09/07/2026 | 22.15
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20 anni fa Italia Mundial. Quarta stella, quella definitiva??

Vent'anni fa, in una notte che gli italiani non dimenticheranno mai, il cielo sopra Berlino si colorava d'azzurro. Il 9 luglio 2006 l'Italia conquistava il suo quarto Campionato del Mondo, battendo la Francia ai calci di rigore dopo la celebre finale decisa anche dall'espulsione di Zidane. Un trionfo che unì un Paese intero e consegnò alla storia una squadra fatta di talento, carattere e spirito di sacrificio anche se veniva da calciopoli e da una federazione commissariata.


A distanza di vent'anni, quel ricordo sembra appartenere a un'altra epoca. Allora l'Italia saliva sul tetto del mondo; oggi fatica perfino a trovare un posto tra le grandi. Il contrasto è impietoso.

Da quella coppa alzata da Fabio Cannavaro siamo passati a una lunga discesa: l'eliminazione al primo turno in Sudafrica nel 2010, un'altra uscita ai gironi in Brasile nel 2014 e, soprattutto, il trauma delle qualificazioni mancate ai Mondiali del 2018, del 2022 e del 2026. Tre assenze consecutive che sarebbero sembrate impensabili proprio in quella notte di Berlino.

Fa quasi sorridere, amaramente, pensare che il Paese che vent'anni fa dava lezioni di calcio al mondo oggi guardi il Mondiale dal divano. Nel frattempo altri sono cresciuti, si sono organizzati, hanno investito nei vivai e nella programmazione. L'Italia, invece, è rimasta troppo spesso prigioniera delle proprie contraddizioni, alternando proclami e delusioni.
Eppure Berlino continua a vivere nella memoria di milioni di tifosi. Le parate di Buffon, il rigore di Grosso, l'ultimo tiro di Del Piero, l'urlo liberatorio dopo il penalty decisivo. Ricordi che ancora oggi fanno venire i brividi.

Forse è proprio questo il paradosso più grande: vent'anni dopo celebriamo una delle pagine più belle della nostra storia calcistica mentre il presente ci ricorda quanto ci siamo allontanati da quel livello. La nostalgia resta intatta. Il cinismo, purtroppo, è diventato inevitabile.

Per assurdo oggi siamo in una situazione peggiore di allora. Non c'e' piu' calciopoli (almeno, ufficialmente anche se qualche scandalo di altro genere fa capolino spesso...) ma la federazione ha rimescolato i propri seggi e si appresta a nominare Direttore Tecnico e CT di una nazionale il cui Paese sembra aver perso la capacita' di sfornare talenti di livello mondiale.

Finiremo come l'Uruguay, bi campione del mondo ma ormai molto lontano dal vertice? come l'Ungheria miglior squadra del mondo nei 50 e 60 del secolo scorso ma ormai lontanissima da qualsiasi qualifica alle fasi finali?

Potremmo attaccarci all'indomito spirito italico ma se poi le mamme sfornano sempre meno figli...


By staff
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