A voi, che lottate dall’ospedale, by Pagno
In ferie con tre giovani nipoti una giovane nonna si trova ora grave in ospedale. Una cosa seria, eppure continua a chiedere della sua Atalanta....
A voi, che lottate dall’ospedale
Mi scrive un’amica in privato dall’ospedale nel cuore della notte, mentre assiste la cara mamma atalantina che improvvisamente è costretta a lottare per la vita.
Mi ringrazia commossa per quello che scrivo, ed in automatico invece di andarne fiero, me ne vergogno per la superficialità dei miei scritti.
Mi racconta che la mamma risvegliandosi le ha sussurrato “quanto ha fatto l’Atalanta?”, quasi fosse una priorità in un momento in cui le priorità sono da tutt’altra parte.
Mi ha commosso persino la sua semplice risposta: “gioca stasera mamma, e la guarderemo insieme “.
Insieme.
È bastata quella parola.
È quello che più mi spinge nell’andare all’Atalanta.
Stare insieme.
Respirare, sussultare, urlare e gioire insieme.
E allora dedico a chi è in ospedale un pensiero speciale, che racchiude per voi forza, luce e colori sgargianti.
La giornata, dopo aver letto il messaggio della mia amica, ora ha un sapore più “alto”, privo di superficialità.
E voi, che magari avete amici e parenti atalantini in ospedale, accorrete da loro col tablet e lottate e soffrite insieme.
Quest’era moderna ha molti difetti, ma ci permette di essere tutti a Sarajevo.
Insieme si può.
Un abbraccio sincero.
Pagno