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17/10/2026 | 17.45
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IL NERO E L'AZZURRO: Col Pafos senza pathos

Una buona vittoria, soprattutto nel primo tempo, con segnali incoraggianti in attacco. Restano però gli infortuni, le distrazioni difensive e il dubbio sulla reale consistenza dei progressi. Per ora ci prendiamo i tre punti, senza esagerare con l'entusiasmo: a Bergamo abbiamo imparato a festeggiare con moderazione ma semper fidelis alla Dea!.


NERO — Cosa non ha funzionato

1. Gli infortuni. Raspadori segna e poi si ferma per un problema muscolare. Una beffa che si aggiunge ai problemi fisici della squadra. Ormai l'infermeria sembra un reparto stabile della rosa.
2. Il gol subito. All'88' Biel segna il 3-1, complice una disattenzione difensiva. A partita praticamente chiusa, l'Atalanta riesce comunque a complicarsi la serata.

3. Una difesa ancora poco sicura. Il Pafos crea meno occasioni, ma riesce a segnare e a rendersi pericoloso. Qualche distrazione di troppo conferma che dietro non si può ancora stare tranquilli.

4. Poche reti rispetto alle occasioni. L'Atalanta tira molto, ma non sfrutta tutte le opportunità per rendere il risultato più largo. Il quarto gol avrebbe chiuso definitivamente la partita, evitando anche qualche brivido finale.

5. Un secondo tempo poco convincente. Dopo un ottimo primo tempo, la squadra rallenta. Il gioco migliora, ma resta il dubbio: è davvero una crescita oppure il Pafos ha semplicemente lasciato giocare?

6. Un avversario non irresistibile. La vittoria è meritata, ma il Pafos non sembra un banco di prova sufficiente per parlare di rinascita. Bene i tre punti, ma aspettiamo conferme contro avversari più impegnativi.

7. CDK ancora discontinuo. De Ketelaere offre buone giocate e un assist, ma non cancella tutti i dubbi sul suo rendimento. Qualche lampo fa piacere, la continuità sarebbe ancora meglio.

8. Obrić resta a guardare. Con la partita ormai decisa, si poteva concedergli qualche minuto. Un'occasione per dargli fiducia che non è arrivata.

AZZURRO — Cosa ha funzionato

1. Tre gol nel primo tempo. Elmas, Raspadori e Scamacca firmano il 3-0 prima dell'intervallo. Finalmente una partita in cui non bisogna aspettare gli ultimi minuti per vedere qualcosa di buono.

2. I movimenti di squadra. L'azione del primo gol mostra intesa, tempi giusti e buone combinazioni. Si intravede finalmente un gioco più organizzato, con qualche schema riuscito.

3. Elmas in crescita. Segna il primo gol e partecipa con personalità alla manovra offensiva. È uno dei segnali più incoraggianti della serata: sembra migliorare partita dopo partita.

4. Raspadori subito decisivo. Assist, gol su rigore e buoni movimenti in attacco. In pochi minuti dimostra di poter dare qualità alla squadra. Peccato per l'infortunio, arrivato proprio sul più bello.

5. Scamacca ritrova il gol. Partecipa all'azione dell'1-0 con un bel velo e firma il terzo gol con una conclusione precisa. Una prestazione utile per ritrovare fiducia e continuità.

6. De Ketelaere dà segnali positivi. Entra e serve a Scamacca l'assist del 3-0. Si rende utile anche in altre occasioni e appare più coinvolto. Ora serve confermarsi con regolarità.

7. Più gioco e più tiri. L'Atalanta chiude con il 64,8% di possesso e 20 tiri contro gli 8 del Pafos. La squadra crea occasioni e attacca con maggiore continuità. Un passo avanti, almeno sul piano offensivo.

8. Il turnover funziona. Nonostante sette cambi rispetto alla partita precedente, l'Atalanta parte forte e mostra una buona organizzazione nel 4-2-3-1. Un segnale positivo per una rosa che ha bisogno di alternative affidabili.

9. La coreografia della Curva Pisani. Circa 10.000 fogli per una coreografia che dimostra passione e attaccamento ai colori nerazzurri. Sugli spalti, almeno, la squadra gira sempre.

10. Una vittoria che dà fiducia. Tre gol, tre punti e un primo tempo convincente. Non è ancora la prova di una rinascita, ma almeno c'è qualcosa da cui ripartire.

By staff
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