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22/09/2026 | 04.44
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Il NERO e l'AZZURRO: La....Vecchia Signora di Torino

2-0 per la Juve e ancora parecchie cose tra sistemare, aggiustare o modificare: lenti, confusi, senza costrutto. sfiduciati. Ma come vuole questa rubrica vediamo cosa ha funzionato e cosa no domenica all'Allianz.


⚫ NERO


Difesa: due gol presi che fanno venire il mal di pancia.
Il primo è quasi offensivo per la semplicità: cross rasoterra di Çelik, palla che attraversa l'area e Conceição lasciato libero sul secondo palo. Il secondo arriva da calcio d'angolo, con Bremer che prende posizione e incorna. Insomma, non abbiamo perso perché la Juve ha tirato fuori dal cilindro due gol alla Maradona: abbiamo concesso due situazioni abbastanza leggibili e ci siamo fatti trovare colpevolmente distratti. Anche le pagelle di voi lettori sottolineano le responsabilità della linea sui due gol, pur senza bocciare in blocco la difesa.
E qui torna bene la vostra osservazione sui gol «evitabilissimi come col Cagliari»: se continui a regalare roba semplice, poi non puoi pretendere che Carnesecchi faccia anche il notaio, il vigile e il portiere contemporaneamente.

Attacco: Krstović, per ora, è un oggetto non identificato.
Il problema non è soltanto che non ha segnato: è che è rimasto praticamente fuori dalla partita. Le pagelle lo descrivono tra i peggiori, comprese le vostre mentre Scamacca è entrato al 73' quando la partita era già indirizzata e ha avuto pochissimo tempo per incidere.
Non è che Scamacca abbia fatto vedere chissà quale miracolo, ma almeno quando è entrato è sembrato di avere un essere umano con una vaga intenzione di giocare a calcio. Krstović invece è parso uno in cerca del telecomando per tutto il tempo nel quale e' stato in campo. Forza Nikola!

Squadra spenta:
poca cattiveria, poco morso, poca voglia di sporcare la partita.
Qui più che un singolo errore c'è una sensazione generale. La Juve ha avuto maggiore controllo dei momenti importanti, mentre l'Atalanta ha faticato a trasformare il possesso e le occasioni in vera pressione. Le analisi della gara evidenziano il maggiore peso della Juventus nei duelli e nelle fasi decisive.
E allora viene spontaneo chiedersi: è scarsa condizione fisica? È una squadra ancora da assemblare? È il nuovo corso di Sarri? «Chel che l'è», come dice qualcuno. Ma una cosa si vede: la Dea per lunghi tratti sembra giocare col freno a mano tirato. Non serve necessariamente fare risse al 15', ma almeno dare l'impressione che perdere una palla faccia girare un po' le balle.

La fase offensiva produce, ma con troppa poca cattiveria.
Il dato curioso è che l'Atalanta ha battuto 5 corner contro 4 della Juve e ha comunque avuto la grande occasione del pareggio con Kristensen, salvata sulla linea da Kolo Muani. Quindi non è corretto dire «non abbiamo combinato niente»: qualcosa è stato creato. Il problema è che quando arriva la possibilità di far male, manca quel mezzo secondo di ferocia che trasforma una buona occasione in un gol. E davanti, soprattutto con Krstović, la sterilità è stata abbastanza evidente.

Il rigore su Rowe
Sulla trattenuta di Kalulu su Rowe l'Atalanta ha reclamato e poi tutti i media le hanno dato ragione per la sanzione mancata. Nostro grave errore averlo fatto piu' o meno timidamente senza esserci buttati per terra strappandoci i capelli come avrebbe fatto qualche squadra perche' nell'umorale campionato italiano questi sono i protocolli comportamentali per non subire torti come quello in questione
Un episodio del genere avrebbe potuto cambiare completamente la partita? nessuno lo puo' sapere, probabilmente no, ma cominciamo a segnare il rigore poi ne parliamo.

