La certezza dell’Atalanta è la propria rosa: nessun contratto in scadenza al 30 giugno 2026

In attesa dell’ufficializzazione dell’allenatore, Giuntoli lavora con un quadro chiaro e ben delineato. Oltre alla scadenza del prestito di Musah (che non sarà riscattato), i nerazzurri possono fare affidamento su un organico garantito verso la prossima stagione: tutti hanno un prezzo
Già ufficializzato l’avvicendamento tra direttori sportivi con Cristiano Giuntoli al posto di Tony D’Amico, in attesa di confermare anche Maurizio Sarri come nuovo allenatore una volta sciolti i nodi legati alla situazione Palladino, l’Atalanta guarda alla stagione 2026/27 partendo dalla principale certezza su cui fare affidamento: la propria rosa. Che, salvo cessioni o altre variabili, al 1° luglio 2026, giorno d’inizio della nuova annata sportiva, sarà quasi completamente la stessa che ha concluso il 2025/26. Fatta eccezione per il prestito di Musah, infatti, non ci sono contratti dei giocatori tesserati che scadranno il 30 giugno 2026.
Le situazioni delicate riguardavano essenzialmente tre giocatori che, come si dice in gergo, sono “un po’ più uguali” degli altri, ovvero capitan Marten De Roon, un veterano come Berat Djimsiti e una colonna come Sead Kolasinac. I loro contratti avevano scadenza al prossimo 30 giugno, ma già da tempo la società ha esercitato l’opzione unilaterale di prolungamento che viene inserita praticamente in tutti gli accordi. D’altronde era difficile credere che in un passaggio di cambiamento così delicato la società si privasse di un patrimonio così importante come il proprio zoccolo duro. Giocatori che magari non hanno prezzo sul mercato, ma nello spogliatoio hanno un peso specifico che non si può calcolare.
Tolti i (pochi) dubbi su di loro, l’unico calciatore che dal 1° luglio non sarà più un giocatore dell’Atalanta è di fatto soltanto Yunus Musah, che ha un diritto di riscatto superiore ai 20 milioni di euro che non dovrebbe essere esercitato dalla società, portando quindi lo statunitense a fare ritorno al Milan. Il classe 2002 – che tra l’altro nelle scorse settimane ha sottoscritto un contratto con New Balance, stretto partner dell’Atalanta – è tra l’altro il giocatore meno utilizzato della rosa, escludendo coloro che sono andati via a gennaio e chi non ha fatto parte delle rotazioni durante la stagione come i giovani dell’Under 23 o lo sfortunato Mitchel Bakker.
Un messaggio che passa un significato chiaro: tanto per cominciare, per l’Atalanta tutti i giocatori hanno un prezzo e non è scontato, considerando quanti siano i casi nel mondo del calcio di giocatori messi alla porta o, contrariamente, andati volontariamente a scadenza di contratto per liberarsi a zero. Cristiano Giuntoli ha invece in mano una situazione su cui poter lavorare partendo da basi solidissime e dal presupposto enunciato da Luca Percassi in più di un’occasione: tempi e modalità di uscite dei giocatori li decide l’Atalanta. Un po’ come sta succedendo con Marco Palestra e come è successo con Ederson.
Resta ben chiaro che poi i cambiamenti ci saranno, perché la rosa di oggi sembra all’apparenza non totalmente affine a quelle che possono essere le idee di Maurizio Sarri, che tra i propri compiti avrà anche quello di sapersi adattare alle caratteristiche dei giocatori, come viceversa loro dovranno adattarsi alle novità piuttosto radicali che il nuovo allenatore dovrebbe introdurre. Per questo c’è una preparazione estiva che mai come quest’anno si preannuncia decisamente intrigante e da seguire con grande attenzione. E nel giorno del raduno, mercato permettendo, ci arriverà un gruppo basato su solide certezze interne.
fonte bergamonews.it