Grande intervista a Ilicic nel prepartita: "La Dea mi e' rimasta nel cuore"
Josip Ilicic a Prime
"Oggi sono più vecchio ma mi diverto ancora, finché reggerò la competizione con i giovani, giocherò".
Cos'è per lei l'Atalanta?
"Qualcosa che mi è rimasto dentro al cuore, era l'inizio di ciò che stanno facendo ancora oggi. Potevamo giocare anche con gli occhi chiusi là davanti, per la qualità che c'era".
Gasperini per lei che significa?
"Mi ha fatto capire cose diverse del calcio, già dieci anni faceva delle cose che sarebbero arrivate dopo. Mi ha fatto alzare il livello, io pensavo che non mi servisse correre così tanto. Una volta sono andato a vedere Kulusevski e Romero a Londra (al Tottenham, ndr), c'era Paratici e ci disse che quell'anno eravamo una squadra più avanzata rispetto alla Juventus. E vedendo la squadra da fuori, mi divertivo un sacco. Ogni allenamento, ogni partita veniva tutto facile. Non avevamo paura di nessuno, sapendo di avere qualità e carattere nei giocatori. In certe partite non devi nasconderti, cosa che oggi manca".
Con Percassi che rapporto ha?
"L'ho visto piangere tante volte, il presidente prima di tutto è un tifoso. A Dortmund, quando ho fatto gol sotto la nostra curva è stato emozionante anche per lui. Era una società che due anni prima giocava per salvarsi e dimostrava che eravamo anche più bravi degli altri. Per un presidente questo vale molto".
E l'Atalanta cosa ha significato?
"L'Atalanta mi ha fatto crescere come uomo, la società è stata con me anche nei momenti difficili. Gli uomini si dimostrano anche quando le cose non vanno bene, e sono sempre stati con me. Lì ho vissuto il primo periodo del Covid, lontano dalla famiglia non era facile".
Cosa ricorda di quel brutto momento?
"Si può superare tutto. E il calcio non è tutto nella vita. Da solo, fai fatica: la forza che senti dalle persone intorno a te ti dà la carica per rendere tutto più facile".
Valencia-Atalanta 3-4 del 2020 è il suo capolavoro, in Champions League.
"Ricordo il rammarico di non aver potuto giocare contro il PSG. Per la squadra che eravamo, potevamo alzare la coppa. Secondo me sì".
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