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10/10/2026 | 09.09
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5 statistiche dimostrano che la Serie A è cambiata


Un inizio di stagione sorprendente, come dimostrato anche dai dati.

Siamo già a ottobre inoltrato ma si sono giocate appena cinque giornate di campionato. La lunghissima pausa nazionali ha annacquato il ricordo del calcio per club e rischiamo forse di aver già dimenticato uno degli inizi di Serie A più sorprendenti degli ultimi anni. Una serie di differenze in netta controtendenza con gli ultimi anni, e che sembrano aver migliorato lo spettacolo.

Per capire cosa è cambiato ho provato a guardare i numeri. Ho quindi raccolto cinque tra i temi statisticamente più sorprendenti di questo inizio di stagione. La premessa, d'obbligo, è che siamo nel momento dell'anno in cui le statistiche sono meno affidabili e i trend fanno in fretta a cambiare. Il campionato fa ancora in tempo a irrigidirsi e a tornare alle sue vecchie paranoie. Per ora, però, rallegriamoci del cambiamento.

FINALMENTE I GOL
Tra i migliori campionati europei la Serie A, soprattutto negli ultimi anni, è stata spesso identificata come il torneo più conservativo, sia per i toni del discorso che per quello che si vede in campo. Il dato sui gol segnati in particolare è stato un tema dibattuto in lungo e in largo; ormai si sa: in Italia si segna poco.

Le prime 5 giornate della stagione hanno però dato una risposta netta sulla questione: (per ora) non è più così.

Ho raccolto nel grafico i gol per partita segnati nelle ultime cinque stagioni nei migliori cinque campionati europei per rappresentare meglio l’andamento.

Il campionato italiano dal 2022/23 al 2025/26 è sempre stato stabilmente un torneo con pochi gol segnati, superando i 2.5 in una sola occasione ed essendo quasi sempre la peggior lega tra le 5 in questo senso. La scorsa stagione ha raggiunto un punto basso chiudendo a 2.36 (dato che è anche il peggiore di tutto il dataset considerato) distanziandosi di 0.3 gol da Liga e Premier: praticamente un gol secco in meno ogni tre partite.

L’inversione di tendenza di quest’anno è netta: dai 2.36 la Serie A è passata a 2.88, un aumento del 22% francamente incredibile, anche dovesse ridursi nel tempo. Guardando le altre, fa impressione vedere la Bundesliga, che non ha mai segnato sotto i 3 gol a partita negli ultimi cinque anni, passare ai 3.72, un dato assurdo che sarà difficile mantenere. Sopra di noi c’è anche La Liga, che dopo sette giornate è a quota 2.92 anche e soprattutto grazie ai 31 gol fatti dal Barcellona (4.43 p90!), il miglior attacco di questo inizio di stagione. Insomma: normalizzando il Barcellona la Serie A sarebbe il secondo campionato per gol in Europa tra i cinque maggiori. Non banale.

Il dato della Serie A stupisce per il suo numero anche relativamente allo stato del campionato; i 2.88 sono trainati da Inter e Roma, ma l’aumento dei gol sembra diffuso su molti dei club, cosa che rende il dato teoricamente più incline a continuare questa tendenza.

Resta fondamentale ricordare che sono passate appena cinque partite; è un numero molto piccolo che può portare a sbalzi, anche grossi, dei dati medi e della loro affidabilità a medio termine. Per provare ad approfondire quest’aspetto possiamo dare però un occhio agli Expected Goals.

COME STA CAMBIANDO LA COMPOSIZIONE DEGLI xG
Di solito per capire se un dato si confermerà o meno nel tempo è utile studiare da dove proviene.

Gli Expected Goals misurano la probabilità media che un tiro ha di diventare gol: se gli xG sono sensibilmente minori dei gol segnati, è possibile che i gol tenderanno, normalizzandosi, a diminuire. Gli xG di quest’anno sono quasi identici ai gol segnati: 2.82.

Anche questo dato si è alzato notevolmente dalla scorsa stagione (nella 2025/26 gli xG si erano fermati a 2.18), ma perché? Da dove vengono gli xG di quest’anno?

Per provare a capirlo ho raccolto i dati di Hudl Statsbomb suddividendo gli Expected Goals in base alle situazioni di gioco da cui provengono, calcolandone il peso sul totale.

Come si vede dal grafico la provenienza delle occasioni da gol, almeno da un punto di vista “macro”, non ha avuto grandi stravolgimenti. Gli xG su azione pesano ancora intorno ai ¾ del totale, mentre quelli sui calci piazzati hanno avuto giusto piccole variazioni. Il più grande delta tra le due stagioni riguarda le punizioni indirette e le rimesse laterali, che restano intorno al 5% dei gol attesi totali, ma possono essere effetti della varianza di queste prime giornate, visto il basso peso complessivo.

È un dato interessante perché ci dice che per ora la creazione di occasioni non mostra nulla di granché anomalo, oltre alla variazione (anche se notevole) di volume.

Anche i gol sono cambiati? Lo stesso grafico si può fare sui gol effettivamente segnati.

Qui c’è un altro spunto: i gol su azione sono aumentati, sia di volume (+0.58) che di peso (+7.44%), ma a scapito di cosa? Come detto, angoli e punizioni dirette hanno dati analoghi alla passata stagione, mentre rimesse e punizioni indirette hanno subito piccole variazioni. A perdere peso sono stati i rigori.