L'isteria della nostra piazza
Qualcosa di relativamente nuovo che ci sta accomunando a tifoserie che abbiamo sempre odiato.  Si legge di tutto, si fanno paragoni col passato, non solo quelli piu' scontati ma anche di nuovi per la serie «con Palladino c'era più impegno e si giocava meglio», «si sta facendo peggio di Juric» eccetera. Ma trasformare qualche partita buona del passato in una specie di età dell'oro è un esercizio abbastanza tipico del tifoso: basta perdere una partita e improvvisamente il tecnico precedente diventa Guardiola, Mourinho e Sacchi tutti insieme. Una volta serravamo i ranghi e spingevamo di peso la squadra, adesso stiamo diventando ragazzine isteriche in coerenza con la tendenza poco pugnace dei nostri giocatori.

Il minuto di silenzio per Mazzola
Qui non siamo coinvolti ma siamo totalmente su un altro livello di nero, il nero assoluto.
Prima della partita una parte della Curva Sud juventina ha voltato le spalle al campo e intonato cori per Scirea, Fortunato e Agnelli durante il minuto dedicato a Sandro Mazzola; il resto dello stadio ha invece applaudito. Siamo connazionali di 'sta gente, non possiamo sottacere una maleducazione ed un'ignoranza del genere. E magari questi figliano anche...


🔵 AZZURRO


Rowe
finalmente uno che, almeno, prova a saltare il muro. Sensibile miglioramento rispetto ad una settimana fa anche se ci si aspetta ancora di piu' da lui, autore dell'unico tiro diretto pericoloso sventato da Vicario portiere della Juve. Alla fine ha creato qualche situazione interessante e soprattutto ha avuto quella vivacità che è mancata ad altri.

Kristensen
Il giocatore rientrava dopo un infortunio, è stato utilizzato in un contesto non semplicissimo e ha rischiato addirittura di segnare il gol dell'1-1 con un colpo di testa salvato sulla linea da Kolo Muani. E' stata in assoluto la nostra azione piu' pericolosa di tutta la partita.
Quindi sì: non sarà stata la reincarnazione di Maldini (Paolo), però per uno che deve ancora entrare nei meccanismi e che viene buttato dentro in una partita così, il ragazzo ha risposto presente. E magari, finalmente, abbiamo scoperto che di testa sa fare qualcosa di più che spettinarsi.

Carnesecchi
se non ci fosse lui, il risultato poteva diventare molto più brutto. Quel che e' peggio è che sta diventando abitudinale.
La difesa ogni tanto lo lascia solo, lui almeno non lascia sola la squadra. E' il migliore anche per le pagelle del sito. L'impressione e' che ormai sia diventato il vero fuoriclasse di tutta la rosa.

Bellanova
Seconda partita di fila tra i migliori. Non il "meno peggio" ma di sicuro frutto di un "upgrade" i cui motivi non sono chiari ma, a 'sto punto, conta poco. Un difetto di Raul che dubitiamo sapra' togliersi e' quello di lamentarsi molto con i compagni. Ma finche' gioca...

CONCLUSIONE
L'Atalanta non è stata travolta: il 2-0 racconta una partita più equilibrata di quanto sembri.
La Juve ha meritato il risultato e ha sfruttato meglio le occasioni, questo è il punto fermo. Ma l'Atalanta ha avuto la possibilità concreta di pareggiare sul colpo di testa di Kristensen, ha impegnato Vicario con Rowe e ha chiuso con più corner.
Quindi non è stata la famosa “imbarcata”: è stata una partita persa perché la Juve ha fatto meglio le cose decisive. E questa differenza è importante. Perché se fossimo stati presi a pallonate per 90 minuti, avremmo avuto ben poco a cui aggrapparci. Così invece qualche appiglio c'è.

In sintesi l' Atalanta non ancora cattiva abbastanza, non ancora precisa abbastanza, davanti troppo poco concreta, troppo lenta, sulle gambe e poco convinta; però non una squadra da buttare nel fosso dopo una partita.


By staff
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