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24/10/2026 | 04.44
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IL NERO e AZZURRO: Ajax che male


Un'altra sconfitta che lascia l'amaro in bocca. L'Atalanta resiste per quasi tutta la partita, non segna e poi crolla nel finale. Soliti problemi, poche certezze e tanta pazienza da parte dei tifosi. Vediamo cosa salvare e cosa, invece, è meglio dimenticare.

⚫ NERO — Cosa non ha funzionato


1. Attacco sterile e Scamacca isolato

Zero gol e poche occasioni pericolose.
La manovra è lenta, Scamacca appare spesso isolato e i compagni di reparto, pur trovando gli spazi, sbagliano troppo nell'ultimo passaggio e cincischiano quando c'e' da tirare a rete. Se non si tira in porta, segnare diventa complicato.

2. Difesa fragile nel momento decisivo

Dopo aver resistito fino all'87', due disattenzioni regalano la vittoria all'Ajax. Obric soffre nei duelli e la squadra perde lucidità proprio quando non dovrebbe (e il secondo gol e' una dimostrazione di resa). Ottanta minuti di resistenza, poi il castello crolla in sei.

3. De Ketelaere e i cambi non incidono

CDK convince sempre meno, mentre i subentrati non riescono a cambiare ritmo alla partita. Anche Rowe, per ora, non sembra giustificare le aspettative. La panchina doveva dare la scossa: è rimasta in modalità risparmio energetico.

4. Infortuni e calendario complicato

Tanti indisponibili e cinque partite in due settimane: le alternative scarseggiano e le energie non sono infinite. L'infermeria continua a lavorare a pieno regime mentre si cerca di arrabattarsi al meglio con i sani e qualche giovane aggregato.

5. Poca grinta e troppa pressione

La squadra sembra contratta, condizionata dai risultati e incapace di reagire con decisione. Anche l'atmosfera tra i tifosi, in particolare in rete, risente molto del momento. La pazienza è una virtù, ma non può diventare il modulo di gioco.

6. Gestione tecnica e prestazioni altalenanti

Le scelte e l'organizzazione offensiva lasciano dubbi. Alcuni giocatori rendono meno del previsto e manca continuità. Le assenze sono un'attenuante necessaria ma non sufficiente.


🔵 AZZURRO — Cosa si può salvare


1. La difesa prima dei gol

Bellanova si conferma colui che si trova meglio col gioco di Sarri. Accelerazioni e iniziative interessanti sulle fasce. Non abbastanza per creare pericoli costanti, ma almeno si è visto qualche tentativo di cambiare ritmo.
Non disprezzabili nemmeno Kristensen e Zappacosta: il primo prova a tenere in piedi il reparto, il secondo, pur senza strafare, mette a disposizione la sua lunga esperienza

3. Scamacca e Zalewski: sprazzi

Scamacca sa proteggere palla e Zalewski sa smarcarsi. Il problema è trasformare queste qualità in occasioni concrete. Le buone intenzioni ci sono; il prodotto finito, un po' meno.

4. La squadra resiste fino al finale

L'Atalanta resta sullo 0-0 fino all'87'. Una tenuta discreta per gran parte della gara, anche se resistere non significa controllare. E il finale lo ha dimostrato.

5. Nessun nuovo infortunio segnalato

Con l'infermeria già affollata, almeno non si aggiungono altri problemi. Ormai festeggiamo anche questo: non è una vittoria, ma è pur sempre una piccola buona notizia.

6. C'è ancora tempo per reagire

La stagione non è compromessa e le occasioni per migliorare non mancano. Servono concretezza, lucidità e più convinzione. Insomma, bisogna passare dalle promesse ai fatti.

7. Amsterdam resta bellissima

Se il calcio ha deluso, almeno la città merita il viaggio. Canali, musei e locali: trasferta bocciata sul campo, promossa come gita turistica.

8. I tifosi

Circa 2300 presenti alla Cruyff Arena. Si sono sentiti tanto in tv e qualche volta hanno sovrastato i locali che non erano ne' pochi ne' agnellini.

By staff
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