Orsato ammette gli errori agli allenatori: «Sono cinque» e uno e' quello su Rowe
Daniele Orsato ha incontrato gli allenatori di Serie A per fare il punto sull’arbitraggio e sugli episodi più discussi delle prime giornate. Al centro della riunione ci sono stati soprattutto gli errori commessi dagli arbitri e il modo in cui deve essere utilizzato il VAR.
Uno degli aspetti più significativi dell’incontro è stato il riconoscimento di cinque errori arbitrali. Orsato ha infatti analizzato con gli allenatori alcuni episodi nei quali le decisioni prese in campo non sono state considerate corrette.
Tra questi ci sono il mancato rigore in Pisa-Fiorentina di Coppa Italia per un fallo su Pellegrino, un altro episodio in Fiorentina-Frosinone, dove oltre al rigore non assegnato è stata evidenziata anche la mancata espulsione di Jimenez, e il fallo di mano di Vlasic in Torino-Milan, per il quale non era stato concesso il calcio di rigore.
Gli altri due episodi riguardano Como-Parma, con la mancata espulsione di Caqueret per un intervento su Britschgi, e Juventus-Atalanta, dove non era stato assegnato un rigore per la trattenuta di Kalulu su Rowe.
Il confronto con gli allenatori è servito anche a chiarire la nuova filosofia sul VAR. L’indicazione è quella di intervenire soltanto quando l’errore dell’arbitro è chiaro ed evidente. Il VAR, quindi, non deve diventare uno strumento per rivedere ogni episodio dubbio o ogni contatto avvenuto durante una partita.
La decisione finale deve rimanere soprattutto nelle mani dell’arbitro in campo. L’obiettivo è evitare che le partite vengano continuamente interrotte per controllare episodi di difficile interpretazione.
La stessa impostazione riguarda i contatti tra giocatori. Non ogni contatto deve essere considerato un fallo. Gli arbitri sono invitati a distinguere tra il normale contatto di gioco e un intervento realmente irregolare. L’intenzione è permettere alle partite di avere maggiore continuità, con meno fischi e meno interruzioni.
Si tratta quindi di un equilibrio delicato. Un VAR utilizzato meno può rendere il gioco più fluido e lasciare maggiore responsabilità all’arbitro, ma allo stesso tempo può significare che alcune decisioni sbagliate non vengano corrette se non vengono considerate errori evidenti.
Il messaggio arrivato dall’incontro con gli allenatori è dunque chiaro: gli arbitri devono essere più uniformi nelle loro decisioni, il gioco deve essere lasciato scorrere quando il contatto è regolare e il VAR deve intervenire soltanto nei casi in cui l’errore sia realmente evidente.
L’ammissione dei cinque errori rappresenta, in questo senso, anche un tentativo di fare chiarezza con le società e con gli allenatori, spiegando direttamente quali decisioni sono state considerate sbagliate e quali criteri dovranno essere applicati nelle prossime partite.