05/05/2018 | 13.40
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Il compaesano del mister che tiene all'Atalanta

E' di Grugliasco, il paese di Gasperini, Filippo Davide Di Santo ha 19 anni e sogna di diventare giornalista sportivo. Da qualche settimana scrive per Gazzetta Fan-news. Particolarità: non è bergamasco ma è tifoso atalantino. E in questo articolo (preso da gazzettafannews.it) parla di se stesso.

UNA SECONDA CASA

Qual è di solito la maggior parte delle domande che si fanno tra ragazzi quando ci si conosce. Beh, molto semplice: “Di che squadra sei?”. La risposta non si fa attendere, ed è sempre scontata: Inter, Juventus, Milan, Roma. Non nel mio caso. Perché? Perché nonostante sia nato in provincia di Torino sono tifoso dell’Atalanta. Già, sembra strano, ma è la verità. Giustamente dopo mi chiedono: “ma come mai sei diventato tifoso della Dea?”. Non è la prima volta che qualcuno mi fa questa domanda, ed è stato questo a portarmi per il mio cinquantesimo articolo su Gazzetta Fan-news, a raccontarvi di come mai un ragazzo torinese abbia deciso di tifare Atalanta.

PAPA', CHE SQUADRA E' QUELLA: tutto iniziò nel 2009: più precisamente verso marzo. Io avevo nove anni e il calcio non mi piaceva per niente, nonostante mio padre tentò di farmi diventare del Milan (essendo lui tifoso rossonero). Il mio "primo incontro" con colei che mi avrebbe influenzato la vita fu in un pranzo di famiglia. Tra una portata e l'altra guardavamo Studio Sport e stavano intervistando un giocatore (più avanti mi resi conto che era Fernando Coppola), e mentre si svolgeva l'intervista trasmettevano delle immagini della squadra. Una squadra con la maglia nerazzurra, ma non era l'Inter, era diversa, chiesi a mio padre che squadra era, e lui mi rispose "l'Atalanta". Da lì ci fu un colpo di fulmine, qualcosa cambiò dentro di me, era come se certi aspetti mi avessero fatto innamorare di quella squadra: i colori (nero e azzurro), il logo (un'ovale nerazzurro con una dea bianca: combinazione perfetta). Da allora mi informai di più: dove giocava, la sua storia, il suo inno, le figurine (pensate che avevo un amico che faceva l'album delle figurine e gli chiesi di darmi tutte le figurine dell'Atalanta ), i giocatori (quell'anno mi piacevano Floccari e Doni). A fronte di ciò mio padre mi prese la maglia ufficiale della squadra: stagione 2007/2008. E poi a maggio andai con i miei a vedere Atalanta-Palermo in tribuna (finì 2-2 con una doppietta di Plasmati di testa). Una partita incredibile: i gol, il tifo, tutto. E da li, la curiosità diventò amore.

360 GRADI DI ATALANTA: da quasi 10 anni a sta parte l'Atalanta fa parte di me in tutto per tutto: dalla mia camera (attorniata da poster, sciarpe e bandiere nerazzurre), dalle maglie (con più di 20 maglie), fino ad arrivare anche nella vita quotidiana. A scuola ero conosciuto da tutti come "quello che tifa per l'Atalanta", tanto da portare pure lo zaino ufficiale della squadra. Ancora ricordo quelle volte in cui l'Atalanta nel week-end perdeva e i miei compagni di classe simpaticamente lo facevano presente. Quando andavo con i miei genitori a Bergamo ovviamente la prima tappa era lo store nerazzurro, e li compravo di tutto: gagliardetti, calendari, libri e maglie. Da tifoso ho vissuto e sto vivendo delle emozioni incredibili: in particolare gli ultimi anni con l'Europa League. Alcuni mi dicono, in modo ironico, che penso sempre e solo all'Atalanta, ma per me come per molti tifosi nerazzurri è come una droga: non ne puoi fare a meno. Fino al 2014 andavo sempre in tribuna poi la Curva Pisani, e in futuro spero la Tribuna Stampa: visto che sogno di diventare giornalista sportivo, in particolare per l'Atalanta.

UNA CITTA', UNA SECONDA CASA: questo amore per l'Atalanta si è consolidato anche con il rapporto che ho avuto (e che ho tutt'ora) con la gente di Bergamo. Gente che quando dissi di essere atalantino nonostante fossi nato in Piemonte mi accolse quasi come se fossi una star: in modo particolare il Presidente del Club Amici dell'Atalanta Marino Lazzarini (nella quale fui premiato alla Camminata Nerazzurra per ben sei volte), il club "Dee della Dea" (composta da Maura, Elena, Francesca, Denise, Zanoli e il signor Zanini), ma anche molti amici tra ultras e gente con la dea nel cuore. Gente dal grande cuore a cui sarò per sempre grato, tanto da farmi innamorare della città di Bergamo: proprio come se fosse una seconda casa.

By staff
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