I gol su rigore sono diminuiti da 0.22 (9.32%) a 0.06 (2.08%), una variazione decisamente importante. Interpretare questo dato traendo conclusioni sulle attitudini di fischiare rigori da parte degli arbitri potrebbe però essere azzardato: come detto sono passate poche partite e potrebbe essere frutto di semplice circostanza; ma è senz’altro un dato da tenere d’occhio. Se i rigori “tornassero” quelli dell’anno scorso si andrebbe agilmente sopra i 3 gol p90.

ARBITRI E TEMPO EFFETTIVO
Nella riunione di fine settembre a Lissone tra Lega Calcio, AIA e le squadre di Serie A, Daniele Orsato ha dichiarato che «l’obiettivo è quello di favorire il gioco del calcio e non fischiare i minimi contatti. Una linea che manterremo uguale fino al termine del campionato». La linea sembra chiara: evitare di spezzettare troppo il gioco avendo più tolleranza per i contatti leggeri; ma è vero?

Ho raccolto i dati delle ultime cinque stagioni relativamente a quello che Hudl Statsbomb classifica come tempo effettivo: cioè il tempo che, per ogni partita, il pallone passa effettivamente in campo. Orsato sembra aver ragione: il dato ha avuto un’impennata quest’anno passando dai 55 e mezzo dello scorso anno (che comunque erano un dato alto relativamente agli anni prima) agli oltre 59 di questa stagione.

Per intenderci: siamo sopra sia la media degli altri top campionati (intorno ai 58), sia quella degli ultimi Mondiali (poco sotto i 59 minuti).

Sono quasi 4 minuti di crescita da una stagione all’altra: un’enormità. Vedremo come si andrà avanti.

I PRIMI DATI SUL PPDA
Una delle statistiche migliori per misurare l’efficienza nel pressing di una squadra è il PPDA, perché semplicemente conta il numero medio di passaggi concessi all’avversario prima di intervenire e ne fa una media prendendo tutti i possessi. Nonostante la semplicità, si rivela abbastanza fedele nella descrizione delle attitudini delle squadre.

Se seguite la Serie A e UltimoUomo, il PPDA è ormai sinonimo di Gian Piero Gasperini che, visto il suo stile di gioco aggressivo con riferimenti sull’uomo, ha quasi sempre dominato questa classifica.

Qual è la squadra che quest’anno sta permettendo meno passaggi agli avversari prima di intervenire? Chiaramente la Roma, abbassando a 8.6 i 9.1 della scorsa stagione (quell’anno dietro solo al Como). Se questo dato non stupisce, è sorprendente il cambio radicale di atteggiamento di altre squadre.

Il dato più clamoroso è quello dell’Atalanta. Sarri ha stravolto i meccanismi difensivi dei nerazzurri, cambiando totalmente approccio e abbandonando l’aggressione sull’uomo che l'ha caratterizzata nella storia recente, tendendo a privilegiare la schermatura al centro e la manipolazione del possesso avversario con i propri piazzamenti.

I bergamaschi sono quest’anno diciottesimi (!) per PPDA con 18.5 (+7.64 rispetto all’anno scorso); è un dato impressionante: nelle sei stagioni precedenti non erano mai usciti dalla top6, non superando mai gli 11 passaggi concessi.

GIOCATORI ECCELLENTI E FONDAMENTALI NASCOSTI
Se abbiamo considerato il cambio di atteggiamento dell’Atalanta, anche il Milan con la successione Amorim-Allegri ha avuto una netta differenza di atteggiamento. L’allenatore portoghese ama molto il dinamismo a centrocampo e sta cercando di dimostrare un atteggiamento tendenzialmente più aggressivo e proattivo anche in non possesso.

Il mercato estivo ha portato a Milano il costosissimo Gonçalo Ramos dal PSG, che ha iniziato la stagione con poco feeling con la porta, ma ottimamente per tutti gli altri fondamentali a contorno.

Il nuovo attaccante titolare del Portogallo è il miglior giocatore del campionato per numero di uscite in pressione, normalizzando il dato per il possesso della propria squadra.

Grafico Hudl Statsbomb

Ramos tramite le sue pressioni riconquista oltre 6.11 palloni a partita, ma non si avvicina agli 8.86 di Masini, leader del campionato per riconquiste. Il Frosinone di Alvini è decisamente la sorpresa più grande delle prime giornate, con dieci punti raccolti e un gioco aggressivo (è secondo per PPDA) e, forse, inatteso per tanti.

Una delle più grandi sorprese dei ciociari è senza alcun dubbio il 2003 Giorgi Kvernadze. L’esterno georgiano è già a 5 gol stagionali, con prestazioni e scelte da calciatore già di alto livello. Il paragone con Kvaratskhelia è venuto naturalmente e se lo porterà dietro, ma proprio come l’ala del PSG, anche Kvernadze eccelle nelle conduzioni palla al piede.

L’esterno del Frosinone è infatti primo per lunghezza media delle proprie conduzioni palla, con 10.42 metri a partita conditi da 2.08 dribbling medi tentati, è già candidato a giocatore di culto della stagione.

La Serie A è cambiata. O almeno sembra esserlo. Sarà divertente rileggere alcune di queste considerazioni a giugno, e magari riderne.

fonte ultimouomo.com

By marcodalmen
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