliardini e tanti altri sono stati lanciati e valorizzati giovanissimi. E lo sta facendo ancora oggi, anche attraverso l'U23, che serve proprio a creare un percorso più strutturato verso la prima squadra. Il punto è che non tutte le annate producono giovani già pronti per incidere in Serie A, soprattutto in una squadra che negli anni ha alzato il proprio livello. Non vedere ogni stagione 2-3 nuovi Scalvini o Caldara non significa necessariamente mancanza di volontà: significa anche che trovare quei profili è difficile.

E forse la parte più complicata del lavoro di un DS non è solo individuare un giovane di talento, ma capire quando quel ragazzo è pronto, quanto spazio può avere e se la squadra può permettersi di aspettarne la crescita. Perché il talento va anche messo nelle condizioni giuste per emergere.

eligio71
06 Agosto 2026 | 12.42
FORZA e ONORE
06 Agosto 2026 | 12.52
m.f.ventu
06 Agosto 2026 | 12.24

Il mio chat gpt work 5.6 Sol dice così.

"Certezza: alta (84%) — Fondamento: ricerca su forum pubblici, dati stagionali, fonti ufficiali e giornalistiche — Ultima verifica: 6 agosto 2026.


Il giocatore è Thomas Thiesson Kristensen — con la K — difensore centrale danese dell’Udinese, 24 anni e 198 cm.

La conclusione sintetica della mia ricerca è questa:

> Kristensen è un buon difensore da Serie A medio-alta, con una qualità particolarmente spiccata nel gioco aereo, ma non è ancora un centrale completo né un sostituto automatico di Djimsiti.

Per l’Atalanta lo considererei un acquisto sensato intorno ai 12–15 milioni, più discutibile a 18 e poco conveniente oltre 20.

Valutazione del giocatore: 7/10. Compatibilità attuale con l’Atalanta di Sarri: 6,5–7/10.


Stato della trattativa

L’interesse dell’Atalanta appare concreto:

Sky Sport lo indica come primo obiettivo difensivo dopo la richiesta di cessione di Berat Djimsiti.

Gianluca Di Marzio conferma che occorre ancora trovare l’accordo con l’Udinese; Todibo sarebbe un’alternativa molto più costosa come ingaggio.

Il Messaggero Veneto parla di offerta atalantina da 10 milioni e richiesta friulana da 18, aggiungendo che il giocatore sarebbe favorevole al trasferimento.

In precedenza Tuttomercatoweb indicava una valutazione di circa 15 milioni.


La mia graduazione di attendibilità è:

Elemento Certezza

Interesse effettivo dell’Atalanta 92%

Kristensen come obiettivo prioritario 85%

Disponibilità del giocatore 70%

Offerta già formalizzata da 10 milioni 55%

Richiesta definitiva di 18 milioni 55%



Le cifre, quindi, vanno considerate negoziali e non ancora definitive.

Cosa dicono i tifosi dell’Udinese

La fonte più utile è stata Zebre Furlane, forum dei tifosi dell’Udinese: ho esaminato la discussione dedicata al giocatore, composta da oltre 60 interventi, oltre ai thread sulla stagione e sul mercato. È un campione piccolo e non statisticamente rappresentativo, ma molto più informativo dei commenti occasionali di chi lo vede due volte all’anno.


Il giudizio ricorrente può essere riassunto così.

Punti sui quali c’è quasi consenso

È molto forte nel gioco aereo.

Difende bene l’area e il duello fisico con l’attaccante.

Rende meglio da centrale di riferimento che da braccetto chiamato a uscire aggressivamente.

È diventato più affidabile nel corso della stagione 2025-26.

Sui calci piazzati offensivi rappresenta una minaccia concreta.

Ha ancora margini perché ha soltanto 24 anni.

Nella discussione dedicata ricorrono giudizi come “fisicamente debordante”, “di testa le prende tutte” e soprattutto “da centrale è davvero forte”. I giudizi più positivi arrivano a prospettarlo come uno dei futuri migliori centrali della Serie A: discussione dei tifosi dell’Udinese.

I dubbi ricorrenti

Soffre maggiormente le azioni verticali e l’uno contro uno con molto campo alle spalle.

Può perdere pulizia quando deve scegliere rapidamente se uscire, scappare o coprire.

Da braccetto, soprattutto sul centrosinistra, è apparso più esposto.

Tecnicamente è decoroso, ma non viene considerato un costruttore di alto livello.

Le prestazioni meno riuscite sono state anche molto negative, non semplicemente anonime.

