20/10/2022 | 15.15
3

Lookman e l'Atalanta 3.0

Lookman non è solo il binocolo che usa il Gasp per pianificare le ripartenze della ‘nuova’ Atalanta. È già qualcosa di più. Non credo molto alla svolta reazionaria della Dea, che si vorrebbe più cauta e prudente. Per quanto in due o tre casi specifici, in particolare contro la Roma, sia stato solare il cambio di atteggiamento, quella non era l’Atalanta che ha in mente il Gasp. D’altra parte all’Olimpico (ossia nella prima gara seria di nuovo senza Duvan) Gian Piero non voleva improvvisare, così ha tenuto in panchina tutti i suoi assi, limitandosi a schierare la solida bruttezza di quattro centrocampisti fra interni (Koopmeiners e Scalvini, che è pure un difensore) e trequarti (Ederson e Pasalic). Più telefonata di così si muore. Della serie, prego Mourinho, la partita falla tu. E che strano dev’esser stato, soffrire in quel modo... Ma, ripeto, non era ancora nata la vera Atalanta. Era in pentola però. C’era tutto un ribollir di tini. Infatti poi il tecnico di Grugliasco non era così entusiasta. Si vergognava quasi. Difendersi così! Proprio lui! Ecco allora in nostro soccorso, a distanza di qualche giornata, le sue parole dopo Atalanta-Sassuolo: “Quest’anno siamo partiti bene perché non sapevamo che campionato fare… Abbiamo deciso di giocare più bassi, con ripartenze e palle lunghe. La mia strada è quella di tornare a quanto facevamo in passato.” Bene, ho l’impressione che uscirà fuori una terza Atalanta fra quella estrema di Roma, solo apparentemente nuova ma più che altro temporanea e di risultati, e quella che ci siamo abituati ad applaudire nelle scorse stagioni. In ogni caso protagonista sarà Lookman, che infatti sul campo ha già iniziato a generare dinamiche inedite, che vanno ben oltre la questione contropiede.

L’EREDITÀ: ILICIC E I SUOI EPIGONI -  Per un po’ di tempo Gasperini ha tentato di sostituire la funzione Ilicic con giocatori che gli somigliassero almeno un po’ in qualcosa. Essere mancini, per esempio, e disporsi a praticare il 3-4-1-2 o il 3-4-2-1 a piede invertito, vuoi nella variante della balistica prodigiosa (Malinovskyi), vuoi in quella molto meno convincente della fantasia sognante (Miranchuk). Ancora nella seconda di campionato di quest’anno, contro il Milan, potevamo assistere a scene tipiche come questa (azione del gol del vantaggio).
By Otis
3 commenti