Anche Lazio - Dea semifinale di C.Italia a stadio "vuoto"
da ilmessaggero.it
Lazio, il tifo organizzato: «Con Lotito non c'è futuro, restiamo fuori anche in coppa Italia con l'Atalanta»
La Curva Nord ha annunciato di proseguire la protesta anche in Coppa Italia
Era nell’aria, la protesta del tifo organizzato della Lazio proseguirà anche in semifinale di coppa Italia. Alle ore 12.00 la Curva Nord ha annunciato in un post la decisione di disertare l’Olimpico anche nel prossimo appuntamento casalingo, dopo averlo svuotato con Genoa e Atalanta nelle gare interne di Serie A. «Per la semifinale di Coppa Italia i gruppi hanno deciso di proseguire la protesta e non entrare, è la decisione più sofferta dei 21 anni di gestione del sig. Lotito, ma siamo al limite massimo di sopportazione rispetto alle canoniche prese in giro della dirigenza», si legge nella nuova nota.
«Aspettavamo un segnale dalla società per poter prendere una decisione diversa, non è arrivato. La conferenza di presentazione del progetto per il Flaminio è la riprova di come questi personaggi pensino di abbindolare con le chiacchiere un popolo esasperato. Il ds aveva detto di voler aprire un tavolo con i tifosi per abbassare i toni, salvo poi usare modi tutt'altro che bassi con un giornalista. Ad oggi non ci è pervenuta alcuna richiesta di incontro, né sono stati invitati i tifosi alla presentazione del progetto. Ci aspettavamo che fosse un momento distensivo, invece dopo la lettura del testo preparato ad hoc da qualche imbonitore, il sig. Lotito ha preso il microfono e ha mostrato il suo vero volto, usando modi arroganti, spocchiosi e cattivi verso chi ha fortemente contribuito a pagare i debiti della Lazio», prosegue il comunicato dei sostenitori biancocelesti.
Contestata anche la potenziale divisione della Curva Nord prefigurata dal progetto del nuovo Flaminio. «Si parla di confronto con i tifosi. Ma quali? Quelli che vengono minacciati e umiliati? Quelli che non possono ricordare il nonno morto? Quelli che non sono stati interpellati per il disegno del nuovo stadio? Se ci avessero chiamato, gli avremmo detto che la Nord per come progettata non ha senso di esistere: dividerla in due fa perdere la compattezza del tifo nella sua massima espressione, che è l’incitamento alla squadra.
Riteniamo quindi che dietro al progetto per l’ennesima volta ci sia la volontà di dividere e spaccare la tifoseria che popola la Nord, cosa che non accadrà mai», è la presa di posizione perentoria.
Il testo prosegue con forte scetticismo. «Si parla di costruire il futuro, ma su quali basi e con quale coraggio? Lotito ha dimostrato di non saper gestire il presente: blocco di mercato e forte ridimensionamento della rosa. Il futuro della Lazio nelle sue mani è ben descritto dalla sua frase: «La storia della Lazio non la devo distruggere pensando per forza di raggiungere un risultato sportivo». Ma non ha capito che senza risultato sportivo la Lazio muore? Non ha capito che il tifoso ha diritto di ambire e competere ad alti livelli?
Acquistiamo biglietti e sottoscriviamo abbonamenti per vedere una Lazio orgogliosa e ambiziosa, per vivere quella Lazialità che in città sta cercando in ogni modo di far sparire, e non per gonfiare il suo ego personale! Nel 2027 la Lazio finirà di pagare il debito verso l’erario, ci aspettavamo che il gestore dicesse che quei soldi sarebbero stati spesi per rafforzare la squadra, magari portando giocatori degni della nostra maglia, invece ha già dichiarato che “serviranno per mantenere in piedi la struttura”, quindi nessun investimento di mercato». Nell’ultima parte, la nota si fa ancora più esplicita.
«Parla di una Lazio libera, ma da chi? Da cosa? Sono 21 anni che i laziali sono prigionieri di un incubo che li vede legati a una gestione dilettantesca. Con la presentazione di ieri abbiamo avuto l’ennesima riprova della pochezza strutturale della società e del presidente, che per sentirsi vivo ha dovuto portarsi la claque per ricevere gli applausi, anzi l’applauso, visto che è venuto da una sola persona. Sarà forse il budget basso che gli ha permesso di ingaggiarne solo una?». Il riferimento è al monologo finale del martedì del patron biancoceleste, in cui Lotito ribadiva la ferma intenzione di non vendere la società. In conclusione, l’ormai consueto appello ai non abbonati.
«Invitiamo tutti coloro che ancora credono che una Lazio migliore si possa e si debba avere a esercitare il proprio libero dissenso non entrando; non sarà una semifinale di Coppa Italia a farci cambiare idea su questa misera gestione, non sarà un render di qualcosa che forse vedremo tra sei anni a farci smettere di chiedere un presidente degno di questi colori». La decisione è presa: mercoledì 4 marzo la Lazio non beneficerà del sostegno della tifoseria organizzata. «Resteremo fuori per lo smisurato amore che ci lega a questa maglia, lo facciamo perché questa tifoseria merita rispetto in quanto vanto e orgoglio della Capitale d’Italia. Continuiamo ad essere uniti e compatti, perché anche loro si sono resi conto che se i laziali sono uniti non saranno mai sconfitti! E questo gli sta facendo paura», è la chiosa firmata dai gruppi.

By staff