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21/10/2026 | 20.00
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L'immortale Ajax che fu, quando il calcio diventò arte

Domani li incontreremo e, comunque vada la Conference, sara' la squadra straniera piu' prestigiosa che incontreremo quest'anno

Ci sono squadre che vincono, altre che lasciano un segno indelebile. E poi c'è l'Ajax, una società che ha contribuito a cambiare il modo di intendere il calcio.

Pensare all'Ajax significa soprattutto tornare agli anni Settanta, quando Amsterdam diventò la capitale di una rivoluzione calcistica. Sotto la guida di Rinus Michels e grazie al genio di Johan Cruijff, quella squadra portò in Europa il Calcio Totale: un gioco fatto di movimento, tecnica, fantasia e continui scambi di posizione. Non c'erano ruoli rigidi, ma un gruppo capace di attaccare e difendere insieme, con una naturalezza che lasciava gli avversari spesso disorientati.

Intorno a Cruijff, campioni come Johan Neeskens, Piet Keizer e Ruud Krol contribuirono a costruire una squadra straordinaria, capace di vincere tre Coppe dei Campioni consecutive, nel 1971, 1972 e 1973. Non era soltanto una formazione vincente: era un modello, una nuova idea di calcio, nella quale bellezza e risultati potevano convivere.

Quell'Ajax dimostrò che la disciplina tattica non doveva soffocare la fantasia e che il talento individuale poteva esprimersi al meglio al servizio del collettivo. Cruijff ne divenne il simbolo, lasciando un'eredità destinata a influenzare generazioni di allenatori e calciatori, ben oltre i confini olandesi.

La grandezza del club, però, non si è fermata agli anni Settanta. Nel 1987 arrivò la Coppa delle Coppe, nel 1992 la Coppa UEFA e nel 1995 la quarta Coppa dei Campioni, conquistata contro il Milan con una squadra giovanissima guidata da Louis van Gaal. Anche in quella formazione emergevano i tratti distintivi dell'Ajax: fiducia nei giovani, qualità tecnica e coraggio.

Più recentemente, nel 2019, il club ha nuovamente conquistato l'ammirazione dell'Europa, eliminando Real Madrid e Juventus in Champions League e sfiorando la finale. Una cavalcata che ha ricordato a tutti come il fascino dell'Ajax fosse ancora vivo.

Oggi, in un calcio dominato da investimenti sempre più imponenti, trattenere i migliori talenti è diventato difficile. Eppure l'Ajax continua a rappresentare una scuola, una filosofia e un'identità riconoscibile. La sua forza non sta soltanto nei trofei, ma nella capacità di formare giocatori e tramandare un'idea di gioco.

Per chi ricorda gli anni Settanta, o li ha conosciuti attraverso i racconti e le immagini dell'epoca, quell'Ajax conserva un fascino particolare. C'è la nostalgia per un calcio forse più romantico, ma soprattutto l'ammirazione per una squadra che non si è limitata a vincere: ha contribuito a scrivere il futuro di questo sport.

Perché certe vittorie entrano negli almanacchi, ma certe idee non invecchiano mai. E l'Ajax, ancora oggi, appartiene a quella ristretta cerchia di squadre che hanno saputo trasformare il calcio in qualcosa di più di un semplice gioco: una forma d'arte.


By staff
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