La testa nel pallone - by Calep
La psicologia è decisiva nel calcio, influenzando concentrazione, gestione della pressione e resilienza, elementi chiave per la vittoria. La ritengo superiore per importanza a preparazione fisica e tattica.
Tra le altre, le parole degli allenatori influenzano la mentalità e le prestazioni dei calciatori: usate bene, rafforzano fiducia e motivazione; usate male, possono minare l'autostima.
Soprattutto quando si parla di allenatori carismatici le parole hanno un peso notevole e qualunque modifica motivazionale nella testa del Mister è vissuta e letta in modo ancora piu' importante dai suoi giocatori soprattutto se si riflette anche in un cambiamento tattico
Avete presente quando i cani capiscono le intenzioni del loro padrone dalle espressioni, dai comportamenti, dal tono della voce e via dicendo? ecco, e' cosi ed è cosa istintiva e il piu' delle volte percepita ma non voluta palesemente.
Di solito gli effetti son negativi e colpiscono soprattutto i giovani:
perdita di motivazione, stimoli, sensazione da "fine di un era", instabilita' nelle prestazioni, mancanza di disciplina ed impegno. Una situazione simile e' capitata a Sarri che, a molto dalla fne del campionato, disse che non sarebbe rimasto al Chelsea col risultato di far sbandare la squadra che non rese piu' come fatto prima.
Qualche volta invece sono positivi: la voglia di impegnarsi per regalarsi un bel ricordo prima della separazione (come Ferguson campione con lo United nel 2013) oppure la possibilita' di preparare per tempo i calciatori alla novita' per l'anno successivo
Un allenatore con un forte ascendente psicologico sulla squadra come il Gasp rilascia dichiarazioni che hanno sempre un forte impatto sul gruppo, qualunque cosa dica. Un mister con grande influenza mentale sui giocatori come lui non è solo un tattico, ma un vero leader, capace di motivare, unire e gestire le pressioni della squadra. La sua uscita può quindi avere effetti amplificati,
Se il coach è un leader carismatico con grande impatto mentale sulla squadra, ha in mano un arma a doppio taglio: un’enorme spinta motivazionale o una fonte di destabilizzazione. Dipende molto da come viene gestita la comunicazione e dalla maturità della squadra.
In tal senso si puo' leggere in modo logico la dichiarazione di puntare allo scudetto da parte di Gasperini proprio nel giorno che ha dichiarato che non avrebbe rinnovato. Un tentativo logico, gratuito e assolutamente comprensibile.
La squadra in campo ha risposto in modo equivoco: prima stracciando la Juve poi perdendo abbastanza nettamente da Inter e Fiorentina. Che lettura comportamentale dare?:
potrebbero esserci due ragioni:
1) a Torino le dichiarazioni del Mister erano troppo fresche e l'assetto mentale dei nostri non ancora compromesso per il poco tempo passato.
2) ci si e' incrociati con una squadra come la Juve allo sfascio ben piu' di noi che ha sicuramente agevolato la nostra prestazione.
Poi le due settimane di sosta e il tempo necessario, forse, ai nostri giocatori per riallinearsi assimilando mentalmente quanto detto dal Mister.
A fronte di cio' l'aver incrociato, poi, due squadre ben piu' "cazzute" come Inter e Fiorentina non ha certo dato una mano. Anzi, ha aggravato la problematica.
Qualcuno ha persino scritto che un simile comportamento converrebbe ai calciatori per deprezzarsi, venir venduti piu' facilmente ad altre societa’ dove probabilmente prenderebbero di piu’, non che ci creda ovviamente.
Messa cosi', dunque, sarebbe chiaro quello che ci aspetta per il resto del campionato: aria da sbaraccamento, ognuno per se' e Dio per tutti.
Ma non ne sono convinto. La Dea del Gasp e' sempre stata imprevedibile nel bene e nel male e, personalmente, non punto nemmeno un euro sulla smobilitazione. Confido invece nella Vecchia Guardia (DeRoon, Djimsiti, Toloi, Kolasinac e altri) e nella spinta del Gewiss (dove giocheremo 5 partite su 8) che non vede l'ora di invertire l'infausta rotta casalinga di questo, sino a questo punto, non brillantissimo 2025
Calep
