Molto vicino un giovane talentino in porta
Quando l’Atalanta si muove su un talento giovane, raramente lo fa per caso. Se poi quel talento è un portiere classe 2009, già capace di giocare in Primavera sotto età, di chiudere la stagione con una media voto importante e di attirare l’attenzione di diversi club di Serie A, allora il segnale diventa ancora più forte. Filippo Lavezzi, gioiellino della Pergolettese, è uno di quei profili che raccontano il mercato prima ancora delle firme: crescita costante, personalità tra i pali e una traiettoria che può portarlo fino a Zingonia. La Dea è sempre più vicina a chiudere l’accordo, probabilmente per inserirlo nel percorso dell’Under 18, aggiungendo alla propria filiera un altro nome da seguire con enorme attenzione.
UN TALENTO GENERAZIONALE
Il nome è di quelli da segnare. Perché Lavezzi non è esploso all’improvviso, ma ha costruito il suo percorso passo dopo passo, lasciando il segno in ogni contesto attraversato. Prima Schuster, poi Pro Patria, quindi Monza, Pergolettese e ora la possibilità di sbarcare alla Dea, in uno dei settori giovanili più riconoscibili e formativi d’Italia. Una traiettoria che racconta bene la crescita di un portiere capace di imporsi presto e di confermarsi anche quando l’asticella si è alzata. Nella scorsa stagione era stato indicato come il miglior portiere della Serie C Under 16, un’investitura pesante per un ragazzo della sua età. Quest’anno, però, il salto non lo ha frenato: anzi, lo ha reso ancora più interessante. Con la Pergolettese Under 17 ha continuato a prendersi spazio, responsabilità e attenzione, confermandosi un punto di riferimento assoluto tra i pali. Il dato che colpisce di più, però, è quello legato alla Primavera, dove ha messo a segno 7 presenze quest'anno: per un classe 2009, giocare con continuità in una categoria superiore non è mai banale. Se poi, in un contesto così complicato, arrivano anche prestazioni di altissimo livello, la strada tracciata è chiara.
LA DEA HA AVUTO LA MEGLIO
Su Filippo Lavezzi si erano mossi diversi club di Serie A, attenti a un profilo giovane ma già abituato a misurarsi con contesti più grandi della sua età. L’Atalanta, però, ha accelerato in maniera decisa e ora l’operazione è praticamente conclusa: il portiere classe 2009 è pronto a diventare un nuovo rinforzo della Dea. Un colpo perfettamente in linea con la filosofia del club: individuare talenti di prospettiva, portarli a Zingonia, inserirli in un ambiente competitivo e strutturato accompagnandoli dentro un percorso tecnico di alto livello. Per Lavezzi si tratta del passaggio più importante di una strada già piena di indizi forti, mentre per l’Atalanta rappresenta un investimento mirato su un portiere che ha già dimostrato personalità, rendimento e capacità di adattamento. L’idea è quella di inserirlo nel percorso dell’Under 18, dove potrà continuare a crescere dentro una filiera abituata a lavorare sui dettagli e a valorizzare profili di prospettiva.
I NUMERI DI UN PREDESTINATO
I numeri raccontano meglio di tante parole la dimensione della stagione di Lavezzi. Lo scorso anno ha collezionato 24 presenze con l’Under 16 della Pergolettese, imponendosi come uno dei portieri più affidabili della categoria. In questa stagione ha aggiunto 13 presenze in Under 17, confermando il proprio ruolo centrale e prestazioni strepitose anche nel gruppo superiore. Ma il dato più pesante arriva dalla Primavera: 5 presenze in regular season con una media voto di 7.1, più altre 2 partite nei playoff, per un totale di 7 presenze con i più grandi nonostante la giovane età. Un numero che pesa, soprattutto perché riguarda un classe 2009 chiamato a confrontarsi con ritmi, responsabilità e fisicità che, a soli sedici anni, non puoi gestire se non fai parte degli eletti. A completare il quadro ci sono anche le 2 presenze al Torneo Maggioni-Righi con l’Under 17 della Lega Pro, un’altra vetrina importante dentro un’annata da protagonista. Ovunque sia stato chiamato in causa, Lavezzi ha lasciato tracce evidenti: rendimento alto, personalità e continuità. E quando un 2009 gioca in Primavera, sfodera prestazioni importanti, disputa i playoff e finisce nel mirino dell’Atalanta, non è più soltanto una promessa. È un segnale forte di un giocatore destinato a fare grandi cose. E la Dea, a quanto pare, lo ha letto prima di tutti.
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Fonte originale |
- sprintesport.it |
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