Un aspetto importante: i tifosi non lo descrivono concordemente come “lento”. Alcuni, anzi, ne elogiano la velocità sul lungo. Il problema segnalato sembra piuttosto essere la difesa dello spazio, il cambio di direzione e la lettura dell’azione verticale, non necessariamente la corsa pura. Non ho trovato dati ufficiali affidabili sulla velocità massima, quindi eviterei l’etichetta semplicistica di difensore lento.

Il giudizio non è unanime


Accanto agli estimatori rimane una corrente più prudente: un frequentatore abituale del forum lo definisce sostanzialmente un “buon difensore, nulla di speciale”, con l’altezza come qualità più evidente. Nell’estate 2025 alcuni tifosi ritenevano perfino improbabile che qualcuno offrisse 15 milioni.

Questo è significativo: la reputazione di Kristensen è cresciuta soprattutto grazie alla stagione 2025-26, non deriva da tre anni di rendimento costantemente elevato. Oggi, comunque, i tifosi lo considerano insieme a Solet uno dei riferimenti della difesa, tanto da temere una ricostruzione quasi completa del reparto se partissero entrambi: discussione sulla stagione dell’Udinese.


Le altre tifoserie e i forum generalisti


Il quadro esterno è meno ricco:

Su MilanWorld il tono è moderatamente positivo: viene ricordato come forte di testa e complessivamente valido per la Serie A, ma anche per gli errori commessi in precedenti partite contro il Milan. Non viene percepito come un colpo di prima fascia.

Su VecchiaSignora il nome compare tra le ipotesi di mercato juventine, ma quasi senza valutazioni tecniche approfondite.

Reddit e i forum generalisti contengono soprattutto cronache automatiche delle partite, battute o reazioni occasionali: non ne ricaverei un giudizio serio.

Atalantini.com ha una discussione attuale con numerosi commenti, ma il testo dei commenti non è pubblicamente indicizzato o verificabile senza accesso al sito. Non l’ho quindi utilizzata per attribuire un’opinione alla tifoseria atalantina.


In altri termini, il materiale qualitativamente migliore proviene da chi segue l’Udinese ogni settimana; nei forum delle grandi squadre Kristensen è ancora conosciuto soprattutto attraverso singole partite o indiscrezioni di mercato.

Cosa dicono i numeri


Nella Serie A 2025-26 Kristensen ha disputato 28 partite, tutte da titolare, per 2.475 minuti, segnando tre reti. Questi sono i dati più significativi di FotMob:


Dato 2025-26 Valore Interpretazione

Duelli aerei vinti 81 

Percentuale duelli aerei 63,3% Molto buona

Gol 3 Notevole per un centrale

Passaggi riusciti 85,6% Affidabile nelle giocate normali

Lanci lunghi riusciti 53% Discreto, non eccezionale

Respinte 198 Grande presenza nella propria area

Intercetti 25 

Contrasti vinti 26 

Ammonizioni/espulsioni 4/0 Disciplina buona

Valutazione media FotMob 6,98 


Il Messaggero Veneto lo colloca fra i migliori difensori del campionato per palloni aerei vinti e sottolinea i suoi tre gol di testa.

I dati confermano quindi quasi perfettamente l’opinione dei tifosi: impatto aereo e difesa dell’area sono le sue armi principali.


C’è però una precauzione metodologica. Kristensen ha accumulato tante respinte anche perché giocava in una squadra spesso chiamata a difendere nella propria metà campo. Viceversa, il numero piuttosto basso di tocchi e di azioni creative può essere in parte condizionato dal sistema dell’Udinese. Le statistiche non dimostrano da sole che non possa giocare più alto o costruire maggiormente; indicano semplicemente che finora non è stato quello il suo compito principale.


La compatibilità con l’Atalanta


Con Sarri, l’Atalanta sta lavorando prevalentemente sulla difesa a quattro: lo conferma anche la formazione utilizzata nell’amichevole ufficiale contro il Feyenoord, con Zappacosta, Djimsiti, Scalvini e Ahanor (formazione ufficiale).


Questo produce un quadro misto.

Perché potrebbe funzionare

Il ruolo di centrale in una linea a quattro è quello nel quale i tifosi friulani lo considerano più convincente.

Darebbe all’Atalanta centimetri, marcatura e difesa dei cross.

Sarebbe molto utile sui calci piazzati in entrambe le aree.

Conosce già la Serie A e non avrebbe bisogno di un lungo adattamento ambientale.

