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28/10/2026 | 04.44
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Questione di identita'

Non è un momento facile per la Dea, che nonostante i buoni propositi estivi, la ricca campagna acquisti estiva e l’ingaggio di due pezzi da novanta, come l’allenatore Maurizio Sarri ed il Direttore Sportivo Cristiano Giuntoli, stenta a far decollare la stagione.

Una stagione iniziata con un po’ di fortuna che però pian piano ha preso connotazioni sempre più preoccupanti, sia per la quantità di infortuni registrati dall’inizio del campionato ad oggi, sia per i risultati sportivi che hanno regalato ben poche gioie ai tifosi atalantini.

I fischi finali e le grida della curva nord rivolte ai giocatori al termine della gara con il Frosinone sono un campanello d’allarme, la misura è quasi colma almeno per una parte dei tifosi atalantini che dopo anni di gloria e di brillanti risultati sul campo, non sembrano intenzionati a tornare indietro.

Tra i commentatori, gli addetti ai lavori, la stampa tutta ci si interroga su cosa non va, perché le azioni intraprese dalla società sono difficilmente contestabili e i presupposti dell’estate neroazzurra lasciavano intravvedere ben altre prospettive.

Ma come spesso accade nello sport, per ottenere risultati non basta fare investimenti importanti, servono anche altre componenti che non si possono comprare e che dipendono da altri fattori.

Proprio la partita con il Frosinone ha messo in mostra le qualità di una squadra neopromossa che sta facendo un avvio di campionato importante, grazie e soprattutto alle qualità del suo allenatore Massimiliano Alvini.

Un allenatore che è venuto dalla gavetta e che ha raggiunto la notorietà all’età di 56 anni proprio sulla panchina dei frusinati.

Ed è stato proprio Alvini in conferenza stampa, al termine della partita con l’Atalanta, ad indicare la via, quando ad una domanda di un collega della stampa bergamasca sul modulo tattico di difesa, ha risposto in modo univoco: al di là dello schieramento che sia a tre o a quattro quello che conta è l’identità di squadra, senza la quale al di là degli schieramenti e dei moduli non si possono ottenere risultati.

La carica con cui questo allenatore ha risposto alle domande dei colleghi, ha fatto venire alla mente vecchi ricordi, ma soprattutto ha colpito la sua determinazione e la sua voglia di arrivare che sta spingendo il Frosinone in posizioni di classifica impensabili alla viglia del campionato.

E veniamo a mister Sarri, un allenatore preparato che in conferenza stampa è sempre lucido nelle sue analisi ed onesto, così è stato anche al termine della gara con il Frosinone dove ha riconosciuto gli errori commessi sia della squadra che nelle scelte fatte, ma che è sopraffatto dai problemi che assillano la Dea in questo momento e che sembra quasi scoraggiato.
Non c’è dubbio che le assenze pesano come macigni e di settimana in settimana, se ne aggiungono delle altre, complicando non poco un processo di cambiamento del gioco della squadra che già aveva i suoi problemi.

La mancanza di risultati preoccupa non poco il mondo atalantino e ci si interroga se non sia il caso di cambiare nuovamente guida tecnica anche se i nomi disponibili non convincono proprio.

Probabilmente qualche errore è stato commesso, come è normale che sia in un processo di cambiamento, ma per il bene della Dea, in questo momento anche se è difficile, occorre stare tutti uniti, perché verrà il tempo in cui finalmente la squadra potrà di nuovo contare su tutta la rosa che è forte ed allora si potrà provare a svoltare.

Ma per allora chiediamo a mister Sarri di riaccendere la scintilla, di recuperare quella voglia di arrivare e di vincere, per dare una vera identità alla squadra neroazzurra, una nuova identità che caratterizzi la nuova veste della squadra e senza la quale non si può andare lontano nello sport e nel calcio.

LuckyLu


By staff
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