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07/11/2026 | 04.44
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Il Nero e l'Azzurro: mal de cò


Una partita che doveva rappresentare l'occasione per rialzare la testa e che invece ha confermato tutti i problemi della Dea. Contro un Kairat tutt'altro che irresistibile, l'Atalanta riesce a strappare un pareggio soltanto all'82' con Krstović, dopo essere andata sotto. Il ritiro a Zingonia, evidentemente, non ha prodotto miracoli. La squadra continua a girare a vuoto, con qualche sprazzo di calcio e parecchi momenti da mal di testa. L'Atalanta continua a cercare se stessa. E noi continuiamo ad aspettarla.


NERO – COSA NON HA FUNZIONATO


Una squadra senza idee e senza identità

Il problema principale è che l'Atalanta continua a non sapere bene cosa fare in campo. Possesso palla, qualche scambio, tentativi di costruire, ma poca convinzione e pochissime idee per scardinare la difesa avversaria. Il Kairat si mette dietro, chiude gli spazi e basta un blocco difensivo appena ordinato per mandare in confusione tutta la manovra nerazzurra.

Primo tempo: tanta buona volontà, poca sostanza

L'avvio lascia intravedere qualcosa grazie a Jonathan Rowe. L'occasione più clamorosa capita a Pašalić, che spreca da posizione favorevole. Per il resto, qualche conclusione e tanta difficoltà a trasformare il possesso in occasioni vere. Si gioca, ma non si combina abbastanza.

Attacco poco incisivo e interpreti fuori fase

Scamacca non riesce a essere un riferimento efficace in area, Samardžić fatica a dare qualità e continuità alla manovra, mentre Sulemana sulla destra non trova quasi mai il modo di creare superiorità o attaccare la profondità. Non proprio un reparto offensivo che faccia tremare gli avversari.

La solita fragilità difensiva: basta un contropiede

Al 53' il Kairat passa in vantaggio e la dinamica è quasi sconfortante. Una palla persa da Samardžić, due passaggi degli avversari e la difesa viene infilata. Non serve un'azione particolarmente elaborata per mettere in difficoltà l'Atalanta: basta accelerare un po' e la retroguardia comincia a mostrare le proprie incertezze.

Poche reazioni e cambi tardivi nella partita

Dopo il gol subito, la reazione non è immediata né particolarmente convincente. Sarri prova a cambiare qualcosa inserendo Éderson, De Ketelaere e Zalewski, ma la squadra continua a produrre poco. La scossa arriva solo nell'ultimo quarto d'ora, quando ormai il rischio di perdere in casa contro il Kairat è diventato molto concreto.

Una squadra mentalmente fragile

È forse l'aspetto più preoccupante. Dopo le difficoltà delle precedenti partite, ci si aspettava una squadra affamata, determinata e desiderosa di riscattarsi. Invece si è vista un'Atalanta timorosa, poco aggressiva e incapace di reagire con decisione alle difficoltà. Il pareggio evita un'altra figuraccia, ma non cancella la sensazione di una squadra che ha perso sicurezza. E i fischi finali del pubblico sono abbastanza eloquenti.

Il risultato è un brodino, non una medicina

Il Kairat arrivava a Bergamo senza aver mai vinto nelle precedenti 17 partite delle fasi finali delle competizioni europee. Non era quindi una corazzata imbattibile. Conquistare soltanto un punto in casa, per di più dopo essere passati in svantaggio, è un risultato parecchio deludente.

AZZURRO – COSA HA FUNZIONATO


Krstović, il solito uomo della provvidenza

Entra al 67' e all'82' firma il gol che evita all'Atalanta una sconfitta pesantissima. Si fa trovare pronto nell'area piccola, sfruttando la sponda di Obrić sugli sviluppi del corner. Non serve una prestazione da fenomeno: serve esserci al momento giusto e lui c'è. Ancora una volta dimostra di avere il fiuto del gol e di poter essere una risorsa importante. Quando c'è da togliere le castagne dal fuoco, almeno qualcuno risponde presente.

Javison Idele, una bella sorpresa

Alla prima da titolare, il giovane classe 2007 non sfigura affatto. Mostra personalità, voglia di spingere e coraggio nel proporsi. Certo, qualche imprecisione c'è, ma è comprensibile e non cancella una prestazione incoraggiante. In una serata in cui diversi giocatori più esperti hanno deluso, vedere un ragazzo così giovane affrontare la partita senza timori è una nota decisamente positiva.

La reazione finale e qualche cambio azzeccato

Negli ultimi venti minuti l'Atalanta aumenta finalmente il ritmo e prova a mettere pressione agli avversari. Zalewski porta vivacità sulla fascia, De Ketelaere prova a dare qualità e Krstović garantisce maggiore presenza in area. Anche Éderson cerca la conclusione e va vicino al gol. La squadra riesce almeno a non arrendersi e a trovare il pareggio. Troppo poco per essere soddisfatti, ma almeno un segnale di orgoglio c'è stato.

Le occasioni create e la capacità di tenere il pallino del gioco

La squadra ha avuto una certa supremazia territoriale, soprattutto nella ripresa, e ha cercato fino alla fine di recuperare lo svantaggio. Il problema, semmai, è che tutto questo possesso e questa pressione hanno prodotto soltanto una rete.

By staff
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