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07/09/2026 | 15.25
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La conferenza stampa di presentazione di Franck Kessie: "La mia una scelta di cuore"

IL VIDEO A QUESTO LINK

qui sotto l'audio registrato, segue ripresa testuale fedele.

Conferenza stampa prima di Cristiano Giuntoli poi di Franck Kessie


**[Moderatore]**. Prima di lasciare spazio al calciatore, il direttore sportivo Cristiano Giuntoli farà il punto sul mercato appena concluso.

**[Cristiano Giuntoli]**
Buongiorno, grazie di essere venuti. E così, volevo dire due parole in chiusura di mercato e ricapitolo quello che è stato fatto. Intanto voglio ringraziare la proprietà in Antonio Percassi e Stephen Pagliuca e l'amministratore delegato Luca Percassi, che mi ha aiutato e ha condiviso con me ogni giorno e ogni passo di questo mercato.

Siamo partiti da Sarri. Siamo convinti che possa essere la persona giusta sulla quale rifondare un nuovo percorso, un nuovo ciclo. Non è stato facile, ma siamo contenti di averlo con noi.

Siamo partiti da un vertice, da un regista italiano come Gaetano, che pensavamo potesse mancare come tassello. Poi siamo passati a Kristensen, dopo l'addio inaspettato e voluto da parte sua di Djimsiti. Abbiamo preso Kristensen dall'Udinese.

Dopodiché c'è stato Elmas, che pensiamo che possa essere un calciatore molto importante perché può ricoprire più ruoli ed è molto adatto a fare il gioco del mister, che conosce bene il 4-3-3 e il gioco, insomma, l'orientamento sulla palla.

Poi è successo che De Roon ha chiesto di andare, ha voluto andare alla Roma e noi ci siamo fiondati su Franck, che pensiamo possa essere un tassello molto importante per il nuovo progetto. Grazie, ripeto, al rapporto che ha Franck con Luca — un rapporto di grande fiducia e di grande stima — ci ha permesso di fare questa grande operazione.

E infine siamo andati su Rowe, che riteniamo possa essere, possa rappresentare l'ultimo pezzo importante per questo scacchiere del 4-3-3, con un esterno alto a sinistra di piede destro che ci possa dare negli ultimi 30 metri, nell'ultimo terzo di campo, quella qualità di cui abbiamo bisogno, insieme ad altri calciatori molto bravi come Charles, come Raspadori, come Samardžić... comunque possa andare a completare un reparto offensivo di livello.

Non siamo andati su un altro difensore come c'era stato invocato un po' leggendo i giornali eccetera, ma per quali motivi? Perché Hien sta procedendo bene la sua rieducazione e contiamo, insomma, in poco... in medio tempo di averlo con noi. E anche una crescita molto importante di Obrić, che è un centrale mancino che si è distinto nell'Under 23. Poi siamo stati dietro a calciatori che potessero magari rappresentare un'opportunità, ma non lo sono stati... non hanno rappresentato un'opportunità e ci siamo defilati.

Però siamo molto contenti. Sapevamo di avere una rosa di qualità, con i nuovi innesti siamo convinti di averla migliorata.

È chiaro che sarò ripetitivo, ma è quello che penso: il nuovo corso ha bisogno di tempo, perché passare da un orientamento sull'uomo a un orientamento sulla palla è veramente l'opposto. Quindi a livello tecnico, tattico, anche a livello cardiaco e fisico ci sono delle componenti completamente differenti che la squadra si dovrà abituare a fare. E questo richiederà tempo.

Per il resto, se avete da fare delle domande, sono qua.

**[Giornalista]**
Volevo chiederle proprio di Franck Kessié: quando avete deciso di prenderlo, vi siete fatti un'idea che potesse fare magari il sotto-regista o la mezzala, o altre idee per il sistema di gioco? Grazie.

**[Cristiano Giuntoli]**
Ma, Franck credo che non abbia problemi a giocare da nessuna parte. È un calciatore totale, è un centrocampista totale. Ha qualità fisiche e tecniche per poter giocare sia come regista sia come mezzala. Quindi in più, ovviamente, rappresenta per noi un tassello, un mattone pesante, una pietra per costruire la nuova Atalanta.

**[Giornalista]**
Visto che è emerso sul web, solo un paio di nomi di giocatori che hanno rappresentato un po' di tormentoni estivi, visto che se n'è parlato tantissimo: adesso che è chiuso, forse è il caso di capire se erano veramente vicini all'Atalanta o se non lo sono mai stati. Parlo di Alajbegović e Romagnoli: sono stati giocatori che l'Atalanta ha seguito?

