Due anni fa, come oggi, pubblicammo questa intervista di Raffaele Palladino, allora al Monza. Manco a farlo apposta oggi 2026 riportiamo altra intervista al Mister. Vediamo insieme se qualcosa è cambiato nelle risposte e nei concetti espressi dal Mister.
In particolare un' affermazione fa sorridere visto cosa ha destinato poi il futuro a lui, a noi e a qualche altro suo collega...
Ecco l'intervista
Raffaele Palladino si racconta in un'intervista a So Foot
Uno degli allenatori in ascesa nella nostra Serie A. Raffaele Palladino si è raccontato a tutto tondo in una lunga intervista rilasciata a So Foot. Dai primi calci al pallone per le strade di Napoli alla sua nuova carriera in panchina, dove svela le sue fonti d'ispirazione: "Di Guardiola ho recuperato i principi del gioco: la ricerca del comando, il fatto di partire da dietro, attaccare con tanti giocatori, essere tecnicamente forti, avere giocatori intelligenti. Direi che c'è questo in comune, poi lui lo fa a livello molto, molto alto e, soprattutto, non credo funzioni copiare tutto. Da una parte devi mettere qualcosa di tuo".
"Pep non è la mia unica ispirazione. - continua l'allenatore del Monza - Ho preso tanto da Gasperini e Juric. Per esempio: la capacità della mia squadra di essere in grado di attaccare l'avversario molto in alto. Il cuore del nostro gioco è basato sull'occupazione dello spazio. Quando i giocatori capiscono vedi i frutti, devi metterli nelle migliori condizioni possibili e poi spetta a loro. A volte ti trovi con un difensore in attacco. Cerchiamo di avere equilibrio, sganciare un difensore quando difendi a tre significa attaccare in modo sicuro spazi liberi, ma anche creare superiorità in ripartenza. Questo l'ho preso da Gasp, mio maestro a Genova. Ha partecipato a rivoluzionare il calcio. Tutti dicevano che non era possibile giocare a tre, lui lo ha fatto".
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