Fatece largo che passamo noi, 'sti giovanotti de 'sta Roma bella,
Si, ok, è il primo verso de "La societa' dei Magnaccioni" (la canzone di "ma che cce frega, ma che cce'mporta, che Lando Fiorini e Gabriella Ferri resero popolare al resto del mondo) ma dateci un minuto per spiegarvela.
Quelli che vedete in foto in una delle mitiche tratterie romane sono... quasi tutti romani e... quasi tutti atalantini. E tra un pasto e l'altro della leggendaria cucina dei loro posti hanno fatto a gare a chi ricordasse meglio risultati e marcatori di partite della Dea ormai cadute quasi tutti nel dimenticatoio, facendo rivivere giocatori, allenatori, assist – man e perfino azioni come se fossero successe poche ore prima.
Un insegnante, un programmista regista Rai, uno sceneggiatore televisivo, un fisico nucleare del CNR, un avvocato, un impiegato di una agenzia di viaggio, eppure tutti allo stesso tavolo, felici di parlare di Atalanta come bambini cui abbiano regalato una maxi – confezione di Nutella.
E ci sarebbe tanto piaciuto vedere la faccia di camerieri o altri avventizi sentire parlare tifosi atalantini con l'accento romano.
Che spettacolo. Erano, in ordine sparso rispetto alla foto, Stefano (l'indimenticabile Secundus di Atalantini.com, l'unico non romano), Francesco (LUI), Davide, Alessandro, Daniele, Aaron e Giuliano, imbucato romanista, l'unico non atalantino ma amico degli altri (vuoi negargli un posto a tavola e qualche sfottò?) Mancava Nima, romano di origine iraniana, perché influenzato. Atalantino sfegatato anche lui, manc'a dirlo, ovvio...
Che dire? commoventi no? glielo facciamo "sentire" anzi leggere il nostro abbraccio?
