26/05/2018 | 16.30
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L’ineluttabile malinconia che mi pervade a fine stagione

Quando finisce il campionato dell’Atalanta, a prescindere da come è finita la stagione, mi sento sempre e comunque più vuoto e malinconico.

Penso già a domenica prossima, ed è già una tristezza.

Una giornata di festa che si spoglierà di un momento, quello dedicato alla Dea, di cui non posso proprio fare a meno.

Come quando alla domenica non c’è polenta in tavola, ne prendo atto con difficoltà.

Perché l’andare all’Atalanta o il seguirla in trasferta non è solo un momento di svago.

È aggregazione, è emozioni, è colori, è abbracci, è cori, è brividi, è stare con mio papà, è Bergamo.

Avrò più tempo per stare in famiglia a casa, con chi per il momento non può vivere le mie stesse emozioni allo stadio, e questa è l’unica parte bella.

C’è chi non comprende il mio stato d’animo, perché in effetti non è per tutti.

Io però comprendo chi non mi comprende, una mancata proprietà transitiva dovuta al fatto che non sono normale.

Io sono un bergamasco atalantino.

 

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By staff
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