È più giovane di Djimsiti e conserva valore di rivendita.

Accanto a un centrale bravo a costruire e coprire la profondità potrebbe essere valorizzato.

Dove vedo il rischio

La difesa di Sarri normalmente richiede letture coordinate, gestione della profondità, sincronizzazione del fuorigioco e una circolazione pulita fin dalla prima linea. Sono proprio le situazioni con molto spazio e decisioni rapide quelle sulle quali i tifosi dell’Udinese sollevano le maggiori riserve.

La scelta del compagno sarebbe quindi decisiva:


Impiego Mia valutazione


Centrale destro accanto a Scalvini 7,5/10

Accanto a Kossounou 7/10

Coppia Kristensen-Hien 6/10

Centrale sinistro 5,5–6/10

Terzo/quarto centrale di rotazione 8/10

Titolare immediato e guida del reparto 6/10


La coppia con Hien mi convince meno perché presenterebbe una certa sovrapposizione: molta fisicità e marcatura, ma minore naturalezza nella costruzione e nella difesa dello spazio rispetto a una coppia più complementare.

Prezzo giusto


Kristensen è sotto contratto con l’Udinese sino al 30 giugno 2028 (comunicato del club), mentre le stime di mercato disponibili lo collocano orientativamente fra 12 e 14 milioni. L’Udinese ha quindi una discreta forza negoziale, ma non tale da rendere automaticamente conveniente qualsiasi cifra.


Costo complessivo Giudizio


10–12 milioni Ottimo affare

13–15 milioni Acquisto corretto

16–18 milioni Prezzo pieno, accettabile solo con formula e bonus favorevoli

Oltre 18 milioni Rapporto rischio/rendimento modesto

20–25 milioni Eccessivo allo stato attuale


A 18 milioni l’Atalanta pagherebbe già una parte importante della crescita futura. A 12–15 comprerebbe invece un difensore pronto per la Serie A, con una specialità marcata e margini ancora sfruttabili.


Il mio verdetto finale


Kristensen non mi sembra né un fenomeno nascosto né un semplice “lungagnone”. È un centrale serio, molto forte in elevazione, difficile da spostare, pericoloso sui piazzati e in evidente progresso. Ha però bisogno di un contesto che ne protegga le debolezze: non va lasciato continuamente in campo aperto né incaricato di essere il principale costruttore.

Lo comprerei se:

viene considerato il sostituto numerico di Djimsiti e parte in competizione per il posto;

la cifra rimane entro 14–15 milioni, eventualmente con bonus;

viene impiegato prevalentemente sul centrodestra;

è affiancato da Scalvini o da un difensore rapido, tecnico e forte nella lettura della profondità.



Sarei invece prudente se l’operazione prevedesse 18–20 milioni e l’aspettativa di farne immediatamente il leader della difesa alta di Sarri.


Valutazione complessiva: 7/10.

Potenziale raggiungibile: 7,5/10.

Acquisto consigliato a 12–15 milioni; non prioritario a 18–20.


Il limite principale della ricerca è che i forum rappresentano gruppi ristretti di tifosi e le chat private — Telegram, WhatsApp, Discord e gruppi chiusi — non sono verificabili. Inoltre, senza un’analisi video completa di più partite, la valutazione della compatibilità con la linea difensiva di Sarri resta una proiezione ragionata, non una certezza.

NACHO75
06 Agosto 2026 | 11.50
tenài
06 Agosto 2026 | 12.04
PAULINHO
06 Agosto 2026 | 10.26

Ciao Cloyce, non ricordo di averti mai letto ma per fortuna ogni tanto c’è qualcuno che va oltre le contumelie dei soliti scienziati.

Molti spunti interessanti e condivido alcune delle tue osservazioni. Penso anche io che una società come l’Atalanta debba “rischiare” di più  su profili meno conosciuti e adottare una politica più coraggiosa con i giovani cresciuti nel vivaio.

Di contro va detto che negli ultimi anni la società si è orientata sul mercato italiano e su profili considerati già pronti per la serie A e i palcoscenici europei perché questo è quello che chiedeva l’allenatore (per buona pace di chi crede alla favola che all’allenatore portano zucchero quando lui chiede sale).

Questa politica ha sicuramente pagato perché per anni ci siamo stabilizzati nei quartieri alti garantendoci cinque partecipazioni alla Champions ma quando vai su giocatori pronti il margine di errore diventa sottile, se sbagli contemporaneamente due-tre giocatori da 25-30 milioni poi diventa un casino, soprattutto se si rincorre l’utile a bilancio ogni anno.

