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07/10/2026 | 18.45
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Ma, in sintesi, le risposte di Sarri ti son piaciute o no? SONDAGGIO


Ecco in estrema sintesi le risposte del Mister che girano oggi in rete e nelle edicole. Alla fine c'e' il sondaggio per dirci se ti son piaciute le sue risposte o meno

LE RISPOSTE DI SARRI SU:

Società, ambiente e città

Società: «La società ha le sue esigenze e le sue politiche, e vanno rispettate».

Sul rapporto con la proprietà: «persone come la famiglia Percassi non è che si trovano con grande facilità». Per Sarri, la solidità della proprietà, le strutture e la disponibilità del gruppo sono garanzie importanti anche nei momenti difficili.

Mercato: sul mancato arrivo di un difensore esperto, nessuna polemica: le scelte della società vanno rispettate e nel calcio bisogna saper gestire gli imprevisti.

Addii: su de Roon: «Ha scelto lui», precisando che non gli aveva mai comunicato direttamente di sentirsi fuori dal progetto. Su Djimsiti, invece, sorpresa e dispiacere: «Personalmente non me l'aspettavo, era uno su cui facevo affidamento».

Ambiente: considera il contesto bergamasco particolarmente favorevole: società, strutture, stadio, tifoseria e «il fattore umano» rendono l'ambiente speciale e giustificano la pazienza che chiede.

Città e tifoseria: descrive Bergamo come un caso quasi unico nel calcio italiano, con un rapporto molto forte tra club, territorio e pubblico.

Momento della squadra: «Siamo a un punto di difficoltà», ma Sarri rifiuta che il «tempo» diventi un alibi. Il suo dispiacere principale è per il club e i tifosi.

Calendario: «Il calendario ormai è una tonnara»: troppe partite impediscono di allenarsi adeguatamente e aumentano il rischio di infortuni.

Obiettivo immediato: «Testa libera per giocare a calcio». Prima ancora del risultato, vuole vedere una squadra capace di giocare senza paura e senza calcoli.


LE RISPOSTE DI SARRI SU:

Calciatori e rapporti personali

Gaetano: lo difende dalle critiche: «Aspetterei a dire che Gaetano non è da Atalanta». È un ruolo altamente specializzato e ha ancora poca esperienza da regista. «Neppure Jorginho era Jorginho dopo venti partite».

De Ketelaere: scherza sulla richiesta di giocare centravanti: «bisogna che ne parli prima con Scamacca e con Krstović». Gli attaccanti sono «un capitale della società» e devono trovare la posizione migliore, ma sempre «senza egoismi».

Raspadori: Sarri lo ha sempre cercato come centravanti, ma oggi è difficile trovargli spazio lì. La duttilità è la sua qualità, ma anche il suo limite: «non è mai riuscito a specializzarsi in un ruolo ben definito».

Trequartisti: preferisce quelli «d'accelerazione», capaci di attaccare gli spazi, non quelli statici tra le linee.

Kessie: giudizio molto positivo: «è un pensante in campo» e può diventare utile rapidamente.

Rowe: è «un istintivo»: Sarri vuole lasciargli libertà offensiva, chiedendogli soltanto di garantire il lavoro difensivo. In allenamento lo lascia esprimere anche a costo di qualche eccesso.

Scalvini: il giudizio più entusiasta: «sta facendo dei passi in avanti giganteschi». Vuole trasformarlo da «leader tecnico» a «trascinatore». Lo considera particolarmente adatto a una difesa basata sulla lettura del gioco.

Kolašinac: ha personalità, carattere e aggressività per giocare centrale; deve però trasformarsi da giocatore «istintivo» a giocatore «di lettura».

Bellanova: «sta facendo bene» ed è più a suo agio nella linea a quattro. La velocità gli permette anche di recuperare agli errori.

Bernasconi: Sarri vuole «far crescere» il giovane, dandogli occasioni e continuità.

Difesa: il reparto è in difficoltà numerica. Il recupero di Kossounou sarà determinante.

Rapporto con i giocatori: Sarri vede un gruppo molto disponibile e disciplinato, forse persino troppo: «a me a volte piacerebbe litigare». Per lui, il conflitto rispettoso è «un segno di personalità».
Responsabilità personale: ammette che il suo stesso metodo potrebbe aver frenato i giocatori: «può essere anche colpa mia». Il suo compito è portare la squadra agli ultimi 25 metri; poi devono essere i giocatori a trovare la soluzione.

Blocco mentale: vede nei giocatori un «semiblocco» e vuole «liberarli», chiedendo meno pensieri e più coraggio, iniziativa ed errore.

Identità: l'Atalanta è «una via di mezzo» tra tecnica e accelerazione, ma «dobbiamo trovare ancora la nostra identità»

Ti son piaciute le risposte che ha fornito Mister Sarri? ti soddisfano?
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By staff
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