La conferenza stampa di Di Francesco

Una pasquetta particolare per il Lecce che riprende il cammino in campionato ripartendo dalla gara con l’Atalanta. Un test certamente non semplice ma che deve vedere la squadra di Di Francesco andare oltre ogni difficoltà dettata dalla caratura dell’avversario e da quelle interne dovute a infortuni e assenze.
La ricetta per fronteggiare l’Atalanta non può che essere una soltanto.
“Nonostante le due sconfitte con Napoli e Roma ci sono state ottime prestazioni. Siamo stati sfortunati in zona gol. Spero di cambiare il trend attraverso le prestazioni. Non esistono le finali, ma la finale è una. Per me ogni allenamento è una finale, ogni partita è una finale. Dobbiamo scendere in campo e fare del nostro meglio. Il tutto per rispetto del nostro lavoro, della tifoseria e della maglia che indossiamo“.
Diverse le situazioni da valutare ancora nella rifinitura.
“Abbiamo situazioni da valutare, come i vari Gallo e Veiga. Ma non deve essere un alibi. La squadra ha metabolizzato un certo tipo di lavoro e deve continuare su questa squadra“.
Due curiosità: Federico Di Francesco, figlio del tecnico, ha firmato l’ultima vittoria giallorossa contro la Dea.
“Mi fa piacere. Spero che il cognome possa portare bene anche lunedì”.
E infine è pronto al rientro Camarda. Di Francesco, ironizza e, sa per ora come impiegarlo già dalla gara con i bergamaschi.
“Si mette la sciarpa e tifa la squadra allo stadio. Lui è venuto qui per stare al nostro fianco, ci è venuto a trovare all’allenamento. Siamo contenti di averlo con noi, poi vedremo. Non ho sentito la frase di Ambrosini su Camarda. Se il Lecce fa certe scelte, c’è un motivo. Tutti dovrebbero farsi delle domande e non solo puntare il dito. Io cerco di spronare i ragazzi a migliorare. Ma ricordiamoci che l’apprendimento migliore è alla fonte, quando si hanno dodici o tredici anni, si migliora la tecnica e la coordinazione”.
|
Fonte originale |
trnews.it Lecce |
|
Ultimo aggiornamento |
data e ora in alto |