Le scelte nelle ultime due-tre sessioni di mercato oggettivamente sono state scadenti e ora paghi dazio con una rosa ancora competitiva ma ormai logora in molti dei suoi giocatori chiave. Senza ricambi di valore nel breve periodo.

Ritornare a lavorare sui giovani credo sia un passaggio obbligato per una società come l’Atalanta, con il rischio calcolato di vedere ridotta la competitività a certi livelli ma d’altronde visto il trend del mercato come puoi pensare di essere competitivo su profili come il bosniaco? 30 milioni + 7 di bonus + 15% sulla rivendita…

Gli investimenti importanti su profili giovanissimi, come i due ragazzi dell’Empoli o il serbo preso dal Bayern credo vadano nella direzione di anticipare la concorrenza perché un Perrillo che ti esordisce in serie B e magari ti fa 6-7 gol da diciottenne poi lo pagheresti il quintuplo, come minimo…

Ultima considerazione i rapporti malati (e sono tenero per evitare denunce) tra società italiane e procuratori. Un rappporto incestuoso a cui troppe società non riescono a sottrarsi e che porta a transazioni “strane” dove un giorno fai un favore a me e domani ne faccio uno a te. Con l’inevitabile “gonfiaggio” del reale valore dei singoli giocatori. Soprattutto quelli italiani.

Sotto questo punto di vista il Como un po’ ha rotto gli schemi, anche se onestamente faccio fatica a vederlo come un progetto virtuoso. Almeno per ora.

Resto convinto che disponiamo di una Società capace e ambiziosa (nel senso sano del concetto) che ha dimostrato di sapersi adattare alle mutevoli condizioni del mercato e che saprà farsi trovare pronta ancora una volta.

Per concludere sottolineo che io non faccio né il DS ne l’allenatore quindi mi limito a fare l’unica cosa che so fare (bene) da tanti anni a questa parte: tifare l’Atalanta allo stadio ogni volta che posso.

Forza Atalanta sempre e ben vengano i confronti sui conenuti!

Francisco d Anconia
06 Agosto 2026 | 10.03

Portiamo alle estreme conseguenze il tuo ragionamento, che ha sicuramente degli spunti interessanti: se fosse davvero “un rigore a porta vuota” perché allora non schierare 11 giovani ventenni presi con questo criterio? Basterebbe costruire una squadra intera di ragazzi dal grande potenziale, aspettare una stagione e ritrovarsi risultati sportivi e plusvalenze a raffica. Sarebbe quasi il "trucco" del calcio: tutti lo farebbero e in pochi anni dominerebbero il mercato. Evidentemente non è così, perché tra il potenziale e la realtà del campo ci sono di mezzo rendimento, adattamento, pressione e anche il rischio di sbagliare valutazione.

Il problema è che, con il senno di poi, è facile ricordare solo i casi riusciti: Koopmeiners, Baturina, Perrone ecc. Ma per ogni giovane che esplode ce ne sono molti altri che sembravano avere grandi prospettive e poi non hanno fatto quel salto. Solo che quelli si dimenticano in fretta.

E poi c'è un aspetto da non dimenticare: una società di calcio non vive solo di futuro, deve anche ottenere risultati nel presente. C'è chi deve salvarsi, chi deve andare in Europa, chi deve difendere una posizione conquistata negli anni. Una stagione sbagliata non è solo una mancata plusvalenza: può significare retrocessione, meno ricavi, pressione sull'allenatore e problemi nella programmazione futura.

Questo non significa che investire sui giovani sia sbagliato, anzi: è una delle strade più importanti del calcio moderno e noi lo stiamo facendo. Ma non è una formula magica: non basta comprare un ragazzo di 18 anni perché automaticamente diventi un campione e una plusvalenza. Il vero lavoro del DS è trovare il giusto equilibrio tra prospettiva e rendimento immediato.

dagliStates
06 Agosto 2026 | 10.39
PAULINHO
06 Agosto 2026 | 10.26

Ciao Cloyce, non ricordo di averti mai letto ma per fortuna ogni tanto c’è qualcuno che va oltre le contumelie dei soliti scienziati.

Molti spunti interessanti e condivido alcune delle tue osservazioni. Penso anche io che una società come l’Atalanta debba “rischiare” di più  su profili meno conosciuti e adottare una politica più coraggiosa con i giovani cresciuti nel vivaio.