**[Cristiano Giuntoli]**
Ma noi prendiamo sempre molte informazioni, ovviamente durante il mercato. Come ho sempre detto, siamo molto attenti se ci potessero essere delle opportunità. Per l'esterno abbiamo optato per un calciatore un po' più pronto, che ci potesse dare più garanzie nell'immediato. E come centrale difensivo, ripeto, abbiamo visto una crescita molto importante di Obrić e anche un processo di Hien abbastanza veloce e siamo convinti che in medio tempo possa tornare utile. Non volevamo soffocare quel reparto.

**[Giornalista]**
olevo un attimo esulare dal discorso Atalanta e guardare un attimo fuori, e chiedere se... quanto è orgoglioso di quello che sta vedendo a Torino e sta accadendo con i giocatori che ha acquistato lei, che stanno facendo spazio lì in questa Juventus?

**[Cristiano Giuntoli]**
Ma io sono... son molto contento per loro, stanno dimostrando il loro valore. Però io sinceramente sto pensando all'Atalanta in todos e, insomma... penso dalla mattina alla sera all'Atalanta di adesso e a quella che dovrà essere.

**[Giornalista]**
Ho una curiosità sui tempi: perché è successo di vedere 35-40 giorni magari con tante voci e, dopo Gaetano, pochi movimenti... poi due "giuntolate", mi riporto il termine dei tifosi come hanno definito Elmas e Kessié che nel giro di poche ore sono arrivati. E alla fine il colpo di coda che magari per lei è abituale, ma magari abituato anche a certe cifre, per Bergamo è l'investimento più importante della storia dell'Atalanta. Ci aiuta a capire perché lei dice sempre "grazie alla proprietà, grazie a come abbiamo lavorato"? La domanda è semplice: dobbiamo aspettarci per tutti i mercati un po' di attesa, un po' di "giuntolate", un po' di colpi forti, un po' di sorprese, o è stata una contingenza legata a quest'anno?

**[Cristiano Giuntoli]**
Ma, il mercato fa sempre la sua strada, ogni mercato è differente. Quest'anno il Mondiale l'ha molto rallentato e si son fatte tante cose negli ultimi 15 giorni. Per quanto riguarda... è un mercato tra virgolette "drogato", perché comunque son cifre alte, ma pensiamo di aver fatto comunque degli investimenti a livello anche di proprietà, perché comunque son ragazzi del 2002, 2003, 2000... insomma, possono rappresentare un patrimonio per l'azienda. Quindi siamo sereni di aver fatto comunque un lavoro importante per l'Atalanta di adesso e del futuro.

**[Giornalista]**
Il mercato è sempre un contesto abbastanza particolare... però quanto è stato fondamentale la persuasione del progetto Atalanta nella scelta dei ragazzi? Per poter non scegliere altre parti, altre piazze, anche dal punto di vista economico, mentre invece hanno scelto l'Atalanta come progetto e come ambizione. Grazie.

**[Cristiano Giuntoli]**
Ma l'Atalanta ha fatto grandi cose negli ultimi anni: la famiglia Percassi, Stephen Pagliuca, Luca — che lo rammento sempre, ma è veramente un manager di grandissimo livello — ha fatto crescere l'azienda in maniera incredibile. L'Atalanta ormai è una realtà non solo in Italia, anche in Europa. E insomma, è chiaro che uno come Franck la scelta non solo per questo... gli altri magari anche per questo, ma Franck la scelta magari per cuore e per il rapporto con Luca Percassi. Però diciamo di sì, l'Atalanta adesso è una realtà importante non solo in Italia, anche in Europa.

**[Giornalista]**
Volevo capire com'è stato vissuto l'addio di De Roon, perché chiaramente per i tifosi questa sarà il centro... i festeggiamenti sotto la curva sono stati... son stati vissuti male ovviamente qui a Bergamo. Com'è stata invece vissuta dalla società e nello spogliatoio? Perché comunque era un giocatore fondamentale...

**[Cristiano Giuntoli]**
Ma, quando c'è un calciatore di lunga degenza che esprime la sua volontà, credo che sia doveroso ascoltarlo. Quindi ci dispiace, però abbiamo voltato subito pagina e abbiamo pensato di inserire un calciatore del livello di Franck anche per quello, per sopperire anche all'interno dello spogliatoio e sul campo a quel pezzo di personalità che ci possa essere utile per costruire la nuova Atalanta.

