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BELLISSIMA intervista di Martino ad una rivista spagnola

BELLISSIMA intervista di Marten DeRoon sulla rivista spagnola Diario AS. - traduzione dallo spagnolo di Paglia. Eccovela


Marten De Roon: "Nico ci ha fatto innamorare della Spagna"

Il capitano dell'Atalanta parla del legame con Bergamo, della vittoria in Europa League e della sfida contro l'Athletic Club

A settembre 2025, Marten De Roon ha raggiunto quota 400 presenze con l'Atalanta, club di cui è simbolo e capitano. Arrivato a Bergamo dieci anni fa, a 24 anni, l'olandese è diventato un'icona nerazzurra. In questa intervista esclusiva, il centrocampista racconta il suo percorso, le emozioni più intense e gli obiettivi futuri.

- Il legame speciale con Bergamo

"Questa relazione è nata subito. Con i tifosi condividiamo la stessa mentalità lavorativa," spiega De Roon. "Come si dice della maglia, l'ho sempre sudata e in campo do sempre il massimo."

Il capitano nerazzurro racconta un'abitudine portata dall'Olanda: "Dal primo anno porto sempre i compagni a fine partita a salutare i tifosi, prima non c'era questa usanza. Lo facevo anche in Olanda per applaudire e ringraziare il pubblico."

L'affetto è reciproco: "Questo territorio sente molto l'appartenenza alla squadra, e a me piace tanto dare quanto ricevere affetto. Spesso mi fermo a chiacchierare fuori dallo stadio, così dopo dieci anni il legame è cresciuto e mi sento come a casa."

- La dedica dei tifosi

Nel maggio 2024, infortunato e costretto a saltare la finale di Europa League, De Roon ha ricevuto uno striscione davanti a casa: "Dedizione, sacrificio e una maglia sempre sudata, De Roon hai già vinto la tua coppa."

"È stata una settimana difficilissima," ricorda con emozione. "Mi perdevo la partita più importante della storia dell'Atalanta, una finale che tutti avevamo conquistato. Ma in quel momento ho capito ancora meglio cosa significasse per la gente di Bergamo. Nei momenti difficili mi sono stati accanto. Per loro sono Marten, la persona, non solo il giocatore."

- La fascia di capitano

Sul ruolo di capitano, De Roon è chiaro: "Mi sono sempre sentito uno dei capitani, perché non è mai una sola persona a guidare la squadra. Ma portare la fascia ti dà l'orgoglio di rappresentare un popolo, di essere uno di loro, di sentirmi bergamasco."

- L'eredità di Gasperini

Il tecnico che ha guidato l'Atalanta per anni ha lasciato un'impronta indelebile: "Gli sono molto grato. La cosa più importante è che mi ha fatto capire che giocare in avanti è fondamentale per un centrocampista. Ci ha fatto fare un grande passo avanti a tutti, non solo all'Atalanta ma all'Italia."

De Roon prosegue: "Ci ha fatto capire che esisteva la possibilità di giocare contro tutti, vincere contro tutti. Questo è fondamentale."

- Il trionfo in Europa League

La vittoria della Europa League 2023-24 contro il Bayer Leverkusen resta il ricordo più prezioso: "Il giorno dopo non potevamo credere di aver davvero vinto. Un trofeo ci ha dato molta più visibilità internazionale."

E sulla Supercoppa UEFA contro il Real Madrid: "Sono le partite più belle da giocare. Ora possiamo competere con i migliori del mondo. Abbiamo poco da perdere, diamo tutto in campo."

- La nuova era con Palladino

Dopo il cambio in panchina, De Roon descrive Raffaele Palladino in tre parole: "Serenità, chiarezza ed entusiasmo. Ha portato entusiasmo e ci ha detto di uscire in campo con voglia. Come Gasperini, è duro negli allenamenti e ha un'identità precisa."

- Obiettivi stagionali

Sulla Champions League: "Conosciamo bene la nostra posizione e vogliamo mantenerla. Vogliamo aspirare a finire tra le prime otto. Non sarà facile, sarebbe un grande traguardo per una squadra come la nostra."

- La sfida con l'Athletic Club

Sul prossimo avversario, De Roon mostra grande rispetto: "Conosciamo la loro identità unica. In un calcio che porta in Europa giocatori giovanissimi da altri paesi, loro non hanno mai cambiato filosofia. Tutti baschi, con un'identità e un orgoglio incredibili. Per me è qualcosa di unico e bellissimo."

Su Nico Williams, che salterà la partita per infortunio: "È un giocatore forte, velocissimo, pericoloso negli spazi. Ma c'è anche suo fratello, che ci ha fatto innamorare un po' della Spagna all'ultima Europeo. Abbiamo quasi tifato Spagna per come giocavano lui e Lamine."

Sul centrocampista Jauregizar: "È ancora giovane ma già da tempo in prima squadra, molto affidabile, gioca con grande intensità. Come tutti i ragazzi spagnoli è tecnicamente bravissimo. Sarà una bella sfida a centrocampo."

- Il nuovo acquisto Raspadori

Su Giacomo Raspadori: "Ci ha fatto una grande impressione subito, è bravissimo, si muove benissimo tra le linee. Ha voglia di lavorare, può calciare di destro e sinistro. Ha i gol nel DNA. Può aiutarci in diverse posizioni."

- Il futuro da allenatore

"Mi piacerebbe molto," confessa De Roon. "Ho capito che è una professione molto impegnativa: ti dedichi tutto il tempo a 25 ragazzi, alla stampa, allo staff. Mi piace molto la tattica, già ora in campo osservo le posizioni. Aspettiamo ancora un paio d'anni, ma dopo mi piacerebbe molto fare l'allenatore."

- Gli ultimi sogni

"Non ho mai avuto molte aspettative perché possono solo deluderti," spiega il capitano. "Aver giocato la Champions, l'Europeo, il Mondiale o aver alzato il trofeo dell'Europa League è già più di quanto potessi pensare."

Ma c'è ancora qualcosa da conquistare: "Un obiettivo di tutti noi è alzare il trofeo della Coppa Italia. Siamo arrivati tre volte in finale, abbiamo perso tre volte. Alla quarta vogliamo arrivarci e vincerla. E poi c'è la possibilità di diventare il giocatore con più presenze in assoluto nell'Atalanta. Sarebbe un grande orgoglio, significa molto per me."

By staff
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