Il Mister in conferenza stampa: "Fischi d'affetto"
Cosa è successo stasera?
«È una partita complicata da spiegare, anche per me. Nei primi 45 minuti abbiamo fatto molto bene, disputando probabilmente uno dei migliori primi tempi della stagione. Poi, proprio nel finale, abbiamo subito gol e siamo diventati nervosi. Pensavo che l'intervallo potesse aiutarci a ritrovare serenità, invece siamo tornati in campo con poca energia emotiva e abbiamo pagato a caro prezzo questo atteggiamento. Soltanto negli ultimi venti minuti siamo riusciti a riprendere il nostro gioco, ma ormai il risultato era compromesso.
Considerando quanto visto in campo, il passivo è sicuramente eccessivo. Tuttavia, è evidente che in quel finale di primo tempo e soprattutto all'inizio della ripresa ci sia mancata solidità mentale. Per questo dobbiamo assumerci le nostre responsabilità e chiedere scusa alla società e ai tifosi, che anche oggi non ci hanno fatto mancare il loro sostegno. Adesso è importante limitare le parole verso l'esterno e concentrarci sul lavoro interno, cercando di ritrovare unità, lucidità e serenità».
È una questione tattica o di testa?
«Credo che in alcune circostanze ci sia mancata la giusta determinazione. Da diverse partite riusciamo a costruire buone situazioni offensive, ma non siamo abbastanza concreti per trasformarle in gol. Anche in fase difensiva, soprattutto quando bisogna intervenire nelle situazioni più complicate in area, dobbiamo essere più aggressivi e decisi.
Questa sera, però, il problema principale è stato mentale ed emotivo, non legato alla disposizione tattica. Nel primo tempo abbiamo controllato la partita, proponendo un calcio basato sul possesso, sui movimenti dei compagni, sugli inserimenti e sulle giocate ravvicinate. Dopo aver incassato il gol, nonostante fossimo convinti di avere la gara sotto controllo, abbiamo perso tranquillità e capacità di ragionare. Il nervosismo ci ha tolto lucidità e in quel momento abbiamo praticamente consegnato la partita agli avversari».
I calciatori sono entrati nel suo modo di giocare?
«Per quanto riguarda la proposta di gioco, nel primo tempo la squadra ha mostrato progressi importanti e ha interpretato bene quello che avevamo preparato. Finché il risultato è rimasto in parità, siamo riusciti a esprimerci come volevamo, mettendo in difficoltà gli avversari. Il problema è arrivato dopo lo svantaggio: non è stato un limite tattico, ma una difficoltà mentale ed emotiva. In una partita che stavamo gestendo bene, il gol subito ci ha fatto perdere sicurezza e ordine».
Cosa dirà ai ragazzi domani in ritiro?
«Ci sarà bisogno di affrontare diversi argomenti. Prima di tutto voglio che la squadra comprenda che dobbiamo ripartire da quanto mostrato nei primi quarantacinque minuti. Non è accettabile giocare una frazione di gara a questi livelli e ritrovarsi in svantaggio dopo aver concesso praticamente una sola occasione agli avversari.
Dobbiamo valorizzare ciò che abbiamo fatto bene, ma allo stesso tempo capire cosa sia successo dopo. Una prestazione positiva nella prima parte della gara non può trasformarsi in un crollo del genere. Voglio che i giocatori conservino la fiducia negli aspetti positivi, senza però ignorare gli errori e le fragilità emerse».
Cosa ne pensa del sostegno e dei fischi dei tifosi?
«Da questo punto di vista non abbiamo nulla da rimproverare ai nostri tifosi. Ci sono stati vicini per tutta la partita, continuando a sostenerci anche quando il risultato era ormai pesante. È comprensibile che al termine della gara possano manifestare la propria delusione con qualche fischio. Io, però, li considero una dimostrazione di affetto, perché dimostrano quanto tengano a questa squadra. Per quasi tutta la partita abbiamo sentito soltanto il loro sostegno e il loro amore».