**[Giornalista]**
La conosciamo per il mercato, perché è lì che si vede il suo intervento maggiore. Ma nella rivoluzione totale che ha contraddistinto l'Atalanta a livello dirigenziale in questa estate, qual è l'aspetto che magari agli occhi degli addetti ai lavori, dei tifosi, viene percepito meno, dove invece avete dovuto insistere di più per cambiare una metodologia ormai fissata nel corso degli ultimi anni? Grazie.

**[Cristiano Giuntoli]**
Ma, certo dietro le quinte abbiamo cambiato un po' di cose, ma fa parte anche del meccanismo di rinnovamento che volevamo instaurare, no? Quando poi per tanti anni c'è un sistema, uno stesso staff tecnico, si innescano dei meccanismi anche fuori dalla squadra correlati, e quindi volevamo cambiare anche al di fuori, non solo al di dentro della squadra. È chiaro che anche lì è un percorso e ci vuole sempre tempo quando si fanno queste cose, però noi siamo fiduciosi di essere sulla strada giusta.

**[Giornalista 8]**
Volevo chiederle: l'Atalanta è diventata una consolidata a livello europeo, una società consolidata. Quanto è importante venire in Champions League e se questo è l'obiettivo anche non per forza al termine di quest'anno o di questa stagione, ma al termine anche di un tempo che si è ideato? Grazie.

**[Cristiano Giuntoli]**
Ma molte volte si parla sempre di obiettivi. È chiaro che l'ambizione mi porta a dire che intanto dobbiamo trovare una nostra identità. Quella... dobbiamo ritrovare un'identità chiara e forte, perché da quella poi si può andare a capire quali obiettivi vicini o lontani si possano raggiungere. E dirne uno rispetto a un altro potrebbe essere o troppo o troppo poco. Quindi preferisco in questo momento pensare a trovare l'identità e a ripartire con un'identità chiara, con un nuovo gruppo di lavoro in campo, fuori dal campo. È questo il nostro obiettivo: ripartire forte. È chiaro che, ho detto, ci vorrà un po' di tempo, ma siamo convinti di aver fatto un buon lavoro in campo e fuori.

**[Moderatore]**
Grazie direttore. Ora spazio alle domande per Kessié. Bentornato Franck.

**[Giornalista]**
Sei andato via da qua che eri un ragazzino, torni da uomo. Cos'hai trovato di cambiato e quanto ha pesato il passato nella tua scelta di tornare qui? Grazie.

**[Franck Kessié]**
Grazie, molto grazie. Prima di iniziare, per me è importante dire questa cosa, perché... ho scelto Bergamo perché per me è una scelta di cuore. E devo ringraziare a Luca Percassi, alla proprietà, che mi ha dato la possibilità di tornare qua, di tornare a casa mia. E sono molto, molto orgoglioso di tornare qui e di fare parte di un nuovo progetto.

Quando sono andato da qua ero un... puoi dire ero un bambino, e adesso è cambiato tanto perché sono diventato maturo e sono diventato un uomo.

**[Giornalista]**
Una cosa molto semplice: come stai? Nel senso, dopo l'esperienza in Arabia hai fatto qualche settimana ad allenarti da solo e volevo capire a che punto sei e quando sei pronto per giocare 90 minuti. Alla Franck.

**[Franck Kessié]**
Grazie. Come dico sempre, Franck è sempre pronto! Dipende... sono a disposizione dell'allenatore. Per me in Arabia è stata una bella esperienza di un calciatore andare altrove, andare fuori dall'Europa. È stata un'esperienza per me che è stata bellissima. 3 anni... e non sono andato a girovagare là, perché là ho vinto 3 trofei. E per me è stata una grande esperienza nella mia carriera, e sono ancora contento di tornare qui.

**[Giornalista]**
entornato innanzitutto. Com'è stato giocare i Mondiali con due compagni di estrazione atalantina? Amad Diallo, che è stato qua per poco per la prima squadra, e poi Kossounou con cui ti sei ritrovato qui?

**[Franck Kessié]**
Ho trovato una parte di Bergamo là ai Mondiali! [Ride]
E son stato felicissimo di giocare con loro. Quando eravamo qui, Amad Diallo era col settore giovanile, eravamo ancora piccoli. Con Kossounou ho giocato con lui in Nazionale e poi Amad Diallo è arrivato... E per me trovare loro ai Mondiali è stato fantastico. Era per noi tutti la prima volta giocare un Mondiale, che è stata anche un'esperienza formidabile. Abbiamo vissuto molto, molto bene.