Di contro va detto che negli ultimi anni la società si è orientata sul mercato italiano e su profili considerati già pronti per la serie A e i palcoscenici europei perché questo è quello che chiedeva l’allenatore (per buona pace di chi crede alla favola che all’allenatore portano zucchero quando lui chiede sale).

Questa politica ha sicuramente pagato perché per anni ci siamo stabilizzati nei quartieri alti garantendoci cinque partecipazioni alla Champions ma quando vai su giocatori pronti il margine di errore diventa sottile, se sbagli contemporaneamente due-tre giocatori da 25-30 milioni poi diventa un casino, soprattutto se si rincorre l’utile a bilancio ogni anno.

Le scelte nelle ultime due-tre sessioni di mercato oggettivamente sono state scadenti e ora paghi dazio con una rosa ancora competitiva ma ormai logora in molti dei suoi giocatori chiave. Senza ricambi di valore nel breve periodo.

Ritornare a lavorare sui giovani credo sia un passaggio obbligato per una società come l’Atalanta, con il rischio calcolato di vedere ridotta la competitività a certi livelli ma d’altronde visto il trend del mercato come puoi pensare di essere competitivo su profili come il bosniaco? 30 milioni + 7 di bonus + 15% sulla rivendita…

Gli investimenti importanti su profili giovanissimi, come i due ragazzi dell’Empoli o il serbo preso dal Bayern credo vadano nella direzione di anticipare la concorrenza perché un Perrillo che ti esordisce in serie B e magari ti fa 6-7 gol da diciottenne poi lo pagheresti il quintuplo, come minimo…

Ultima considerazione i rapporti malati (e sono tenero per evitare denunce) tra società italiane e procuratori. Un rappporto incestuoso a cui troppe società non riescono a sottrarsi e che porta a transazioni “strane” dove un giorno fai un favore a me e domani ne faccio uno a te. Con l’inevitabile “gonfiaggio” del reale valore dei singoli giocatori. Soprattutto quelli italiani.

Sotto questo punto di vista il Como un po’ ha rotto gli schemi, anche se onestamente faccio fatica a vederlo come un progetto virtuoso. Almeno per ora.

Resto convinto che disponiamo di una Società capace e ambiziosa (nel senso sano del concetto) che ha dimostrato di sapersi adattare alle mutevoli condizioni del mercato e che saprà farsi trovare pronta ancora una volta.

Per concludere sottolineo che io non faccio né il DS ne l’allenatore quindi mi limito a fare l’unica cosa che so fare (bene) da tanti anni a questa parte: tifare l’Atalanta allo stadio ogni volta che posso.

Forza Atalanta sempre e ben vengano i confronti sui conenuti!

Francisco d Anconia
06 Agosto 2026 | 10.03

Portiamo alle estreme conseguenze il tuo ragionamento, che ha sicuramente degli spunti interessanti: se fosse davvero “un rigore a porta vuota” perché allora non schierare 11 giovani ventenni presi con questo criterio? Basterebbe costruire una squadra intera di ragazzi dal grande potenziale, aspettare una stagione e ritrovarsi risultati sportivi e plusvalenze a raffica. Sarebbe quasi il "trucco" del calcio: tutti lo farebbero e in pochi anni dominerebbero il mercato. Evidentemente non è così, perché tra il potenziale e la realtà del campo ci sono di mezzo rendimento, adattamento, pressione e anche il rischio di sbagliare valutazione.

Il problema è che, con il senno di poi, è facile ricordare solo i casi riusciti: Koopmeiners, Baturina, Perrone ecc. Ma per ogni giovane che esplode ce ne sono molti altri che sembravano avere grandi prospettive e poi non hanno fatto quel salto. Solo che quelli si dimenticano in fretta.

E poi c'è un aspetto da non dimenticare: una società di calcio non vive solo di futuro, deve anche ottenere risultati nel presente. C'è chi deve salvarsi, chi deve andare in Europa, chi deve difendere una posizione conquistata negli anni. Una stagione sbagliata non è solo una mancata plusvalenza: può significare retrocessione, meno ricavi, pressione sull'allenatore e problemi nella programmazione futura.

Questo non significa che investire sui giovani sia sbagliato, anzi: è una delle strade più importanti del calcio moderno e noi lo stiamo facendo. Ma non è una formula magica: non basta comprare un ragazzo di 18 anni perché automaticamente diventi un campione e una plusvalenza. Il vero lavoro del DS è trovare il giusto equilibrio tra prospettiva e rendimento immediato.