04/02/2026 | 15.00
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Bilancio Atalanta, in Serie A pochi fanno meglio (VIDEO Otis)


Mentre le big del calcio italiano affondano sotto il peso dei debiti, a Bergamo si è consolidata una terza via: quella di un club che fattura come una grande, ma gestisce i conti con la prudenza di una provinciale virtuosa.

Nel panorama del calcio italiano, spesso dominato da bilanci in rosso e acrobazie finanziarie, i dati recenti offrono una fotografia impietosa per molti, ma trionfale per l'Atalanta. Analizzando i numeri relativi all'indebitamento finanziario e al fatturato, emerge come il club bergamasco abbia ormai abbandonato lo status di "outsider" per sedersi al tavolo delle grandi, pur mantenendo un profilo di rischio quasi nullo.

Il dato che più di ogni altro certifica l'eccezionalità del modello Atalanta è il rapporto tra indebitamento finanziario netto e fatturato. Con un debito netto di soli 11,1 milioni di euro, l'incidenza sui ricavi è appena del 3%.

Per comprendere la portata di questo numero, basta guardare alle rivali storiche per la zona Champions:

  • La Juventus viaggia con un debito netto di 302,8 milioni (57% del fatturato).
  • L'Inter registra 248,4 milioni di passivo netto (44% del fatturato).
  • La Roma, pur fatturando meno della Dea, ha un debito netto di 153,4 milioni.

Mentre altrove ogni euro incassato deve servire in gran parte a coprire buchi pregressi, l'Atalanta ha le mani libere per reinvestire quasi la totalità delle proprie risorse nella gestione sportiva.

Un errore comune è pensare che l'Atalanta abbia i conti in ordine perché "spende poco" o ha un giro d'affari ridotto. I dati smentiscono categoricamente questa narrazione. Con un fatturato di 320,8 milioni di euro, l'Atalanta è oggi la quarta forza economica di questa lista, superando colossi come Napoli (290,9 milioni) e Roma (270,2 milioni)
Questo livello di entrate dimostra che la sostenibilità nerazzurra non è frutto di immobilità o di un "freno a mano tirato", ma di una macchina da guerra capace di generare ricavi ad alto regime mantenendo i costi sotto controllo.

La gestione del debito lordo: un rischio calcolato

Analizzando l'indebitamento lordo (il totale dei debiti senza sottrarre la liquidità in cassa), il quadro si fa più sfumato ma conferma la solidità orobica. L'Atalanta presenta un indebitamento lordo di 269,5 milioni, pari all'84% del proprio fatturato.

Sebbene questo dato sia più alto rispetto a club estremamente "scarichi" come il Lecce (52%) o la Fiorentina (63%), rimane ampiamente sotto la soglia di guardia del 100%, garantendo stabilità. Il confronto con le situazioni critiche è, ancora una volta, vincente:

  • Il Genoa ha debiti lordi pari al 235% del fatturato.
  • La Roma è al 226%.
  • Persino il Napoli, virtuoso per la cassa, ha un debito lordo che supera il fatturato (103%).


L'Atalanta si posiziona in un punto di equilibrio rarissimo. Non accumula liquidità in eccesso come il Napoli (che vanta un "tesoretto" di 174 milioni ma investe meno in rapporto alla cassa), né si espone al rischio di insolvenza come le milanesi o le romane.

I Percassi hanno costruito un ecosistema dove i risultati sportivi alimentano il fatturato, e il fatturato copre interamente i costi, senza bisogno di indebitarsi oltre il fisiologico. In un campionato che complessivamente accumula 1,15 miliardi di debiti finanziari netti, l'Atalanta rappresenta la prova che si può vincere anche guardando il bilancio.

*elaborazione dati Calciofinanza

By Otis
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