**[Giornalista]**
Volevo chiederti: secondo te, in questa seconda vita a Bergamo, cosa porterai all'Atalanta dal punto di vista tecnico e umano, e secondo te cosa porterà l'Atalanta a te? Grazie.

**[Franck Kessié]**
Come l'ho detto prima, l'Atalanta a me mi ha dato... mi ha dato tutto. Mi ha dato tutto per dire che l'Atalanta ha realizzato il mio sogno di diventare un giocatore professionista. Mi hanno fatto uscire dalla Costa d'Avorio fino a qui a Bergamo, e per me già questo è tantissimo. E per questo ho detto volevo ringraziare ancora Luca Percassi e la proprietà. Mi hanno realizzato un sogno da bambino e per me tornare qua è una stima, per me... è una scelta proprio, proprio di cuore. Tornare a Bergamo dopo 10-11 anni dove ho iniziato tutto... Però tutto non deve essere sempre le parole. È bello di parlare, però dopo devo dimostrare anche sul campo per quello che sono qua. Voglio dire anche grazie al direttore! Ogni mercato parlava con lui, e finalmente lui ha riuscito! [Ride] Sono contento, sono contento.

**[Giornalista]**
Anche il mister ha detto che pensava di utilizzarti sia come mezzala che come regista. Come regista è il ruolo che hai ricoperto meno in carriera: in cosa pensi che puoi migliorare di più con questa esperienza con mister Sarri in quella posizione?

**[Franck Kessié]**
Grazie. Lo conosciamo tutti mister Sarri, è un grande allenatore. Per me questa è una cosa tecnica che il mister vede bene di tutti noi. Lavoriamo ogni giorno con lui e lui lo sa bene dove, con il suo sistema, dove Franck può essere molto, molto utile. Per me non c'è problema di giocare da mezzala o da mediano. Sono un calciatore, dove il mister mi mette sono pronto a dare il massimo per la squadra e per la città.

**[Giornalista]**
Una cosa che ha colpito tanto è il fatto che tu hai sempre scelto di abitare a Bergamo, nonostante magari anche un passato al Milan tanti giocatori prenderebbero casa a Milano, invece anche ai tifosi è sempre piaciuto molto questo tuo radicamento anche nella città. Come mai questa scelta? Grazie.

**[Franck Kessié]**
Grazie. Come l'ho detto, adesso... per me Bergamo è la prima città di Europa che ho conosciuto. Quando sono andato fuori a 18 anni, quando sono andato fuori dall'Africa, proprio dalla Costa d'Avorio... è la prima città che ho conosciuto, è lì che ho imparato il calcio professionista. E per me la città è tutto per me.

**[Giornalista]**
Ciao, Matteo De Santis, Bergamo TV. Tu sei uno che sorride spesso. La mia domanda però è un po' più seria ed è legata a quello che hai trovato quando sei arrivato qui a Zingonia dopo 9 anni. Hai pensato rientrando qui anche a Willy Ta Bi, che è scomparso a 21 anni, che era ivoriano come te e che vestiva i colori dell'Atalanta e a cui tu eri molto affezionato e che noi avevamo dipinto come un nuovo Kessié?

**[Franck Kessié]**
Certo, certo che ho pensato a lui, perché con lui avevo un rapporto personale... sì, con la Selezione e anche... abbiamo avuto lo stesso procuratore. Lui è stato un bravo ragazzo, però... la vita è cambiata tutto. Certo, è sicuro che ho pensato a lui. Allora... tornare a Bergamo fa... fa parte della mia storia anche Willy Ta Bi. Un bravo ragazzo che non ha avuto fiducia di continuare il suo... il suo sogno, però siamo qui e dimostrerò per lui anche.

**[Giornalista]**
Sono cambiate tante cose in questi anni al tuo ritorno, una di queste è lo stadio. Quindi ritrovi un ambiente ancora più compatto, vicino alla tifoseria. Che impressione ti fa?

**[Franck Kessié]**
È un impianto bellissimo, moderno, caldo. Giocare qui prima era già difficile per gli avversari, ma adesso con le due curve vicine al campo e lo stadio completato sarà davvero un fortino. Sentire il calore dei tifosi così da vicino ti dà una carica pazzesca. Non vedo l'ora di scendere in campo per la prima partita ufficiale davanti alla nostra gente.

**[Moderatore]**
Ringraziamo Franck Kessié e il direttore Cristiano Giuntoli. La conferenza stampa termina qui, grazie a tutti i giornalisti intervenuti e buon lavoro.

By staff
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