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09/10/2026 | 16.00
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Il commissario di sé stesso

Ringraziamo Francesco64 di Berghemschwizz per il pezzo di quotidiano odierno ripreso qui sotto. Quotidiano ticinese che mostra come siamo visti all'estero. E chissa' quali altri articoli stanno girando sulla pantomina dei palazzi romani che guidano il nostro calcio...


Il commissario di sé stesso

di Roberto Scarcella

quotidiamo "La Regione" - Ticino, Svizzera

Riassumendo: il neoeletto presidente della Federcalcio italiana Giovanni Malagò non aveva i requisiti necessari, quindi la Federcalcio è stata commissariata e Giovanni Malagò è stato estromesso per fare posto al commissario Giovanni Malagò, il quale dovrà mettere ordine in attesa delle prossime elezioni, che avranno - a quanto pare - un solo candidato: Giovanni Malagò. Una situazione peraltro definita "triste e imbarazzante" da una delle parti in causa: Giovanni Malagò.

Se c'è una notizia che spiega bene l'Italia è questa: calcio e potere, poltrone girevoli, invidie, tradimenti, l'immancabile "tengo famiglia", ripicche da strapaese che diventano ministeriali, buoi che danno dei cornuti ad altri buoi, microcavilli burocratici che sembrano far cascare giù tutto, con il tutto che risorge tal quale, aggirando regole e senso del ridicolo.

Sarebbe già abbastanza. E invece no: a far crollare il castello di carte è stato un ex calciatore di Serie A dimenticato, poi coinvolto - come avvocato difensore - niente meno che nel caso Ustica. Un personaggio che nella sceneggiatura di un film sarebbe stato scartato perché poco credibile. Invece esiste, si chiama Renato Miele ed è diventato, con i suoi ricorsi da azzeccagarbugli ferito (ha provato a candidarsi anche lui, senza successo), il miglior alleato del presidente del Coni Luciano Buonfiglio, ex braccio destro di Malagò diventato suo rivale, e del ministro dello Sport Andrea Abodi, una specie di doppione di Malagò e suo rivale da sempre.

Credevano di averlo fatto cadere una volta per tutte. Invece, insieme ai conflitti di interesse tra Buonfiglio e suo figlio, è venuto fuori che il requisito mancante di Malagò (una tessera Figc al momento dell'elezione) mancava anche ai suoi predecessori, mai contestati. E così tutto è rientrato, finendo a tarallucci e vino.

Un pasticcio evitabile che a molti ha fatto rimpiangere l'ex presidente del Coni, tal Giovanni Malagò. Chissà che fine ha fatto.

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 News tratta da : sopra indicato

By staff
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