13/06/2026 | 14.30
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Nell'attesa io mi... Drogo


Ormai assomigliamo sempre più al Maggiore Drogo ne "Il deserto dei Tartari"

Ogni mattina ci svegliamo, guardiamo l'orizzonte e ci chiediamo: «A quando l'uomo che fuma a Zingonia?».

Ma all'orizzonte non si vede nulla.

Un giorno compare una nube di polvere: «È Sarri!». No, era soltanto il toscano di un passante.

Il giorno dopo qualcuno giura di aver visto muoversi qualcuno in lontananza: «Firma oggi!». No, era la prima comunione di un bambino in zona.

Passano le settimane. Le notifiche dei telefoni diventano come le vedette della Fortezza Bastiani nel libro: ogni vibrazione sembra annunciare l'evento decisivo, ma si rivela sempre un falso allarme.

Intanto il tempo scorre. I capelli imbiancano. Le vacanze finiscono. I calendari vengono stampati. Le amichevoli si avvicinano.

Eppure il comunicato dell'Atalanta continua a essere avvistato soltanto da fonti anonime molto ben informate che ci dicono che domani verra' diffuso. E domani sara' sempre domani

Nella fortezza, il Maggiore Drogo aspettava i Tartari. A Bergamo si aspetta Sarri. La differenza è che Buzzati, almeno, aveva scritto un romanzo. Qui stiamo vivendo una diretta infinita.

Ormai i tifosi atalantini non chiedono più quando arriverà Sarri. Chiedono se Sarri sia mai esistito davvero.

E quando finalmente comparirà il comunicato ufficiale, probabilmente nessuno esulterà. Ci sarà soltanto un vecchio tifoso, affacciato alla finestra, che sussurrerà: «Finalmente...»

Poi controllerà il telefono un'ultima volta e scoprirà che era un'altra indiscrezione e che il tutto era frutto solo del suo Alzheimer latente.



Calep

PS: Scusate il tono fatalista, ci stiamo solo ridendo e ricamando sopra. L'uomo con gli occhiali sulla testa, il sigaro in bocca e le dita nel naso arrivera'. Il bello sta proprio nell'aspettarlo


By staff
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