L’Atalanta ha bisogno di Ilicic per tornare a volare?
Nessuno ha giocato tanto come l’Atalanta in questo avvio di stagione: nove gare (di cui una trascinata fino ai rigori), 840 minuti di calcio vero in soli 39 giorni, con annessa pressione, nella canicola di agosto.
Per cui la battuta d’arresto contro il Cagliari va letta anche in questo senso: con la spia della riserva accesa l’ossigeno ha faticato ad arrivare su fino al cervello. «Abbiamo giocato una gara di generosità ma non di lucidità, una gara farfugliata in cui abbiamo smarrito quell’identità di squadra che deve essere la nostra arma migliore», ha sentenziato Gasperini consapevole che i suoi hanno dato tutto quello che potevano. La pausa servirà per recuperare gli acciaccati Toloi e Palomino, la cui assenza in difesa si è sentita contro il Cagliari, per migliorare la condizione di uno Zapata ancora non al meglio e per cominciare a rivedere Josip Ilicic. Lo sloveno sarà una sorta di acquisto in corsa per la Dea, cui sono mancati i suoi gol e le sue giocate spesso decisive. Con lui in campo a Copenaghen le cose avrebbero potuto andare diversamente.
